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giovedì 12 gennaio 2017

Europeismo

Europeismo

 Quando si inizia a parlare di Europa  e di europeismo spesso le persone che incontro attaccano con le critiche, riprendendo superficialmente i discorsi che sentono fare da diversi politici nazionali, come se gran parte dei problemi che ci sono in Italia derivassero dall’Europa, concepita secondo la mentalità fascista (scrivo le cose come sono!), come un coacervo di nazione d’oltralpe che ce l’hanno con noi. In realtà di Europa  si sa poco, in particolare della sua storia e di come è diventata cercando di superare gli  stati nazionali, i quali (quelli sì) erano stati protagonisti della sanguinosa, tragica, storia europea. Ecco un primo punto da tenere presente: l’idea di una unificazione istituzionale  tra i popoli europei scaturiva dalla volontà di stabilire una pace europea, dopo secoli di conflitti. In effetti il progressivo processo di unificazione istituzionale europea, vale a dire, innanzi tutto, prima ancora della creazione di un governo  europeo, la creazione di norme europee, che favorissero la cooperazione europea e l’avvicinamento  delle società europee, ci ha dato un lungo periodo di pace, che dura tutt’oggi.  L’ultima guerra mondiale finì in Europa nella primavera del 1945 e non era scontato che non potesse riprendere. Solo sei anni dopo, a Parigi, nel 1951, venne concluso il primo degli accordi internazionali che diede inizio al processo di unificazione istituzionale europea: il trattato che istituì la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, più nota con la sigla CECA. Lo conclusero sei stati nazionali: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi (Olanda). Notate qualcosa? In questo gruppo c’erano stati nazionali che si erano combattuti durante la Seconda guerra mondiale: Germania e Italia da una parte, Belgio, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi dall’altra. Le ultime due guerre mondiali (1914/1918 e 1939-1945) erano originate sulla frontiera tra Francia e Germania. Oggi il problema della pace europea non scalda i cuori, e invece dovrebbe. Negli anni ’40 era diverso, perché si aveva l’esperienza diretta di due guerre mondiali che avevano provocato tante sofferenze ai popoli europei e, in particolare, tra le classi popolari, operai e contadini, che fornivano i  militari di truppa, in particolare la fanteria, votata allo sterminio. L’idea di unificazione europea era rivoluzionaria durante il regime fascista (1922-1945). E infatti uno dei documenti più citati, ma poco conosciuto, dell’europeismo italiano, il Manifesto di Ventotene, che ho pubblicato ieri, venne scritto nell’Isola di Ventotene, da  tre pregiudicati sottoposti alla misura di polizia del confino per ragioni politiche, che era molto di più dell’obbligo di soggiorno che si applica oggi alle persone pericolose. Comportava infatti una serie di gravi limitazioni che, in definitiva, obbligavano i confinati a stare sempre tra di loro. Quei confinati si chiamavano Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Il più noto dei tre è Spinelli, che nel 1941 aveva 34 anni. Gli altri due ne avevano 44 e 32.  Li possiamo considerare tre rivoluzionari, perché volevano cambiare totalmente il mondo in cui si erano trovati a vivere.
  Come c’entra l’europeismo con la fede religiosa? C’entra per vari motivi. Innanzi tutto l’ideale di una pace  tra i popoli è diventato dalla metà del secolo scorso molto importante nella nostra dottrina sociale. E l’unificazione europea è stata una via verso la pace. E poi perché l’ideologia dell’unificazione europea è vista con sospetto, tra noi in religione, nonostante che i laici di fede siano stati protagonisti in quel processo politico. In effetti negli ultimi decenni essa ha surclassato quella religiosa come potenza di pace, in particolare, più recentemente, nelle politiche contro la discriminazione sociale che sta attuando. Le organizzazioni religiose sono in genere andate a rimorchio, spesso riottosamente, come quando si cerca di contrastare le discriminazioni a sfondo sessuale. Si tende allora a pensare che la rivoluzione che si sta attuando nel processo di unificazione europea sia antireligiosa, e non è così, come si potrebbe facilmente capire se si trovasse il tempo di approfondire.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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