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Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce abitualmente il martedì alle 17 e anima la Messa domenicale delle 9.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 15 gennaio 2017

Domenica 15-1-17 - Seconda Domenica del Tempo Ordinario - Letture e sintesi dell’omelia - avvisi del parroco e di A.C.

Domenica 15-1-17 - Seconda Domenica del Tempo Ordinario  - Lezionario dell’anno A per le domeniche e le solennità – – colore liturgico:  verde – salterio: 2° settimana Tempo -   Letture e sintesi dell’omelia - avvisi del parroco e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura, 6°C, cielo coperto. Canti: ingresso, Alzo gli occhi verso i monti; Offertorio,  Il disegno; Comunione,  Eccomi; finale, Dell’aurora tu sorgi più bella.  

News
  Nella Messa delle 11 il nuovo coro parrocchiale canterà il Gloria  in Gregoriano.
  E’ ancora allestito il presepe parrocchiale, nella cappella laterale di destra, guardando l’abside
 
Il gruppo di Ac era seduto nei banchi a fianco dell’altare, sulla sinistra guardando l’abside.



Buona domenica a tutti i lettori!

Nel post che precede trovate alcune riflessioni su Italia e nazione
              
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 Pillole di Concilio
[Dalla Costituzione dogmatica sulla Chiesa Luce per le genti, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]

CAPITOLO II
IL POPOLO DI DIO
Nuova alleanza e nuovo popolo

9. In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità.
  Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però avvenne in preparazione e figura di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo, e di quella più piena rivelazione che doveva essere attuata per mezzo del Verbo stesso di Dio fattosi uomo. « Ecco venir giorni (parola del Signore) nei quali io stringerò con Israele e con Giuda un patto nuovo... Porrò la mia legge nei loro cuori e nelle loro menti l'imprimerò; essi mi avranno per Dio ed io li avrò per il mio popolo... Tutti essi, piccoli e grandi, mi riconosceranno, dice il Signore » (Ger 31,31-34). Cristo istituì questo nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1 Cor 11,25), chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio. Infatti i credenti in Cristo, essendo stati rigenerati non di seme corruttibile, ma di uno incorruttibile, che è la parola del Dio vivo (cfr. 1 Pt 1,23), non dalla carne ma dall'acqua e dallo Spirito Santo (cfr. Gv 3,5-6), costituiscono « una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo tratto in salvo... Quello che un tempo non era neppure popolo, ora invece è popolo di Dio » (1 Pt 2,9-10).
  Questo popolo messianico ha per capo Cristo « dato a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione » (Rm 4,25), e che ora, dopo essersi acquistato un nome che è al di sopra di ogni altro nome, regna glorioso in cielo. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come in un tempio. Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati (cfr. Gv 13,34). E finalmente, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra (cfr. Col 3,4) e « anche le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio » (Rm 8,21). Perciò il popolo messianico, pur non comprendendo effettivamente l'universalità degli uomini e apparendo talora come un piccolo gregge, costituisce tuttavia per tutta l'umanità il germe più forte di unità, di speranza e di salvezza. Costituito da Cristo per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui assunto ad essere strumento della redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5,13-16), è inviato a tutto il mondo.
  Come già l'Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio (Dt 23,1 ss.), così il nuovo Israele dell'era presente, che cammina alla ricerca della città futura e permanente (cfr. Eb 13,14), si chiama pure Chiesa di Cristo (cfr. Mt 16,18); è il Cristo infatti che l'ha acquistata col suo sangue (cfr. At 20,28), riempita del suo Spirito e fornita di mezzi adatti per l'unione visibile e sociale. Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica. Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli, e nel suo cammino attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.

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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro del profeta Isaia (Is 49,3.5-6)

  Il Signore mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza - e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra».


Salmo responsoriale (dal Salmo 39 )         

Ritornello: 
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.


Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. 

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». 

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». 

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. 

Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi (1Cor 1,1-3)

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!


Canto al Vangelo 

Alleluia, alleluia
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare
figli di Dio.  (Gv 1,14a).
Alleluia


Vangelo
 Dal Vangelo  secondo Giovanni (Gv 1,29-34)

  In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».


Sintesi dell’omelia

 Durante il Tempo liturgico di Natale siamo stati portati a riflettere sulla manifestazione di Gesù al mondo, in particolare nella solennità dell’Epifania. Il brano evangelico proclamato nella Messa di oggi prosegue su quella linea. Gesù è presentato come colui che toglie il  peccato del mondo.
  Sono tanti i peccati che l’essere umano può commettere, ma essi hanno la loro radice  in un unico peccato, che è quello di non riconoscere chi  è  Dio.
  Nel brano evangelico letto durante la festa del Battesimo del Signore, Domenica scorsa, è Dio che indica in Gesù il Figlio. In quello proclamato oggi è Giovanni Battista.
  Dobbiamo vedere, conoscere e testimoniare Gesù. La salvezza ci arriva in una persona, in Gesù. Dobbiamo essere capaci di riconoscere Gesù negli altri, nella famiglia, insomma nella nostra vita. Di vedere Dio, ad esempio, nel matrimonio: se ci si riesce non è più la stessa cosa, e ne deriva la fedeltà al coniuge.
 Non è poi con i discorsi che portiamo Gesù agli altri, ma con la nostra testimonianza di fede.
  Proponiamoci dunque di vedere, conoscere  e di testimoniare con la nostra vita Gesù.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante.

Avvisi del parroco:
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Avvisi di A.C.
-  Il gruppo parrocchiale di Azione Cattolica si riunirà in sala rossa il riprenderà a riunirsi in sala rossa martedì  17-1-17, alle ore 5. Le letture di Domenica 22-1-17,  terza del Tempo Ordinario, saranno: Is 8,23b-9,3; Sal26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23.























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