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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

venerdì 6 gennaio 2017

Epifania 2017 - Letture e sintesi dell’omelia - avvisi del parroco e di A.C.

 Epifania 2017-  Lezionario dell’anno A per le domeniche e le solennità – colore liturgico: bianco – salterio: proprio del Tempo -   Letture e sintesi dell’omelia - avvisi del parroco e  di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura  2°C. Cielo: sereno. Canti: ingresso, Venite fedeli; Offertorio, Notte placida; Comunione, Astro del ciel; finale, Tu scendi dalle stelle.

Domani sera, dopo la  Messa vespertina, nella chiesa parrocchiale la corale Gino Contilli si produrrà in uno spettacolo di canti natalizi. La medesima corale animerà i canti della Messa
 

Buona Epifania i lettori!

Presepe allestito nella Chiesa parrocchiale

                        
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 Pillole di Concilio

 [Dalla Costituzione  Luce per le Genti,  del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)

La Chiesa, corpo mistico di Cristo
7. Il Figlio di Dio, unendo a sé la natura umana e vincendo la morte con la sua morte e resurrezione, ha redento l'uomo e l'ha trasformato in una nuova creatura (cfr. Gal 6,15; 2 Cor 5,17). Comunicando infatti il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, che raccoglie da tutte le genti.
 In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che, attraverso i sacramenti si uniscono in modo arcano e reale a lui sofferente e glorioso. Per mezzo del battesimo siamo resi conformi a Cristo: « Infatti noi tutti « fummo battezzati in un solo Spirito per costituire un solo corpo » (1 Cor 12,13). Con questo sacro rito viene rappresentata e prodotta la nostra unione alla morte e resurrezione di Cristo: « Fummo dunque sepolti con lui per l'immersione a figura della morte »; ma se, fummo innestati a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una resurrezione simile alla sua » (Rm 6,4-5). Partecipando realmente del corpo del Signore nella frazione del pane eucaristico, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi: « Perché c'è un solo pane, noi tutti non formiamo che un solo corpo, partecipando noi tutti di uno stesso pane» (1 Cor 10,17). Così noi tutti diventiamo membri di quel corpo (cfr. 1 Cor 12,27), «e siamo membri gli uni degli altri» (Rm 12,5).
  Ma come tutte le membra del corpo umano, anche se numerose, non formano che un solo corpo così i fedeli in Cristo (cfr. 1 Cor 12,12). Anche nella struttura del corpo mistico di Cristo vige una diversità di membri e di uffici. Uno è lo Spirito, il quale per l'utilità della Chiesa distribuisce la varietà dei suoi doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei ministeri (cfr. 1 Cor 12,1-11). Fra questi doni eccelle quello degli apostoli, alla cui autorità lo stesso Spirito sottomette anche i carismatici (cfr. 1 Cor 14). Lo Spirito, unificando il corpo con la sua virtù e con l'interna connessione dei membri, produce e stimola la carità tra i fedeli. E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato, ne gioiscono con esso tutte le altre membra (cfr. 1 Cor 12,26).
  Capo di questo corpo è Cristo. Egli è l'immagine dell'invisibile Dio, e in lui tutto è stato creato. Egli è anteriore a tutti, e tutte le cose sussistono in lui. È il capo del corpo, che è la Chiesa. È il principio, il primo nato di tra i morti, affinché abbia il primato in tutto (cfr. Col 1,15-18). Con la grandezza della sua potenza domina sulle cose celesti e terrestri, e con la sua perfezione e azione sovrana riempie delle ricchezze della sua gloria tutto il suo corpo (cfr. Ef 1,18-23).
  Tutti i membri devono a lui conformarsi, fino a che Cristo non sia in essi formato (cfr. Gal 4,19). Per ciò siamo collegati ai misteri della sua vita, resi conformi a lui, morti e resuscitati con lui, finché con lui regneremo (cfr. Fil 3,21; 2 Tm 2,11; Ef 2,6). Ancora peregrinanti in terra, mentre seguiamo le sue orme nella tribolazione e nella persecuzione, veniamo associati alle sue sofferenze, come il corpo al capo e soffriamo con lui per essere con lui glorificati (cfr. Rm 8,17). Da lui « tutto il corpo ben fornito e ben compaginato, per mezzo di giunture e di legamenti, riceve l'aumento voluto da Dio » (Col 2,19). Nel suo corpo, che è la Chiesa, egli continuamente dispensa i doni dei ministeri, con i quali, per virtù sua, ci aiutiamo vicendevolmente a salvarci e, operando nella carità conforme a verità, andiamo in ogni modo crescendo verso colui, che è il nostro capo (cfr. Ef 5,11-16 gr.).
  Perché poi ci rinnovassimo continuamente in lui (cfr. Ef 4,23), ci ha resi partecipi del suo Spirito, il quale, unico e identico nel capo e nelle membra, dà a tutto il corpo vita, unità e moto, così che i santi Padri poterono paragonare la sua funzione con quella che il principio vitale, cioè l'anima, esercita nel corpo umano. Cristo inoltre ama la Chiesa come sua sposa, facendosi modello del marito che ama la moglie come il proprio corpo (cfr. Ef 5,25-28); la Chiesa poi è soggetta al suo capo. E poiché «in lui abita congiunta all'umanità la pienezza della divinità » (Col 2,9), egli riempie dei suoi doni la Chiesa la quale è il suo corpo e la sua pienezza (cfr. Ef 1,22-23), affinché essa sia protesa e pervenga alla pienezza totale di Dio (cfr. Ef 3,19).


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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro del profeta Isaìa  (Is  60,1-6)

 Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Salmo responsoriale
(Dal salmo 71)

Ritornello:  
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. 

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. 

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. 

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri. 

Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 3,2-3a.5-6)

  Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.


Canto al Vangelo 

Alleluia, alleluia
Abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti per adorare il Signore. (Cfr Mt 2,2)
Alleluia


Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,1-12)


 Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA


Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 16 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 1 marzo.
L’Ascensione del Signore,  il 28 maggio.
La Pentecoste, il 4 giugno.
La prima domenica di Avvento, il 3 dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.
 
Sintesi dell’omelia

 L’annuncio del giorno  della Pasqua, che è stato proclamato durante la Messa di oggi, ci richiama al senso profondo del Natale.
   Nel bambino Gesù vediamo il Redentore, colui che ci  ha salvati mediante la sua passione, morte e resurrezione. I doni recati dai Magi, secondo il racconto evangelico, oro, incenso e mirra, lo rappresentano simbolicamente.
 L’oro rappresenta la regalità di Cristo, che però non significa spadroneggiare, ma si attua nella Croce.
 L’incenso, che nell’antichità ebraica si usava effondere nella stanza dove era custodita l’Arca dell’Allenza, il luogo della presenza divina, rappresenta la divinità di Cristo.
 La mirra, l’unguento che anticamente si usava per ungere i cadaveri prima della sepoltura, rappresenta la morte di Cristo, per mezzo della quale, nella resurrezione ci è venuta la salvezza.
 Le figure dei Magi, sapienti dell’Orienta, di cui nelle Scritture non ci viene indicato il numero, per cui idealmente tutta l’umanità si può accodare verso di loro, ci stimolano a chiederci quale sia il nostro atteggiamento nei confronti del senso profondo del Natale.
 In essi troviamo la fiducia, la strada, l’atteggiamento di domanda e l’incontro. Siamo capaci di seguirli in questo. Ci indicano vite che hanno un orientamento verso una meta. Si misero in viaggio per raggiungerla. La loro metà fu la Natività, Gesù neonato, il Salvatore e Redentore, tra sua madre e Giuseppe.
 Ebbero fiducia  nel segno celeste e nelle scritture mettendosi in viaggio per incontrare il Salvatore. Confidiamo in Dio o solo in noi stessi?
 Si misero in viaggio per una strada incerta, ignota. Sappiamo farlo o preferiamo percorrere sempre le strade note?
 Posero domande alle Scritture, dalle quali ricavarono la direzione del loro viaggiare, l’indicazione della loro meta.
 Giunsero a incontrare Gesù, comprendendo il senso profondo della sua nascita.
 Il re Erode, per come ci viene presentato nelle Scritture evangeliche, aveva invece fiducia solo in sé stesso e percorreva le strade dove lo conduceva la sua brama di potere. Domandò notizie ai Magi, ma non per incontrare Gesù: sappiamo che si proponeva di ucciderlo.
 Chiediamo allo Spirito Santo di predisporci all’incontro con Gesù, colui che ci attende per abbracciarci e rinnovare la sua alleanza con noi.

 Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante.

Avvisi del parroco:
- la messa vespertina di domani, 7-1-16, sarà animata dalla corale Gino Contilli, che poi, al termine della liturgia. eseguirà  uno spettacolo di canti natalizi.

Avvisi di A.C.
- Il gruppo parrocchiale di Azione Cattolica riprenderà a riunirsi in sala rossa martedì  10-1-17;





















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