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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

venerdì 10 febbraio 2017

Una delegazione della parrocchia alla Messa celebrata dal Papa nella cappella di Casa Santa Marta lunedì 6 febbraio 2017

Una delegazione della parrocchia alla Messa celebrata dal Papa nella cappella di Casa Santa Marta  lunedì 6 febbraio 2017


video dell’omelia sul Web: <http://www.tv2000.it/prega-con-noi/2017/02/06/omelia-di-papa-francesco-a-santa-marta-del-6-febbraio-2017/>

Omelia tenuta il 6 febbraio 2017 da papa Francesco nella messa mattutina presso la cappella Casa Santa Marta, dove vive. Erano presenti il parroco, gli altri sacerdoti della parrocchia e una rappresentanza dei gruppi di fedeli laici operanti in parrocchia.

Messa del mattino di lunedì 6 febbraio 2017 memoria di San Paolo Miki e compagni martiri
Letture:
PRIMA LETTURA
Dio disse, e così avvenne.
Dal libro della Gènesi
Gen 1,1-19


 In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
 Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
 Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 103
R. Gioisca il Signore per tutte le sue creature.
Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto. R.

Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l'hai coperta con l'oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque. R.

Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde. R.

Quante sono  le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia. R.
VANGELO
Quanti lo toccavano venivano salvati.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,53-56
 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
 Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
 E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.



“Sei tanto grande Signore”. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dal Salmo 103, un “canto di lode” a Dio per le sue meraviglie. “Il Padre – ha osservato – lavora per fare questa meraviglia della creazione e per fare col Figlio questa meraviglia della ri-creazione”. Francesco ha così rammentato che una volta un bambino gli ha chiesto che cosa Dio facesse prima di creare il mondo. “Amava”, è stata la sua risposta.
 Perché allora Dio ha creato il mondo? “Semplicemente per condividere la sua pienezza – ha affermato Francesco – per avere qualcuno al quale dare e col quale condividere la sua pienezza”. E nella ri-creazione, Dio invia suo Figlio per “ri-sistemare”: fa “del brutto un bello, dell’errore un vero, del cattivo un buono”.
[sintesi da Web: https://www.avvenire.it/papa/pagine/il-cristiano-e-schiavo-dell-amore-non-del-dovere-santa-marta-6-febbraio-2017]

Segue mia trascrizione da video: <http://www.tv2000.it/prega-con-noi/2017/02/06/omelia-di-papa-francesco-a-santa-marta-del-6-febbraio-2017/> -[trascrizione di Mario Ardigò]

 Quando Gesù dice: ‘Il Padre sempre opera; anche io opero sempre’ i dottori della legge si scandalizzarono e volevano ucciderlo per questo. Perché? Perché non sapevano ricevere le cose di Dio come dono! Soltanto come giustizia: ‘Questi sono i Comandamenti. Ma sono pochi, ne facciamo di più’. E invece di aprire il cuore al dono, si sono nascosti, hanno cercato rifugio nella rigidità dei Comandamenti, che loro avevano moltiplicato fino a 500 o più… Non sapevano ricevere il dono. E il dono soltanto si riceve con la libertà. E questi rigidi avevano paura della libertà che Dio ci dà; avevano paura dell’amore.
 Oggi abbiamo lodato il Padre: “Sei grande Signore! Ti voglio tanto bene, perché mi hai dato questo dono! Mi hai salvato, mi hai creato!”.  E questa è la preghiera di lode, la preghiera di gioia. La preghiera che ci dà l’allegria della vita cristiana, non quella preghiera chiusa, triste, della persona che mai sa ricevere un dono, perché ha paura della libertà, che sempre porta con sé un dono: soltanto sa fare il “dovere”, ma il dovere “chiuso”. Schiavi del dovere, ma non dell’amore. Quando tu diventi schiavo dell’amore, sei libero.  E’ una bella schiavitù quella. Ma quelli non capivano questo.
 Come ricevo io la redenzione, il perdono che Dio mi ha dato? Di farmi figlio con il suo Figlio. Con amore, con tenerezza, con libertà, o mi nascondo nella rigidità dei Comandamenti “chiusi”, che sempre, sempre, sono più “sicuri” - tra virgolette-, ma non ti danno gioia, perché non ti fanno libero.
 Ognuno di noi può domandarsi come vive queste due meraviglie: la meraviglia della Creazione e l’ancora più meraviglia della ri-Creazione.
 Che il Signore ci faccia capire questa cosa grande. E ci faccia capire quello che lui faceva prima di creare il mondo: amava. Ci faccia capire il suo amore verso di noi. E noi possiamo dire, come abbiamo detto oggi: “Sei tanto grande, Signore, grazie, grazie!”.  Andiamo avanti così!



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