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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

mercoledì 22 febbraio 2017

Riunione del gruppo parrocchiale di AC del 21-2-17

Riunione del gruppo parrocchiale di AC del 21-2-17

 La riunione si è aperta con alcuni avvisi:
-venerdì 24 febbraio, alle ore 19, in sala rossa, si terrà il nuovo incontro di approfondimento        sull’enciclica Laudato si’, di papa Francesco. In particolare si parlerà dei riflessi sull’ambiente del sistema economico;
- nella riunione del gruppo di AC del 28 febbraio faremo una festa di Carnevale: tutti sono invitati a portare cose buone da mangiare;
- il 1 marzo, mercoledì delle Ceneri, la liturgia dell’imposizione delle Ceneri verrà celebrata ad ogni Messa e anche alle ore 20:00. La Messa vespertina delle ore 18:00 verrà concelebrata dal vescovo ausiliare di settore.
  La delegazione del gruppo all’Assemblea diocesana ha poi riferito di quell’esperienza associativa, svoltasi per l’elezione di membri del Consiglio diocesano.  E’ stata un’esperienza gioiosa, caratterizzata, è stato detto, dal sorriso, dalla speranza e dalla presenza di tanti giovani.  Sabato si è avuta la presenza del Cardinal Vicario mons. Vallini.
 Siamo poi passati a continuare l’approfondimento della  beatitudine  dei  puri di cuore, i quali vedranno Dio.
  Sono state proiettate alcune sequenze del film  Marcellino pane e vino, nelle quali un bimbo accolto in un convento di frati parla con il Gesù di un crocifisso, che scende dalla croce per mangiare e bere il pane  e il vino portatogli da Marcellino.  I bimbi hanno gli occhi e il cuore puri e possono vedere Dio. E’ stato ricordato l’episodio evangelico in cui Gesù  disse di lasciare che i bambini venissero a lui e che se non si diventa come bambini non si entrerà nel Regno dei Cieli.
L’assistente ecclesiastico  ha poi utilizzato, per spiegare la beatitudine, l’episodio evangelico dell’unzione di Betania, nel Vangelo di Matteo 26, 1-13:
[1] Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: 
[2] "Voi sapete che fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso". 
[3] Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, [4] e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire. 
[5] Ma dicevano: "Non durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo". 
[6] Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, [7] gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. 
[8] I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: "Perché questo spreco? 
[9] Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!". 
[10] Ma Gesù, accortosene, disse loro: "Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me. 
[11] I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. 
[12] Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 
[13] In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei". 
 La purezza di cuore della beatitudine  non riguarda fatti rituali, non è  una purezza rituale, ma riguarda l’interiorità della persona, il centro della persona nel suo agire morale. Attraverso il cuore  si vede Dio, vale a dire si comprende il suo messaggio, la sua volontà e chi è veramente Gesù.
 Ci ha proposto il mosaico di padre Lutvik che raffigura l’episodio.  Gesù vi è rappresentato seduto in trono con una stola che rappresenta il sacerdozio. La donna versa sul capo di Gesù l’olio profumato e ha un asciugamano che arriva fino ai piedi di Gesù, richiamando l’episodio della lavanda dei piedi e quindi il dono di sé nel servizio. Tiene una mano sul cuore, perché è col cuore che capisce chi è Gesù.



 Come erano i cuori dei protagonisti dell’episodio intorno a Gesù?
 I cuori dei sacerdoti e degli anziani: si mettono insieme per far morire Gesù. Vedono in lui  l’avversario da far fuori, non il messaggio di Dio che giunge loro attraverso Gesù. Hanno cuori impuri perché centrati su sé stessi.
 I cuori dei discepoli: i discepoli si sdegnarono al gesto della donna, anche loro avevano cuori impuri, perché non andavano oltre le proprie esigenze e non capivano che la donna aveva agito in quel modo perché aveva compreso Gesù.
 La donna, raffigurata da padre Lutvik con una mano sul cuore, ha invece un cuore puro, con il quale ha capito tutto. Il suo gesto di versare l’unguento su Gesù è un’anticipazione: Gesù si sta preparando a donare tutta la sua vita per la nostra salvezza; vede in Gesù il Messia, il Salvatore, e comprende il senso della sua missione. La donna ha un cuore  puro nel senso di  convertito. In lei l’umanità non è una barriera all’incontro con Dio. Solo con uno sguardo puro  è possibile riconoscere Gesù nei fratelli e nei segni della storia.
 Abbiamo poi meditato su questi otto passi del Messaggio di papa Francesco per la 30° giornata mondiale della Gioventù, nel 2015, centrato proprio sulla beatitudine  della purezza di cuore: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8):
1.
 Beati i puri di cuore…
Adesso cerchiamo di approfondire come questa beatitudine passi attraverso la purezza del cuore. Prima di tutto dobbiamo capire il significato biblico della parola cuore. Per la cultura ebraica il cuore è il centro dei sentimenti, dei pensieri e delle intenzioni della persona umana. Se la Bibbia ci insegna che Dio non vede le apparenze, ma il cuore (cfr 1 Sam 16,7), possiamo dire anche che è a partire dal nostro cuore che possiamo vedere Dio. Questo perché il cuore riassume l’essere umano nella sua totalità e unità di corpo e anima, nella sua capacità di amare ed essere amato.
2.
Per quanto riguarda invece la definizione di “puro”, la parola greca utilizzata dall’evangelista Matteo è katharòs e significa fondamentalmente pulito, limpido, libero da sostanze contaminanti. Nel Vangelo vediamo Gesù scardinare una certa concezione della purezza rituale legata all’esteriorità, che vietava ogni contatto con cose e persone (tra cui i lebbrosi e gli stranieri), considerati impuri. 
 3.
In che consiste dunque la felicità che scaturisce da un cuore puro? A partire dall’elenco dei mali che rendono l’uomo impuro, enumerati da Gesù, vediamo che la questione tocca soprattutto il campo delle nostre relazioni. Ognuno di noi deve imparare a discernere ciò che può “inquinare” il suo cuore, formarsi una coscienza retta e sensibile, capace di «discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2). Se è necessaria una sana attenzione per la custodia del creato, per la purezza dell’aria, dell’acqua e del cibo, tanto più dobbiamo custodire la purezza di ciò che abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le nostre relazioni. Questa “ecologia umana” ci aiuterà a respirare l’aria pura che proviene dalle cose belle, dall’amore vero, dalla santità.
4.
 ... perché vedranno Dio
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna risuona continuamente l’invito del Signore: «Cercate il mio volto!» (Sal 27,8). Allo stesso tempo ci dobbiamo sempre confrontare con la nostra povera condizione di peccatori. E’ quanto leggiamo per esempio nel Libro dei Salmi: «Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro» (Sal 24,3-4). Ma non dobbiamo avere paura né scoraggiarci: nella Bibbia e nella storia di ognuno di noi vediamo che è sempre Dio che fa il primo passo. E’ Lui che ci purifica affinché possiamo essere ammessi alla sua presenza.
5.
L’invito del Signore a incontrarlo è rivolto perciò ad ognuno di voi, in qualsiasi luogo e situazione si trovi. Basta «prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 3). Siamo tutti peccatori, bisognosi di essere purificati dal Signore. Ma basta fare un piccolo passo verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta sempre con le braccia aperte, in particolare nel Sacramento della Riconciliazione, occasione privilegiata di incontro con la misericordia divina che purifica e ricrea i nostri cuori.
6.
Sì, cari giovani, il Signore vuole incontrarci, lasciarsi “vedere” da noi. “E come?” – mi potrete domandare. Anche santa Teresa d’Avila, nata in Spagna proprio 500 anni fa, già da piccola diceva ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio». Poi ha scoperto la via della preghiera come «un intimo rapporto di amicizia con Colui dal quale ci sentiamo amati» (Libro della vita, 8, 5).
7.
Ancora una volta vi invito a incontrare il Signore leggendo frequentemente la Sacra Scrittura. Se non avete ancora l’abitudine, iniziate dai Vangeli. Leggete ogni giorno un brano. Lasciate che la Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini i vostri passi (cfr Sal 119,105). Scoprirete che si può “vedere” Dio anche nel volto dei fratelli, specialmente quelli più dimenticati: i poveri, gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati (cfr Mt 25,31-46). Ne avete mai fatto esperienza? Cari giovani, per entrare nella logica del Regno di Dio bisogna riconoscersi poveri con i poveri. Un cuore puro è necessariamente anche un cuore spogliato, che sa abbassarsi e condividere la propria vita con i più bisognosi.
8.
L’incontro con Dio nella preghiera, attraverso la lettura della Bibbia e nella vita fraterna vi aiuterà a conoscere meglio il Signore e voi stessi. Come accadde ai discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), la voce di Gesù farà ardere i vostri cuori e si apriranno i vostri occhi per riconoscere la sua presenza nella vostra storia, scoprendo così il progetto d’amore che Lui ha per la vostra vita.
 Alla fine della meditazione l’assistente ecclesiastico ha distribuito ad ognuno un batuffolo di cotone impegnato in unguento con mirra e nardo da lui acquistato in Palestina. Ci siamo così potuti fare un’idea dell’odore che aveva l’unguento versato dalla donna dell’episodio evangelico sul capo di Gesù.
 Alla riunione era presente anche il parroco al quale mi sono sentito di dover fare un vivo incoraggiamento per il grande lavoro che ha fatto da quando è tra noi. Nulla è stato tolto di ciò che c’era di buono, molto è stato aggiunto. Di solito avviciniamo i nostri sacerdoti solo per chiedere o, peggio, per qualche lamentela o recriminazione. Non pensiamo quanto è difficile il loro lavoro tra noi e che anch’essi avrebbero bisogno di incoraggiamento e sostegno da parte nostra, come tutti. E’, anche questa, una questione di cuore. Nell’esame di coscienza che facciamo questa sera, seguendo la meditazione dell’altro giorno alla riunione del gruppo,  quante volte dobbiamo confessare di aver impersonato, nei riguardi dei nostri sacerdoti, i discepoli quando assistettero al gesto di pietà di quella donna del brano evangelico?

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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