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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

sabato 5 luglio 2014

Noi e l'autorità


Noi e l'autorità

 

 In una lettera all'arcivescovo di Perugia scritta negli scorsi anni Cinquanta, il filosofo Aldo Capitini, benché profondamente religioso, chiese all'arcivescovo di essere sottratto alla giurisdizione dei gerarchi cattolici  che egli, benché battezzato poco dopo la nascita senza un suo assenso consapevole, non poteva in coscienza accettare. Scrisse in quella lettera:
 
E a me, mai iscritto al fascismo per fedeltà alla nonviolenza, alla libertà di tutti e alla giustizia nella struttura sociale, la conciliazione tra il Vaticano e il tiranno, accompagnata da un opulento scambio per anni di favori e di elogi, chiarí per sempre che non si poteva aspettare dalla Chiesa di Roma né lo sviluppo dello spirito cristiano, né la difesa della libertà, della giustizia, della pace.
E’ insostenibile ciò che ora si tenta di fare attraverso citazioni di frasi generiche, per ricoprire che il Vaticano aiutò per anni il regime fascista in modo decisivo; ed assomiglia ai pietosi racconti di certe private persone che ci è accaduto di incontrare negli anni successivi al '44 e '45.
L'attuale potenza poi, e le moltiplicate espressioni dottrinarie e la ancor piú accresciuta attività pratica, hanno, secondo me, il solo vantaggio (a parte gli utili che ne traggono i devoti conformisti) di confermare ciò che alcuni di noi pensarono nel trentennio passato, dover lavorare intensamente per una riforma religiosa: quando i piú si sveglieranno, saranno portati, come accade nelle reazioni, a travolgere lo strapotere politico-economico e le posizioni religiose, sí che cadranno tante parti vecchie di queste; allora ci vorranno posizioni, idee, persone, centri, iniziative, all'altezza di una rinascita religiosa, certamente non piú papista, ma tale da accomunare Occidente ed Oriente: rinascita e nuova vita religiosa che urge, e che l'animo di tutti, malgrado tutto, chiede e invoca.
A questo io vorrei pensare e lavorare, e non da solo, ma con tanti, liberi cristiani, liberi religiosi, gandhiani.
 
 Il problema posto da Capitini, in anni in cui si posero le basi culturali e sociali di tanti cambiamenti che si produssero in religione nel decennio successivo, è reale e interpella ancora le coscienze. Esso riguarda la compatibilità di una concezione che assegna a un'organizzazione feudale del clero il monopolio della definizione dei principi di fede, compresi quelli riguardanti l'azione sociale, con quelle caratterizzanti la nostra collettività religiosa secondo le norme promulgate nel Concilio Vaticano 2, che Battista Mondin, nel libro Nuove ecclesiologie, del 1980, riassume, sulla scorta del pensiero del teologo Georges Dejaifve nei seguenti punti:
"distinzione tra regno di Dio e chiesa; la chiesa è soltanto l'inizio 'il germe' e non ancora la piena realizzazione del regno; comunionalità: c'è parità essenzial tra tutti i membri della chiesa, in quanto godono tutti delle stesse grazie fondamentali e degli stessi doveri; in tal modo «non è temerarietà parlare qui d'un'autentica 'democrazia' soprannaturale di cui lo Spirito Santo, in ognuno, è garante, nonostante la diversità dei compiti»[cita Dejaifve, "L'ecclesiologia del Vaticano II" 1973]; sacramentalità: il mistero della chiesa è caratterizzato come il sacramento dell'unione con Dio e dell'unità dell'intero genere umano: «Tale aspetto sacramentale caratterizzerà tutti gli elementi di questa comunione ecclesiale e le conferirà la sua struttura ontologica, prima di ogni considerazione giuridica ivi predominante» [cita Dejaifve, opera sopra menzionata]; cattolicità: intesa non tanto in senso quantitativo bensì qualitativo, ossia come attitudine ad abbracciare il molteplice e a far spazio al diverso: «per essere veramente il segno di salvezza nell'universo, il popolo di Dio deve essere insieme uno e diverso, secondo la diversità dei popoli»[cita Dejaifve, opera sopra menzionata]; politicità ossia attenzione per i problemi socio-politici che interessano l'umanità: «la chiesa prende coscienza della propria missione  temporale nel mondo come condizione della salvezza totale e della unità del genere umano[cita Dejaifve, opera sopra menzionata]".
 
 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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