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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 20 luglio 2014

Domenica 20-7-14 – 16° Domenica del Tempo Ordinario - Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove


Domenica 20-7-14 – Lezionario dell’anno A per le domeniche e le solennità - 16° Domenica del Tempo Ordinario - salterio: quarta settimana – colore liturgico: verde - Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove
 
Osservazioni ambientali: temperatura 26 C°; cielo: sereno. Canti: ingresso, Beati quelli che ascoltano;  Offertorio: Guarda questa offerta; Comunione, Symbolum 77. Il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.
 
Buona Domenica a tutti i lettori!
 
 
Prima lettura
Dal libro della Sapienza (Sap 12, 13.16-19)
 
 Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che  sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

 

 

 

Salmo responsoriale (Sal 85 (86))

 

 

Ritornello:
Tu sei buono, Signore, e perdoni

 

 

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

 

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

 

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà.

 

 

 

 

Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8,26-27);
 
 Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
 

 
Vangelo
Dal Vangelo  secondo   Matteo (Mt, 13,24-43)
 
 In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: «Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?». Ed egli rispose loro: «Un nemico ha fatto questo!». E i servi gli dissero: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». «No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altra crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio»". Espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un'altra parabola: "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata". Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: "Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin  dalla fondazione del mondo". Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Ci ha orecchi, ascolti!".
 
 
 
Sintesi dell'omelia della Messa delle nove
 
  Nel brano evangelico di oggi ci incontriamo con le parabole.  I discepoli chiedono a Gesù di spiegare la parabola della zizzania, perché non hanno capito che cosa volesse intendere. Dunque ci sono il mondo, i figli della luce e i figli delle tenebre che crescono insieme. I servi, nella parabola, non appena si rendono conto che  c'è la zizzania, vanno del padrone per chiedergli se devono sradicare la zizzania. Gesù dice loro di no; c'è bisogno di pazienza. Bisogna lasciare che la zizzania cresca con il grano, fino alla fine del mondo, quando la zizzania verrà separata dal grano. C'è infatti sempre il pericolo di sbagliare: può essere difficile distinguere il grano dalla zizzania. Ma al tempo della mietitura è facile. Anche nella vita è così. Se, ad esempio, nella vita di Sant'Agostino Dio non avesse avuto la pazienza di aspettare, la Chiesa non avrebbe avuto un santo così grande.
 Lo sbaglio che facciamo e quando guardiamo una persona e la giudichiamo.  E giudichiamo secondo i nostri criteri, ma non vediamo tutto, non vediamo tutto il quadro.  A volte persone che giudichiamo buonissime fanno qualcosa di male e allora ci scandalizziamo. Ci rendiamo conto che non avevano conosciuto per niente quelle persone. Altri li giudichiamo male, ma in realtà non hanno fatto il male.  Per questo il padrone della parabola dice che non bisogna mietere subito, che bisogna avere pazienza. Bisogna lasciare che grano e zizzania crescano insieme; solo alla fine ci sarà la mietitura, quando tutto sarà chiaro. Ora possiamo sbagliare.
 La stessa cosa si può applicare anche alla Chiesa. Gesù dice che il campo della parabola è il mondo. Nel campo il diavolo semina la zizzania.  Anche nella Chiesa c'è la zizzania, persone che sono motivo si scandalo, e altre persone che sono veramente sante: crescono insieme. Non mi riferisco solo alle persone che non vengono a messa, ma anche a quelle che vengono a messa. Anche tra i preti ci sono i buoni e c'è la zizzania, infatti i preti sono uomini e gli uomini sono peccatori e sono tentati. Il nemico vuole distruggere la Chiesa;  semina la zizzania per distruggere la Chiesa, il campo della parabola. Se si distrugge il sacerdozio si distrugge la Chiesa. Se un giovane oggi entra in seminario deve e sapere che non sarà come nel passato, nel suo ministero sarà disprezzato, trattato male. E' per via della zizzania che c'è nel mondo. Ci si incontra con un prete cattivo e si pensa che tutti i preti siano cattivi. La zizzania di strugge le famiglie. Nessuno vuole più sposarsi. Che serve sposarsi se poi dopo due o tre anni ci si divorzia? Non si fanno più figli e poi ce ne lamentiamo. La popolazione italiana è invecchiata perché ha fatto pochi figli. Questo è ciò che vuole il demonio, è zizzania. Pero c'è una speranza, perché è vero che Dio è paziente e non vuole che la zizzania sia sradicata adesso, però ci sarà la fine del mondo, quando la zizzania sarà sradicata dal campo, quando la zizzania sarà bruciata. E' una parola di speranza, ma che ci impegna a vivere oggi nella situazione così com'è, coscienti che siamo in mezzo al mondo, in mezzo alla zizzania, e ciò anche nella Chiesa. Noi siamo chiamati ad essere il grano buono, ma viviamo nel mondo, ogni giorno. Viviamo il combattimento di rimanere fedeli a Dio.
 Nella mentalità popolare ci sono stante cose che ormai non sono più peccato. Sembra che certe cose non siano più peccato perché tutti le fanno.  Così, sottilmente, veniamo indotti a cambiare la nostra mentalità. La zizzania cerca di distruggere il buon seme. Questo è il nostro combattimento, giorno per giorno, per rimanere fedeli a Dio. E Dio è paziente, perché c'è la speranza che quelli che oggi non vanno in Chiesa, che vivono la loro vita senza riguardo a Dio e agli altri, si convertano  a Dio. Fino alla fine, fino all'ultimo respiro, c'è sempre speranza.  Dio non vuole la morte di nessuno, non  vuole giudicare nessuno, perché il giudizio di Dio è la croce di Cristo. Cristo è morto per tutti noi, per salvarci.   E' paziente, aspettando che il mondo si converta.
 La parabola della zizzania si può applicare a ciascuno di noi, individualmente. In ognuno di noi c'è il buon seme e c'è la zizzania, perché se no non peccheremmo. Noi pecchiamo perché dentro di noi c'è la zizzania.
  A volte pensiamo che il mondo sarebbe migliore se non ci fosse la zizzania, se Dio ci avesse creati incapaci di peccare. Ma il padrone dice no, lascia che tutti e due, la zizzania e il grano crescano insieme. Non è vero che sarebbe meglio se non ci fossero tentazioni, se fossimo stati creati incapaci di peccare. Le tentazioni, le difficoltà, i problemi sono tutti necessari. Senza la libertà di peccare, senza la libertà, non c'è amore. L'amore lascia che l'altro viva. Dio ci lascia vivere, liberi di peccare e di non peccare. Non vuole che pecchiamo, ma ci lascia liberi. La Chiesa può apparire insignificante nel mondo e così la nostra vita di tutti i i giorni, ma siamo chiamati a far lievitare gli altri. Il lievito non diventa farina, ma fa il suo lavoro nella farina, così noi, crescendo giorno per giorno nella nostra fede, siamo chiamati a fare il nostro lavoro nel nostro quartiere, senza fare grandi scene, per aiutare tutti gli altri.
 Con il passare del tempo sembra che tutto stia peggiorando e questo ci lascia senza parole. Come è possibile che un Dio buono permetta tutto questo, tutti questi peccati, tutta questa violenza? La Parola ci dice che Dio permette che la zizzania e il grano crescano insieme. La nostra fede, la nostra speranza, il nostro amore  è che alla fine ci sarà la mietitura e ciascuno riceverà la ricompensa secondo la propria vita. Saremo giudicati con amore e  misericordia, ma anche sulla base della nostra risposta a questa misericordia.
 Anche la nostra risposta alla misericordia di Dio è importante.  Così ora con l'Eucaristica, con i sacramenti, con la Parola di Dio, con il Corpo e Sangue di Cristo usciremo nutriti, rafforzati, e potremo vivere nel mondo rimanendo sempre buoni.  
 
 
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa– Roma, Monte Sacro Valli
 
 

Avvisi parrocchiali:

-si segnala il sito WEB della parrocchia:
 
Avvisi di A.C.:
- le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno nel prossimo ottobre. Il gruppo continuerà ad animare la Messa domenicale delle ore 9;
-le letture della Messa di domenica prossima 27-7-14, 17° Domenica del Tempo ordinario,  sono: 1Re 3,5.7-12; Sal 118 (119); Rm 8,28-30; Mt 13,44-52;
- si segnala il nuovo sito WEB dall'AC diocesana: www.acroma.it
- si segnala il sito WEB www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.
-si segnala il blog curato dal presidente http://blogcamminarenellastoria.wordpress.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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