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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

martedì 11 ottobre 2016

Nella riunione di stasera del gruppo parrocchiale di AC, alle ore 17 in sala rossa, proporremo la prima partita del Gioco della riforma costituzionale! SONO INVITATI A PARTECIPARE ANCHE I NON ASSOCIATI ALL'AC

Nella riunione di stasera del gruppo parrocchiale di AC, alle ore 17 in sala rossa, proporremo la prima partita del Gioco della riforma costituzionale!

 Nella riunione di stasera del gruppo parrocchiale di AC, alle ore 17 in sala rossa, proporremo la prima partita del Gioco della riforma costituzionale, per cominciare a fare pratica dei temi della legge costituzionale sulla quale siamo chiamati a votare nel referendum del prossimo 4 dicembre.
 Potete trovare le regole e le schede del gioco nel post  di domenica scorsa.
 Occorre informarsi personalmente  sulla materia oggetto del prossimo referendum costituzionale:  siamo stati invitati a farlo dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E’ un compito che non ci compete solo come cittadini, ma anche come persone di fede. Ha a che fare con la politica, che significa prendersi cura della casa comune, come indicato nell’enciclica Laudato si’.  Ma richiede uno sforzo, per andare oltre gli slogan semplicistici che vengono proposti per convincerci a decidere in un senso o in un altro. Una buona parte di essi non solo  semplificano, ma lo fanno anche arbitrariamente, vale a dire che sono  falsi. Un politico che semplifica  in quel modo non è un buon politico.  Chi lo segue non è un buon cittadino. La prima esigenza della politica è quella della verità, ma quest’ultima va ricercata pazientemente e conquistata, vagliando realisticamente fatti e affermazioni.  E soprattutto: il buon cittadino non accetta cambiali in bianco dai capi politici. Gli atteggiamenti fideistici sono l’antitesi della democrazia.
 Purtroppo i fautori e gli avversari della riforma costituzionale ci spingono proprio verso atteggiamenti fideistici. E’ perché si tratta di valutare una legge complessa, composta di ben 41 articoli, che modificano circa un terzo dell’attuale Costituzione, ed anche un articolo della prima parte, quella sui diritti e doveri dei cittadini, e precisamente il terzo comma dell'art.48, prevedendo che gli italiani all'estero voteranno solo per la Camera dei deputati. Probabilmente si pensa che i più non avranno il tempo e la voglia di leggerli, e soprattutto di capirli. Questo un bel problema, perché la riforma cambierà le nostre istituzioni fondamentali e, quindi, anche la nostra vita sociale.
  I fautori della riforma sostengono che la vittoria del “NO” provocherebbe disastri, ma senza spiegare perché: eppure con l’attuale Costituzione abbiamo affrontato e superato gravissime crisi, in particolare quella economica, lunghissima, che è iniziata nel 2009.  Leriforme,  anche in via d’urgenza, non sono state impedite, tanto che la stessa riforma costituzionale approvata quest’anno  è frutto della Costituzione così com’è.
 Alcuni sostengono che una riforma imperfetta è meglio di niente, ma in materia costituzionale le riforme dovrebbero essere ben ponderate e non avere imperfezioni riconoscibili già all’origine, come quella in discussione. Infatti gli effetti della riforma incideranno anche sulle successive eventuali riforme costituzionali, che dovranno essere approvate con le nuove regole. Sarà più difficile, in particolare, correggere quelle imperfezioni che sono già evidenti ai giuristi, ma che non vengono ritenuti tali dal Governo.
 Ecco alcuni esempi di argomenti a favore e contro la riforma che, a mio parere, non hanno motivazioni convincenti:
- altrimenti non ci saranno più riforme per quindici, anzi trent’anni!
- ce lo chiede l’Europa;
- ce la chiedono da 70 anni;
- non esistono alternative;
- meglio che niente;
- fare la riforma aiuta la ricerca e serve alla salute, alleggerisce le bollette, serve per la sicurezza e contro il terrorismo;
- facendola ci sarà più lavoro per tutti;
- facendola la crisi dell’Italia passerà;
- facendola saremo più forti in Europa;
- facendola verrà una dittatura;
- facendola l’attuale Governo, che l’ha proposta e patrocinata, verrà favorito alle elezioni (i sondaggi demoscopici, per ora,  attestano il contrario).
 Sono invitati a partecipare tutti coloro, anche non associati all’Azione Cattolica, che vogliano cominciare a informarsi meglio sulla riforma costituzionale! Però, sappiate, che il vincitore sarà uno solo e si saprà subito chi ha vinto! Tutti i partecipanti, però, forse, ne sapranno un pochino di più sulla riforma. Questo risultato dipenderà dall’impegno di tutti, come accade sempre in democrazia: la fortuna non c’entra in questo gioco. Nel gioco tutti si sarà, contemporaneamente, maestri e allievi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli



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