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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

mercoledì 26 ottobre 2016

Informarsi personalmente sui temi della riforma costituzionale oggetto del referendum del 4 dicembre prossimo è parte del prendersi cura della casa comune

Informarsi personalmente sui temi della riforma costituzionale oggetto del referendum del 4 dicembre prossimo è parte del prendersi cura  della casa comune

Il Paese è atteso per un importante appuntamento, il Referendum sulla Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze.
[dalla prolusione del car. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, tenutosi a Roma dal 26 al 28 settembre 2016]

142. Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana: «Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica provoca danni ambientali» In tal senso, l’ecologia sociale è necessariamente istituzionale e raggiunge progressivamente le diverse dimensioni che vanno dal gruppo sociale primario, la famiglia, fino alla vita internazionale, passando per la comunità locale e la Nazione. All’interno di ciascun livello sociale e tra di essi, si sviluppano le istituzioni che regolano le relazioni umane. Tutto ciò che le danneggia comporta effetti nocivi, come la perdita della libertà, l’ingiustizia e la violenza. Diversi Paesi sono governati da un sistema istituzionale precario, a costo delle sofferenze della popolazione e a beneficio di coloro che lucrano su questo stato di cose. Tanto all’interno dell’amministrazione dello Stato, quanto nelle diverse espressioni della società civile, o nelle relazioni degli abitanti tra loro, si registrano con eccessiva frequenza comportamenti illegali. Le leggi possono essere redatte in forma corretta, ma spesso rimangono come lettera morta. Si può dunque sperare che la legislazione e le normative relative all’ambiente siano realmente efficaci? Sappiamo, per esempio, che Paesi dotati di una legislazione chiara per la protezione delle foreste, continuano a rimanere testimoni muti della sua frequente violazione. Inoltre, ciò che accade in una regione esercita, direttamente o indirettamente, influenze sulle altre regioni. Così per esempio, il consumo di droghe nelle società opulente provoca una costante o crescente domanda di prodotti che provengono da regioni impoverite, dove si corrompono i comportamenti, si distruggono vite e si finisce col degradare l’ambiente.
[dall’enciclica Laudato si’ , diffusa nel giugno 2015]

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 Nel post  del 25-10-16 troverete  molto materiale per informarvi personalmente sui temi della riforma costituzionale!
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  In questi giorni sto cercando di spiegare alle persone che incontro la riforma costituzionale sulla quale dovremo votare, per farla entrare in vigore o per fermarla, nel referendum che si terrà  domenica 4 dicembre.
  Vedo però che la gente sa veramente troppo poco della riforma e che, soprattutto, in genere, non ha molta voglia di saperne di più. Però mi chiede subito se voterò SÌ o No e, subito dopo, mi dice come voterà. Io la deludo perché non dico né SÌ né No. Quello che mi interesserebbe è confrontarmi sui contenuti della riforma, per una decisione consapevole, informata, ma mi è, in genere, impossibile perché quelli con cui parlo sanno, di solito, quello che sentono in televisione:
Per il Sì                                                                      Per il No
Dite sempre no!                                                         Siete dei corrotti!
Ce la chiedevano da 70 anni!                                  Distruggete la democrazia!
Dite no perché tenete alle vostre                        Siete voi, invece, che ci tenete!
poltrone!
Vi abbiamo rottamato e volete tornare!                  I giovani sono con noi!
Mostrateli questi giovani, siete vecchi!                Votano SÌ solo i vecchi
Volete le solite pastette parlamentari!   Volete che comandino i “cerchi magici”!
Se non si fa ora non si fa più!           Se si fa ora, poi non si potrà fare più nulla!
La riforma è democratica                                   La riforma non è democratica!
Conteremo di più in Europa                 Sarete sempre gli stessi! Vi snobberanno
Faremo ripartire l’Italia                                           Con che soldi?
Lo ha detto anche Obama!                      Che cosa gli avete dato in cambio? 
 Bene, questi non sono argomenti validi! Infatti non parlano di alcun contenuto della riforma.
 Sul referendum bisogna farsi, prima di scendere in polemica, un esame di coscienza: che cosa so della riforma?  E se non ne so a sufficienza, e a volte nulla di nulla, come posso prendere la giusta decisione?
 Ho parlato di esame di coscienza per chiarire anche il senso religioso della decisione che si prenderà, che riguarda le istituzioni fondamentali dello stato. Partecipare al referendum è una parte del prendersi cura della casa comune, di cui si parla nell’enciclica Laudato si'. In particolare nel brano che ho sopra riportato si legge:
All’interno di ciascun livello sociale e tra di essi, si sviluppano le istituzioni che regolano le relazioni umane. Tutto ciò che le danneggia comporta effetti nocivi, come la perdita della libertà, l’ingiustizia e la violenza.
  Se prenderemo una decisione sbagliata, nell’esercizio di un atto di sovranità del popolo, pertanto partecipando al governo di tutti, ne saremo anche personalmente responsabili, quindi anche personalmente responsabili dei danni che saranno arrecati ad istituzioni sociali fondamentali.
  In quell’enciclica si chiarisce un fatto che dovrebbe essere evidente ad una persona di fede adulta: la religione ci porta a lavorare sulla società per preservarla dal male e migliorarla e il lavoro per preservare la società dal male e migliorarla ci porta ad essere religiosi. Quel  lavoro  nella società è infatti espressione di quella che definiamo carità, termine che traduce la parola del greco antico agàpe  e che richiama l’immagine di un lieto convito, in un ambiente bello e accogliente in cui ci sia posto per tutti, nessuno escluso. E il fondamento di tutto è agàpe, è scritto.
 Atteggiamenti distratti, insofferenti, negligenti, svogliati, disimpegnati, sfaticati, rinunciatari con vari pretesti, sull’informarsi personalmente ci interpellano dunque in coscienza come persone di fede, in particolare quando si tratta di prendere decisioni che con molta difficoltà potranno essere corrette, come appunto accade in riforme costituzionali così estese come quella in decisione nel prossimo referendum, con la quale si intendono modificare 50 articoli su 139 della Costituzione repubblicana.
 Il tempo per informarsi è proprio questo! C’è poco più di un mese. Poi sarà troppo tardi. Ci si potrà solo pentire di eventuali decisioni sbagliate.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli



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