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Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce abitualmente il martedì alle 17 e anima la Messa domenicale delle 9.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 30 ottobre 2016

Domenica 30-10-16 – 31° Domenica del Tempo Ordinario - Letture della Messa e sintesi dell’omelia della Messa vespertina prefestiva delle diciotto – avvisi del parroco e di A.C.


Domenica  30-10-16 – 31° Domenica del Tempo Ordinario -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: verde – salterio: 3° settimana -   Letture della Messa  e sintesi dell’omelia della Messa vespertina prefestiva delle diciotto – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali del 29-10-16, ore 18: temperatura 18°C. Cielo: sereno. Canti della Messa  vespertina delle diciotto: ingresso, Tu sei il Dio che mi ha salvato; Comunione, Signor fammi strumento di tua pace; finale Mira il tuo popolo.

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. sarà nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.

Sicomoro (foto dal Web)


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Prendersi cura della casa comune: occorre farlo anche informandosi personalmente sui temi del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre

Il Paese è atteso per un importante appuntamento, il Referendum sulla Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze.
[dalla prolusione del car. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, tenutosi a Roma dal 26 al 28 settembre 2016]

Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana: «Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica provoca danni ambientali» In tal senso, l’ecologia sociale è necessariamente istituzionale e raggiunge progressivamente le diverse dimensioni che vanno dal gruppo sociale primario, la famiglia, fino alla vita internazionale, passando per la comunità locale e la Nazione. All’interno di ciascun livello sociale e tra di essi, si sviluppano le istituzioni che regolano le relazioni umane. Tutto ciò che le danneggia comporta effetti nocivi, come la perdita della libertà, l’ingiustizia e la violenza. 
 [dall’enciclica Laudato si’, del maggio 2015, di papa Francesco, n.142]


 Occorre informarsi personalmente sui temi del referendum costituzionale che si terrà il prossimo 4 dicembre, una domenica.
  Nel post del 25 ottobre   potete trovare materiale per iniziare a farlo.
  Nel post di ieri ho spiegato il contesto storico in cui è nata la riforma costituzionale
La decisione sulla riforma costituzionale va al di là della politica del giorno per giorno, della questione di quanto a lungo durerà l’attuale governo: è in questione la qualità della vita nostra e dei nostri figli e nipoti. E’ un tema che è affrontato nell’enciclica Laudato si’ e che dunque mette in gioco anche la nostra fede religiosa. Il disimpegno nell’informarsi  e nel  cercare di capire meglio  dialogando con gli altri, l’affidarsi alla pura propaganda, è colpevole e non solo dal punto di vista civico. La salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per la qualità della vita umana, per cui è necessario un progresso culturale per arrivare ad una ecologia sociale, che è necessariamente istituzionale, per raggiungere progressivamente diverse dimensioni che vanno dal gruppo sociale primario, la famiglia, fino alla vita internazionale, passando per la comunità locale e la Nazione: è scritto in quell’enciclica (n.142). Tutto ciò che danneggia le istituzioni, come può avvenire approvando una riforma costituzionale imperfetta, comporta potenzialmente effetti nocivi, fino alla  perdita della libertà, all’ingiustizia e alla violenza. L’ambiente sociale ne viene pregiudicato. Ecco quindi la necessità, e  il dovere morale, di trovare  la voglia, il tempo e gli strumenti per capire bene  ciò che è in decisione, senza affidarsi a tutto ciò che è solo propaganda.
  Informarsi personalmente  sui contenuti della recente riforma costituzionale ha a che fare con la politica, che significa prendersi cura della casa comune, come indicato nell’enciclica Laudato si’.  Richiede uno sforzo, per andare oltre gli slogan semplicistici che vengono proposti per convincerci a decidere in un senso o in un altro. Una buona parte di essi non solo  semplificano, ma lo fanno anche arbitrariamente, vale a dire che sono  falsi. Un politico che semplifica  in quel modo non è un buon politico.  Chi lo segue non è un buon cittadino. La prima esigenza della politica è quella della verità, ma quest’ultima va ricercata pazientemente e conquistata, vagliando realisticamente fatti e affermazioni.  E soprattutto: il buon cittadino non accetta cambiali in bianco dai capi politici. Gli atteggiamenti fideistici sono l’antitesi della democrazia.
Mario Ardigò
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Buona domenica a tutti i lettori!

Pillola di Concilio
[dal decreto Il ristabilimento dell’unità, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965), n.4]
 […]
L'ecumenismo
4.   Siccome oggi, sotto il soffio della grazia dello Spirito Santo, in più parti del mondo con la preghiera, la parola e l'azione si fanno molti sforzi per avvicinarsi a quella pienezza di unità che Gesù Cristo vuole, questo santo Concilio esorta tutti i fedeli cattolici perché, riconoscendo i segni dei tempi, partecipino con slancio all'opera ecumenica.
  Per « movimento ecumenico » si intendono le attività e le iniziative suscitate e ordinate a promuovere l'unità dei cristiani, secondo le varie necessità della Chiesa e secondo le circostanze. Così, in primo luogo, ogni sforzo per eliminare parole, giudizi e opere che non rispecchiano con giustizia e verità la condizione dei fratelli separati e perciò rendono più difficili le mutue relazioni con essi. Poi, in riunioni che si tengono con intento e spirito religioso tra cristiani di diverse Chiese o comunità, il « dialogo » condotto da esponenti debitamente preparati, nel quale ognuno espone più a fondo la dottrina della propria comunione e ne presenta con chiarezza le caratteristiche. Infatti con questo dialogo tutti acquistano una conoscenza più vera e una stima più giusta della dottrina e della vita di ogni comunione. Inoltre quelle comunioni vengono a collaborare più largamente in qualsiasi dovere richiesto da ogni coscienza cristiana per il bene comune, e possono anche, all'occasione, riunirsi per pregare insieme. Infine, tutti esaminano la loro fedeltà alla volontà di Cristo circa la Chiesa e, com'è dovere, intraprendono con vigore l'opera di rinnovamento e di riforma.
[…]
   I fedeli cattolici nell'azione ecumenica si mostreranno senza esitazione pieni di sollecitudine per i loro fratelli separati, pregando per loro, parlando con loro delle cose della Chiesa, facendo i primi passi verso di loro. E innanzi tutto devono essi stessi con sincerità e diligenza considerare ciò che deve essere rinnovato e realizzato nella stessa famiglia cattolica, affinché la sua vita renda una testimonianza più fedele e più chiara della dottrina e delle istituzioni tramandate da Cristo per mezzo degli apostoli.
  Infatti, benché la Chiesa cattolica sia stata arricchita di tutta la verità rivelata da Dio e di tutti i mezzi della grazia, tuttavia i suoi membri non se ne servono per vivere con tutto il dovuto fervore. Ne risulta che il volto della Chiesa rifulge meno davanti ai fratelli da noi separati e al mondo intero, e la crescita del regno di Dio ne è ritardata. Perciò tutti i cattolici devono tendere alla perfezione cristiana  e sforzarsi, ognuno secondo la sua condizione, perché la Chiesa, portando nel suo corpo l'umiltà e la mortificazione di Gesù , vada di giorno in giorno purificandosi e rinnovandosi, fino a che Cristo se la faccia comparire innanzi risplendente di gloria, senza macchia né ruga.
  Nella Chiesa tutti, secondo il compito assegnato ad ognuno sia nelle varie forme della vita spirituale e della disciplina, sia nella diversità dei riti liturgici, anzi, anche nella elaborazione teologica della verità rivelata, pur custodendo l'unità nelle cose necessarie, serbino la debita libertà; in ogni cosa poi pratichino la carità. Poiché agendo così manifesteranno ogni giorno meglio la vera cattolicità e insieme l'apostolicità della Chiesa.
  D'altra parte è necessario che i cattolici con gioia riconoscano e stimino i valori veramente cristiani, promananti dal comune patrimonio, che si trovano presso i fratelli da noi separati. Riconoscere le ricchezze di Cristo e le opere virtuose nella vita degli altri, i quali rendono testimonianza a Cristo talora sino all'effusione del sangue, è cosa giusta e salutare: perché Dio è sempre mirabile e deve essere ammirato nelle sue opere.
  Né si deve dimenticare che quanto dalla grazia dello Spirito Santo viene compiuto nei fratelli separati, può pure contribuire alla nostra edificazione. Tutto ciò che è veramente cristiano, non è mai contrario ai beni della fede ad esso collegati, anzi può sempre far sì che lo stesso mistero di Cristo e della Chiesa sia raggiunto più perfettamente.

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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro della Sapienza (Sap 11,22-12,2)

  Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.

  Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.


Salmo responsoriale
Dal salmo  144 (145)

Ritornello:
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. 
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. 
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. 
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.


Seconda lettura
Dalla seconda lettera di San Paolo  ai Tessalonicesi (2Ts 1,11-22)

  Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
   Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.


Canto al Vangelo  

Alleluia, alleluia
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna (cfr Gv 3,16)
Alleluia


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19, 1-10)

  In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
   Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
  Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
   Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Sintesi dell’omelia della Messa delle otto
  

L’episodio narrato nel brano evangelico proclamato stasera si svolse a Gerico, una città nei pressi del Mar Morto molto importante nella storia sacra. Di lì gli antichi israeliti entrarono nella terra promessa. Per un intervento divino crollarono dinanzi a loro le mura della città, all’epoca abitata da nemici degli israeliti.
 Ci viene presentata la figura di Zaccheo. Ci viene detto che era ricco, che era un pubblicano, un esattore delle tasse per conto dei romani. Dal contesto della narrazione si capisce che non tutta la sua ricchezza era stata accumulata onestamente. Era anche basso di statura. Volendo vedere Gesù sale su un sicomoro, che è una pianta alta della famiglia dei fichi, che cresce nelle regioni tropicali, calde. Essendo basso di statura, la gente che si affollava per incontrare Gesù, il rabbì di cui tanto si parlava, gli impediva la visuale. Gesù lo vede e lo chiama. Zaccheo si vede guardato e si sente chiamato da Gesù. Gesù gli dice di scendere, perché deve andare a casa sua. Zaccheo cercava Gesù, ma Gesù cercava lui. Accolto a casa sua Gesù, in Zaccheo avviene una trasformazione: vuole dare ai poveri la  metà di ciò che possiede, e a chi ha rubato, vuole restituire quattro volte tanto.  Anche noi siamo Zaccheo. Dobbiamo scoprire che Gesù ci cerca e ci stima. Questo suscita in noi, come in Zaccheo, delle potenzialità di bene che non sospettavamo di avere. Abbiamo tutto da guadagnare a lasciarci trovare da Gesù.

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa, per come ha  compreso le parole del celebrante.

 

Avvisi del parroco:
- le prove del coro parrocchiale si terranno ogni domenica alle dieci;
- il 2 novembre, Commemorazione dei Defunti, saranno celebrate anche le Messe  alle ore dieci e alle ore undici; nel corso della Messa vespertina si ricorderanno i defunti della parrocchia;
- il giovedì, dalle ore 16 alle 18, si svolgerà opera di assistenza agli studenti delle scuole secondarie. E’ gradita la collaborazione di insegnanti, in particolare di lingue;
- Il giovedì si terranno catechesi per la Cresima degli adulti; informazioni potranno essere assunte presso la segreteria parrocchiale;
- il 5 novembre si svolgerà un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Pompei. Ci si può ancora prenotare nella segreteria parrocchiale;
- lunedì 7 novembre, dopo la Messa vespertina, inizieranno incontri di preghiera secondo il metodo carismatico.

Avvisi di A.C.
- Martedì 2 novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, non si terrà la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC. Le riunioni riprenderanno da martedì 8-11-16, alle ore 17, in sala rossa. Proseguiranno le meditazioni sulle Beatitudini!
-  Le letture bibliche della Messa domenicale del 6-11-16, 32° Domenica del Tempo Ordinario, saranno: 2Mac 7,1-2.9-14; Sal 16 (17); 2Ts 2,16-3,5; Lc 27-38.


















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