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martedì 14 marzo 2017

Liberare la Pasqua

Liberare la Pasqua


  In una parrocchia dove per trent’anni si è lasciato campo libero ad un orientamento fondamentalista e integralista che ha sviluppato una propria particolare e caratteristica neo-ideologia pasquale, corredata da immaginifica neo-liturgia, l’organizzazione degli eventi per la Settimana santa si può presentare piuttosto problematica, se solo si cerchi di cambiare quell’impostazione. Ne ho scritto molte volte, non voglio ripetermi. Rimando in merito ai post dell’anno scorso che potrete ancora trovare su questo blog frugando nell’indice qui a destra.
  Le liturgie pasquali non dovrebbero essere marcate da nessun particolare gruppo. Così di solito accade nelle altre parrocchie. Da noi la gente per molto tempo si è tenuta lontana dalla Settimana Santa organizzata in parrocchia perché veramente troppo trasformata secondo i costumi dell’orientamento di cui dicevo. Una Veglia pasquale convertita in una lunghissima maratona spirituale, fino alle prime luci dell’alba, sempre utilizzando lo stesso, monocorde, canzoniere: veramente troppo per la maggior parte della gente, per me innanzi tutto. In sostanza, un tentativo di assimilazione, che con tutta franchezza mi  ha sempre  infastidito. Ne porto anch’io parte della responsabilità, perché mi sono allontanato dalla nostra parrocchia molto prima che tutto questo cominciasse.
  La Pasqua evoca l’idea di liberazione, ma qui da noi è proprio la Pasqua che dovrebbe innanzi tutto essere liberata. La via che si è tentata tanto a lungo, e che solo l’anno scorso si è cominciato a correggere, è risultata sbagliata: ha allontanato gran parte della gente del quartiere dalla chiesa. Questa è stata una cosa gravissima: una specie di contro-evangelizzazione. Proprio in tempi in cui ci sarebbe stata più necessità, alle Valli, di una presenza cordiale e partecipe, di un’animazione  nel vero senso della parola, la parrocchia è diventata per il quartiere quasi un corpo estraneo. Certo, in poco tempo, per merito della nuova squadra di preti che ci hanno mandato, si sono fatti grandi passi avanti. Ma se non liberiamo la Pasqua, il centro di tutta la liturgia della nostra confessione religiosa, se non induciamo la ripresa di una tradizione di popolo negli eventi pasquali, se organizziamo una Pasqua per le trecento persone di un gruppo particolare di perfezionamento, non per le migliaia del quartiere, sarà stato tutto inutile.
   C’è chi vive alle Valli con lo stesso spirito con cui la gente della nostra fede vive in Siria. Immaginando di essere assediati da una cultura ostile. E invece si è nel centro della nazione che, come ci confermano le statistiche, secolarizzazione o non secolarizzazione, è la più religiosa dell’universo. La presunzione di non voler riconoscere negli altri la fede da loro proclamata e rivendicata come centro della propria identità, l’idea che si tratti di pagani benché battezzati,  figli di un dio minore  bisognosi di ricondizionamento neo-comunitario per poter essere accettati, è veramente insopportabile. Ecco che poi, in definitiva, piuttosto che farsi il sangue amaro in infinite polemiche, ci si lascia scivolare addosso  certe pretese e si cambia parrocchia: del resto a Roma ancora abbondano, di solito c'è solo qualche centinaio di metri in più da fare. Oppure ci si dedica a una pasqua laica, con i simboli e le consuetudini consumistiche della Pasqua ma senza soprannaturale. A volte si viene presi per sfinimento, perché sembra che si debba ricominciare sempre da capo.
  E’ tanto difficile attenersi alla liturgia comune, tanto bella? Senza una neo-liturgia potenziata con immaginifiche e ridondanti innovazioni, la nostra emotività non scatta? E chi lo dice? Proviamo a fare come tutte le altre parrocchie della città. Avvertiamo chiaramente la gente, rispondendo ai sui taciti timori, che si farà così,  che non sarà più come per tanti anni si è fatto, che si tratterà di una Pasqua liberata, di una Pasqua dal volto umano, di una Pasqua per tutti: vediamo se la gente piano piano tornerà, si lascerà di nuovo coinvolgere.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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