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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

venerdì 9 settembre 2016

www.educat.it

www.educat.it

  La Conferenza Episcopale Italiana pubblica on line, sul sito www.educat.it, tutti i suoi catechismi per le varie fasce d’età e il Catechismo della Chiesa cattolica, oltre ai principali documenti del magistero in materia di catechesi. Non occorre quindi comprare i libri, basta sfogliarli gratuitamente, anche utilizzando un telefonino evoluto, quello che chiamiamo  smart phone e che ormai tutti i ragazzi hanno per le mani. Ci sono catechismi per bambini, fanciulli, ragazzi, giovani e adulti. Sono testi frutto non solo della competenza professionale di specialisti e di operatori sul campo, ma soprattutto di una lunga sperimentazione. Il movimento di rinnovamento della catechesi, innescato dal Concilio Vaticano 2° negli anni ’70, fu progettato operativamente in Italia dal 1970 sulla base di quello che viene definito Documento di base, diffuso dall’Ufficio catechistico nazionale il 2-2-1970 (lo trovate sul Web all’indirizzo
http://www.educat.it/documenti/download/Il%20Rinnovamento%20della%20Catechesi_sito.pdf
  Perché non utilizzare, nella formazione alla fede dei nostri ragazzi in parrocchia, questi strumenti?
 Potrebbe essere l’occasione per rimettere in linea questa attività, molto importante per la collettività parrocchiale, con l’impostazione della Diocesi.
 Ora non lo è?
 Andate e vedete. E’ quello che consiglio ai sacerdoti della parrocchia.
 I sacerdoti, per la loro lunga e completa formazione, sanno bene che la catechesi è una cosa seria, è addirittura una scienza. La si studia al massimo livello, ad esempio, nella vicina Università salesiana. Da un salesiano di quell’ateneo proviene uno dei testi che ho per le mani in questa materia: di Emilio Alberich, La catechesi oggi  - Manuale di catechetica fondamentale, Elledici, €25,00. Può essere utile per cominciare a farsi un idea. E’ un testo complesso.
  Durante l’incontro che qualche anno fa ebbe con noi nella chiesa parrocchiale, il vescovo ausiliare si stupì di certe affermazioni che furono fatte in tema di catechesi. Evidentemente non riconosceva in esse l’impostazione della Diocesi. E’ chiaro che, se la situazione non fosse mutata, andrebbe cambiata con decisione.
 Sbagliare in materia di catechesi parrocchiale può fare molto danno, in particolare quando si sbaglia con gli adolescenti, l’età della preparazione alla Cresima e post-Cresima. Quando si sbaglia, bisogna correggersi. E, in un’organizzazione parrocchiale, occorre farlo sulla base degli indirizzi della Diocesi.
 Finché si è bambini i genitori ci portano dove vogliono. Già all’età delle scuole medie è diverso. Forse si riuscirà ancora a costringere un recalcitrante a seguire i corsi per la Cresima, ma poi nulla più.
 Che cosa mi pare di constatare in parrocchia? Rimangono più o meno solo gli adolescenti che provengono da famiglie neocatecumenali. E’ perché il mondo intorno è pagano, inteso come irreligioso? Qui, a Roma, in Italia, la nazione del mondo Occidentale in cui la pratica religiosa cattolica è più alta, e, forse, la nazione più clericale dell’universo? Non viviamo nella Roma del secondo secolo della nostra era, ma a volte mi pare che non ce ne sia consapevolezza. Si rovescia su quelli che abbiamo intorno l’accusa di paganesimo senza conoscerli veramente e, soprattutto, senza volerli conoscere. Non c’è quella simpatia che caratterizzò, ad esempio, l’impostazione del lavoro dei saggi dell’ultimo concilio ecumenico.
 Pagani… In materia di paganesimo non dovremmo imparare dai nostri scrittori religiosi dei primi secoli. Innanzi tutto, quelli che loro definirono spregiativamente pagani non erano irreligiosi, ma, anzi, erano portatori di un’elevatissima spiritualità, tanto che disseminarono il loro mondo di magnifici templi. Si fu veramente intolleranti nei primi tempi. E poi noi operiamo, ai tempi nostri, in una società che ancora è profondamente legata alla cultura religiosa della nostra fede, in particolare per avere un orientamento per stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Poi molti scelgono il male? Ma questo è ciò che è avvenuto fin dagli inizi! Le società cristiane non sono mai state, storicamente, società buone.  Si è sempre predicato  il bene, qualche volta anche fatto  il bene, ma in genere è il male  che si è preferito. Tanto è vero che, in religione, stiamo sempre a batterci il petto e a pentirci. Ma già essere consapevoli di doversi pentire per aver fatto il male pur volendo il bene  è un grande progresso, una grande risorsa. Perché su questa base del pentimento si può anche cambiare.
   In parrocchia rimangono solo i figli cresciuti in famiglie neocatecumenali perché il mondo intorno è pagano  o perché la catechesi per gli adolescenti è impostata su criteri insufficienti? E’ una domanda che faccio ai sacerdoti della parrocchia.
 Negli anni passati la nostra parrocchia è stata oggetto di una sperimentazione di un progetto di  neocatecumenalizzazione spinta. Nell’organizzazione parrocchiale, tra le persone che in qualche modo sono il volto  della parrocchia per i frequentatori meno assidui, sono rimasti pochi gli  extracomunitari, intesi come quelli che non sono integrati in una delle piccole comunità neocatecumenali. Questo mi pare che abbia influenzato la catechesi per gli adolescenti: almeno è quello che ho constatato al tempo in cui furono adolescenti le mie figlie. Per quanto le riguarda posso dire che io e mia moglie abbiamo dovuto rimediare ad evidenti e gravi errori educativi della catechesi parrocchiale.
 Non faccio un rimprovero ad una ragazza o un ragazzo di non sopportare la catechesi neocatecumenale. Non la sopporto neanche io. E’ una via legittima, non discuto su questo, ma è solo una  delle vie, e non è la mia via. La mia, in particolare, è una via di libertà e di apertura. Mi sono formato in Azione Cattolica. La via neocatecumenale si svolge invece, come mi appare vedendola dall’esterno, all’interno di piccole collettività concentrate sul proprio perfezionamento, con un atteggiamento fortemente difensivo e di ripulsa verso la società esterna, vista come paganizzata irrimediabilmente. In particolare poi, mi pare che l’idea del ruolo dell’uomo e della donna che si ha in quella cultura di movimento non corrisponda bene a ciò che, ai tempi nostri, si proclama anche in religione. Si pensa infatti, mi pare di aver capito, al maschio come a un capo naturale della famiglia, su base biologica. Di conseguenza poi si propone, anche ai più giovani, un modello di famiglia che mi appare piuttosto paternalistico. E non è questo l’unico campo critico.
  Vorrei che la catechesi per gli adolescenti fosse seguita più da vicino da un sacerdote della parrocchia extracomunitario. Perché la parrocchia è la casa di tutti i fedeli. E se non lo fosse più, bisognerebbe farla diventare di nuovo così.
 Perché rassegnarsi a perdere, con il pretesto che la società intorno è pagana, tutti i ragazzi che siamo riusciti a portare alla Prima Comunione?
 Perché non decidersi a stabilire, sotto la guida dei sacerdoti, un vero progetto di rinnovamento della catechesi parrocchiale?
 Se poi non fosse proprio possibile abbandonare la catechesi neocatecumenale per alcuni degli adolescenti, in particolare quelli cresciuti in famiglie che l’hanno praticata e ancora la vogliono praticare, almeno se ne stabilisca una, diversa, per gli extracomunitari.
 Extracomunitario: questa parola che nella società di oggi definisce una persona che non ha tutti i diritti e le opportunità degli altri tra i quali vive, si attagliava nella nostra parrocchia, almeno fino all'anno scorso, anche a coloro che non sopportavano l’assimilazione neocatecumenale. Ci si sentiva come stranieri in casa propria. Tollerati, ma con un tacito rimprovero e anche un sospetto di paganesimo. Si parlava, ma non si era ascoltati, ed era come se, in fondo, non si avesse diritto di parola.  Appariva come se, in definitiva, si sarebbe preferito che non ci fossimo. Forse, addirittura, si sarebbe preferito che varcassimo  in uscita le porte della parrocchia, ma per non ritornare. In un processo di selezione: altra parola che vorrei non fosse più pronunciata in parrocchia. E’ questa la Chiesa in uscita  che, di questi tempi, siamo invitati a realizzare? E’ questa, purtroppo, la via che negli anni passati hanno preso tanti nostri adolescenti, in particolare gli extracomunitari, che abbiamo formato alla Prima Comunione.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli




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