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Questo blog è stato aperto da Mario Ardigò per consentire il dialogo fra gli associati dell'associazione parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente Papa, a Roma, quartiere Roma - Montesacro - Valli, e fra essi e altre persone interessate a capire il senso dell'associarsi in Azione Cattolica, palestra di libertà e democrazia nello sforzo di proporre alla società del nostro tempo i principi di fede, secondo lo Statuto approvato nel 1969, sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, e aggiornato nel 2003.
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Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce abitualmente il martedì alle 17 e anima la Messa domenicale delle 9.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 25 settembre 2016

Domenica 25-9-16 – 26° Domenica del Tempo Ordinario - Letture della Messa e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco e di A.C.


Domenica  25-9-16 – 26° Domenica del Tempo Ordinario -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: verde – salterio: 2° settimana -   Letture della Messa  e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura 18°C ; cielo sereno. Canti: ingresso, Scusa Signore; Offertorio, Se qualcuno ha dei beni; Comunione, Signore, da chi andremo; finale, Dell’aurora .

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.

 Dopo la Messa delle nove abbiamo incontrato il nuovo assistente del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, don Giorgio Nacci, sacerdote ben a conoscenza della nostra esperienza associativa.
 Un cordiale benvenuto in parrocchia e nel nostro gruppo a don Giorgio Nacci.

Buona domenica a tutti i lettori!

*** Azione Cattolica parrocchiale ***
  Il prossimo 4 ottobre, alle 17, in sala rossa, riprenderanno le attività infrasettimanali del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica. In un post  di ieri potete trovare le risposte alle domande più frequenti in merito all’Azione Cattolica.
 Anche nell’Azione Cattolica parrocchiale occorre rinnovarsi. Serve gente giovane, in particolare della fascia d’età 20-40, per formare i formatori  dei più giovani. Ma anche i più anziani sono i benvenuti, perché l’esperienza è fondamentale per convincersi del senso religioso della vita e, in questo modo, tramandarlo, rafforzarlo, confortarlo, confermarlo nei più giovani, perché non si perdano mai d’animo nelle difficoltà. L’impegno dei laici di fede in Azione Cattolica è corale, dalla vita di tutti si impara e tutti possono contribuire a renderlo più efficace e bello. Con le parole del motto di un jamboree, il grande raduno annuale degli scout, di tanti anni fa: “Di più saremo insieme, più gioia ci sarà”.
 L’impegno in Azione Cattolica è vita sociale di fede nella libertà.
  Chi decidesse di avvicinarci per aderire, non pensi di trovare le cose già fatte, di salire su un treno in corsa e di sedersi da passeggero facendosi trasportare. Di potersi limitare a seguire un qualche metodo per il quale esista un manuale dettagliato di istruzioni. Si tratta di costruire una nuova casa, di ideare e attuare nuovi progetti di impegno. Si tratta ripartire, nel clima di rinnovamento che in parrocchia stiamo vivendo.
  Del resto quella della rifondazione dovrebbe caratterizzare la nostra esperienza religiosa, nella quale ci è anticipato che tutte le cose saranno fatte nuove. Non viviamo in un museo, che ci si possa limitare a spolverare di tanto in tanto. L’Azione Cattolica vive  nel quartiere Valli di Roma, come dice il titolo di questo blog: AC-VIVE-A-ROMA-VALLI!


 Buona domenica a tutti i lettori!  

Pillola di Concilio
[dal decreto L’apostolato, sull’apostolato dei laici, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]

 L'Azione cattolica
20. Da diversi decenni i laici sono andati consacrandosi sempre più all'apostolato in molte nazioni e si sono raccolti in forme varie di attività e di associazioni che, in unione particolarmente stretta con la gerarchia, si sono occupate e si occupano di fini propriamente apostolici. Tra queste o anche altre simili del passato, sono soprattutto da ricordare quelle che, pur seguendo diversi metodi, hanno prodotto abbondantissimi frutti nel regno di Cristo e, meritatamente raccomandate e promosse dai romani Pontefici e da molti vescovi, hanno avuto da essi il nome di Azione cattolica e spessissimo sono state descritte come collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico (34).
Queste forme di apostolato, si chiamino esse Azione cattolica o con altro nome, esercitano oggi un apostolato prezioso. Esse sono costituite dal concorso delle seguenti note caratteristiche prese tutte insieme:
a) Fine immediato di tali organizzazioni è il fine apostolico della Chiesa, cioè l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.
b) I laici, collaborando con la gerarchia secondo il modo loro proprio, portano la loro esperienza e assumono la loro responsabilità nel dirigere tali organizzazioni, nel ponderare le circostanze in cui si deve esercitare l'azione pastorale della Chiesa e nella elaborazione ed esecuzione del loro programma di azione.
c) I laici agiscono uniti a guisa di corpo organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l'apostolato riesca più efficace.
d) Questi laici, sia che si offrano spontaneamente, o siano invitati all'azione e alla cooperazione diretta con l'apostolato gerarchico, agiscono sotto la superiore direzione della gerarchia medesima, la quale può sancire tale cooperazione anche per mezzo di un « mandato » esplicito.
Le organizzazioni in cui, a giudizio della gerarchia, si trovano tutte insieme queste note, si devono ritenere Azione cattolica, anche se, per esigenze di luoghi e di popoli, prendono varie forme e nomi. Il sacro Concilio raccomanda vivamente queste istituzioni, che certamente in molti paesi rispondono alle necessità dell'apostolato della Chiesa; invita i sacerdoti e i laici che lavorano in esse a tradurre sempre più in atto le note sopra ricordate e a cooperare sempre fraternamente nella Chiesa con tutte le altre forme di apostolato.



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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro del profeta Amos (Am 6,1a.4-7)

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Salmo responsoriale
Dal salmo 145 (146)


Ritornello:
Loda il Signore, anima mia


Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. 


Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. 

 
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. 

Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1Tm 6-11-16)

Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Canto al Vangelo  

Alleluia, alleluia
Gesù Cristo da ricco che era,
si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi
pe mezzo della sua povertà
Alleluia


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc  16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
 «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
  Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
  Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
  E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».


Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
  Ciascuno di noi ha fatto l’esperienza dell’indifferenza, quando quellil che soffrono è come se non esistessero. Allora c’è un abisso che li separa dall’altra ente.  L’indifferenza è il contrario dell’amore.  Infatti l’odio, in realtà, mantiene una relazione, sia pure negativa. L’indifferenza è il rifiuto di ogni relazione ed è per questo che fa male.
 Nel racconto evangelico proclamato oggi, l’uomo ricco non ha nome. Viene individuato come ricco. E’ segno di un attaccamento smodato alla ricchezza. Lazzaro invece un nome ce l’ha. E’ il segno che sta a cuore a Dio. L’uomo ricco ignora Lazzaro, è indifferente al suo dolore. Solo i cani avvicinano Lazzaro e si rendono conto che è piagato. L’uomo ricco e Lazzaro vivono vicini, in quel racconto, ma è come se li separasse un abisso. Nell’Aldilà la situazione si inverte. Lazzaro è consolato, l’uomo ricco è tra i tormenti. C’è ancora un abisso tra i due.
 L’insegnamento evangelico è di non rimanere indifferenti verso la sofferenza. Di non dare il nostro cuore alle ricchezze e al potere: in questo modo ne facciamo degli idoli.
  Non ci salveremo per le nostre pratiche religiose, se rimarremo indifferenti verso la sofferenza. A volte lo si rimane anche verso le stesse proprie sofferenze.
  Ricordiamocene tutte le volte che gli altri sono nelle nostre mani, per un qualche potere che ci è dato su di loro. Impariamo ad andare verso le povertà, a soccorrere chi si trova nel bisogno, impariamo  anche a non giudicare gli altri.
 Chiediamo al Signore di liberarci dall’indifferenza e di essere solidali verso gli altri che si trovano nel bisogno.

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa, per come ha  compreso le parole del celebrante.


Avvisi del parroco:

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Avvisi di A.C.
- Le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno il 4-10-16, ore 17, in sala rossa.
-  Le letture bibliche della Messa domenicale del 2-10-16, 27° Domenica del Tempo Ordinario, saranno: Ab 1,2-3;2,2-4; Sal 94 (95); 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10;













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