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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 26 giugno 2016

Domenica 12-6-16 – 13° Domenica del Tempo Ordinario - Letture della Messa e sintesi dell’omelia – avvisi del parroco e di A.C.


Domenica  12-6-16 – 13° Domenica del Tempo Ordinario -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: verde – salterio: 1° settimana del Tempo -   Letture della Messa  e sintesi dell’omelia – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura  27° C; cielo sereno. Canti: ingresso, Io con voi; Offertorio, Se m’accogli  ; Comunione, Eccomi; finale, Dell’aurora.

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.


La chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle nove


Abside e presbiterio della chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle nove


Pillola di Concilio
[Dalla Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo La gioia e la speranza del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]

29. La fondamentale uguaglianza di tutti gli uomini e la giustizia sociale.

Tutti gli uomini, dotati di un'anima razionale e creati ad immagine di Dio, hanno la stessa natura e la medesima origine; tutti, redenti da Cristo godono della stessa vocazione e del medesimo destino divino: è necessario perciò riconoscere ognor più la fondamentale uguaglianza fra tutti.
Sicuramente, non tutti gli uomini sono uguali per la varia capacità fisica e per la diversità delle forze intellettuali e morali. Ma ogni genere di discriminazione circa i diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della razza, del colore, della condizione sociale, della lingua o religione, deve essere superato ed eliminato, come contrario al disegno di Dio.
Invero è doloroso constatare che quei diritti fondamentali della persona non sono ancora e dappertutto garantiti pienamente. Avviene così quando si nega alla donna la facoltà di scegliere liberamente il marito e di abbracciare un determinato stato di vita, oppure di accedere a un'educazione e a una cultura pari a quelle che si ammettono per l'uomo.
In più, benché tra gli uomini vi siano giuste diversità, la uguale dignità delle persone richiede che si giunga a condizioni di vita più umane e giuste.
Infatti le disuguaglianze economiche e sociali eccessive tra membri e tra popoli dell'unica famiglia umana, suscitano scandalo e sono contrarie alla giustizia sociale, all'equità, alla dignità della persona umana, nonché alla pace sociale e internazionale.
Le umane istituzioni, sia private che pubbliche, si sforzino di mettersi al servizio della dignità e del fine dell'uomo. Nello stesso tempo combattano strenuamente contro ogni forma di servitù sociale e politica, e garantiscano i fondamentali diritti degli uomini sotto qualsiasi regime politico.
Anzi, queste istituzioni si debbono a poco a poco accordare con le realtà spirituali, le più alte di tutte, anche se talora occorra un tempo piuttosto lungo per giungere al fine desiderato.
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Dalla solenne liturgia celebrata nella Giornata del perdono  dal papa Giovanni Paolo 2°, durante il Giubileo dell’Anno 2000

12 marzo 2000

PREGHIERA UNIVERSALE

CONFESSIONE DELLE COLPE E RICHIESTA DI PERDONO 

Monizione iniziale 

Il Santo Padre: 
Fratelli e sorelle,
supplichiamo con fiducia Dio nostro Padre,
misericordioso e compassionevole,
lento all’ira, grande nell’amore e nella fedeltà,
perché accolga il pentimento del suo popolo,
che confessa umilmente le proprie colpe,
e gli conceda la sua misericordia. 
Tutti pregano per qualche momento in silenzio. 
[…]

VI. CONFESSIONE DEI PECCATI CHE HANNO FERITO LA DIGNITÀ DELLA DONNA E L'UNITÀ DEL GENERE UMANO 

Un Rappresentante della Curia Romana: 
Preghiamo per tutti quelli che sono stati offesi
nella loro dignità umana e i cui diritti sono stati conculcati;
preghiamo per le donne troppo spesso umiliate ed emarginate,
e riconosciamo le forme di acquiescenza
di cui anche cristiani si sono resi colpevoli. 

Preghiera in silenzio. 

II Santo Padre: 
Signore Dio, nostro Padre,
tu hai creato l'essere umano, l'uomo e la donna,
a tua immagine e somiglianza
e hai voluto la diversità dei popoli
nell'unità della famiglia umana;
a volte, tuttavia, l'uguaglianza dei tuoi figli non è stata riconosciuta,
ed i cristiani si sono resi colpevoli di atteggiamenti
di emarginazione e di esclusione,
acconsentendo a discriminazioni
a motivo della razza e dell'etnia diversa.
Perdonaci e accordaci la grazia di guarire le ferite
ancora presenti nella tua comunità a causa del peccato,
in modo che tutti ci sentiamo tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore. 
R. Amen. 
R. Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison. 
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso. 
[…]



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Dalla rubrica radiofonica Il pensiero del giorno del 24-6-16 (va in onda alle 5:50 circa di ogni giorno su Radio Rai 1, tutti i giorni)
(la trasmissione è riascoltabile sul sito http://www.pensierodelgiorno.rai.it/ )

In studio Marinella Perroni, docente al pontificio ateneo Sant’Anselmo


  Papa Francesco ha firmato un decreto con il quale la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti ha elevato di grado la celebrazione di Santa Maria Maddalena, iscrivendola non più tra le memorie liturgiche obbligatorie, ma tra le feste. Vengono confermate le letture già previste, ma le viene riconosciuto il diritto a un Prefazio proprio, in cui si rende lode alla santità di Dio per quanto ha compiuto in lei e attraverso di lei.
  Ancora una volta possiamo festeggiare.
  A piccoli passi, le donne che hanno contribuito alla nascita della fede nel Risorto escono dal porto delle nebbie di una tradizione colonizzata unicamente da uomini.
  Forte però è anche l’amarezza.
  Perché non si tiene mai conto di quanto bibliste e biblisti di tutti i continenti da molti anni hanno messo in luce a partire da un attento studio dei testi evangelici?
  Secondo l’evangelista Giovanni, Maria non è Apostola apostolorum  [trad.: Apostola degli apostoli], cioè non è prima di tutto funzionale agli apostoli: è Apostola Christi, Apostola di Cristo, perché riceve dal Risorto stesso il mandato di evangelizzare i discepoli, e a lei si deve la fondazione apostolica della prima comunità dei credenti.
  Torna alla mente la sconcertante ma quanto mai eloquente convinzione di Sant’Ambrogio, che scriveva: “Poiché la costanza di Maria è impari per predicare, il sesso è troppo debole per eseguire questo compito, agli uomini è affidato il mandato di evangelizzare”.
  Perché le donne, anche quando sono del tutto visibili, continuano comunque ad essere considerate accessorie, funzionali e subalterne?
  Che fosse così per Sant’Ambrogio, nel Quarto secolo dopo Cristo, può essere comprensibile, ma oggi? 
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LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal primo libro dei Re (1Re 19,16b.19-21)

  In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».
  Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
  Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
   Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio.


Salmo responsoriale
Dal salmo 15 (16)

Ritornello:
Sei tu, Signore, l’unico mio bene

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. 
 
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. 
 
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. 
 
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. 


Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (Gal 5,1.13-18)

  Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
  Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri.
  Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
  Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Eliseo era un uomo ricco, ma ricevuta la chiamata del profeta Elia, simboleggiata con il coprirlo con il suo mantello, lasciò tutto per seguire Elia.


Canto al Vangelo (1Sam 3,9; Gv 6,68c)
Parla, Signore, perché il tuo servo di ascolta:
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia

Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)

  Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
  Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
  A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
  Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». Siamo chiamati ad una scelta di libertà, come abbiamo proclamato nella seconda lettura. Questo richiede di dare un taglio netto con il passato, per seguire Gesù sulla sua via.


Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
  
  Dalle letture bibliche della Messa di oggi ci viene la buona notizia che Dio può trasformare e dare senso alla nostra vita.
 Nel brano evangelico abbiamo letto che Gesù si mise risolutamente in viaggio verso Gerusalemme, la città simbolo di tutte le attese degli israeliti di quel tempo, la città della pace, se ne attendeva il rinnovamento. Gesù vi andò per esservi innalzato, vale a dire per salire sulla Croce. E’ per questa via che ci è arrivata la liberazione. Ci invita a seguirlo su quella via. Qual è la croce della nostra vita? Gesù dà un senso e glorifica le croci delle nostre vite. Egli conosce le nostre sofferenze.
  Una storia dell’ebraismo dice che un rabbino disse ad un altro che l’amava e quell’altro gli rispose: “Come puoi amarmi se non conosci le mie sofferenze”. Gesù conosce le nostre croci.
   Sulla via per Gerusalemme, i Samaritani non lo accolsero, proprio perché andava verso quella città, dove c’era un grande tempio dell’ebraismo. I Samaritani che condividevano con l’ebraismo la Legge, espressa nel Pentateuco, ne aveva costruito un altro nella loro regione. I discepoli allora gli proposero di far scendere su di loro un fuoco dal cielo, ma Gesù li corresse: egli ci conosce, conosce chi realmente siamo e perdona. Quante volte siamo stati perdonati da Dio! E Gesù venne accolto dagli umili e dai peccatori, Matteo, Zaccheo, la donna peccatrice, da coloro che non avevano remore a manifestare chi realmente erano e a chiedere il perdono di Dio. Ciò che dobbiamo bruciare sono le nostre cattive abitudini e il nostro peccato. Una consuetudine dell’ebraismo è di nascondere, prima della festività di Pasqua in cui si consuma pane non lievitato, degli avanzi di pane vecchio lievitato per la casa e di mandare i bambini a trovarli, per poi bruciare quel pane vecchio. Così noi dobbiamo con i nostri peccati.
 Poi Gesù risponde a domanda sulla sua sequela. Il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo: le attese di liberazione degli ebrei di quel tempo erano altre.
 Ad un tale che gli chiedeva tempo per andare a seppellire il padre, risponde «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Questo non significa che Gesù volesse spingere ad abbandonare certe tradizione di pietà: volle manifestare che la morte non era l’ultima realtà, che la buona notizia del Regno di Dio significava la vittoria sulla morte.
 Infine, ad un altro che gli chiese tempo per congedarsi dai suoi rispose «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio»: significa dare un taglio netto con ciò che si è stati, in particolare con il peccato. E’ ciò che è manifestato anche nella prima lettura.

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - per come ha inteso le parole del celebrante


Avvisi del parroco:
- il 29 giugno prossimo, solennità dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, le Messe saranno celebrate secondo l’orario festivo.
Avvisi di A.C.
- Le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno ad ottobre prossimo. Continueremo ad animare la messa domenicale delle nove.
-  Le letture bibliche della Messa del 3-7-16, 14° del Tempo Ordinario, saranno:  Is 66,10-14c; Sal 65; Gal 6,14-18; Lc 10,1-12.17-20.







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