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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 19 giugno 2016

Domenica 12-6-16 – 12° Domenica del Tempo Ordinario - Letture della Messa e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco e di A.C.


Domenica  12-6-16 – 12° Domenica del Tempo Ordinario -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – – colore liturgico: verde – salterio: 4° settimana del Tempo -   Letture della Messa  e sintesi dell’omelia della Messa delle nove – avvisi del parroco  e di  A.C.

  Osservazioni ambientali: temperatura  25° C; cielo poco nuvoloso. Canti: ingresso, Scusa Signore; Offertorio, Se m’accogli; Comunione, Signore da chi andremo?; finale, Acqua siamo noi.

 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.

 Buona domenica a tutti i lettori!

L'altare della chiesa parrocchiale, oggi, qualche minuto prima delle nove


Pillola di Concilio
[Dalla Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo La gioia e la speranza,  del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]

16. Dignità della coscienza morale.
Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro.
L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità.
Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo. Nella fedeltà alla coscienza i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale. Quanto più, dunque, prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità. Tuttavia succede non di rado che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile, senza che per questo essa perda la sua dignità.
Ma ciò non si può dire quando l'uomo poco si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all'abitudine del peccato.
17. Grandezza della libertà.
Ma l'uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà.
I nostri contemporanei stimano grandemente e perseguono con ardore tale libertà, e a ragione. Spesso però la coltivano in modo sbagliato quasi sia lecito tutto quel che piace, compreso il male.
La vera libertà, invece, è nell'uomo un segno privilegiato dell'immagine divina.
Dio volle, infatti, lasciare l'uomo « in mano al suo consiglio » (Sir 15,14) che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui, alla piena e beata perfezione.
Perciò la dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere, mosso cioè e determinato da convinzioni personali, e non per un cieco impulso istintivo o per mera coazione esterna. L'uomo perviene a tale dignità quando, liberandosi da ogni schiavitù di passioni, tende al suo fine mediante la scelta libera del bene e se ne procura con la sua diligente iniziativa i mezzi convenienti. Questa ordinazione verso Dio, la libertà dell'uomo, realmente ferita dal peccato, non può renderla effettiva in pieno se non mediante l'aiuto della grazia divina.
Ogni singolo uomo, poi, dovrà rendere conto della propria vita davanti al tribunale di Dio, per tutto quel che avrà fatto di bene e di male.

LETTURE BIBLICHE DELLA MESSA

Prima lettura
Dal libro del profeta Zaccaria (Zc 12.10-11; 13,1)

  Così dice il Signore:
 «Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.
  In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme, simile al lamento di Adad-Rimmon nella pianura di Meghiddo.
  In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità».

Salmo responsoriale
Dal salmo 62 (63)

Ritornello:
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l'anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. 
 
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. 
 
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. 
 
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.


Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (Gal 3,26-29)

 Fratelli, tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
 Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.
 Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.


Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io lo conosco ed esse mi seguono


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,18-24)

  Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
  Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
  Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
  Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».


Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
 Anche in questa messa ci viene una buona notizia dalle letture bibliche: riflettiamo sulla Pasqua, che significa passaggio, dalla vita di prima ad una vita diversa, seguendo il Signore, come abbiamo letto nel canto al Vangelo.
 Il brano evangelico che abbiamo proclamato oggi viene dopo la narrazione della moltiplicazione dei pani e dei pasci. Gesù chiede ai discepoli chi la gente pensava che egli fosse. Gli vengono riferite varie opinioni: che egli era Giovanni il Battista o Elia o un altro degli antichi profeti risorto. Allora Gesù pone ai discepoli la stessa domanda che pone anche a no: “Ma voi, chi dite che io sia”.  Pietro risponde: “Il Cristo di Dio”. Non perché fosse il più intelligente dei discepoli, ma sulla base della sua esperienza con Gesù. Allora Gesù volle correggere le aspettative secondo le quali il Cristo, che significa l’unto, vale a dire colui che era stato consacrato per portare alla salvezza al popolo, dovesse venire e agire con potenza. Spiega che il Figlio dell’uomo, doveva soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere e il terzo giorno. E aggiunge che chi voleva mettersi al suo seguito doveva rinnegare se stesso, prendere la sua croce ogni giorno e seguirlo.  E anche che chi voleva salvare la propria vita, l’avrebbe persa, ma chi l’avesse persa per causa sua, si sarebbe salvato.
  Chi è per ciascuno di noi Gesù? E quale è la nostra croce? Perché è portandocela dietro che possiamo seguire Gesù. Bisogna rinunciare al nostro egoismo, a mettere noi al centro di tutto, a cercare solo di sopravvivere. E’ così che avremo la vita eterna. La vita eterna è  dono. Vivere in questa prospettiva è un nuova vita. Ad esempio, ci si sposa e si affrontano insieme tante difficoltà, le croci  della vita insieme, ma poi si rimane insieme tanto a luogo, come i più anziani coniugi posso testimoniare. Ecco l’importanza della testimonianza dei più anziani. Come si può rimanere tanto a lungo, come i più anziani hanno fatto e posso testimoniare, senza seguire Gesù nel mondo che ci ha insegnato?
 Seguiamo dunque Gesù, prendendo le nostre croci e rinnegando noi stessi, per entrare in una vita nuova, in una nuova realtà.

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - per come ha inteso le parole del celebrante


Avvisi del parroco:
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Avvisi di A.C.
- Le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno ad ottobre prossimo. Continueremo ad animare la messa domenicale delle nove.
-  Le letture bibliche della Messa del 26-6-16, 13° del Tempo ordinario, saranno: 1Re 19,16b.19-21; Sal 15 (16); Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62.






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