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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

sabato 23 aprile 2016

Domenica 24-4-16 - 5° del Tempo di Pasqua - Sintesi dell'omelia della messa prefestiva vespertina del sabato

Domenica 24-4-16 - 5° del Tempo di Pasqua - anno C per le domeniche e le solennità - colore liturgico: bianco - 1 settimana del salterio - Sintesi dell'omelia della messa prefestiva vespertina del sabato


 Letture:  At 14,21b-27; Sal 144 (145); Ap 21,1-5a; Gv 13,31-33a.34-35

 Il Vangelo di questa domenica è esigente, ma esplicito, chiaro.
 “Come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri”: questo il comandamento nuovo.
 Il comandamento dell’amore si trova anche nell’Antico Testamento e in altre culture extra-bibliche. E’ la regola d’oro: “tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te”.
 Ma a Gesù non basta. Vuole che amiamo gli altri come lui ha amato noi.
 Questo detto si inserisce in un momento che precede di poco la Passione, anzi vi è inserito. C’è Giuda: il tradimento si è giù compiuto. La Passione è già iniziata.
 Gesù inizia pronunciando una frase che non è facile da intendere: “Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato  in lui”. Che significa “glorificare”?
 Nella cultura ebraica del tempo di Gesù significa riconoscere a una persona ciò che è veramente. Glorificare Dio significa riconoscere che Dio è Dio. Quella frase di Gesù significa che egli  è stato riconosciuto come Dio. Ma come? Proprio nella Passione. Ma come avviene questo? Forse perché la sopporta. Questo non sarebbe straordinario. Avviene perché Gesù accetta la volontà del Padre, accetta la sua Passione senza odiare, anzi perdonando  e amando. E vuole che anche noi lo imitiamo in questo. Come riuscirci?
 Per seguirlo non sono sufficienti le nostre forze. Dobbiamo chiedere aiuto a Dio, perché ci rinnovi e ci dia quel supplemento che ci consenta di riuscirci. E' Dio, infatti, che, come è annunciato nella seconda lettura, fa nuove tutte le cose
 Avere difficoltà a perdonare è umano, non dobbiamo colpevolizzarci per questo. Solo in Dio possiamo riuscire a perdonare e amare come Gesù perdonò e amò. Solo se si è fatta l’esperienza di essere perdonati da Dio si può perdonare come Dio. Solo se si è fatta l’esperienza di essere amati da Dio si può amare come Dio.
 Uno dei campi in cui possiamo praticare il perdono e l’amore come Dio vuole è quello matrimoniale. Il matrimonio è molto più di un sentimento. Al sentimento non si comanda, si dice. Se si tiene conto di questo, ad un certo punto, finito il sentimento ci si lascia. Ma c’è di più: c’è quel perdonarsi e amarsi come Gesù ci ha perdonato e amato. Ecco che allora la famiglia e il matrimonio diventano l’immagine della Chiesa.
 Nella Chiesa si dovrebbe vivere come in un famiglia fondata sul perdono e l’amore insegnati da Gesù. Anche nella parrocchia, a di là delle varie opinioni che possono divergere.


Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli, per come ha inteso le parole del celebrante

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