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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

mercoledì 25 giugno 2014

Azione Cattolica, laboratorio di mondo vitale


Azione Cattolica, laboratorio di mondo vitale

 

 Un gruppo parrocchiale di Azione Cattolica è qualcosa di molto diverso da un ritrovo di amici per passare il tempo libero e anche per pregare o da una scuola di catechismo. Non è, insomma, qualcosa di simile ad un oratorio  per adulti. E ciò anche se ci si riunisce nel tempo libero dal lavoro, si prega e si approfondiscono le cose della fede. Capire che cosa è l'Azione Cattolica è divenuto più difficile ai tempi nostri per tanti motivi. Innanzi tutto per l'interruzione, talvolta, di una tradizione viva dell'esperienza associativa derivata dal mancato ricambio generazionale, per cui, siccome si vede che nel gruppo prevalgono i più anziani, lo si scambia per una cosa da anziani. E poi per il clima sfavorevole in cui l'Azione Cattolica ha vissuto negli ultimi trentacinque anni, il che è stato in parte causa del mancato ricambio generazionale. Inoltre perché molti preti, specialmente quelli che vengono da altre nazioni, semplicemente non conoscono più l'Azione Cattolica e il senso del suo lavoro collettivo in Italia. Infine perché in una collettività religiosa dominata da movimenti di ispirazione religiosa in dura lotta tra di loro per l'egemonia sulla gente di fede e per accaparrarsi la benevolenza feudale dell'alto clero, nelle piccole corti che si radunano attorno ad esso, l'Azione Cattolica legandosi fortemente agli ideali promossi dal Concilio Vaticano 2° si è posta su un piano radicalmente diverso e viene percepita come un corpo estraneo, ed in un certo senso fortunatamente lo è in questa fase storica caratterizzata da un certo degrado dell'esperienza sociale di fede sotto più profili.
  Ho cercato di far intendere che cosa sia l'esperienza in un gruppo di Azione Cattolica facendo riferimento all'idea, proposta all'inizio degli anni '80 da mio zio Achille, sociologo, di mondo vitale, inteso come l'ambiente sociale in cui, in un clima di piena comprensione e accettazione amicale, in un insieme di relazioni intense e pluridirezionali, si matura la scoperta e l'accettazione del senso della vita individuale e sociale, condividendo valori e ideali collettivi, in particolare, per quanto riguarda l'Azione Cattolica, con riferimento a quelli di ispirazione religiosa. Quindi un gruppo di Azione Cattolica non è mai autoreferenziale, vale a dire che non conta, per l'individuazione di quello che ho chiamato senso  della vita solo sulle risorse proprie dei suoi membri, ma è in relazione vitale con un'esperienza sociale più vasta, che ha uno sviluppo storico e con cui ci si confronta senza esserne semplicemente dominati. Questo significa che una parte importante del lavoro che si fa in un gruppo di Azione Cattolica consiste nell'apprendere cose vecchie e nuove, nell'assimilarle, nel porle a confronto con la propria esperienza di vita e nel renderle alla società in un'interpretazione originale. In un gruppo di Azione Cattolica si mantiene sempre un forte collegamento con le esperienze vissute nella società in cui si è immersi, si è partecipi e da cui si è influenzati. Se ne vuole innanzi tutto essere consapevoli e poi si vuole capirle e infine ci si propone di discernere ciò che in esse è positivo, nella convinzione che l'apertura  e il dialogo sociale sono il fondamento di ogni progresso, anche nelle cose della fede. Questo metodo è legato anche ad un'altra caratteristica dell'Azione Cattolica che è quella di essere una esperienza di fede, quindi originata dall'esigenza di intendere il senso complessivo  dell'esistenza umana e della storia degli esseri umani sulla Terra. Il nostro impegno spazia quindi in tutti i campi dell'umano, nessuno escluso, compresi quelli delle scienze e della politica: ciascuno apporta ciò di cui è capace e in un lavoro collettivo si cerca poi di crescere insieme. Tutto ciò non è diretto solo o principalmente ad un'azione all'interno delle nostre collettività religiose, ma ad un'azione sociale all'esterno di esse, non però per conquistare  la società civile, ma per produrre in essa degli effetti al modo di fermento, del lievito che fa fermentare l'impasto sciogliendosi in esso, utilizzando gli strumenti della mediazione culturale  e  democrazia di popolo . Questa finalità e questo metodo differenziano fortemente l'Azione Cattolica da altre esperienze sociali che ai tempi nostri coinvolgono laici di fede, specialmente da quelle che si caratterizzano per atteggiamenti di opposizione e sfiducia verso ciò che si muove all'esterno della nostra collettività religiosa e ancor più da quelle organizzate non democraticamente e massimamente da quelle che rifiutano il metodo della mediazione culturale e che quindi rifiutano anche l'idea che vi possa essere stata e vi possa essere una evoluzione storica  nella comprensione delle cose di fede.
  Ma vi è un elemento che, fin dalle origini, ha particolarmente caratterizzato l'Azione Cattolica, e tuttora la differenzia da quasi tutte le altre esperienze sociali religiose, ed esso consiste nel fatto che l'Azione Cattolica non è solo una società per  i laici e di  laici, ma anche un'esperienza associativa ideata, promossa e attuata storicamente da  laici: essa quindi non trae storicamente  origine dal clero. Il più delle volte, fateci caso, all'origine di una esperienza laicale troviamo invece un prete. Il fatto di essere geneticamente un'esperienza laicale ha significato molto nella storia dell'Azione Cattolica e, in particolare, ha determinato la piena adesione dell'associazione agli ideali promossi durante il Concilio Vaticano 2°, tra i quali fu molto rilevante quello del riconoscimento e dello sviluppo del ruolo che i laici di fede erano venuti assumendo nelle nostra collettività religiose dall'Ottocento in poi, particolare dopo la caduta dei regimi nazi-fascisti europei e nella costruzione di un nuovo ordine mondiale.
 Il fatto di essere una esperienza laicale e, aggiungo, di massa ha determinato una evoluzione storica della realtà associativa nei suoi ideali concreti e nei suoi metodi di attivismo sociale, che si  inserita in una più vasta dinamica storica che ha coinvolto il laicato italiano dalla fine del Settecento. L'Azione Cattolica non è stata sempre uguale, in quanto noi laici non siamo stati sempre storicamente gli stessi. Del resto gli ideali da cui scaturirono i precursori dell'Azione Cattolica e poi quest'ultima furono centrati sulla convinzione che occorresse agire per produrre dei cambiamenti sociali e quindi sulla convinzione dell'insufficienza dell'esistente. Questa piena accettazione della possibilità di un'evoluzione sociale ha differenziato e differenzia tuttora l'Azione Cattolica dalla maggior parte delle esperienze di fede che attualmente coinvolgono laici le quali sono caratterizzate da tendenze conservatrici o addirittura reazionarie. Si tratta del resto di orientamenti che sono in linea con le ideologie ecclesiastiche che storicamente hanno prevalso nel secondo millennio della nostra era, fino agli scorsi anni Cinquanta.
 Per approfondire i temi che ho trattato vi propongo, come compito per le vacanze, la lettura del libretto divulgativo di Ernesto Preziosi, Piccola storia di una grande associazione, editrice A.V.E., 2013, €12,00, tuttora in commercio. Cerchiamo di arrivare alla ripresa delle attività associative infrasettimanali, a ottobre prossimo, con una maggiore consapevolezza di che cosa siamo stati e di che cosa, tutti insieme, ci proponiamo di essere e di diventare.
 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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