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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

martedì 25 dicembre 2012

25 dicembre 2012 – solennità del Natale del Signore – anno C per le domeniche e le solennità - salterio: proprio del tempo – colore liturgico: bianco - letture della Messa del giorno e sintesi dell’omelia - avvisi di A.C.

25 dicembre 2012 – solennità del Natale del Signore – anno C per le domeniche e le solennità -  salterio: proprio del tempo – colore liturgico: bianco - letture della  Messa del giorno e sintesi dell’omelia -  avvisi di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura 15° C. Cielo poco nuvoloso Canti: ingresso, Venite fedeli; Offertorio, Astro del ciel; Comunione, Tu scendi dalle stelle. Partecipazione numerosa e gioiosa. Il clima natalizio è sensibile. Il gruppo di A.C. è schierato nei banchi a sinistra dell’altare, guardando l’abside.

Buon Natale a tutti!

Prima lettura
Dal libro del profeta Isaia (52,7-10)

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: “Regna il tuo Dio”. Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme. Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Salmo responsoriale
dal salmo 97

Ritornello:
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.


Seconda lettura
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 1,1-6)

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e  mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: “Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?” E ancora: “Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio”? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: “Lo adorino tutti gli angeli di Dio”.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio; tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E  il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: “Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me”. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
 
 Oggi la Chiesa celebra la grande festa della nascita di Gesù Cristo. Il Verbo di fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
 La festa più grande dei cristiani è la Pasqua, la morte e resurrezione di Cristo per la nostra salvezza. Ma per arrivare alla Pasqua, è necessario il Natale, la nascita di Gesù Cristo nella carne. Dio si è fatto uomo, perché noi possiamo diventare come lui, figli  di Dio, con la stessa natura di Dio stesso. E tutto questo è stato fatto da Dio per amore, amore per noi. E, in Gesù, Dio non  si manifesta come nell’Antico Testamento, con potenza, nel fuoco; viene come un bambino debole, che può essere ucciso in un istante. Povero, umile,  nato da una vergine, in una grotta, posto in un mangiatoia dopo la nascita. Ci saranno stati degli animali intorno? Non lo sappiamo. La presenza di un mangiatoia ce lo fa pensare. E’ lì che il Re dell’universo, il Creatore di tutto, è nato per amore per noi.
 Lo abbiamo sentito nel Vangelo: la Legge fu data per mezzo di Mosè. A Mosè Dio donò le dieci parole della Legge, che ci fanno entrare in comunione con Dio. Disse a Mosè: “Io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo, se rimarrete fedeli alla Legge, a questa Alleanza”. Il problema è che gli esseri umani non ce la fecero. Non riuscirono ad essere fedeli non tanto per la loro malvagità  o per la loro cattiveria, ma perché non erano in grado di compiere la Legge. Anche noi non siamo in grado di compiere la Legge di Dio.
 Uno solo ha compiuto la Legge di Dio: Gesù Cristo. Perché tutta la Legge di Dio consiste nell’amare il Signore nostro Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, con tutta la mente, non solo con un parte di essi, fosse anche una metà o tre quarti: “tutto” deve essere per Dio. Chi di noi può dire di aver fatto ciò e quindi di aver compiuto la Legge? Nessuno. Se uno pensa di esserci riuscito, in realtà si trova ancora nelle tenebre. La luce non lo ha ancora illuminato. Cristo solo ha compiuto la Legge. La buona notizia è che la Legge fu data per mezzo di Mosè, ma la Grazia e la Verità vengono per mezzo di Gesù Cristo. Perché solamente con la Grazia, con lo spirito di Cristo dentro di noi, noi siamo in grado di compiere la Legge, vivendo in comunione con Dio, nell’ubbidienza alla sua Parola. Possiamo riuscirci non per meriti nostri, ma per la sua Grazia.
 Tutta questa festa ci parla dell’amore di Dio per noi esseri umani. Ci ha creati  e noi gli abbiamo disobbedito, in Adamo. Così la morte regna regna su tutti gli esseri umani. Per uccidere la morte, Dio si è fatto uomo. Ha preso su di sé la nostra carne, la nostra debolezza, la nostra fragilità, per un motivo solo: per combattere contro la morte e per vincerla. Cosicché la morte non ha più potere, su noi che siamo di Cristo. E non mi riferisco solo alla resurrezione, ma di ciò che ci accade giorno per giorno. In Cristo non siamo più condannati, non siamo più sotto la paura della morte, della sofferenza, di tutto quello che si rivolge contro di noi. In Cristo, nel suo spirito, noi possiamo fare la volontà di Dio, possiamo vivere in comunione piena con Dio. Questo è quello che ci è offerto. La luce che  illumina la nostra strada. Senza Cristo cadiamo nelle tenebre e non sappiamo più dove stiamo andando. Non vediamo Dio, non vediamo il suo volto.
 Spesso, quando non siamo nella Grazia, cadiamo nella mormorazione contro Dio. Non accettiamo tante cose che accadono nella nostra vita, nella vita della nostra famiglia, della nostra città. Pensiamo che Dio stia sbagliando. Siamo troppo orgogliosi per pensare che forse stiamo sbagliando noi. Forse siamo noi che siamo ciechi, che stiamo nelle tenebre e non vediamo bene le cose. Per noi  è sempre colpa di Dio, quando non siamo nella Grazia.  E chiaro che invece, quando siamo nella Grazia, possiamo vedere la mano di Dio dietro ogni cosa, l’amore di Dio in ogni cosa, perché lui fa bene tutte le cose.
 Oggi è il giorno in cui si apre il cielo, il cielo chiuso agli uomini viene aperto. Il Verbo di Dio è nato a Betlemme, ha preso la nostra carne ed è venuto come Re per servirci, per dare la sua vita in riscatto per molti. Così possiamo rallegrarci in questa festa, perché possiamo contemplare l’amore immenso che Dio ha per noi.
 E Dio non ci chiede conto dei nostri peccati. Se lo facesse, tutti quanti, e parlo innanzi tutto per me stesso, meriteremmo solamente l’inferno, per i  nostri peccati. E se per noi c’è salvezza, se per noi ci sono la felicità e la beatitudine, è perché Dio ci ama e ha mandato il suo Figlio, nella carne, per pagare il prezzo dei nostri peccati. L’ha mandato a morire, per pagare il nostro debito con Dio. E Cristo che l’ha pagato, perché ci ama: non siamo più condannati, ma liberati, dal peccato, dalla morte. E con il suo spirito possiamo vivere veramente da figli di Dio, non solo a parole, ma anche con la nostra vita. Questo ci porta ad essere annunziatori della pace. Nella prima lettura è scritto belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero che annunzia la pace. Tutti noi siamo chiamati a questo. Con il nostro battesimo siamo infatti divenuti figli di Dio e condividiamo anche gli uffici di Cristo di Re, profeta e sacerdote. Dobbiamo annunciare la pace non solo con la nostra bocca, ma con la nostra vita. Dobbiamo vivere la pace e trasmettere la pace agli altri, perdonando coloro che ci offendono, essendo misericordiosi, amando gli altri, inclusi i nostri nemici, quelli che ci fanno del male. Questo porta la pace. Altrimenti cerchiamo solamente la vendetta, la giustizia umana, non la giustizia di Dio. Perché se Dio ci giudicasse secondo la giustizia umana, ci  spetterebbe solo l’inferno. La giustizia di Dio è diversa. La giustizia di Dio è misericordia, amore per noi, manifestato in Cristo, suo Figlio. Noi siamo chiamati ad annunciare questo con la nostra vita. Non più come i profeti dell’Antico Testamento, ma come Cristo stesso. Corpo di Cristo è la Chiesa. E’ lui che parla in noi.  E’ lui che ci dà la Grazia e la forza di testimoniare la verità, di testimoniare la luce che è venuta nel mondo. La Chiesa è lumen gentium, luce per le genti, come si intitola una costituzione del Concilio Vaticano 2°. Noi, in Cristo, siamo chiamati ad essere questa luce per gli altri, ad illuminare i fratelli. E lo facciamo quando siamo in comunione con Cristo, nell’ubbidienza alla sua parola.
 E’ una cosa bella: non dobbiamo preoccuparci più  di niente. Dio è nostro padre e noi siamo figli  di Dio. Se Dio è nostro padre, sarà lui a preoccuparsi per noi, sarà lui ad aver cura di noi. Noi invece ci preoccupiamo per tante cose inutili.
 Allora, rallegriamoci in questo giorno. In questo giorno è venuta per noi la luce. Questa luce ci porterà alla salvezza.
 Sapete che la Chiesa ha scelto di celebrare il Natale di Gesù in questo giorno dell’anno perché in questo giorno si celebrava una festa pagana del dio Sole, dopo il solstizio d’inverno, quando la luce va crescendo e  il giorno si allunga e la notte diviene più corta. Il Natale cristiano significa appunto che, già ora, la luce è venuta al mondo, la luce di Cristo è venuta e regna nel cuore di coloro che credono. Proclamiamo: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”, ma oggi sappiamo che si traduce meglio con gli uomini che Dioi ama. Tutta questa festa del Natale non parla del nostro amore per Dio, che (se siamo onesti) dobbiamo riconoscere come  imperfetto, ma dell’amore di Dio per noi, che  è perfetto. Dio ci ama e ci salva.
 
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli


Avvisi di A.C.:
-martedì 8 gennaio, alle ore 17:00, sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), riprenderanno le riunioni del gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica. Gli associati sono invitati a preparare una meditazione  sulle lettura di domenica 13 gennaio 2013 – festa del Battesimo del Signore (Is 40,1-5.9-11; Sal 103; Tt 2,11-14;3,4-7; Lc 3,15-16.21-22). Saranno trattati temi relativi all’Anno della Fede;
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.










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