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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

sabato 28 maggio 2016

Religione aperta: Aldo Capitini

Religione aperta

 [da: Aldo Capitini, Religione aperta, 1955, ripubblicato con revisioni nel1964, ripubblicato da Laterza nel 2011 nella versione del 1964, €20; si tratta di un testo accessibile a chi abbia una cultura corrispondente a quella che ci si aspetta da un diplomato delle scuole medie superiori]

 Quando incontro una persona, e anche un semplice animale, non posso ammettere che poi quell’essere vivente se ne vada nel nulla, muoia e si spenga, prima o poi, come una fiamma. Mi vengono a dire che la realtà è fatta così, ma io non accetto. E se guardo meglio, trovo anche altre ragioni per non accettare la realtà così com’è ora, perché non posso approvare che la bestia più grande divori la bestia più piccola, che dappertutto la forza, la potenza, la prepotenza prevalgano: una realtà fatta così non merita di durare. E’ una realtà provvisoria, insufficiente, ed io mi apro ad una sua trasformazione profonda, ad una sua liberazione dal male nelle forme del peccato, del dolore, della  morte.
 Questa è l’apertura religiosa fondamentale, e così alle persone, agli esseri che incontro, resto unito intimamente per sempre qualunque cosa loro accada, in una compresenza intima, di cui fanno parte anche i morti; i quali non sono né finiti né stanno a fare cose diverse da noi, ma sono uniti a noi, cooperanti, a fare il bene, i valori che facciamo, e che nessuno può vantarsi di fare da sé. Così anche chi è, per ora, sfinito, pallido, infermo, e pare che non faccia nulla di importante; anche chi è sfortunato, pazzo (per ora), è una presenza e un aiuto a tutti.
 La religione è semplicemente un insieme di pensiero e di azione, di principi e di atti (che possono accrescersi e variare) allo scopo di preparare e formare in noi l’apertura religiosa. Ma ciò che conta non è di avere sempre la religione, ma che venga una realtà liberata che comprenda tutti; e perciò incontriamo ogni persona, ogni essere, senza l’apprensione che possa finire, e con la gioia di essere in seguito sempre più uniti e cooperanti, verso delle realtà aperte che non possiamo descrivere.
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 Scrive Mario Martini, nell’Introduzione  a Religione aperta  pubblicato da Laterza:
“Nel 1955 Capitini pubblica Religione aperta:  nel febbraio successivo  la Suprema Sacra Congregatio Sancti Officii condanna il volume e ne ordina l’iscrizione nell’Indice dei libri proibiti, con un decreto che esce nel giorno della stipula del Patti Lateranensi, coincidenza che Capitini non manca di sottolineare. Nel 1958 ebbero luogo i due famosi processi che videro coinvolti i coniugi Bellandi di Prato, rei di aver contratto solo il matrimonio civile e per questo bollati pubblicamente dal vescovo di quella città come peccatori; il vescovo, querelato e condannato in primo grado, fu assolto in appello, e furono condannati i Bellandi per avere - così si espresse la Corte - «sprezzantemente ripudiato il sacramento del matrimonio». In seguito a questo episodio, Capitini scrisse all’arcivescovo di Perugia chiedendo di essere cassato dall’elenco dei battezzati: il gesto che avrà una certa risonanza e repliche, è preceduto e seguito da due scritti caratteristici del nostro: Discuto la religione di Pio XII  e Battezzati non credenti.”
 Per la biografia di Aldo Capitini rimando alla pagina del portale Treccani:
http://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-capitini_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Filosofia%29/
Sul caso giudiziario Bellandi segnalo dall'archivio di Repubblica:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/03/03/il-matrimonio-del-diavolo.html

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli


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