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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

mercoledì 4 maggio 2016

La riunione del gruppo di AC

La riunione del gruppo di AC

 Ieri sera ci siamo incontrati in sala rossa, con la presenza del parroco.
 Abbiamo visto un filmato sulla brutale dittatura comunista di Enver Hoxha(1908-1985)  in Albania .

 L’Albania, abitata da un popolo non slavo con un’antica cultura, venne conquistata dagli italiani nel 1939: venne deposto il re e sostituita la classe dirigente. Il Re d’Italia iniziò a fregiarsi anche del titolo di “Re d’Albania”. Dopo la sconfitta italiana vi fu un vuoto di potere, del quale approfittarono i comunisti di Enver Hoxha, appoggiati dagli iugoslavi di Tito. Hoxha creò un regime totalitario comunista che impose l’ateismo di stato, annientando le fedi religiose presenti nello stato, incarcerando o giustiziando i loro principali esponenti e punendo ogni manifestazione di fede religiosa nel popolo.

 Il Papa ha autorizzato la beatificazione di 38 martiri in odio alla fede  uccisi tra il 1945 e il 1974. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa SIR con questo comunicato:
  Saranno beati i 38 martiri albanesi uccisi tra il 1945 e il 1974 dal regime comunista. Papa Francesco, ricevendo il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato questa mattina la Congregazione a promulgare il decreto che riconosce il martirio dei Servi di Dio Vincenzo Prennushi, dell’Ordine dei Frati Minori, arcivescovo di Durazzo, e dei 37 compagni. 
  Hoxha instaurò un regime totalitario in cui era vietata e punita gravemente ogni forma di dissenso.  Le esecuzioni pubbliche dei dissenzienti, in forme crudeli, crearono un clima di terrore, sul quale nel filmato sono state presentate diverse testimonianze. Annientò la nostra fede perseguitandola finanche nelle coscienze della gente e instaurando un’organizzazione di inquisizione ideologica estremamente pervasiva. Sulla base del socialismo, concezione politica che si basa sull’idea di fraternità  e uguaglianza universali e sulla critica sociale per la liberazione degli umili e degli sfruttati, creò un’ideologia dominata da lui stesso e da un’oligarchia che di lui era serva, divinizzando la sua persona fino a erigersi un monumento funebre in forma di piramide, come un faraone, al centro di un parco pubblico. Ruppe con la vicina Iugoslavia, che voleva annettere l’Albania, e si appoggiò ai sovietici russi. Poi ruppe anche con questi  e l’Albania fu completamente isolata, mantenendo relazioni commerciali e politiche solo con la lontanissima Cina comunista. Temendo invasioni da ogni confine, fece costruire una rete di settecentomila bunker.
 Il parco intorno alla piramide-mausoleo di Hoxha è ora dedicato alla fede, a tutte le fedi presenti in Albania, le quali si spera abbiano imparato dall'esperienza del totalitarismo comunista a non essere reciprocamente intolleranti come storicamente sono state e, in alcune realtà, ancora sono.
  Una fede distorta nel suo contrario per ragioni di potere, la repressione crudele di ogni dissenso, incarcerare o giustiziare i dissenzienti, la pervasiva polizia ideologica che giungeva anche a sindacare le coscienze, l'autocrazia e la divinizzazione del potere: qualcuno potrebbe dire alla gente della nostra religione che storie del genere non ci riguardano solo come vittime.
 Siamo passati poi a meditare sulle letture di domenica prossima, 8 maggio; At 1,1-11; Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53. La prima lettura e il Vangelo presentano la scena dell’Ascensione del Signore.

 Sintetizzo di seguito le spiegazioni date dal parroco, per come sono riuscito ad intenderle.
  Il “cielo” non va inteso come luogo fisico. Nell’antico ebraismo si diceva “cielo” per significare “Dio”, perché era vietato pronunciare il nome di Dio. Ascendere al cielo significa quindi andare a Dio.
 Gesù, nella nostra fede, è l’unico sacerdote. Non vi è più necessità del sacrificio che gli antichi sacerdoti israeliti facevano per entrare nel luogo più santo del Tempio di Gerusalemme. Il sacrificio che salva è quello di Gesù.
 I sacerdoti che sono tra noi sono sacerdoti in quanto rendono presente Gesù.
 La spiritualità dell’antico ebraismo era centrata sul Tempio di Gerusalemme e sul sacerdozio che in esso si svolgeva. La nuova concezione del sacerdozio dei cristiani portò alla separazione dall’ebraismo delle origini, che era praticato anche dai cristiani. Da questo conseguì una progressiva influenza sulle nostre concezioni di fede dell’antico ellenismo, con le sue filosofie,  a scapito delle concezioni bibliche.
 Nel Vangelo Gesù invita i discepoli a rimanere in città. Nelle concezioni dell’antico ebraismo la città era invece il luogo della corruzione della fede e dell’etnia. La potenza dall’alto, che consegue al nuovo sacerdozio,  li avrebbe preservati e li avrebbe aiutati a predicare a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli


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