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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

sabato 7 luglio 2018

Chi non c’era


Chi non c’era

   Ieri mattina, nella Basilica di San Pietro, alla Messa di papa  Francesco per i migranti nella cappella dell’Altare della Cattedra c’erano, ha comunicato l’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede,  i rappresentanti della sezione migranti e rifugiati del dicastero della Santa Sede per il servizio dello sviluppo umano integrale, ospiti e assistenti delle strutture di accoglienza romane della Caritas, del Centro Astalli, degli scalabriniani e della cooperativa Auxilium, i comandanti delle navi della Guardia costiera italiana impegnate nelle operazioni di soccorso, responsabili e operatori della spagnola Proactiva Open Arms, di Save the children e di Medici senza frontiere. A loro, durante l’omelia, il Papa ha detto, in spagnolo:

«[…] rappresentate  i soccorritori e coloro che sono stati salvati nel Mar Mediterraneo. Ai primi voglio esprimere la mia gratitudine per aver incarnato oggi la parabola del Buon Samaritano, il  quale si fermò per salvare la vita del pover’uomo  picchiato dai banditi, senza chiedergli chi fosse, la sua origine, i motivi del suo  viaggio o i suoi documenti ...: egli semplicemente decise di assumersi la responsabilità della vita dell’altro e di salvarla. A coloro che sono stati salvati, voglio ribadire la mia solidarietà e incoraggiamento, poiché conosco bene le tragedie di coloro che stanno scappando. Vi chiedo di continuare ad essere testimoni di speranza in un mondo che è sempre più preoccupato per il  presente, con pochissima visione del futuro e riluttanza a condividere, e, con il vostro rispetto per la cultura e le leggi del paese che vi accoglie, di cooperare al percorso di integrazione.»

   C’erano spagnoli? Sì, gli operatori  di  Proactiva  Open Arms,  una delle organizzazione non governative - ONG la cui nave Astral  è stata bandita  dai porti italiani, per motivi di ordine pubblico.

«In ragione della nota formale che mi giunge dal Ministero dell’Interno e che adduce motivi di ordine pubblico, dispongo il divieto di attracco nei porti italiani per la nave Ong Astral, in piena ottemperanza dell’articolo 83 del Codice della Navigazione». Così la stampa aveva riportato il testo di un provvedimento del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti italiano.

 Nei giorni passati Proactiva  Open Arms aveva lanciato dure critiche, riportate in questo modo dalla stampa:

«L’Open Arms avrebbe potuto salvarli, ma è stato ignorato dalle autorità libiche e italiane» - da un twitter  attribuito a Javi Lopez, uno dei quattro europarlamentari a bordo della  Astral, una  delle due navi di Proactiva  Open Arms, riferendosi ad un naufragio in cui si era stimato in 100 il numero degli affogati -.
 «Abbiamo sentito un messaggio radio tra un aereo militare e i guardacosta libici riguardo ad una imbarcazione da soccorrere, però nessuno ci ha dato un’indicazione ufficiale – ha detto Gatti – dopo circa un’ora e mezza è arrivato un messaggio di testo sui dispositivi di bordo da parte della radio di Malta, un messaggio riguardante un’imbarcazione con circa 100 persone a bordo e pensiamo sia la stessa. Abbiamo chiamato Roma chiedendo se c’era bisogno che andassimo a soccorrere e ci hanno detto che era già stata intercettata da una motovedetta della guardia costiera libica. Di lì a poco abbiamo saputo di morti e dispersi» - parole attribuite a Riccardo Gatti, il comandante della Astral.

 Parlando in spagnolo, il Papa ha utilizzato la sua prima lingua, quella del cuore, e ha parlato anche all’America Latina, che sta vivendo, quanto a migrazioni, problemi analoghi a quelli europei.   Si è rivolto ai sofferenti e ai loro soccorritori.
  E tutti gli altri? Quelli che non c'erano. A loro ha rivolto la dura profezia del profeta Amos, tratta dal testo della liturgia della Messa e l’esortazione evangelica «Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici".» Riporto di seguito il testo integrale delle letture bibliche della Messa celebrata dal Papa.


Dal libro del profeta Amos
Am 8,4-6.9-12

«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: "Quando sarà passato il novilunio
e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l'efa e aumentando il siclo
e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano"».

«In quel giorno
- oracolo del Signore Dio -
farò tramontare il sole a mezzogiorno
e oscurerò la terra in pieno giorno!
Cambierò le vostre feste in lutto
e tutti i vostri canti in lamento:
farò vestire ad ogni fianco il sacco,
farò radere tutte le teste:
ne farò come un lutto per un figlio unico
e la sua fine sarà come un giorno d'amarezza.

Ecco, verranno giorni,
- dice il Signore Dio -
in cui manderò la fame nel paese;
non fame di pane né sete di acqua,
ma di ascoltare le parole del Signore».
Allora andranno errando da un mare all'altro
e vagheranno da settentrione a oriente,
per cercare la parola del Signore,
ma non la troveranno.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 118 (119)
Ritornello:
Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Con tutto il cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.
.

Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi giudizi in ogni momento.
Ho scelto la via della fedeltà,
mi sono proposto i tuoi giudizi. 

Ecco, desidero i tuoi precetti:
fammi vivere nella tua giustizia.
Apro anelante la mia bocca,
perché ho sete dei tuoi comandi. 

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore. (Mt 11,28)

Alleluia.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,9-13

  In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
  Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
 Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

  Tutti gli altri” erano coloro che non erano né migranti né soccorritori e, in particolare, quelli che sono ostili ai primi e ai secondi. La maggioranza, sembra, di noi italiani. Quelli che hanno invocato e ottenuto, democraticamente, un cambio della politica verso i migranti e ora l’approvano e lo sostengono. Hanno ritenuto che ci fossero buone ragioni per far questo.
 «Voi che calpestate il povero e sterminate gli umili», l’omelia del Papa si è aperta con questo richiamo alle parole della prima lettura della Messa. Non si è fatto abbastanza per prevenire i naufragi dei migranti. Le risposte all’appello che il Papa lanciò a Lampedusa cinque anni, anche se generose, non sono state sufficienti, e ci troviamo oggi a piangere migliaia di morti. «“Dov’è il tuo fratello? La voce del suo sangue grida fino a me”, dice Dio. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi», aveva detto il Papa in quell’occasione.
  Di che c’è bisogno? Il Signore, ha detto il Papa,  ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa di dare ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo. [«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28)]. «Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle. Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio – talvolta complice – di molti. […] Soprattutto, il Signore ha bisogno del nostro cuore per manifestare l’amore misericordioso di Dio verso gli ultimi, i reietti, gli abbandonati, gli emarginati.», ha precisato. E ci ha criticato nel nostro «silenzio del senso comune, il silenzio del “si è fatto sempre così”, il silenzio del “noi” sempre contrapposto al “voi”.» Ci ha dato degli ipocriti sterili, nel nostro non volerci “sporcarci le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. «Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni,», ha proseguito, «che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti.»
  Qual è la retta via? Questo è stato il centro dell’omelia del Papa, la parte propositiva:
  
  «Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata. Politica giusta è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani.».

Al servizio  di tutti  e tenendo conto del bene di tutti . Non è così che si ragiona in politica, oggi. Non è al bene di tutti che si guarda. C’è sempre qualcuno che viene prima. Ad esempio, come insegna il presidente statunitense  Donald Trump: “America first”,  Prima gli americani”, e intende non  tutti  gli americani, ma solo gli statunitensi. In Europa sta rinascendo il nazionalismo, appunto l’ideologia del “prima noi”, che nel secolo passato ci portò a due guerre mondiali. Proseguendo per quella via, finiremo male. E’ il senso della profezia biblica di Amos. Profeta è colui che rende manifesto il senso di ciò che accade, il senso della storia. Ci occupiamo innanzi tutto degli affari nostri, del nostro benessere, ma stiamo distruggendo il fondamento della nostra civiltà e, continuando per questa via, sarà come il tramontare del sole a mezzogiorno e l’oscurarsi della terra in pieno giorno. Il nostro peccato? Lo ha ricordato il Papa in apertura, con le parole del profeta Amos: «Voi che calpestate il povero e sterminate gli umili». Non stiamo facendo abbastanza verso i migranti, anzi. A Lampedusa il Papa aveva elogiato gli italiani, non così nel corso dell’omelia di ieri, anche se tra i soccorritori presenti alla Messa c’erano anche degli italiani. Ad un certo punto ha abbandonato l’italiano ed è passato allo spagnolo, e per dire cose molto importanti.
 L’omelia del Papa si è chiusa con un’invocazione allo Spirito Santo, Colui che apre cuori e menti:  

«Chiedo allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente e di infiammare il nostro cuore per superare tutte le paure e le inquietudini e trasformarci in docili strumenti dell’amore misericordioso del Padre, pronti a dare la nostra vita per i fratelli e le sorelle, così come ha fatto il Signore Gesù Cristo per ciascuno di noi.»

Così sia.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.


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