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lunedì 14 marzo 2016

Iniziare un gruppo giovani

Iniziare un gruppo giovani

  Può sembrare fuori luogo che un quasi sessantenne cerchi di spiegare come si inizia un gruppo giovani, ma non è così. Basta riandare realisticamente alla propria esperienza del passato: le cose non sono poi così cambiate, per ciò che vedo nei ragazzi di oggi.
 Dunque, innanzi tutto: l’obiettivo è indurre un gruppo di liceali e universitari, persone tra i quindici e i ventidue anni, quelli a cui di solito noi cinquantenni facciamo riferimento quando parliamo dei “ragazzi”.
 A questo punto faccio parlare il me liceale degli anni ’70, senza che il me di oggi interferisca.
 A quell’età i ragazzi (maschi) vanno dove ci sono le ragazze, ma non solo le ragazze: i maschi non vanno dove ci sono solo le femmine. Ed è vero anche l’inverso: le ragazze vanno dove ci sono i ragazzi, ma non solo i ragazzi. In questo c’entra il sesso, naturalmente. Questo significa che non nascerà mai un gruppo giovani in ambienti in cui ci sia un approccio troppo intrusivo alle relazioni sessuali. E che un prete non può, da solo, indurre un vero gruppo giovani, perché, per questioni legate al suo profilo professionale e spirituale, si nega il sesso. Al più può esserne una sorta di ispiratore/consigliere.
  Quando i ragazzi e le ragazze si trovano insieme in ambienti in cui ci sia la giusta proporzione tra maschi e femmine, spesso non sanno che fare e, soprattutto, che dirsi. Allora fanno musica  ad alto volume, ballano, e bevono per avvicinarsi senza aver problemi del che fare e del che dirsi. In questo contesto i ragazzi ci provano  con le ragazze e viceversa. Questo  provarci è un’attività molto importante nella vita dei ragazzi e delle ragazze e risponde ad un’esigenza assolutamente naturale. Quindi un vero gruppo giovani non può essere organizzato al modo di un seminario o di un noviziato religioso.
  La vita buona  proposta in religione ai nostri tempi contrasta con le esigenze naturali dei ragazzi e delle ragazze e non ci si può fare nulla. Il modello di giovane religioso  proposto in religione è insostenibile e impraticabile. Un approccio psicologico intrusivo che pretenda di realizzarlo in un gruppo giovani è altamente disincentivante. Non c’è alcun rimedio, perché la dottrina non è nelle nostre mani, ma origina dalla gerarchia e quest’ultima è di solito almeno cinquant’anni in ritardo rispetto alla realtà del proprio tempo, se non di più. La via da seguire, allora, è quella che ad esempio fu consigliata da un grande conoscitore di giovani come Carlo Maria Martini, ed è quella di lasciare certe cose all’interiorità e, in religione, all’ambito sacramentale. Questo significa rispettare la coscienza e la riservatezza delle persone giovani, in particolare non pretendere mai che si svelino completamente.
  Per indurre un gruppo giovani è necessario organizzare l’incontrarsi di queste persone in modo che abbiano qualche cosa di importante e coinvolgente da dirsi e da fare, oltre che la faccenda del sesso. Quindi bisogna lasciare da parte tutte le solite bigotterie sessuali e sessiste che hanno ancora molto corso in religione e concentrarsi sulle cose che, da sempre, interessano a un ragazzo tra i quindici e i ventidue anni, vale a dire come interagire con la società in modo da entrare a farne parte e inserirvi una propria storia d’amore. Per riuscirci di sono due modi per condursi: integrarsi o lottare per cambiare la società in cui si vive. Per i ragazzi l’integrazione oggi è molto difficile, perché la nostra, la nostra società occidentale, non è un mondo per giovani. Ma non lo è neanche la nostra attuale società religiosa. La società laica  umilia  i giovani e quella religiosa ne diffida. Entrambe vogliono sottometterli. Quindi la via giusta per i giovani è, in fondo, quella di sempre per persone come loro, vale dire quella di progettare il cambiamento. In religione si hanno importanti risorse per farlo, in particolare nel quadro del pensiero sociale della nostra fede, che è cosa molto più ampia della semplice  dottrina   sociale. In questo, nel far scoprire certe possibilità offerte dalla religione, il ruolo di un prete, che però sappia rispettare certe regole per avere un rapporto positivo con i più giovani, può essere molto importante, perché il prete certe cose le sa, in ragione della sua lunga e completa formazione, ormai, in genere, come minimo di livello universitario.
  Per iniziare un gruppo giovani che possa essere significativo anche in religione occorrono poi le cose di seguito indicate.
 Una sede accogliente, abbastanza grande, con libri, strumenti per fare musica e per connettersi con la rete, dove poter andare ogni volta che si vuole. Le chiavi di questa sede devono essere affidate ai  giovani stessi.
 Poi ci vuole un gruppo di induzione di una decina di elementi, maschi e femmine, universitari o degli ultimi tre anni del liceo. Un gruppo di capi/fondatori. Gli altri si avvicineranno per attrazione naturale.  Senza questi capi/fondatori non si riesce a far nulla di duraturo. Si deve poi assicurare un ricambio in questo gruppo  di spinta,  di induzione. Questo significa programmare una adeguata attività di formazione. I giovani crescono, anche se noi adulti spesso non ce ne rendiamo bene conto. Non si rimane  teen-ager  per sempre. E gli antichi  giovani  del gruppo di induzione dovranno necessariamente lasciare crescendo, se non si vuole che il gruppo giovani si snaturi. Dovranno quindi essere ciclicamente sostituiti.
 Infine ci vuole un programma di azione sociale, studio, viaggi, incontri significativi, anche momenti di festa, lavoro che segni l’inizio di un mondo nuovo.
 In questo contesto si deve poter fare esperienza di relazioni positive tra i sessi, in particolare di un modo di incontrare le persone del sesso di attrazione che non sia aggressivo e che non comporti la sottomissione o la strumentalizzazione dell’altro, questo in particolare nei rapporti dei ragazzi verso le ragazze. Un’esperienza liberante di questo tipo può influire grandemente sulle future famiglie, rendendole più stabili e accoglienti. E’ ciò che è avvenuto tra me e mia moglie nel nostro antico gruppo di universitari fucini.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

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