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Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce abitualmente il martedì alle 17 e anima la Messa domenicale delle 9.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 17 gennaio 2016

Domenica 17-1-16 – 2° Domenica del Tempo ordinario - Letture e sintesi dell’omelia della Messa vespertina prefestiva e di quella delle nove – avvisi di A.C.


Domenica 17-1-16 –  2° Domenica del Tempo ordinario - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani  – proprio del tempo – colore liturgico:  verde – 2° settimana del salterio - Letture e sintesi dell’omelia della Messa vespertina prefestiva e di quella delle nove – avvisi di A.C. - La lettera del presidente dell'AC Truffelli alla nostra socia Flora, per i suoi 80 anni di vita associativa!

Osservazioni ambientali: 6° C, cielo sereno, velato, ventoso. Canti: ingresso Ti esalto Dio mio re; offertorio: Con il mio canto; Comunione: Preghiera semplice; Canto finale: Santa Maria del Cammino


 Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. era nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.
L'altare della chiesa parrocchiale, oggi alle 8:50


Il presbiterio e l'abside della chiesa parrocchiale, oggi alle 8:50





Buona domenica a tutti i lettori!

Questa domenica si apre la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: il parroco ci ha invitati ad associarci alla preghiera, perché la fede non sia mai occasione di divisione e di contrasti e perché la diversità di carismi si ricomponga in una superiore unità. Ci ha invitati a pregare anche per lui, che ha la responsabilità di armonizzare le varie esperienze di fede presenti in parrocchia.

Gli amici del Cammino Neocatecumenale nel corso delle Messe di questa domenica propongono, come tutti gli anni, il loro annuncio, spiegando la loro esperienza di vita  di fede secondo la particolare spiritualità  delle loro comunità e invitando a venire alle loro catechesi per adulti, che inizieranno la prossima settimana.

Pillola di Concilio
[dalla Costituzione Luce per le genti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)]
 
I laici e la gerarchia

37. I laici, come tutti i fedeli, hanno il diritto di ricevere abbondantemente dai sacri pastori i beni spirituali della Chiesa, soprattutto gli aiuti della parola di Dio e dei sacramenti; ad essi quindi manifestino le loro necessità e i loro desideri con quella libertà e fiducia che si addice ai figli di Dio e ai fratelli in Cristo. Secondo la scienza, competenza e prestigio di cui godono, hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa. Se occorre, lo facciano attraverso gli organi stabiliti a questo scopo dalla Chiesa, e sempre con verità, fortezza e prudenza, con rispetto e carità verso coloro che, per ragione del loro sacro ufficio, rappresentano Cristo. I laici, come tutti i fedeli, con cristiana obbedienza prontamente abbraccino ciò che i pastori, quali rappresentanti di Cristo, stabiliscono in nome del loro magistero e della loro autorità nella Chiesa, seguendo in ciò l'esempio di Cristo, il quale con la sua obbedienza fino alla morte ha aperto a tutti gli uomini la via beata della libertà dei figli di Dio. Né tralascino di raccomandare a Dio con le preghiere i loro superiori, affinché, dovendo questi vegliare sopra le nostre anime come persone che ne dovranno rendere conto, lo facciano con gioia e non gemendo (cfr. Eb 13,17).
  I pastori, da parte loro, riconoscano e promuovano la dignità e la responsabilità dei laici nella Chiesa; si servano volentieri del loro prudente consiglio, con fiducia affidino loro degli uffici in servizio della Chiesa e lascino loro libertà e margine di azione, anzi li incoraggino perché intraprendano delle opere anche di propria iniziativa. Considerino attentamente e con paterno affetto in Cristo le iniziative, le richieste e i desideri proposti dai laici e, infine, rispettino e riconoscano quella giusta libertà, che a tutti compete nella città terrestre.
  Da questi familiari rapporti tra i laici e i pastori si devono attendere molti vantaggi per la Chiesa: in questo modo infatti si afferma nei laici il senso della propria responsabilità, ne è favorito lo slancio e le loro forze più facilmente vengono associate all'opera dei pastori. E questi, aiutati dall'esperienza dei laici, possono giudicare con più chiarezza e opportunità sia in cose spirituali che temporali; e così tutta la Chiesa, forte di tutti i suoi membri, compie con maggiore efficacia la sua missione per la vita del mondo.

Prima lettura
Dal libro del profeta Isaia (Is 62,1-5)

 Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non  sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata  con un nome nuovo, che la bocca del Signore  indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra  sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.


Salmo responsoriale
Dal salmo 95 (94)

Ritornello:
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.


Cantate un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: “Il Signore regna!”.
Egli giudica i popoli con rettitudine.




Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1 Cor 12,4-11)

 Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere  dei  miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-11)

 In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”. E Gesù le rispose: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le anfore”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora prendete e portatene a colui che dirige il banchetto”. Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto -il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua - chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”. Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


Sintesi dell’omelia della Messa vespertina prefestiva

Il Vangelo proclamato questa sera ci parla del vino buono  e delle nozze, immagini che ricorrono più volte nella Bibbia. Quella del vino richiama anche quella della  vigna.
  Nel brano evangelico, posto all’inizio del Vangelo secondo Giovanni, si narra di quando Gesù mutò l’acqua in  vino buono, a Cana. Non a caso questa lettura è stata collocata in questo tempo dell’anno liturgico. Infatti da poco tempo  abbiamo celebrato il Natale, che è culminato nell’Epifania, che significa manifestazione. E anche nella festa del Battesimo del Signore si celebra un’altra epifania, un’altra manifestazione di Gesù.
 L’evangelista Giovanni con quel racconto delle nozze di Cana vuole manifestare chi è Gesù.
  Gesù, in quell’episodio, non è una specie di prestigiatore, che, appunto, cambia l’acqua in vino. Ad esempio perché era venuto a quelle nozze con il suo seguito, e avevano finito il vino. O perché non ha voluto che la festa, quel giorno tanto importante per gli sposi, fosse turbato perché era venuto a mancare il vino.
 In quella narrazione non compaiono gli sposi. Perché? Perché è Gesù lo sposo. E le nozze che celebra sono quelle con il popolo degli esseri umani. Il  vino buono è l’immagine delle gioia che ne scaturisce.
 In questo quadro si capisce il perché a quel brano evangelico sia stata accostata in questa messa la prima lettura tratta dal libro di Isaia, in cui di Gerusalemme si dice che non sarà più chiamata Abbandonata, Devastata, ma  Mia Gioia e Terra Sposata.
 Maria, nell’episodio delle nozze di Cana, è figura del discepolo, della Chiesa. Ella è attenta, sollecita, alle necessità delle persone che lì si trovano e le invita a fare qualsiasi cosa dica Gesù. Dopo quella volta Maria quasi scompare nei racconti evangelici e ritorna ai piedi della Croce: quella  è l’ora delle nozze  di Gesù con il suo popolo.  E l’ora in cui egli  si dona. Quella è l’ora della Passione, che non è solo l’ora del dolore, ma anche quella della passione intesa come trasporto d’amore: sulla Croce Gesù si è donato per amore. Questo amore è la fonte della nostra gioia ed è rappresentato nell’immagine del vino buono, che dà gioia.
  Anche noi dobbiamo seguire l’esempio di Maria: essere attenti, solleciti alle necessità della gente intorno a noi, indicando la via di Gesù, perché non manchi mai la gioia nel suo popolo.


Sintesi dell’omelia della Messa delle nove

 Oggi siamo invitati a un festa, come è scritto nel canto al Vangelo: “Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo”. E’ una festa di nozze.
 Il Vangelo è una buona notizia e la festa è per le nozze di Gesù con tutti noi, il suo popolo.
 Ve ne parla in brano evangelico proclamato oggi, che racconta dell’episodio delle nozze di Cana, quando Gesù trasformò una grande quantità di acqua, quella che, per adempiere a prescrizioni rituali della legge ebraica, veniva conservata in  capienti anfore di pietra, in vino buono.
 Il vino buono sulle nozze di Cana rappresenta l’amore fedele di Dio. Egli infatti non ci abbandona mai.
 Nell’episodio del Vangelo Maria si accorge che è venuto a mancare il vino, quindi che la festa sta per essere rovinata, e, indicando Gesù, disse “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
 Dio viene con potenza, ci parla, ci invita: non siamo stati noi a voler essere cristiani, ci a esserlo. La sua parola è l’annuncio  di una buona notizia: essa mentre viene detta da Dio si realizza.
 Nella prima lettura i superstiti dall’esilio tornano in una Gerusalemme devastata, distrutta: ma, attraverso il profeta, Dio parla e dice che sarà di nuovo sposata, che la gioia riprenderà. E questa parola si realizza.
 Il ritornello del salmo ci invita ad annunciare a tutti i popoli le meraviglie del Signore, la buona notizia che ci è giunta e la grande gioia che realizza.
 Seguiamo dunque Gesù, rispondiamo al suo invito a nozze, perché anche la nostra acqua si trasformi in vino buono, perché tutta la nostra vita sia trasformata e piena di gioia.



Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante

Avvisi di A.C.
- la riunione infrasettimanale del gruppo parrocchiale di AC si terrà martedì 19-1-16, alle ore 17, in sala rossa. I membri del  gruppo sono invitati a riflettere, con il metodo della Lectio Divina, sulle letture della Messa di domenica 24-1-16 (3° del Tempo ordinario):  Ne 8,2-4a.5-6.8-10; Sal 18 (19); 1 Cor 12,12-1.27; Lc 1,1-4; 4,14-21, in modo da poter dare un contributo personale nel corso della meditazione che, con il prezioso aiuto dell’assistente ecclesiastico, su di esse si farà insieme nel corso della riunione.

La lettera del presidente dell'AC Truffelli per gli 80 di vita associativa della nostra socia Flora. Complimenti, Flora!



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