INFORMAZIONI UTILI SU QUESTO BLOG

Questo blog è stato aperto da Mario Ardigò per consentire il dialogo fra gli associati dell'associazione parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente Papa, a Roma, quartiere Roma - Montesacro - Valli, un gruppo cattolico, e fra essi e altre persone interessate a capire il senso dell'associarsi in Azione Cattolica, palestra di libertà e democrazia nello sforzo di proporre alla società del nostro tempo i principi di fede, secondo lo Statuto approvato nel 1969, sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, e aggiornato nel 2003.

This blog was opened by Mario Ardigò to allow dialogue between the members of the parish association of Catholic Action of the Parish of San Clemente Papa, in Rome, the Roma - Montesacro - Valli district, a Catholic group, and between them and other interested persons to understand the meaning of joining in Catholic Action, a center of freedom and democracy in the effort to propose the principles of faith to the society of our time, according to the Statute approved in 1969, under the national presidency of Vittorio Bachelet, and updated in 2003.

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

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Questo blog è un'iniziativa di persone di fede aderenti all'Azione Cattolica della parrocchia di San Clemente papa e manifesta idee ed opinioni espresse sotto la personale responsabilità di chi scrive. Esso non è un organo informativo della parrocchia né dell'Azione Cattolica e, in particolare, non è espressione delle opinioni del parroco e dei sacerdoti suoi collaboratori, anche se le persone di Azione Cattolica che lo animano le tengono in grande considerazione.

Chi voglia pubblicare un contenuto, può inviarlo a Mario Ardigò all'indirizzo di posta elettronica ardigo.mario@virgilio.it all'interno di una e-mail o come allegato Word a una e-email.

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Da quando, nel gennaio del 2012, questo blog è stato aperto sono stati pubblicati oltre 3.400 interventi (post) su vari argomenti. Per ricercare quelli su un determinato tema, impostare su GOOGLE una ricerca inserendo "acvivearomavalli.blogspot.it" + una parola chiave che riguarda il tema di interesse (ad esempio "democrazia").

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Scrivo per dare motivazioni ragionevoli all’impegno sociale. Lo faccio secondo l’ideologia corrente dell’Azione Cattolica, che opera principalmente in quel campo, e secondo la mia ormai lunga esperienza di vita sociale. Quindi nell’ordine di idee di una fede religiosa, dalla quale l’Azione Cattolica trae i suoi più importanti principi sociali, ma senza fare un discorso teologico, non sono un teologo, e nemmeno catechistico, di introduzione a quella fede. Secondo il metodo dell’Azione Cattolica cerco di dare argomenti per una migliore consapevolezza storica e sociale, perché per agire in società occorre conoscerla in maniera affidabile. Penso ai miei interlocutori come a persone che hanno finito le scuole superiori, o hanno raggiunto un livello di cultura corrispondente a quel livello scolastico, e che hanno il tempo e l’esigenza di ragionare su quei temi. Non do per scontato che intendano il senso della terminologia religiosa, per cui ne adotto una neutra, non esplicitamente religiosa, e, se mi capita di usare le parole della religione, ne spiego il senso. Tengo fuori la spiritualità, perché essa richiede relazioni personali molto più forti di quelle che si possono sviluppare sul WEB, cresce nella preghiera e nella liturgia: chi sente il desiderio di esservi introdotto deve raggiungere una comunità di fede. Può essere studiata nelle sue manifestazioni esteriori e sociali, come fanno gli antropologi, ma così si rimane al suo esterno e non la si conosce veramente.

Cerco di sviluppare un discorso colto, non superficiale, fatto di ragionamenti compiuti e con precisi riferimenti culturali, sui quali chi vuole può discutere. Il mio però non è un discorso scientifico, perché di quei temi non tratto da specialista, come sono i teologi, gli storici, i sociologi, gli antropologi e gli psicologi: non ne conosco abbastanza e, soprattutto, non so tutto quello che è necessario sapere per essere un specialista. Del resto questa è la condizione di ogni specialista riguardo alle altre specializzazioni. Le scienze evolvono anche nelle relazioni tra varie specializzazioni, in un rapporto interdisciplinare, e allora il discorso colto costituisce la base per una comune comprensione. E, comunque, per gli scopi del mio discorso, non occorre una precisione specialistica, ma semmai una certa affidabilità nei riferimento, ad esempio nella ricostruzione sommaria dei fenomeni storici. Per raggiungerla, nelle relazioni intellettuali, ci si aiuta a vicenda, formulando obiezioni e proposte di correzioni: in questo consiste il dialogo intellettuale. Anch’io mi valgo di questo lavoro, ma non appare qui, è fatto nei miei ambienti sociali di riferimento.

Un cordiale benvenuto a tutti e un vivo ringraziamento a tutti coloro che vorranno interloquire.

Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce due sabati al mese, alle 17, e anima la Messa domenicale delle 9.

Dall’anno associativo 2025\2026 sono in programma:

  • condivisione di brevi podcast informativi sul Catechismo per gli adulti e sul Compendio della dottrina sociale della Chiesa;
  • un gruppo di lettura e dialogo in videoconferenza, utilizzando anche contenuti pubblicati sul quotidiano Avvenire;

Per partecipare alle riunioni in videoconferenza sulla piattaforma Zoom verrà inviato via email o whatsapp il link di accesso. Delle riunioni in videoconferenza verrà data notizia sul blog e le persone interessate potranno chiedere quel link inviando una email a ardigo.mario@virgilio.it ,comunicando il loro nome, l’indirizzo email a cui desiderano ricevere il link, la parrocchia di residenza e i temi di interesse.

La riunione in videoconferenza t sarà attivata cinque minuti prima dell’orario fissato per il suo inizio.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

NOTE IMPORTANTI / IMPORTANT NOTES

-SUGGERIMENTI, OBIEZIONI, RICHIESTE DI RETTIFICA POSSONO ESSERE INVIATI AI REDATTORI DEL BLOG INDIRIZZANDO A ardigo.mario@virgilio.it , INDICANDO UN INDIRIZZO EMAIL AL QUALE SI DESIDERA ESSERE CONTATTATI.

-SUL SITO www.bibbiaedu.it POSSONO ESSERE CONSULTATI LE TRADUZIONI IN ITALIANO DELLA BIBBIA CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONALE IN LINGUA CORRENTE, E I TESTI BIBLICI IN GRECO ANTICO ED EBRAICO ANTICO. CON UNA FUNZIONALITA’ DEL SITO POSSONO ESSERE MESSI A CONFRONTO I VARI TESTI.

ON THE WEBSITE www.bibbiaedu.it THE ITALIAN TRANSLATIONS OF THE BIBLE CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONAL IN CURRENT LANGUAGE AND THE BIBLICAL TEXTS IN ANCIENT GREEK AND ANCIENT JEWISH MAY BE CONSULTED. WITH A FUNCTIONALITY OF THE WEBSITE THE VARIOUS TEXTS MAY BE COMPARED.

-ALL’INDIRIZZO https://www.educat.it/ POSSONO ESSERE LETTI I CATECHISMI PROPOSTI DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA.

AT https://www.educat.it/ YOU CAN READ THE CATECHISM PROPOSED BY THE ITALIAN EPISCOPAL CONFERENCE AND THE CATECHISM OF THE CATHOLIC CHURCH.

PER EVENTUALI COMUNICAZIONI AL BLOG, SCRIVERE UNA EMAIL A ardigo.mario@virgilio.it

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domenica 4 ottobre 2020

Domenica 4 Ottobre– 27° del Tempo Ordinario - Sunday, October 4, 2020 - 27th of Ordinary Time - Letture della Messa -Readings of the Mass -Festa di San Francesco d'Assisi - Liturgical feast of St. Francis of Assisi - Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa andata in onda dalle 10 sulla rete televisiva Rai 1 dalla Basilica di S. Francesco in Assisi. Celebrava l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia - Summary of the homily given during the Mass aired from 10 on the Rai 1 television network from the Basilica of St. Francis in Assisi. The Archbishop of Pesaro Piero Coccia celebrated

 

Domenica 4 Ottobre– 27° del Tempo Ordinario - Lezionario dell’anno A per le domeniche e le solennità – colore liturgico: verde – salterio: 3° settimana - Letture della Messa -  avvisi di Azione Cattolica.

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 Sunday,  October 4, 2020 - 27th of Ordinary Time - Lectionary of year A for Sundays and solemnities-liturgical color: green - psalter: 3nd week - Readings of  the Mass  - Catholic Action notices. 


Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa andata in onda dalle 10 sulla rete televisiva Rai 1 dalla Basilica di S. Francesco in Assisi. Celebrava l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia

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Summary of the homily given during the Mass aired from 10 on the Rai 1 television network from the Basilica of St. Francis in Assisi. The Archbishop of Pesaro Piero Coccia celebrated

 Festa di San Francesco d'Assisi

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Liturgical feast of St. Francis of Assisi

 







Osservazioni ambientali: cielo nuvoloso. La temperatura ambientale: 17°C.

Environmental observations: cloudy sky. Ambient temperature:  17° C.

  

 

 Un augurio di pace a tutti i lettori!  

 Wishes for peace to all readers!

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria.

  Ricorderemo il nostro grande Ciccio, che ci ha lasciato a luglio, dopo una fase di dolorosa malattia.

 

The meetings of the AC San Clemente group in presence, in the parish, will resume OCTOBER 10, AT 5 PM, IN THE RED ROOM. Members will also receive this news in the Letter to Members - October 2020, by ordinary mail.

   We will remember our great Ciccio, who left us in July, after a phase of painful illness.

 

 RACCOMANDIAMO DI OSSERVARE LE PRESCRIZIONI DELL’AUTORITA’ SANITARIA:

1) indossare la maschera facciale anche all’aperto, coprendo anche il naso;

2) mantenere una distanza non inferiori a m 2 dagli altri;

3) evitare gli assembramenti di persone.

 LA PANDEMIA  A ROMA STA PEGGIORANDO.

 Oggi, in quanto persona a maggior rischio in caso di contagio per età e storia clinica, parteciperò alla messa trasmessa in televisione.

 

 WE RECOMMEND TO FOLLOW THE REQUIREMENTS OF THE HEALTH AUTHORITY:

1) wear the face mask even outdoors, also covering the nose;

2) keep a distance of not less than 2 meters from the others;

3) avoid gatherings of people.

  THE PANDEMIC IN ROME IS GETTING WORSE.


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RIUNIONE IN GOOGLE MEET DEL GRUPPO DI AC SAN CLEMENTE!

17 OTTOBRE ALLE 17

IL 17 ALLE 17! 

 

 La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

The first online meeting, with the Google Meet application, will be held on Saturday, October 17, at 5 pm on the theme "How are we people?".

  Per partecipare:

a)acquisire un account Google;

b)inviare a mario.ardigo@acsanclemente.net una email comunicando il proprio nome, la email usata per registrarsi su Google e  con la quale si vuole partecipare, la propria parrocchia e i temi di interesse. Esempio:

Sono: Nome

email: abcd@pro.it

parrocchia: san Pio - Comune di Velespiegate

temi di interesse: associazionismo laicale, viaggi spaziali

 Potranno partecipare persone residenti in Italia anche se  non iscritte al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica.

 Only people residing in Italy may participate, even if not registered in our Catholic Action parish group.

  Per questa prima riunione, l'invio dei codici di accesso ai non iscritti al gruppo terminerà quando si sarà raggiunto il numero di 40 partecipanti. Nelle riunioni successive proveremo gradualmente ad aumentare quel numero, tenendo conto dei problemi che l'esperienza farà emergere, quanto a coordinamento della riunione e ad efficienza di connessione.

 A chi ha richiesto di partecipare verrà inviato via email il codice di accesso.

  I dati delle persone non iscritte al gruppo di AC San Clemente verranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare alla riunione successiva.

Nel post del 22 settembre scorso, "AC SAN CLEMENTE - 1° RIUNIONE CON GOOGLE MEET",  il programma dettagliato e tutte le istruzioni per partecipare

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Le idee di popolo e di nazione  sono di nuovo al centro del dibattito pubblico. Ne ha scritto anche il Papa. Vi propongo di iniziare a discuterne anche tra noi nella prossima riunione in Google Meet. I testi di riferimento per il confronto sono  la sintesi dei temi politici  dell’enciclica Laudato si’  che ho pubblicato sul blog, nel post che precede, e, comunque, l’intera enciclica per chi la conosce meglio, leggibile su

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

 

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

 

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

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Note: after the Italian text there is the translation in English, done with the help of Google Translator. I tried to correct, within the limits of my knowledge of English, some inaccuracies that automatic translation still inevitably entails. I have experimented that even with these inaccuracies the translation allows us to be understood by those who speak English, in the many national versions of the world, or who use it as a second or third language. It is the function that in ancient times carried out the Greek. Trying to be understood by other peoples corresponds to an ancient vocation of the Church of Rome, which is still current. The biblical texts in English are taken from, from other Catholic sites in English and from http://www.vatican.va/archive/ENG0839/_INDEX.HTM (The New American Bible);  the texts in english  of the documents of the Second Vatican Council, are taken from sites of Holy See.

 

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Pillole di Concilio / Council pills

 

Dalla Costituzione dogmatica sulla Chiesa Luce per le genti - Lumen gentium del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)

 

From the Dogmatic Constitution on the Church Light of Nations - Lumen Gentium, of the 2nd Vatican Council (1962-1965)

 

IL POPOLO DI DIO

Nuova alleanza e nuovo popolo

9. In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità.

  Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però avvenne in preparazione e figura di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo, e di quella più piena rivelazione che doveva essere attuata per mezzo del Verbo stesso di Dio fattosi uomo. «Ecco venir giorni (parola del Signore) nei quali io stringerò con Israele e con Giuda un patto nuovo... Porrò la mia legge nei loro cuori e nelle loro menti l'imprimerò; essi mi avranno per Dio ed io li avrò per il mio popolo... Tutti essi, piccoli e grandi, mi riconosceranno, dice il Signore » (Ger 31,31-34). Cristo istituì questo nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1 Cor 11,25), chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio. Infatti i credenti in Cristo, essendo stati rigenerati non di seme corruttibile, ma di uno incorruttibile, che è la parola del Dio vivo (cfr. 1 Pt 1,23), non dalla carne ma dall'acqua e dallo Spirito Santo (cfr. Gv 3,5-6), costituiscono « una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo tratto in salvo... Quello che un tempo non era neppure popolo, ora invece è popolo di Dio » (1 Pt 2,9-10).

  Questo popolo messianico ha per capo Cristo « dato a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione » (Rm 4,25), e che ora, dopo essersi acquistato un nome che è al di sopra di ogni altro nome, regna glorioso in cielo. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come in un tempio. Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati (cfr. Gv 13,34). E finalmente, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra (cfr. Col 3,4) e « anche le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio » (Rm 8,21). Perciò il popolo messianico, pur non comprendendo effettivamente l'universalità degli uomini e apparendo talora come un piccolo gregge, costituisce tuttavia per tutta l'umanità il germe più forte di unità, di speranza e di salvezza. Costituito da Cristo per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui assunto ad essere strumento della redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5,13-16), è inviato a tutto il mondo.

  Come già l'Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio (Dt 23,1 ss.), così il nuovo Israele dell'era presente, che cammina alla ricerca della città futura e permanente (cfr. Eb 13,14), si chiama pure Chiesa di Cristo (cfr. Mt 16,18); è il Cristo infatti che l'ha acquistata col suo sangue (cfr. At 20,28), riempita del suo Spirito e fornita di mezzi adatti per l'unione visibile e sociale. Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica. Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli, e nel suo cammino attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.

 

ON THE PEOPLE OF GOD

9. At all times and in every race God has given welcome to whosoever fears Him and does what is right.(85) God, however, does not make men holy and save them merely as individuals, without bond or link between one another. Rather has it pleased Him to bring men together as one people, a people which acknowledges Him in truth and serves Him in holiness. He therefore chose the race of Israel as a people unto Himself. With it He set up a covenant. Step by step He taught and prepared this people, making known in its history both Himself and the decree of His will and making it holy unto Himself. All these things, however, were done by way of preparation and as a figure of that new and perfect covenant, which was to be ratified in Christ, and of that fuller revelation which was to be given through the Word of God Himself made flesh. "Behold the days shall come saith the Lord, and I will make a new covenant with the House of Israel, and with the house of Judah . . . I will give my law in their bowels, and I will write it in their heart, and I will be their God, and they shall be my people . . . For all of them shall know Me, from the least of them even to the greatest, saith the Lord. Christ instituted this new covenant, the new testament, that is to say, in His Blood, calling together a people made up of Jew and gentile, making them one, not according to the flesh but in the Spirit. This was to be the new People of God. For those who believe in Christ, who are reborn not from a perishable but from an imperishable seed through the word of the living God, not from the flesh but from water and the Holy Spirit, are finally established as "a chosen race, a royal priesthood, a holy nation, a purchased people . . . who in times past were not a people, but are now the people of God".

  That messianic people has Christ for its head, "Who was delivered up for our sins, and rose again for our justification", and now, having won a name which is above all names, reigns in glory in heaven. The state of this people is that of the dignity and freedom of the sons of God, in whose hearts the Holy Spirit dwells as in His temple. Its law is the new commandment to love as Christ loved us. Its end is the kingdom of God, which has been begun by God Himself on earth, and which is to be further extended until it is brought to perfection by Him at the end of time, when Christ, our life, shall appear, and "creation itself will be delivered from its slavery to corruption into the freedom of the glory of the sons of God". So it is that that messianic people, although it does not actually include all men, and at times may look like a small flock, is nonetheless a lasting and sure seed of unity, hope and salvation for the whole human race. Established by Christ as a communion of life, charity and truth, it is also used by Him as an instrument for the redemption of all, and is sent forth into the whole world as the light of the world and the salt of the earth.

  Israel according to the flesh, which wandered as an exile in the desert, was already called the Church of God. So likewise the new Israel which while living in this present age goes in search of a future and abiding city  is called the Church of Christ. For He has bought it for Himself with His blood, has filled it with His Spirit and provided it with those means which befit it as a visible and social union. God gathered together as one all those who in faith look upon Jesus as the author of salvation and the source of unity and peace, and established them as the Church that for each and all it may be the visible sacrament of this saving unity.  While it transcends all limits of time and confines of race, the Church is destined to extend to all regions of the earth and so enters into the history of mankind. Moving forward through trial and tribulation, the Church is strengthened by the power of God's grace, which was promised to her by the Lord, so that in the weakness of the flesh she may not waver from perfect fidelity, but remain a bride worthy of her Lord, and moved by the Holy Spirit may never cease to renew herself, until through the Cross she arrives at the light which knows no setting.

 

 

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Letture bibliche della Messa -  Biblical readings of the Mass

 

Prima lettura -1st Reading

Dal libro del profeta Isaia (Is 5,1-7)

From the book of the prophet Isaiah (Isa 5:1-7)

 

Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d'Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

 

 

  Let me sing for my beloved my love-song concerning his vineyard:

  My beloved had a vineyard on a very fertile hill. He dug it and cleared it of stones, and planted it with choice vines;
he built a watchtower in the midst of it, and hewed out a wine vat in it;
  he expected it to yield grapes, but it yielded wild grapes. And now, inhabitants of Jerusalem and people of Judah, judge between me and my vineyard. What more was there to do for my vineyard that I have not done in it?
  When I expected it to yield grapes, why did it yield wild grapes?
And now I will tell you what I will do to my vineyard.
  I will remove its hedge, and it shall be devoured;
  I will break down its wall, and it shall be trampled down. I will make it a waste; it shall not be pruned or hoed,
and it shall be overgrown with briers and thorns
  I will also command the clouds that they rain no rain upon it. For the vineyard of the Lord of hosts is the house of Israel,
and the people of Judah are his pleasant planting;
  he expected justice, but saw bloodshed
righteousness, but heard a cry!

 

 

 

Salmo responsoriale

Dal salmo  79

Responsorial psalm

From the psalm 79

 

Ritornello / Response:

La vigna del Signore è la casa d'Israele.

The vineyard of the Lord is the house of Israel.

 

 

Hai sradicato una vite dall'Egitto,
hai scacciato le genti e l'hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

 

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna. 

 

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte. 

 

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa' che ritorniamo,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 

 

 

  You brought a vine out of Egypt;
to plant it you drove out the nations.
It stretched out its branches to the sea,
to the Great River it stretched out its shoots.

  Then why have you broken down its walls?
It is plucked by all who pass by.
It is ravaged by the boar of the forest,
devoured by the beasts of the field.

  God of hosts, turn again, we implore,
look down from heaven and see.
Visit this vine and protect it,
the vine your right hand has planted.

  And we shall never forsake you again:
give us life that we may call upon your name.
God of hosts, bring us back;
let your face shine on us and we shall be saved.

 

 

Seconda lettura

Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (Fil 4, 6-9))

2nd Reading – Philippians 4:6-9

 

  

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.

E il Dio della pace sarà con voi!

 

  Do not worry about anything, but in everything by prayer and supplication with thanksgiving let your requests be made known to God. And the peace of God, which surpasses all understanding, will guard your hearts and your minds in Christ Jesus.

  Finally, beloved, whatever is true, whatever is honourable, whatever is just, whatever is pure, whatever is pleasing, whatever is commendable, if there is any excellence and if there is anything worthy of praise, think about these things. Keep on doing the things that you have learned and received and heard and seen in me, and the God of peace will be with you.

 

Acclamazione al Vangelo

Acclamation to the Gospel

 

Alleluia, alleluia.

 

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
(Cfr. Gv 15,16)

 

I have chosen you, says the Lord,

to go and bear fruit

and your fruit remains. (Cf. Jn 15:16)

 

Alleluia.

 

 

Vangelo

 

Dal Vangelo secondo  Matteo (Mt 21,33-43)

Gospel – Matthew

 

Gospel

From the Gospel according to Matthew 21:33-43

 

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!.
Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!.

  Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

  E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

 

  Jesus said to the chief priests and elders: “Listen to another parable. There was a landowner who planted a vineyard, put a fence around it, dug a wine press in it, and built a watchtower. Then he leased it to tenants and went to another country. When the harvest time had come, he sent his slaves to the tenants to collect his produce. But the tenants seized his slaves and beat one, killed another, and stoned another. Again he sent other slaves, more than the first; and they treated them in the same way. Finally he sent his son to them, saying, ‘They will respect my son.’ But when the tenants saw the son, they said to themselves, ‘This is the heir; come, let us kill him and get his inheritance.” So they seized him, threw him out of the vineyard, and killed him. Now when the owner of the vineyard comes, what will he do to those tenants?” They said to him, “He will put those wretches to a miserable death, and lease the vineyard to other tenants who will give him the produce at the harvest time.” Jesus said to them, “Have you never read in the scriptures: ‘The stone that the builders rejected has become the cornerstone; this was the Lord’s doing, and it is amazing in our eyes’? Therefore I tell you, the kingdom of God will be taken away from you and given to a people that produces its fruit.”



Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa andata in onda dalle 10 sulla rete televisiva Rai 1 dalla Basilica di S. Francesco in Assisi. Celebrava l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia

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Summary of the homily given during the Mass aired from 10 on the Rai 1 television network from the Basilica of St. Francis in Assisi. The Archbishop of Pesaro Piero Coccia celebrated



 



   Vogliamo attingere dall’esempio di S. Francesco la luce di cui abbiamo bisogno. Quest’anno sono le Marche ad aver offerto l’olio che alimenterà per tutto l’anno la lampada che arde sulla tomba del santo.

  L’epidemia da Covid 19 e il terremoto hanno duramente colpito le Marche.

  Si ha l’impegno di ricostruire e rinnovare.

  Isaia rimprovera la Casa d’Israele per non aver curato la vigna del signore e chiede un impegno di  cambiamento di rotta e di ricostruzione.

 La figura di S. Francesco evoca l’impegno a ricostruire la vigna del Signora, anche nelle sofferenze del popolo, materiale, sociale, spirituale ed etica, nel segno della speranza.

  La comunità cristiana, nel segno del Cristo, deve porsi per quella via. L’amore di Cristo è stato riversato nei nostri cuori, come insegna S. Paolo. Nessuno deve sentirsi escluso.

 S. Paolo invita la comunità alla preghiera di ringraziamento e a volare alto, verso la virtù. Allora il Dio della pace sarà con noi.

  Anche la vita di S. Francesco è stato un inno alla bontà e alla pace.  E’ necessario un cambio di cultura, verso una cultura segnata dalla solidarietà e dalla fraternità. La comunità cristiana si senta protagonista della rivoluzione spirituale e culturale iniziata da Gesù.




 Nel Vangelo siamo richiamati alla responsabilità e alla fedeltà. S.Francesco ha seguito quell’insegnamento. Anche a noi è stata affidata una parte della vigna del Signore, un segmento di umanità che va amata e rigenerata. Tutto ciò che è umano ci riguarda come credente, verso una ecologia integrale.

 S. Francesco, esempio di vera umanità, ci aiuti a costruire un futuro di fraternità, per una vita nuova e una società nuova.

 Papa Francesco ce lo ricorda firmando l’enciclica Fratelli tutti. 

 We want to draw the light we need from the example of St. Francis. This year, the Marches have offered the oil that will fuel the lamp that burns on the saint's tomb throughout the year.


Durante l'omelia



  The Covid 19 epidemic and the earthquake have hit the Marche hard.

 There is a commitment to rebuild and renew.

  Isaiah reproaches the House of Israel for not taking care of the Lord's vineyard and asks for a commitment to change course and rebuild.

 The figure of St. Francis evokes the commitment to rebuild the vineyard of the Lady, even in the sufferings of the people, material, social, spiritual and ethical, in the sign of hope.

  The Christian community, in the sign of Christ, must take that path. The love of Christ has been poured into our hearts, as St. Paul teaches. Nobody should feel excluded.

 St. Paul invites the community to a prayer of thanksgiving and to fly high, towards virtue. Then the God of peace will be with us.

  The life of St. Francis was also a hymn to goodness and peace. A change of culture is needed, towards a culture marked by solidarity and fraternity. The Christian community feels it is the protagonist of the spiritual and cultural revolution begun by Jesus.

 In the Gospel we are called to responsibility and fidelity. St. Francis followed that teaching. We too have been entrusted with a part of the Lord's vineyard, a segment of humanity that must be loved and regenerated. Everything that is human concerns us as a believer, towards an integral ecology.

 St. Francis, example of true humanity, help us to build a future of fraternity, for a new life and a new society.

 Pope Francis reminds us of this by signing the encyclical Brothers All.



                Il card. Agostino Vallini, legato pontificio per le 

                 basiliche di San Francesco e di S. Maria degli

                Angeli in Assisi, impartisce la benedizione solenne al                         termine della Messa

Avvisi del parroco / Notices from the parson

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Avvisi di Azione Cattolica: /  Catholic Action Notices:

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria.

 La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

 

The meetings of the AC San Clemente group in presence, in the parish, will resume OCTOBER 10, AT 5 PM, IN THE RED ROOM. Members will also receive this news in the Letter to Members - October 2020, by ordinary mail.

  The first online meeting, with the Google Meet application, will be held on Saturday, October 17 October, at 5 pm on the theme "How are we people?".

 

 

sabato 3 ottobre 2020

Chi siamo

 

Chi siamo

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RIUNIONE IN GOOGLE MEET DEL GRUPPO DI AC SAN CLEMENTE!

17 OTTOBRE ALLE 17

IL 17 ALLE 17! 

 

  Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria.

  La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

  Per partecipare:

a)acquisire un account Google;

b)inviare a mario.ardigo@acsanclemente.net una email comunicando il proprio nome, la email usata per registrarsi su Google e  con la quale si vuole partecipare, la propria parrocchia e i temi di interesse.Esempio:

Sono: Nome

email: nome@pro.it

parrocchia: san Pio - Comune di Velespiegate

temi di interesse: associazionismo laicale, viaggi spaziali

 Potranno partecipare persone residenti in Italia anche se  non iscritte al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, fino  a raggiungere un numero complessivo di 40 partecipanti. L’esperienza ha dimostrato che un numero superiore crea problemi di coordinamento e di connessione. Ad oggi non abbiamo ancora raggiunto quel numero di partecipanti.

 A chi ha richiesto di partecipare verrà inviato via email il codice di accesso.

  I dati delle persone non iscritte al gruppo di AC San Clemente verranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare alla riunione successiva.

Nel post del 22 settembre scorso, "AC SAN CLEMENTE - 1° RIUNIONE CON GOOGLE MEET",  il programma dettagliato e tutte le istruzioni per partecipare

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Le idee di popolo e di nazione  sono di nuovo al centro del dibattito pubblico. Ne ha scritto anche il Papa. Vi propongo di iniziare a discuterne anche tra noi nella prossima riunione in Google Meet. I testi di riferimento per il confronto sono  la sintesi dei temi politici  dell’enciclica Laudato si’  che ho pubblicato sul blog, nel post che precede, e, comunque, l’intera enciclica per chi la conosce meglio, leggibile su

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

 

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)


Diffondiamo l'immagine del volantino informativo!


1. Negli incontri su Google Meet  ci proponiamo a un ambiente sociale più ampio del nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica e, in particolare, anche ai non iscritti. Vorrebbe essere il nostro modo di essere Chiesa in uscita, in un tempo nel quale uscire e incontrare gente nuova sembrano presentare delle difficoltà. Alle quali si sono aggiunti i problemi della pandemia da Covid 19, che in questi giorni si sono aggravati nel Lazio.

  Negli anni scorsi ci siano abituati, gradualmente, a vederci e parlarci in gruppi omogenei, fatti di persone che la pensano più o meno nello stesso modo. E’ un costume in cui hanno avuto molta parte le tecniche di pubblicità / propaganda che sfruttano metodi della psicologia applicata, quelli mediante i quali si cerca di indurre le persone a tenere un certo comportamento che conviene a chi dirige l’operazione. Si cerca quindi di aggregare le persone in circoli di orientamento coerente sui quali poi si agisce inviando gli opportuni stimoli collettivi. Tutti noi, se accediamo ad una qualsiasi rete  di socializzazione telematica, vi siamo esposti, anche se, in genere, non vi prestiamo molta attenzione perché ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma anche in radio e televisione è in qualche modo in atto qualcosa di analogo. Anche le reti radiotelevisive tendono a specializzarsi su un certo obiettivo di utenti / consumatori e costruiscono la propria programmazione in modo da provocarne il confluire in un pubblico con le caratteristiche desiderate.

  La tentazione c’è anche in religione. Nei decenni passati sono sorte esperienze associative che puntavano appunto su quel metodo, di aggregare gli omogenei per formare  e governare  con meno problemi e più efficacemente. Sono ideologie comunitarie che si agganciano ad alcuni principi deliberati nel corso del Concilio Vaticano 2° nel proposito di far uscire la pratica religiosa dall’individualismo: tutto ruota concettualmente intorno all’idea della Chiesa come popolo di Dio. Dal campo religioso è stato fatale estendersi a quello politico, perché l’essere umano è un vivente che costruisce e governa società. Ma quella certa omogeneizzazione  posta a base della vita comunitaria, trasferita in campo sociale, nella vita civile, è poco compatibile con i principi democratici adottati dagli stati dell’Occidente avanzato. Crea problemi nell’azione sociale. Le formazioni che vi partecipano con quello spirito sono sospettate di integralismo  e di fondamentalismo. Fondamentalismo  è quando si cerca pervicacemente di mantenere costante e immodificabile un nucleo di alcune concezioni o tradizioni ritenute non negoziabili  in quanto, quelle e solo quelle, costitutive dalla propria identità socialeintegralismo  è quando si cerca di contrastare le tendenza all’assimilazione da parte di altri gruppi. Fondamentalisti e integralisti sono accomunati dal far poco conto sulle ragioni degli altri e, quindi, dalle difficoltà nel dialogare con loro.   

 L’Azione Cattolica italiana ha storicamente seguito un’altra via e non è caratterizzata da una particolare spiritualità, né, dal tempo della riforma attuata sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet tra il 1964 e il 1973, da un orientamento politico. E' fatta per tutti  i fedeli e vuole essere  di tutti i fedeli.  Dalla sua fondazione, nel 1906, fino al 1945 era stata sostanzialmente, dal punto di vista politico, il partito del Papa, e successivamente e fino all’approvazione dello statuto del 1969 si era integrata come organismo religioso-politico popolare nella Democrazia Cristiana, il partito cristiano, al quale forniva gran parte dei quadri e la formazione popolare, di massa, all’azione sociale. Il suo riferimento ideologico, in questo lavoro nella società, fu sempre la dottrina sociale della Chiesa cattolica e, dagli anni Sessanta, lo sono soprattutto i principi contenuti nei documenti deliberati durante il Concilio Vaticano 2° (1962-1965).  Nel 1969 fu inserito nel suo statuto il principio democratico, ciò che rese l’Azione Cattolica una formazione pluralistica, capace e desiderosa di dialogo nella società civile e negli ambienti religiosi con persone e gruppi di diverso orientamento su problemi sociali.

  In virtù dell’assimilazione del principio democratico, che comprende valori e metodi, l’Azione Cattolica non viene proposta ai cattolici come esperienza esclusiva  e non richiede ai soci una fedeltà esclusiva. Si può aderirvi e  aderire ad altri gruppi. Questa, però, è stata una caratteristica dell’associazione fin dalle origini, anche se vivere democraticamente l’azione sociale semplifica le cose. Prima tuttavia il fattore di unità era la sottomissione al Papato, nel nuovo contesto creato dal Concilio Vaticano 2° c’è anche altro e lo stesso Papato cerca di stimolare una collaborazione laicale più partecipativa e autonoma.

2. Aprirsi a gente nuova richiede di spiegare chi siamo.

   L’Azione Cattolica è presente nella parrocchia di San Clemente papa fin dalle origini: del resto, fino agli scorsi anni ’70, fu la forma assolutamente prevalente di impegno dei laici. La parrocchia fu fondata nel 1956; due anni dopo la mia famiglia, con me bambino, arrivò a Roma, proveniente da Bologna,  e nel 1959 nel nostro quartiere, le Valli.

  Siamo una parte del più vasto quartiere Monte Sacro, edificato negli scorsi anni ’20 nella zona Nord Est di Roma, sulle rive del fiume Aniene, un affluente del Tevere. Il nostro abitato, Le Valli,  risale però agli anni ’50.  All’origine vi si insediarono prevalentemente famiglie di impiegati pubblici e di militari. Successivamente la composizione sociale si fece più varia. L’edilizia è fatta di grandi palazzi con molti appartamenti. La tipologia di questi ultimi ha richiamato in zona famiglie di quello che sociologicamente viene individuato come ceto medio. Fino al primo decennio del nuovo millennio la popolazione è progressivamente invecchiata, quindi con una forte presenza di ultrasessantenni nel quartiere. Nell’ultimo decennio sono arrivate molte famiglie nuove, con figli piccoli.




  La nostra parrocchia è stata istituita come ente ecclesiastico territoriale: la comunità che la costituisce comprende gran parte del quartiere delle Valli, fino a piazza Conca d’Oro. Confina con le parrocchie degli Angeli Custodi, del Redentore, di San Frumenzio  e della Santissima Trinità a Villa Chigi. Dal punto di vista dell’organizzazione ecclesiastica della Diocesi di Roma, è inserita nel settore Nord, affidato al vescovo ausiliare Guerino Di Tora, e nella 9° Prefettura.  Il nostro vescovo è il Papa, ma storicamente ha la collaborazione di un Vicario generale, che è il cardinal Angelo De Donatis.

    Dai dati dell’ultimo censimento, le Valli sono abitate complessivamente da circa ventimila persone, buona parte delle quali rientrano nella nostra comunità parrocchiale. Di queste, secondo la media nazionale, un buon 80% può annoverarsi tra i fedeli. Tenendo conto che, in realtà, anche la gente che abita nei primi edifici oltre piazza Conca d’Oro, prossimi alla piazza, gravita intorno alla nostra parrocchia per ragioni di comodità, anche se territorialmente fa parte della comunità parrocchiale degli Angeli Custodi, possiamo stimare in circa quindicimila persone la nostra comunità parrocchiale.

    Il primo parroco fu don Vincenzo Pezzella: lo rimase per ventisette anni.  Dalla metà degli anni ’60 e fino alla fine degli anni ’70 la parrocchia ebbe il suo massimo rigoglio nel quartiere, in particolare con un numeroso gruppo giovani animato dal vice parroco don Franco De Donno:  a quel tempo mia madre collaborò nell’esperienza delle mamme catechiste. Nel 1983 ci venne inviato don Carlo Quieti, il quale, formatosi nelle comunità del Cammino Neocatecumenale,  introdusse da noi quell’esperienza, fino ad aggregare dieci comunità, richiamando fedeli anche da altre zone della città. Don Carlo rimase tra noi trentadue anni. Nell’ultimo decennio del suo servizio, dovemmo fronteggiare una qualche disaffezione del quartiere verso la parrocchia, per un certo fondamentalismo che sembrava talvolta permearla. Nell’ottobre 2015 ci venne inviato l’attuale parroco, don Remo Chiavarini, con un incarico molto preciso del vescovo, quello di indurre una rigenerazione della nostra parrocchia, recuperandone una dimensione maggiormente pluralistica e di migliorare le relazioni vive con la gente del quartiere. Per questo lavoro gli vennero assegnati nove anni, dei quali cinque sono ormai passati: scadranno nel 2024. Non si è ritenuto di ripetere l’esperienza degli incarichi precedenti, durati molto più a lungo.

  Ricevetti Comunione e Cresima, che negli anni Sessanta si facevano in quarta elementare a distanza di qualche giorno l’una dell’altra, nella nostra parrocchia, poi mia madre mi iscrisse ai Lupetti  nella vicina parrocchia degli Angeli Custodi, a piazza Sempione, che divenne a lungo la mia vera parrocchia. Feci l’esperienza negli universitari della FUCI e poi nel Movimento Laureati Cattolici, che all’epoca erano integrati nell’Azione Cattolica, mentre ora son autonomi, sebbene integrati con l’AC. Dopo un prima esperienza di lavoro in Abruzzo, tornai a Roma nel 1989 e nel nostro quartiere nel 1991, ma aderii all’AC parrocchiale solo nel 2011, con l’intento di dare una mano per rivitalizzarla. Nel 2012 iniziai un blog, http://acvivearomavalli.blogspot.com per fare girare le idee che avevo assimilato nella mia precedente formazione associativa, con le quali mi pareva che i parrocchiani avessero perso un po’ dimestichezza. Tuttavia non siamo ancora riusciti a ricreare l’organizzazione di AC come dovrebbe essere, distinta per fasce d’età, Acr, giovani, giovani adulti, adultissimi, salvo momenti di incontro plenario: il gruppo è ancora quello, diciamo, di resistenza degli anni in cui all’esperienza di AC si guardò con meno fiducia: siamo tutti insieme, giovani, adulti e anziani, ma con lo stesso spirito e lo stesso impegno. L’Acr è rappresentata dai due bambini di una giovane coppia, regolarmente iscritti. Il titolo del blog riassume un po’ il nostro principale intento degli anni passati AC VIVE A ROMA VALLI. Ora vorremmo fare di più. La presidente è una giovane adulta  di trent’anni, Giulia, che in parrocchia fa anche la catechista per la formazione dei Cresimandi.

3. Io mi sto occupando dell’organizzazione degli incontri in Google Meet. Il prossimo sarà sabato 17 ottobre alle 17.

  Ho proposto un metodo che può risultare abbastanza faticoso, perché richiede un certo impegno. Invece che una conferenza con interventi di chi si sente di dire la sua  o di chiedere chiarimenti, l’indicazione di un’area tematica, “Come siamo popolo?”, e interventi di tre minuti, con ritmo serrato, a rotazione di tutti i partecipanti, ciascuno cercando di agganciarsi a chi lo ha preceduto, seguito da una breve sintesi di chi avrà il ruolo di segretario e da una preghiera preparata nel corso del dibattito. Non c’è un esito predeterminato, non si sa dove si andrà a parare, dipenderà dall’interazione. Il metodo democratico esige che, all’inizio, i partecipanti approvino il programma proposto. La presidenza spetta, per statuto, alla Presidente del gruppo, ma, nel caso di suo impedimento, l’assemblea di chi è connesso designerà altra persona. Un solo potere è sottratto alla procedura democratica ed è quello mio di amministratore  di G-suite, in cui è inserita la videconferenza Meet, e ciò per impegni contrattuali con l’organizzazione Google. E’ in mio potere porre termine all’incontro, se si manifestassero condotte non rispettose della dignità altrui, e anche l'escludere partecipanti, per lo stesso motivo: insomma se si violassero le regole di buona educazione ormai comprese nel concetto di netiquette (pronuncia nètiket),  definito come il complesso delle regole di comportamento volte a favorire il reciproco rispetto tra gli utenti. Un ruolo da arbitro che in qualche modo rientra nelle mie competenze professionali di una vita e che cercherò di esercitare secondo criteri di neutralità  e imparzialità. Con quel limite, ogni argomentazione dovrà essere accettata: ho scritto argomentazione,  non opinione. Che differenza c’è? L’opinione è dire la propria. L’argomentazione  è spiegare  le ragioni della propria opinione, del proprio orientamento su una certa questione. Una delle regole di netiquette  dell’incontro è appunto l’impegno ad argomentare. Un’altra è l’impegno a non pretendere dagli altri adesione solo come sottomissione alla propria autorità o ad altra autorità, a prescindere da argomentazioni. Ogni affermazione ha tanto valore quanto lo hanno le argomentazioni che la sorreggono e può essere confutata con argomentazioni di segno contrario. E’ probabile che il tempo non basterà per esaurire  il tema: potremo decidere, allora, di proseguire il dibattito la volta seguente, dopo aver studiato meglio la questione.

 Da qualche settimana, sto sviluppando sul blog alcune argomentazioni che riguardano il tema del prossimo incontro in Google Meet  del 17 ottobre alle 17 e che possono fornire spunti per il dibattito.

 Vi ricordo che, per partecipare, è necessario:

a) avere un account Google;

b) comunicarmi, con una email a mario.ardigo@acsanclemente.net, la email con cui vi siete registrati sul Google, e che vi servirà come nome utente  per partecipare in Google Meet, come vi chiamate, la vostra parrocchia e i temi di vostro interesse.

 Vi invierò il codice di accesso. Attiverò la riunione Meet alle 16:45 del 17 ottobre prossimo. Da quel momento potrete accedere alla riunione da Meet (anche dal Web), inserendo nome utente e codice di accesso. Attendete di essere ammessi.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

 

giovedì 1 ottobre 2020

Ripubblico - Trascrizione dell'omelia svolta da S.E. monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, nel corso della Messa di Pentecoste, l'8-6-14, presso il Centro dello Spirito Santo - Palestrina

 Ripubblico

Trascrizione dell'omelia svolta da S.E. monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, nel corso della Messa di Pentecoste, l'8-6-14, presso il Centro dello Spirito Santo - Palestrina -  testo trascritto da fonoregistrazione e non rivisto dal celebrante - trascrizione di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante da fonoregistrazione

 

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RIUNIONE IN GOOGLE MEET DEL GRUPPO DI AC SAN CLEMENTE!

17 OTTOBRE ALLE 17

IL 17 ALLE 17! 

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria. 

  La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

  Per partecipare:

a)acquisire un account Google;

b)inviare a mario.ardigo@acsanclemente.net una email comunicando il proprio nome, la email usata per registrarsi su Google e  con la quale si vuole partecipare, la propria parrocchia e i temi di interesse.

 Potranno partecipare solo persone residenti in Italia anche se  non iscritte al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, fino  raggiungere un numero complessivo di 40 partecipanti. L’esperienza ha dimostrato che un numero superiore crea problemi di coordinamento e di connessione.

 A chi ha richiesto di partecipare verrà inviato via email il codice di accesso.

  I dati delle persone non iscritte al gruppo di AC San Clemente verranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare alla riunione successiva.

Nel post del 22 settembre scorso, "AC SAN CLEMENTE - 1° RIUNIONE CON GOOGLE MEET",  il programma dettagliato e tutte le istruzioni per partecipare

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Le idee di popolo e di nazione  sono di nuovo al centro del dibattito pubblico. Ne ha scritto anche il Papa. Vi propongo di iniziare a discuterne anche tra noi nella prossima riunione in Google Meet. I testi di riferimento per il confronto sono  la sintesi dei temi politici  dell’enciclica Laudato si’  che ho pubblicato sul blog, nel post che precede, e, comunque, l’intera enciclica per chi la conosce meglio, leggibile su

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

 

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

 

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 Ci riportiamo a quel cenacolo, che era diventato la casa dei ricordi, la casa delle recriminazioni, riguardo ai tradimenti che ciascuno, in maniera più o meno grave ed evidente, aveva fatto. Ma che era diventato finalmente la casa dell'attesa, da quando Gesù, non una volta soltanto, si era fatto vedere vivo, risorto, e aveva detto esplicitamente "Ricevete lo Spirito Santo". Solo che rischiava di diventare la casa della paura, questo cenacolo, della disfatta conclamata, del rifugio comodo o della consolazione tra pochi. La grande sofferenza e la grande sconfitta della Croce pesavano ancora molto. Il popolo aveva intentato un processo a Gesù  e gli aveva preferito Barabba, l'aveva mandato a morte. I primi sconfitti erano loro, gli apostoli.

 Gesù era risorto, ma la fonte nuova per affrontare la vita da soli ancora non si manifestava e Gesù la promette e la manda loro.  Verrà il Paràclito, la forza, il conforto, l'energia vera, la Grazia, la nuova presenza intima di Dio in ogni esistenza.  E lui ci aiuterà a cambiare testa; è proprio lui che ci aiuterà a misuraci con verità su ogni parola di Gesù, a sentirlo dentro come fuoco d'amore, è proprio lo Spirito.

 Il peggio non è ancora passato, perché "ora", dice Gesù, "quello che hanno fatto a me lo faranno anche a voi. Anche voi sarete messi a morte nella condizione di fare piacere a Dio mio padre. Vi isoleranno, vi cacceranno, vi scardineranno dalla vostra stessa identità. Ma io non vi lascio soli. Con voi ci sarà sempre lo Spirito".

 E la storia dei cristiani non è una storia di kamikaze, ma di martiri, di testimoni, che rispondono con il sorriso ad ogni sorta di tormenti con cui i carnefici si divertono, rispondono con il perdono, con la preghiera, senza rabbia. Hanno avuto una vita interiore che non si sarebbero mai immaginati di poter avere. Per qualche Padre della Chiesa è la prova più evidente della resurrezione di Gesù.  Come avrebbero potuto, questa massa di impauriti, conquistare il mondo alla fede di Gesù, se Gesù non si fosse fatto vivo, con il suo corpo martoriato e reso vivo dallo Spirito Santo? Dio ama i suoi figli e non li lascia soli. Con lo Spirito nasce la speranza, che è la prima cura contro la depressione spirituale e contro lo scoraggiamento. E' un dono di Dio guardare la vita, ogni giorno che ti alzi, con desiderio di vivere, con la gioia di ricominciare, con lo sguardo buono su quelli che incontriamo, con l'atteggiamento di accoglienza verso tutti. D'ora in avanti è lo Spirito che costruisce la nostra vita interiore, che ci ricarica le batterie, per poter comunicare con tutti. Il nostro cellulare è scarico, la nostra comunicazione non raggiunge nessuno, perché è soltanto mostra di noi stessi, non è ascolto, attenzione, amicizia, ma spesso diventa sopraffazione.

 E' lo Spirito che ci fa capire che scelte fondamentali fare nella vita. E con lui che dobbiamo fare discernimento, è lui che ci condurrà alla verità intera, non permetterà che siate schegge impazzite di qualche fissazione. E' lo Spirito che ci convincerà di peccato, ci aiuterà a leggere nei nostri comportamenti la grande distanza dall'amore di Dio, dal suo Vangelo, che ci aiuterà a leggerlo, a capirlo, a meravigliarci della sua bellezza, ad accogliere la sua luce che ci dona.

 E' lo Spirito la nuova legge, non più scritta su tavole di pietra, ma definita nel cuore di ciascuno, nella nostra coscienza.

 Se ricordate, nell'Antico Testamento, dopo la liberazione attraverso il Mar Rosso, quel popolo ha vagato per quarant'anni e, finalmente, da un'orda di schiavi fuggiti diventano un popolo, perché Mosè dal Sinai portò loro le leggi, la Costituzione.

 Abbiamo ricordato in Cattedrale, il giorno prima di giugno, il settantesimo anniversario del bombardamento che è stato fatto sulla nostra città, quando non c'era alcun tedesco, però  i nostri alleati sono sempre molto intuitivi … Hanno ammazzato tutte le nostre suore che avevamo al monastero delle Clarisse. Se ne è salvata una, la mandataria, quella meno dotata, perché veniva mandata a fare le spese soltanto, e quella ha rimesso in piedi tutto il convento. Per cui il Signore fa quello che vuole.  Ebbene, dicevo, anche chi è, non dico della  mia generazione, ma quasi, ricorderà di aver sentito dai genitori o dai nonni che anche quando qui è finita la guerra e c'è stata la liberazione, si sono scatenate tutte le vendette possibili e immaginabili, perché non c'era legge. Quello mi ha fatto un torto? Lo faccio fuori. Quello mi ha rubato? Gli porto via la casa. Non c'era legge. Capite quindi quanto è importante avere una Costituzione, per poter vivere da liberi.

 Sul Sinai è stata data la Legge e nel Nuovo Testamento qualcuno, con poca fantasia, dice che sono le Beatitudini la nuova legge. Non sono le Beatitudini. Non avremo più una "legge": abbiamo lo Spirito Santo. Le Beatitudini sono un cammino bellissimo, ma se non ci fosse lo Spirito Santo che ci permette di seguirle, non ce la faremmo. Anziché le leggi, abbiamo lo Spirito Santo: questo ci dà una grande libertà, ma anche una grande responsabilità, perché nessuno ha la soluzione della vita in tasca, ma ha la luce e la forza per cercarla continuamente.

I comportamenti giusti non sono standard, ma lo Spirito ci aiuta a trovarli ogni volta che siamo chiamati ad esprimerci da uomini e donne di fede, da comunità dei credenti, da Chiesa domestica, anche da comunità parrocchiali, da comunità di frati e di suore, da famiglie cristiane.

 Non è scritto per nessun cristiano il Libro delle Giovani Marmotte. Non so se avete letto Paperino. Quando mancava Paperino, non sapevano che fare quelle oche lì; allora c'era un libro nel quale andavano a leggersi come fare un uovo fritto, lo prendi così, lo spacchi cosà, come fanno i vostri mariti quando non ci siete voi a casa. Telefonano "Come faccio a fare questo?", eh?  Il Libro delle Giovani Marmotte, dove c'è scritto tutto quello che devi fare quando manca il capo. Non abbiamo ilLibro delle Giovani Marmotte perché manca Gesù, dove c'è scritto tutto, già definito, tutto quello che si deve fare. Quante volte voi mamme e papà avete dovuto tribolare per decidere cosa fare nella vostra famiglia, pur essendo cristiani, pur sapendo il Vangelo, pur sapendo tutti i Comandamenti! Perché la nostra vita non è mai all'altezza del Vangelo, se non c'è lo Spirito Santo che ci illumina. "Prendi questa decisione!", "Prendi quest'altra". Siamo sempre aperti, non abbiate in tasca nessuno la verità! La verità è sempre Gesù ed è lo Spirito Santo, che ci aiuta ad essere più docili. C'è solo lo Spirito Santo. La nostra docilità e la nostra umanità, affidata tutta a Dio e soltanto a Dio.

 

Diffondiamo il volantino con il programma delle riunioni di quest'anno associativo!


 

Un popolo e la sua storia: un popolo è la sua storia

 

Un popolo e la sua storia: un popolo è la sua storia

 

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RIUNIONE IN GOOGLE MEET DEL GRUPPO DI AC SAN CLEMENTE!

17 OTTOBRE ALLE 17

IL 17 ALLE 17! 

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria. 

  La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

  Per partecipare:

a)acquisire un account Google;

b)inviare a mario.ardigo@acsanclemente.net una email comunicando il proprio nome, la email usata per registrarsi su Google e  con la quale si vuole partecipare, la propria parrocchia e i temi di interesse.

 Potranno partecipare solo persone residenti in Italia anche se  non iscritte al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, fino  raggiungere un numero complessivo di 40 partecipanti. L’esperienza ha dimostrato che un numero superiore crea problemi di coordinamento e di connessione.

 A chi ha richiesto di partecipare verrà inviato via email il codice di accesso.

  I dati delle persone non iscritte al gruppo di AC San Clemente verranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare alla riunione successiva.

Nel post del 22 settembre scorso, "AC SAN CLEMENTE - 1° RIUNIONE CON GOOGLE MEET",  il programma dettagliato e tutte le istruzioni per partecipare

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Le idee di popolo e di nazione  sono di nuovo al centro del dibattito pubblico. Ne ha scritto anche il Papa. Vi propongo di iniziare a discuterne anche tra noi nella prossima riunione in Google Meet. I testi di riferimento per il confronto sono  la sintesi dei temi politici  dell’enciclica Laudato si’  che ho pubblicato sul blog, nel post che precede, e, comunque, l’intera enciclica per chi la conosce meglio, leggibile su

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

 

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

 

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  L’idea di popolo non corrisponde a una realtà naturalistica, come quella relativa al comportamento sociale degli umani. Rientra nella cultura di una società, vale a dire l’insieme delle concezioni, costumi, tradizioni, modalità comunicative a partire dal linguaggio, istituzioni che viene utilizzato per definirla, oggettivarla, renderla comprensibile e prevedibile e, in questo modo, per governarla. Una società può essere fondata in un certo tempo storico con forti elementi di novità, e quindi, in questo senso, partendo quasi da zero (mai da zero, per gli elementi culturali preesistenti  che fatalmente  compongono le mentalità dei suoi nuovi consociati). Un popolo al contrario, proprio perché prodotto culturale, non è mai concepibile senza far riferimento a una lunga storia. Tutti gli elementi che lo connotano hanno avuto una evoluzione storica, in particolare le sue istituzioni che si legano a certe tradizioni. Anzi, gran parte del credito che quelle istituzioni riscuotono si deve al fatto di essere manifestazione di tradizioni storiche. L’antico culto degli antenati si basava su questo. Il processo genetico delle società deriva da abitudini di relazioni sociali che si consolidano ripetendosi nel tempo e coinvolgendo sempre più gente. La consuetudine,  non la legge formale quella deliberata da un’autorità costituita,   è stata la più antica fonte del diritto ed è ancora all’origine dell’evoluzione giuridica che sempre si manifesta nel concreto mondo delle relazioni sociali, e solo successivamente entra nella riflessione teorica dei giuristi e nei provvedimenti normativi delle autorità.

 Quando ci riferiamo genericamente ad un popolo  di solito vogliamo intendere la gente che consideriamo esprimere una nazione. Quest’ultimo è un concetto molto recente nelle idee politiche, e risale fondamentalmente, in quell’accezione,  al Settecento ed ebbe il suo massimo sviluppo nel secolo seguente. La politica contemporanea lo sta recuperando in vari modi dopo il discredito che a lungo lo aveva colpito, per le catastrofi causate in Europa dai nazionalismi fascisti.

   Il  concetto di nazione  è affine a quello di popolo,  con una particolare accentuazione di ipotizzati legami di etnia e con un certo territorio. Ma è poi la politica che definisce l’estensione di quello che viene definito  stato nazionale  e quindi del suo popolo. Su queste basi, ad esempio, si fece il processo di unificazione politica italiana, compiuto nell’Ottocento, sulla base del mito della nazione e quindi  del popolo italiano, quindi di una narrazione colorata da molti elementi emotivi e discriminando nella storia delle genti italiane quelli che non si accordavano con essa. In realtà, ancora oggi come allora, variando certi criteri e tenendo conto di ciò che in precedenza si era ritenuto secondario, si possono distinguere nell’area geografica che politicamente si definisce Italia vari aggregati che, per storia e cultura, meriterebbero il titolo di nazioni  e di popoli. La necessaria correlazione tra governo  e nazione, per cui ogni nazione debba avere un suo governo,  non è mai stata storicamente data per scontata e venne proposta come ideale politico solo a partire dal Settecento in Europa. Nel mondo contemporaneo in genere gli stati presentano caratteri multi-nazionali, vale a dire che aggregano componenti sociali con caratteristiche di nazioni diverse. Bisogna evidenziare che l’ideale dello stato, vale  a dire di una istituzione di vertice che in linea di principio non riconosce altri poteri sopra di sé, sovrano  in questo senso, è stato teorizzato  sempre prima di quello di nazione, come fonte di legittimazione etica e politica del primo. Anche il concetto di nazione,  a differenza di quello sociologico di etnia e come quello di popolo, non descrive dunque una realtà della natura ma è una creazione politica, vale a dire finalizzato al governo di una determinata società.

  In altri contesti, la parola popolo  viene ad indicare solo una parte della società, contrapposta alla sua struttura istituzionale di vertice, in particolare nei sistemi politici basati sul dominio di aristocrazie di stirpe, come nell’antico sistema feudale europeo o come avveniva nell’antica repubblica di Roma, tramontata nel primo secolo dell’era antica con l’egemonia di Giulio Cesare.

  La sigla S.P.Q.R.,  usata nella Roma antica per definire il sistema di governo, significa, dalle iniziali in latino, il Senato e il Popolo Roma, dove originariamente il Senato era un organo collegiale di governo composto da membri di un’aristocrazia (anche se nel tempo vi furono ammessi anche coloro che non ne originavano), e il popolo era la parte restante della popolazione. E’ stata questa, fino al Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e al codice di diritto canonico deliberato nel 1983 per conformare le istituzioni ecclesiastiche ai principi teologici affermati da quel Concilio, anche la concezione di popolo adottata nel governo della Chiesa:

 

sintesi dei canoni 2016-217 del Codice di diritto canonico deliberato nel1917.

 Le Diocesi, e possibilmente i Vicariati e le Prefetture Apostoliche si divideranno in parti territoriali; alle singole saranno assegnati la chiesa, il popolo e il pastore proprio. Nelle Diocesi le parti si chiamano parrocchie, fuori, quasi-parrocchie se hanno un proprio pastore; nè sono ammesse divisioni per nazionalità, famiglie o persone; nè nelle esistenti ogni cambiamento senza indulto apostolico. [dal Web]

 

naturalmente con l’avvertenza che al posto di una aristocrazia etnica nella Chiesa vi era, come ancora vi è,  una struttura gerarchica basata sull’Ordine sacro e quindi composta da chierici, la quale si perpetua per cooptazione (chi è sopra sceglie  coloro dei livelli inferiori dell’ordine gerarchico).

 Nell’attuale codice di diritto canonico invece, tutti i fedeli, chierici, laici e religiosi, sono compresi nel Popolo di Dio. Quest’ultimo però non viene definito con connotati etnici o per legami con una certa cultura tradizionale, una lingua, un territorio e, dunque, sotto questo profilo non è nazione  in senso politico.

  E’ evidente che, nel trapasso tra il codice di diritto canonico del 1917 e quello del 1983 è variato il concetto di popolo  nel governo ecclesiastico. Ma, dagli anni ’70, vi è stata un’evoluzione ancora più importante, per il rilievo sempre meno marcato dato alle culture europee e quindi alla teologia europea, che di quelle culture è parte.

  Se si risale nel tempo la storia mondiale, ci si avvede presto come, nel trapasso delle culture, anche l’idea di popolo  cambiò. Se poi ci confrontiamo con le narrazioni evangeliche, ci rendiamo conto, infine, che in esse un’idea di popolo universale, il Popolo di Dio, come lo intendiamo oggi in religione, non c’è, anche se sicuramente ce ne sono gli spunti.

 Quando si ragiona di popolo  e di popoli bisognerebbe quindi tenere sempre sotto mano i manuali di storia delle scuole secondarie, e ricomprarli se ce se ne è disfatti. E la storia, non solo quella detta sacra perché relativa alle narrazioni bibliche, dovrebbe sempre rientrare nella formazione religiosa di base.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli