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Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 6 gennaio 2013

Domenica 6 gennaio 2013 –  Solennità dell’Epifania del Signore -  Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – salterio: proprio del tempo – colore liturgico: bianco – Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove -  Annuncio del giorno di  Pasqua -  avvisi parrocchiali e di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura 6° C. Cielo poco nuvoloso. Canti: ingresso, Noi canteremo gloria ; Offertorio, Ti offro Signore; Comunione, Astro del ciel; finale, Tu scendi dalle stelle. Partecipazione numerosa e coinvolta. Il gruppo di A.C. è schierato nei banchi a sinistra dell’altare, guardando l’abside.

Buona domenica e Buona Epifania  a tutti!

Prima lettura
Dal libro del profeta Isaia (Is 60, 1-6)

 Álzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Salmo responsoriale
dal salmo 71

Ritornello:
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.


Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 3, 2-3a.5-6)

 Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore; per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini dalle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,1-12)

 Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: ‘E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele’”. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate a informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Annuncio del giorno di Pasqua

 Fratelli e sorelle, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
 Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 31 marzo. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 13 febbraio. L’Ascensione del Signore, il 12 maggio. La Pentecoste, il 19 maggio. La prima domenica di Avvento, il 1 dicembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
 A Cristo che era, che è e che viene, il Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
 
 Questa domenica la Chiesa celebra la solennità dell’Epifania del Signore. Epifania significa manifestazione  ed è Dio che si manifestò nell’umanità in Gesù, nella sua nascita a Betlemme.
 Il giorno di Natale abbiamo letto il brano evangelico che raccontava dell’incontro dei pastori con il bambino Gesù. I pastori erano considerati gente rozza e incolta, ma credettero a quello che gli angeli avevano detto loro di quel bambino. Il clero e i sapienti dell’Israele di quel tempo invece non riconobbero in Gesù Dio. Ma anche gli apostoli ebbero difficoltà a capire chi fosse veramente Gesù: Pietro, Giacomo  e Giovanni, ad esempio, furono condotti da Gesù in un luogo solitario, dove avvenne la Trasfigurazione, nel corso della quale ebbero una manifestazione della sua divinità.
 Nella lettura evangelica di oggi ci viene presentata la manifestazione di Gesù ai pagani, a persone che non facevano parte del popolo di Dio, e che quindi, nella considerazione della fede israelitica, erano peccatori: i Magi. Anche loro riconobbero la regalità di Gesù. La loro sincera fede li portò a lui.
 Gesù, ci vogliono dire queste letture evangeliche, non è stato inviato per i potenti e i sapienti, ma per i poveri e i peccatori e non solo per gli israeliti, ma per tutte le genti del mondo.
 I Padri della Chiesa si interrogarono e ragionarono sulla provenienza di questi Magi, per capire da dove venissero. Una parte di loro li riteneva Caldei, una popolazione stanziata in Mesopotamia nella quale c’era l’usanza della divinazione del futuro sulla base dell’osservazione degli astri, nella credenza del loro potere soprannaturale.
 Sant’Agostino e sant’Ambrogio li ritenevano invece seguaci del biblico Balaam, indovino in Moab ai tempi della conquista della terra di Canaan da parte degli israeliti. Avvinandosi gli israeliti, i quali avevano già sconfitto gli Amorrei, Balak, re di Moab, fece chiedere a Balaam di maledirli, ma Balaam, ispirato dal Signore, non lo fece. Anzi, è scritto che pronunciò questo poema:
Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante;
oracolo di chi ode le parole di Dio,
di chi vede la visione dell’Onnipotente,
cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
Io lo vedo, ma non ora,
io lo contemplo, ma non da vicino:
una stella spunta da Giacobbe
e uno scettro sorge da Israele […]”
[dal libro biblico dei Numeri 24, 15-17]
 Sant’Agostino e sant’Ambrogio videro in queste parole l’annuncio del presagio della venuta regale di Gesù e pensarono quindi che i Magi fossero discepoli dell’antico Balaam. I Magi portarono al bambino Gesù dei doni: l’oro, in cui si è visto il  simbolo di regalità, l’incenso, in cui si  è visto il simbolo del sacerdozio e la mirra, che si usava sui corpi dei morti e che quindi è stato considerato come preannuncio della sua morte. E’ scritto che i Magi si prostrarono e adorarono il bambino Gesù, dunque lo riconobbero per quello che era veramente, nonostante che le apparenze fossero quello di un bambino come tanti altri.
 Che significato ha la narrazione evangelica per noi?
 La parola Betlemme significa città del pane. In essa nacque Gesù, che per la nostra salvezza si è fatto pane di vita.
Sappiamo riconoscere, oggi, la divinità di Gesù? In particolare, durante la Messa,  sappiamo vedere nell’ostia e nel vino  consacrati che sono nelle mani del celebrante e nell’ostia consacrata che ci viene data nella Comunione,  Gesù salvatore, al di là di ciò che è visibile materialmente? Sappiamo riconoscere, nella fede, il pane di vita che è Gesù per noi, oggi? E’ molto importante farlo, per non fare come l’Erode del tempo in cui nacque Gesù, che considerò Gesù solo un bambino come tanti altri e ne fece uccidere tanti per eliminare colui che veniva indicato come re dei Giudei, quindi un possibile ostacolo per il potere regale della sua dinastia, o come coloro che, non riconoscendo in Gesù il Messia atteso nella loro fede religiosa, lo misero nelle mani di Pilato  urlando “Crocifiggilo!”.
 Veniamo alla Messa domenicale solo per non fare peccato, per adempiere un rito la cui violazione è peccato mortale, o crediamo veramente nella salvezza che ci viene offerta nel Sacramento, in Gesù salvatore?
 E, se riconosciamo la divinità di Gesù, quali doni gli porteremo? Tutto ci viene da Dio, anche se spesso crediamo che sia solo opera nostra. Tutto ciò è dono di Dio. L’unica cosa che non ci viene da Dio e che è solo frutto dell’opera nostra sono i nostri peccati. Portiamoli dunque a Dio perché ce ne redima. E’ ciò che facciamo nel Sacramento della Penitenza. Ma una volta donati a Dio, uscendo dal confessionale, non ce li riportiamo con noi! Dobbiamo tener  fede al proposito di non ricadere nelle occasioni di peccato, prendere sul serio questo impegno.
 Invece di mormorare contro Dio per ciò che di male ci capita, cerchiamo di avere fede  in lui e nella salvezza che ci reca!

 Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli

Avvisi parrocchiali:
-l’11 gennaio 2013, alle ore 19, nella chiesa parrocchiale, nel quadro degli eventi sul tema dell’Anno della fede, si terrà l’incontro con Sabino Chialà, monaco della Comunità di Bose, sul tema Imparare a credere secondo le scritture.

Avvisi di A.C.:
-martedì 8 gennaio, alle ore 17:00, sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), riprenderanno le riunioni del gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica. Gli associati sono invitati a preparare una meditazione  sulle lettura di domenica 13 gennaio 2013 – festa del Battesimo del Signore (Is 40,1-5.9-11; Sal 103; Tt 2,11-14;3,4-7; Lc 3,15-16.21-22). Saranno trattati temi relativi all’Anno della Fede;
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.











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