INFORMAZIONI UTILI SU QUESTO BLOG

Questo blog è stato aperto da Mario Ardigò per consentire il dialogo fra gli associati dell'associazione parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente Papa, a Roma, quartiere Roma - Montesacro - Valli, un gruppo cattolico, e fra essi e altre persone interessate a capire il senso dell'associarsi in Azione Cattolica, palestra di libertà e democrazia nello sforzo di proporre alla società del nostro tempo i principi di fede, secondo lo Statuto approvato nel 1969, sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, e aggiornato nel 2003.

This blog was opened by Mario Ardigò to allow dialogue between the members of the parish association of Catholic Action of the Parish of San Clemente Papa, in Rome, the Roma - Montesacro - Valli district, a Catholic group, and between them and other interested persons to understand the meaning of joining in Catholic Action, a center of freedom and democracy in the effort to propose the principles of faith to the society of our time, according to the Statute approved in 1969, under the national presidency of Vittorio Bachelet, and updated in 2003.

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

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Questo blog è un'iniziativa di persone di fede aderenti all'Azione Cattolica della parrocchia di San Clemente papa e manifesta idee ed opinioni espresse sotto la personale responsabilità di chi scrive. Esso non è un organo informativo della parrocchia né dell'Azione Cattolica e, in particolare, non è espressione delle opinioni del parroco e dei sacerdoti suoi collaboratori, anche se le persone di Azione Cattolica che lo animano le tengono in grande considerazione.

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Scrivo per dare motivazioni ragionevoli all’impegno sociale. Lo faccio secondo l’ideologia corrente dell’Azione Cattolica, che opera principalmente in quel campo, e secondo la mia ormai lunga esperienza di vita sociale. Quindi nell’ordine di idee di una fede religiosa, dalla quale l’Azione Cattolica trae i suoi più importanti principi sociali, ma senza fare un discorso teologico, non sono un teologo, e nemmeno catechistico, di introduzione a quella fede. Secondo il metodo dell’Azione Cattolica cerco di dare argomenti per una migliore consapevolezza storica e sociale, perché per agire in società occorre conoscerla in maniera affidabile. Penso ai miei interlocutori come a persone che hanno finito le scuole superiori, o hanno raggiunto un livello di cultura corrispondente a quel livello scolastico, e che hanno il tempo e l’esigenza di ragionare su quei temi. Non do per scontato che intendano il senso della terminologia religiosa, per cui ne adotto una neutra, non esplicitamente religiosa, e, se mi capita di usare le parole della religione, ne spiego il senso. Tengo fuori la spiritualità, perché essa richiede relazioni personali molto più forti di quelle che si possono sviluppare sul WEB, cresce nella preghiera e nella liturgia: chi sente il desiderio di esservi introdotto deve raggiungere una comunità di fede. Può essere studiata nelle sue manifestazioni esteriori e sociali, come fanno gli antropologi, ma così si rimane al suo esterno e non la si conosce veramente.

Cerco di sviluppare un discorso colto, non superficiale, fatto di ragionamenti compiuti e con precisi riferimenti culturali, sui quali chi vuole può discutere. Il mio però non è un discorso scientifico, perché di quei temi non tratto da specialista, come sono i teologi, gli storici, i sociologi, gli antropologi e gli psicologi: non ne conosco abbastanza e, soprattutto, non so tutto quello che è necessario sapere per essere un specialista. Del resto questa è la condizione di ogni specialista riguardo alle altre specializzazioni. Le scienze evolvono anche nelle relazioni tra varie specializzazioni, in un rapporto interdisciplinare, e allora il discorso colto costituisce la base per una comune comprensione. E, comunque, per gli scopi del mio discorso, non occorre una precisione specialistica, ma semmai una certa affidabilità nei riferimento, ad esempio nella ricostruzione sommaria dei fenomeni storici. Per raggiungerla, nelle relazioni intellettuali, ci si aiuta a vicenda, formulando obiezioni e proposte di correzioni: in questo consiste il dialogo intellettuale. Anch’io mi valgo di questo lavoro, ma non appare qui, è fatto nei miei ambienti sociali di riferimento.

Un cordiale benvenuto a tutti e un vivo ringraziamento a tutti coloro che vorranno interloquire.

Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce due sabati al mese, alle 17, e anima la Messa domenicale delle 9.

Dall’anno associativo 2025\2026 sono in programma:

  • condivisione di brevi podcast informativi sul Catechismo per gli adulti e sul Compendio della dottrina sociale della Chiesa;
  • un gruppo di lettura e dialogo in videoconferenza, utilizzando anche contenuti pubblicati sul quotidiano Avvenire;

Per partecipare alle riunioni in videoconferenza sulla piattaforma Zoom verrà inviato via email o whatsapp il link di accesso. Delle riunioni in videoconferenza verrà data notizia sul blog e le persone interessate potranno chiedere quel link inviando una email a ardigo.mario@virgilio.it ,comunicando il loro nome, l’indirizzo email a cui desiderano ricevere il link, la parrocchia di residenza e i temi di interesse.

La riunione in videoconferenza t sarà attivata cinque minuti prima dell’orario fissato per il suo inizio.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

NOTE IMPORTANTI / IMPORTANT NOTES

-SUGGERIMENTI, OBIEZIONI, RICHIESTE DI RETTIFICA POSSONO ESSERE INVIATI AI REDATTORI DEL BLOG INDIRIZZANDO A ardigo.mario@virgilio.it , INDICANDO UN INDIRIZZO EMAIL AL QUALE SI DESIDERA ESSERE CONTATTATI.

-SUL SITO www.bibbiaedu.it POSSONO ESSERE CONSULTATI LE TRADUZIONI IN ITALIANO DELLA BIBBIA CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONALE IN LINGUA CORRENTE, E I TESTI BIBLICI IN GRECO ANTICO ED EBRAICO ANTICO. CON UNA FUNZIONALITA’ DEL SITO POSSONO ESSERE MESSI A CONFRONTO I VARI TESTI.

ON THE WEBSITE www.bibbiaedu.it THE ITALIAN TRANSLATIONS OF THE BIBLE CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONAL IN CURRENT LANGUAGE AND THE BIBLICAL TEXTS IN ANCIENT GREEK AND ANCIENT JEWISH MAY BE CONSULTED. WITH A FUNCTIONALITY OF THE WEBSITE THE VARIOUS TEXTS MAY BE COMPARED.

-ALL’INDIRIZZO https://www.educat.it/ POSSONO ESSERE LETTI I CATECHISMI PROPOSTI DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA.

AT https://www.educat.it/ YOU CAN READ THE CATECHISM PROPOSED BY THE ITALIAN EPISCOPAL CONFERENCE AND THE CATECHISM OF THE CATHOLIC CHURCH.

PER EVENTUALI COMUNICAZIONI AL BLOG, SCRIVERE UNA EMAIL A ardigo.mario@virgilio.it

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domenica 12 aprile 2020

IMMAGINI DALLA MESSA DI PASQUA DEL 2020 (Messa del giorno) CELEBRATA NELLA CHIESA PARROCCHIALE IN DIRETTA YOUTUBE - SINTESI DELL'OMELIA SVOLTA DAL PARROCO DON REMO CHIAVARINI


IMMAGINI DALLA MESSA DI PASQUA DEL 2020 (Messa del giorno) CELEBRATA NELLA CHIESA PARROCCHIALE IN DIRETTA YOUTUBE SENZA LA PRESENZA DEL POPOLO, PER LE PRESCRIZIONE SANITARIE PER LA PREVENZIONE DEL CONTAGIO DELLA MALATTIA COVID-19

Sintesi dell'omelia svolta dal parroco mons. Remo Chiavarini

LINK YOUTUBE PER RIVEDERE LA CELEBRAZIONE. SONO DISPONIBILI ANCHE I VIDEO DELLA MESSA DELLE PALME, DI QUELLA DEL GIOVEDI' SANTO "NELLA CENA DEL SIGNORE" E DELLA VEGLIA DI PASQUA


Cronaca: alle ore.8:50 la chiesa virtuale comincia a riempirsi

"UNA PASQUA UNICA E INDIMENTICABILE"

SI PROCLAMA LA SEQUENZA CANTATA IN LATINO

IL VANGELO


Sintesi dell'omelia del parroco mons. Remo Chiavarini  nella Messa di Pasqua celebrata il 12 Aprile 2020, con inizio alle 9, nella chiesa parrocchiale di San Clemente papa, senza il popolo, in osservanza delle prescrizioni sanitarie per la prevenzione della malattia Covid-19
Sintesi di Mario Ardigò per come ha inteso le parole del celebrante

  Domenica: il Vangelo della Pasqua ci racconta proprio quello che accadde in quel primo giorno della settimana. Questo termine ricorrerà spesso, perché veramente con la Risurrezione del Signore inizia un tempo nuovo.
 Come la settimana era in po' il paradigma che racchiudeva tutta la Creazione, e ogni settimana si ripeteva e ci ricordava tutte le grandi opere di Dio, che aveva compiuto, così inizia una nuova settimana, che significa, secondo il linguaggio biblico che inizia una nuova Creazione.
 Siamo in questo primo giorno della settimana. Ecco perché la domenica è il giorno della fede, il giorno dei cristiani. È il giorno che ci dice che noi siamo già in tempi nuovi. Siamo in quella Creazione nuova che la Resurrezione del Signore ha iniziato.
Noi siamo in cammino, come gli Apostoli, per arrivare a vedere e credere: "E videro e credettero", dice il Vangelo. Questo deve essere anche per tutti noi. 
 Questo cammino è certamente molto diverso l'uno dall'altro. Perché vediamo Pietro che va lento e Giovanni c'è questo termine, particolare, che dice "Il discepolo che Gesù amava". In realtà non si parla proprio di Giovanni; probabilmente dietro questa terminologia c'è indicato ciascuno di noi, perché ciascuno di noi è "il discepolo amato dal Signore", che deve fare questa esperienza, mettersi in cammino e andare verso la tomba del Signore. In una  tomba, quindi in un luogo che parla di morte, in una tomba, quindi in un luogo che parla di morte, in un luogo che contiene anche segni di morte. C'è un sudario, ci sono delle bende, tipiche proprio di una sepoltura. Ma in presenza di questi segni e anche di quel luogo che indica il termine ultimo del cammino dell'uomo, lì anche sperimentare né non si ferma lì, che c'è un inizio nuovo. E credere perciò che il Signore Gesù è il Signore della vita. E che noi, insieme con lui, siamo chiamati a questa vita nuova.

Questo è il senso della Pasqua. Questo è l'annuncio della Chiesa: "Lode a te, o Cristo!".



"CREDO"

OFFERTORIO

"LA MESSA È FINITA, ANDATE IN PACE, ALLELUIA ALLELUIA"

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Rito della messa dal sito della CEI

Colore Liturgico Bianco


Antifona
Sono risorto, e sono sempre con te;
tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. (Cfr. Sal 138,18.5-6)

Oppure:

Il Signore è davvero risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni. (Lc 24,34; cfr. Ap 1,6)

Colletta

O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...

Prima Lettura

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34a.37-43

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 117 (118)
R. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Oppure:

R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». 

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. 

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. 

Seconda Lettura
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo; oppure: togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,1-4

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

Oppure:

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinti
1Cor 5, 6-8

Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la posta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi.
E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità.

Parola di Dio

SEQUENZA

Alla vittima pasquale,
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'Agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

In latino:
Victimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus innocens
Patri reconciliávit peccatóres.

Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.

Dic nobis, Maria,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.

Scimus Christum
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére.
Acclamazione al Vangelo
Alleuia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore. (Cfr. 1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
 
Vangelo
Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
Sulle offerte
Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)

Oppure:

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala
si recò al sepolcro di buon mattino
e vide che la pietra era stata ribaltata. Alleluia. (Gv 20,1)

Oppure:
Gesù, il crocifisso è risorto.
come aveva detto. Alleluia. (Mt 28,5.6; cfr Mc 16,6; Lc 24,6)
Oppure
alla sera se si legge il vangelo dei discepoli di Emmaus:
Resta con noi, Signore, perchè si fa sera
e il giorno già volge al declino. Alleluia. (Lc 24, 29)
Dopo la comunione
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l'inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.


sabato 11 aprile 2020

IMMAGINI DALLA DIRETTA DELLA VEGLIA DI PASQUA - Sintesi dell'omelia del parroco mons. Remo Chiavarini

SUL CANALE YOUTUBE DELLA PARROCCHIA POTETE RIVEDERE LE DIRETTE DELLE MESSE CELEBRATE LA DOMENICA DELLE PALME E IL GIOVEDÌ SANTO E LA LITURGIA DEL VENERDÌ SANTO


DOMENICA 12 APRILE ALLE ORE 9, LA DIRETTA DELLA MESSA DEL GIORNO DI PASQUA

TROVATE QUI SOTTO IL LINK PER COLLEGARVI AL CANALE YOUTUBE DELLA DIRETTA








Sintesi dell’omelia svolta dal parroco mons. Remo Chiavarini durante la Messa  di Pasqua celebrata l’11 Aprile 2020, dopo la  Veglia, nella chiesa parrocchiale, senza il popolo dei fedeli a causa delle disposizioni di prevenzione sanitaria del contagio della malattia Covid-19
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante

 Così finalmente siamo arrivati nel cuore della Pasqua, di questa liturgia pasquale che abbiamo iniziato giovedì. E nel cuore di questa liturgia troviamo il Vangelo della Resurrezione. Il comando del Signore: «Andate ad annunciare quello che avete visto!». E’ quello che in fondo la Chiesa fa durante tutto il tempo, e dunque anche in questa notte, in questo anno della storia del mondo, della storia della Chiesa, la Chiesa annuncia questo fatto: Cristo è risorto.
 Ci sono due parole nel Vangelo che forse sentiamo particolarmente presenti nel nostro cuore, in questa Pasqua.
 La prima è «Non abbiate paura!». Che poi è la stessa cosa di «Non temete!». La paura, il timore, è quello che prende sia le donne che vanno al Sepolcro, perché loro vanno per dare una degna sepoltura al corpo del Signore, e naturalmente, trovando la tomba vuota, la tomba aperta, quella grande pietra rotolata via, capiscono che qualche cosa è successo. Ma poi vedremo che la stessa cosa accade anche ai discepoli, gli apostoli, addirittura Pietro, Giovanni: lo sconcerto. Ecco che anche a loro verrà detto «Non temete!». E viene detto alla Chiesa e viene detto a noi oggi: «Non temete! Non temete! Non temete!», «Non abbiate paura!». Come è bello accogliere questo invito del Signore!
  Non abbiate paura, perché… «Perché io ho vinto la morte. Io ho vinto, sono ancora il Crocifisso». Perché poi il Signore si manifesterà con le piaghe, per cui Cristo che vive in eterno è sempre il Crocifisso e porta sempre con sé le piaghe della Crocifissione, ma quelle piaghe non gli hanno portato la morte, perché lui ha vinto, è andato oltre.

  E questo è l’annuncio della Pasqua. Noi siamo qui perché sappiamo che la Pasqua del Signore non è solo la sua  Pasqua, perché se fosse la sua Pasqua in fondo sarebbe una gran cosa ma una cosa che interesserebbe lui, e invece no, interessa anche noi, perché, come ci ha detto Paolo, Cristo  è risorto per donare per donare la sua vita a coloro che vogliono unirsi a lui attraverso i sacramenti, primo fra tutti il Battesimo. Ecco perché nella notte della Pasqua c’è a centro il Battesimo e siamo chiamati, noi tutti, a fare memoria del nostro Battesimo, perché con il Battesimo siamo entrati con la nostra vita vecchia nella tomba del Signore e siamo risorti a vita nuova. E noi anche, perciò, siamo dei risorti. Questa è la cosa incredibile. Non soltanto Gesù è risorto, ma noi siamo risorti già adesso, perché noi abbiamo già la vita nuova.  Quella vita che Gesù ha inaugurato con la sua Risurrezione. 



"GIÀ ORA ABBIAMO LA VITA NUOVA"


"CREDIAMO"

"SOSTIENI LA NOSTRA SPERANZA"


"GRANDI COSE HA FATTO IL SIGNORE PER NOI!"

"SANTO, SANTO, SANTO"




"DONALE UNITA' E PACE'



"LA MESSA È FINITA, ANDATE IN PACE, ALLELUIA"

IL SIGNORE È RISORTO, È VERAMENTE RISORTO!
BUONA PASQUA

L'ITALIA E' EUROPA - ITALY IS EUROPE


LINK YOUTUBE DELLA PARROCCHIA PER PARTECIPARE DA CASA ALLE LITURGIE DELLA SETTIMANA SANTA CELEBRATE NELLA CHIESA PARROCCHIALE


LINK YOUTUBE DELLA PARROCCHIA PER PARTECIPARE DA CASA ALLE LITURGIE DELLA SETTIMANA SANTA CELEBRATE NELLA CHIESA PARROCCHIALE

 La prossima diretta sarà stasera alle ore 21, per la Veglia di Pasqua.
 Su questo canale Youtube, accessibile a quel link, sono disponibili le videoregistrazioni della Messa delle Palme, di quella "Nella Cena del Signore" del Giovedì santo e della liturgia del Venerdì santo celebrate dai sacerdoti della parrocchia nella chiesa parrocchiale.
 Sul quel canale è anche disponibile il calendario delle altre dirette nella Settimana Santa


In ricordo di Giuseppe Moscati



Pasqua in famiglia 2020, al tempo di Covid-19


Pasqua in famiglia 2020, al tempo di Covid-19

  Siamo confinati in casa come prevenzione del contagio della malattia virale Covid-19. Le disposizioni governative non vietano gli atti liturgici, ma prescrivono una distanza di sicurezza minima tra le persone. I vescovi italiani, ritenendo che sarebbe stato impossibile mantenere in chiesa quel distanziamento interpersonale minimo, hanno allora disposto che non si celebrino liturgie con la presenza del popolo. Quindi i preti celebrano da soli, con l'eventuale presenza dei loro assistenti liturgici, accoliti, ministranti, lettori, cantori, e di persone che si occupino della riprese e trasmissione via network delle immagini delle liturgie, dove programmate. Infatti, come nella scuola, si è iniziato a praticare quel collegamento telematico con i fedeli, costretti a mantenersi lontani. È l'unica forma liturgica possibile per loro, di questi tempi, a parte la preghiera personale? È un problema. Innanzi tutto spesso i laici non saprebbero come fare in altro modo, in particolare in famiglia,  perché non hanno ricevuto una sufficiente formazione. Poi perché queste pratiche sono viste con un certo sospetto tra i cattolici, per ormai millenarie questioni teologiche sul ruolo del sacerdozio ordinato, per cui si osserva che non c'è Chiesa senza quel tipo di sacerdozio, intendendo anche che non c'è possibilità di liturgia senza di esso. Ma quest'ultima conclusione non è una conseguenza inevitabile del ruolo inderogabile del sacerdozio ordinato nella nostra Chiesa. Limitandosi a ragionare su di essa ci si può liberare del peso di sofisticate controversie teologiche per le quali, essendo durate da almeno mille anni, gli specialisti hanno senz'altro le risorse intellettuali e morali per mantenerle vive per un altro millennio ed oltre, sempre che le Chiese cristiane riescano a sopravvivere ad esse.
  Dove i sacerdoti mancano o sono impediti ad esercitare il loro ministero, e questo accade in molte parti dell'Asia e dell'Africa e in alcune parti dell'America Latina, ma sta cominciando ad accadere anche nelle nazioni che compongono il cosiddetto "Occidente", perché sempre meno uomini accettano le gravi limitazioni personali imposte tra i cattolici per essere ammessi al sacerdozio e le donne non vi sono ammesse, le famiglie provano a fare da sé. Accadde nell'Europa orientale al tempo in cui fu dominata dai regimi comunisti, che cercavano di scoraggiare le pratiche religiose.
  Si dice che la famiglia è "Chiesa domestica", per intendere che è lì che ci si inizia a formare alla fede e per tutta la vita si continua ad essere motivati a mantenerla. Poi però, nel generale clericalismo che affligge i cattolici, le si fa poco spazio. Di essa non ci si fida e se ne temono le stravaganze, in particolare le degenerazioni verso concezioni basate su visioni, sacralità e personalità miracolanti, che pure, ma solo con la mediazione del clero, vengono altrove incoraggiate come "religiosità popolare".
  Nel suo messaggio per questa Pasqua, l'arcivescovo di Milano ha scritto che le liturgie televisive non sono equivalenti a quelle con la propria presenza personale. Quando si ha fame, ha osservato, non basta a sfamarci guardare immagini del cibo. E allora?
  Non è difficile organizzare liturgie domestiche, come si faceva un tempo con il Rosario in famiglia. Leggendo e meditando insieme le letture bibliche delle liturgie pasquali, facendo qualche canto e finendo con il Padre nostro. In quel contesto potrebbero essere inserite le meditazioni e omelie che i sacerdoti trasmettono via network.
  Quando avevo le mie figlie piccole, organizzai per loro una vera e propria Veglia pasquale, con l'accensione del fuoco (in cucina), una processione con le candele fino al soggiorno, con le altre luci spente, poi l'accensione delle luci della stanza, e alcune delle preghiere e letture che si fanno in quell'occasione. Le mie figlie mi dicono che se ne ricordano. All'epoca non le portai alla Veglia in parrocchia perché la si faceva durare troppo a lungo. Il nuovo parroco, don Remo, dal 2016 ha iniziato a farla durare meno, mantenendo tutto ciò che le è essenziale. Purtroppo dura ancora troppo per me. L'altr'anno, dopo tanti anni, ho partecipato, è stata molto bella, ma poi per un mese ho avuto le gambe doloranti. Non posso stare troppo seduto. Però è un problema solo mio, che sono diventato anziano.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma , Monte Sacro,
Valli

venerdì 10 aprile 2020

dalla liturgia del Venerdì santo celebrata in parrocchia, con diretta su canale Youtube; con sintesi dell'omelia







Sintesi dell’omelia pronunciata dal parroco don Remo Chiavarini nel corso della liturgia del Venerdì santo celebrata il 10 aprile 2020 nella chiesa parrocchiale, senza il popolo dei fedeli a causa delle prescrizioni sanitarie per la prevenzione del contagio della malattia Covid-19
Sintesi di Mario Ardigò per quanto ha compreso delle parole del celebrante (la liturgia è stata trasmessa su un canale  di Youtube, ma a tratti l’audio non era di buona qualità)

 Abbiamo proclamato il Vangelo della Passione  secondo Giovanni. Il Venerdì santo è di solito  pieno di tante manifestazioni: quest’anno è caratterizzato dal silenzio. Ma sempre Venerdì santo è.
  Venerdì santo significa la Passione  del Signore. Noi sappiamo che questa Passione  ancora continua nel mondo. Ogni anno ha la sua caratterizzazione: quest’anno pensiamo agli ospedali, alle sale di rianimazione, dei luoghi della sofferenza di chi ha perso qualche caro. Ogni anno, sempre la sofferenza ci accompagnerà. Come ogni sofferenza, si può affrontare in tante maniere.
 Di fronte alla croce c’è chi si ribella, chi prega, chi non l’accetta, chi l’accetta ma non ne comprende il senso, ma se potesse con grande gioia, se dipendesse da lui, la eviterebbe. E c’è l’esempio del Signore che ci presenta questo Vangelo, un racconto estremamente sobrio: racconta in fondo una tortura, la condanna a morte, ma con una serenità straordinaria, come colui che sa che la sofferenza ha un significato e che quella sofferenza si può tradurre in fonte di vita, se vissuta con amore.
 Una delle caratteristiche fondamentali della Passione  del Signore è questa: non la subisce, non è che gli cade addosso e purtroppo la deve portare avanti, ma volontariamente, per ubbidienza, vi entra.
 Il Signore ci doni di entrare in questo Venerdì santo, così come in ogni Venerdì santo della nostra vita, con quello spirito.