Messa
delle nove del 28 dicembre 2025 – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria
– letture bibliche e sintesi dell’omelia – sintesi di Mario Ardigò, dell’Azione
Cattolica nella parrocchia di San Clemente papa
Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli
e ha stabilito il diritto della madre sulla
prole.
Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà
e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita.
Chi onora sua madre è come chi accumula tesori.
Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli
e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.
Chi glorifica il padre vivrà a lungo,
chi obbedisce al Signore darà consolazione alla
madre.
Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia,
non contristarlo durante la sua vita.
Sii indulgente, anche se perde il senno,
e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno
vigore.
L’opera buona verso il padre non sarà
dimenticata,
otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua
casa.
Il
salmo responsoriale era il 127
Beato
chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
La tua
sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco
com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
La seconda lettura era tratta
dalla lettera ai Colossesi di san Paolo Apostolo, capitolo 3, versetti da 12 a
21.
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di
tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi
a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che
lamentarsi nei riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha
perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della
carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri
cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni
sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati,
con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in
parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo
di lui grazie a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come
conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con
durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore.
Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
Ecco la sintesi dell’omelia
per come la ricordo.
Oggi si celebra la festa liturgica della
Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria. Il Natale stesso è divenuto una festa
della famiglia e non è male.
Nel brano evangelico ci viene presentato
Giuseppe che svolte il compito affidatogli da Dio, di prendersi cura di Gesù.
Per tre volte Dio intervenne per guidare
Giuseppe: al momento in cui gli disse di accogliere Maria presso di sé e di
chiamare Gesù il bambino che stava per nascere; quando poi, dopo l’adorazione
dei Magi, gli disse di rifugiarsi in Egitto con la famiglia; quando infine gli
disse di tornare, perché non c’era più pericolo per il bambino.
Gesù nacque nella storia umana, che come
sempre era piena di violenza, ingiustizia e sofferenza.
Nel brano evangelico letto nella messa di
oggi non è stato inserito il racconto della strage degli innocenti, dei bambini
di età inferiore ai due anni ordinata dal re Erode. Il 28 dicembre di ogni anno
si celebra appunto la festa liturgica dei Santi Innocenti.
Dunque Giuseppe, per odine divino, si fece
profugo in Egitto, con la famiglia, con Maria e Gesù bambino. Anche oggi ci
sono tanti profughi nel mondo.
Dio non volle eliminare il pericolo
infierendo sul re Erode, ad esempio colpendolo con una grave malattia mortale.
Non è così che opera Dio. L’arma di Dio è la carità, che si impara in famiglia.
La lezione dell’episodio evangelico
proclamato nella messa di oggi è che di fronte alle avversità della vita è
importante non rimanere soli. E, appunto, Gesù non rimase solo, perché Giuseppe
e Maria, la sua famiglia, se ne presero cura. Questa è la carità e la famiglia
e il primo nucleo sociale in cui si sperimenta.
Nella lettura di san Paolo apostolo ai
Colossesi se ne parla: sentimenti
di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità,
sopportandosi a vicenda e perdonandosi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di
che lamentarsi nei riguardi di un altro. Quanto spesso, invece, le famiglie
sono infelici. Una delle radici più profonde del male nelle relazioni
familiari è il rifiuto della carità, quando si pone la propria felicità al di
sopra del bene dell’altro.
Nella sua umanità, Gesù fece esperienza concreta della
carità nella vita familiare e poi la
mise in pratica, rivelandola, nella sua Passione e Morte per la nostra salvezza: essa rifulse
nella Resurrezione.
Buona domenica!
