INFORMAZIONI UTILI SU QUESTO BLOG

Questo blog è stato aperto da Mario Ardigò per consentire il dialogo fra gli associati dell'associazione parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente Papa, a Roma, quartiere Roma - Montesacro - Valli, un gruppo cattolico, e fra essi e altre persone interessate a capire il senso dell'associarsi in Azione Cattolica, palestra di libertà e democrazia nello sforzo di proporre alla società del nostro tempo i principi di fede, secondo lo Statuto approvato nel 1969, sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, e aggiornato nel 2003.

This blog was opened by Mario Ardigò to allow dialogue between the members of the parish association of Catholic Action of the Parish of San Clemente Papa, in Rome, the Roma - Montesacro - Valli district, a Catholic group, and between them and other interested persons to understand the meaning of joining in Catholic Action, a center of freedom and democracy in the effort to propose the principles of faith to the society of our time, according to the Statute approved in 1969, under the national presidency of Vittorio Bachelet, and updated in 2003.

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

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Questo blog è un'iniziativa di persone di fede aderenti all'Azione Cattolica della parrocchia di San Clemente papa e manifesta idee ed opinioni espresse sotto la personale responsabilità di chi scrive. Esso non è un organo informativo della parrocchia né dell'Azione Cattolica e, in particolare, non è espressione delle opinioni del parroco e dei sacerdoti suoi collaboratori, anche se le persone di Azione Cattolica che lo animano le tengono in grande considerazione.

Chi voglia pubblicare un contenuto, può inviarlo a Mario Ardigò all'indirizzo di posta elettronica ardigo.mario@virgilio.it all'interno di una e-mail o come allegato Word a una e-email.

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Da quando, nel gennaio del 2012, questo blog è stato aperto sono stati pubblicati oltre 3.400 interventi (post) su vari argomenti. Per ricercare quelli su un determinato tema, impostare su GOOGLE una ricerca inserendo "acvivearomavalli.blogspot.it" + una parola chiave che riguarda il tema di interesse (ad esempio "democrazia").

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Scrivo per dare motivazioni ragionevoli all’impegno sociale. Lo faccio secondo l’ideologia corrente dell’Azione Cattolica, che opera principalmente in quel campo, e secondo la mia ormai lunga esperienza di vita sociale. Quindi nell’ordine di idee di una fede religiosa, dalla quale l’Azione Cattolica trae i suoi più importanti principi sociali, ma senza fare un discorso teologico, non sono un teologo, e nemmeno catechistico, di introduzione a quella fede. Secondo il metodo dell’Azione Cattolica cerco di dare argomenti per una migliore consapevolezza storica e sociale, perché per agire in società occorre conoscerla in maniera affidabile. Penso ai miei interlocutori come a persone che hanno finito le scuole superiori, o hanno raggiunto un livello di cultura corrispondente a quel livello scolastico, e che hanno il tempo e l’esigenza di ragionare su quei temi. Non do per scontato che intendano il senso della terminologia religiosa, per cui ne adotto una neutra, non esplicitamente religiosa, e, se mi capita di usare le parole della religione, ne spiego il senso. Tengo fuori la spiritualità, perché essa richiede relazioni personali molto più forti di quelle che si possono sviluppare sul WEB, cresce nella preghiera e nella liturgia: chi sente il desiderio di esservi introdotto deve raggiungere una comunità di fede. Può essere studiata nelle sue manifestazioni esteriori e sociali, come fanno gli antropologi, ma così si rimane al suo esterno e non la si conosce veramente.

Cerco di sviluppare un discorso colto, non superficiale, fatto di ragionamenti compiuti e con precisi riferimenti culturali, sui quali chi vuole può discutere. Il mio però non è un discorso scientifico, perché di quei temi non tratto da specialista, come sono i teologi, gli storici, i sociologi, gli antropologi e gli psicologi: non ne conosco abbastanza e, soprattutto, non so tutto quello che è necessario sapere per essere un specialista. Del resto questa è la condizione di ogni specialista riguardo alle altre specializzazioni. Le scienze evolvono anche nelle relazioni tra varie specializzazioni, in un rapporto interdisciplinare, e allora il discorso colto costituisce la base per una comune comprensione. E, comunque, per gli scopi del mio discorso, non occorre una precisione specialistica, ma semmai una certa affidabilità nei riferimento, ad esempio nella ricostruzione sommaria dei fenomeni storici. Per raggiungerla, nelle relazioni intellettuali, ci si aiuta a vicenda, formulando obiezioni e proposte di correzioni: in questo consiste il dialogo intellettuale. Anch’io mi valgo di questo lavoro, ma non appare qui, è fatto nei miei ambienti sociali di riferimento.

Un cordiale benvenuto a tutti e un vivo ringraziamento a tutti coloro che vorranno interloquire.

Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce due sabati al mese, alle 17, e anima la Messa domenicale delle 9.

Dall’anno associativo 2025\2026 sono in programma:

  • condivisione di brevi podcast informativi sul Catechismo per gli adulti e sul Compendio della dottrina sociale della Chiesa;
  • un gruppo di lettura e dialogo in videoconferenza, utilizzando anche contenuti pubblicati sul quotidiano Avvenire;

Per partecipare alle riunioni in videoconferenza sulla piattaforma Zoom verrà inviato via email o whatsapp il link di accesso. Delle riunioni in videoconferenza verrà data notizia sul blog e le persone interessate potranno chiedere quel link inviando una email a ardigo.mario@virgilio.it ,comunicando il loro nome, l’indirizzo email a cui desiderano ricevere il link, la parrocchia di residenza e i temi di interesse.

La riunione in videoconferenza t sarà attivata cinque minuti prima dell’orario fissato per il suo inizio.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

NOTE IMPORTANTI / IMPORTANT NOTES

-SUGGERIMENTI, OBIEZIONI, RICHIESTE DI RETTIFICA POSSONO ESSERE INVIATI AI REDATTORI DEL BLOG INDIRIZZANDO A ardigo.mario@virgilio.it , INDICANDO UN INDIRIZZO EMAIL AL QUALE SI DESIDERA ESSERE CONTATTATI.

-SUL SITO www.bibbiaedu.it POSSONO ESSERE CONSULTATI LE TRADUZIONI IN ITALIANO DELLA BIBBIA CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONALE IN LINGUA CORRENTE, E I TESTI BIBLICI IN GRECO ANTICO ED EBRAICO ANTICO. CON UNA FUNZIONALITA’ DEL SITO POSSONO ESSERE MESSI A CONFRONTO I VARI TESTI.

ON THE WEBSITE www.bibbiaedu.it THE ITALIAN TRANSLATIONS OF THE BIBLE CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONAL IN CURRENT LANGUAGE AND THE BIBLICAL TEXTS IN ANCIENT GREEK AND ANCIENT JEWISH MAY BE CONSULTED. WITH A FUNCTIONALITY OF THE WEBSITE THE VARIOUS TEXTS MAY BE COMPARED.

-ALL’INDIRIZZO https://www.educat.it/ POSSONO ESSERE LETTI I CATECHISMI PROPOSTI DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA.

AT https://www.educat.it/ YOU CAN READ THE CATECHISM PROPOSED BY THE ITALIAN EPISCOPAL CONFERENCE AND THE CATECHISM OF THE CATHOLIC CHURCH.

PER EVENTUALI COMUNICAZIONI AL BLOG, SCRIVERE UNA EMAIL A ardigo.mario@virgilio.it

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domenica 4 aprile 2021

Domenica 4 Aprile 2021 – Pasqua- Letture della Messa - Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa celebrata in parrocchia alle nove - Avvisi di Azione cattolica - Sunday April 4, 2021 - Easter Day of Lord’s Resurrection-Mass readings - Summary of the homily given during the Mass celebrated in the parish at nine - Notices of Catholic Action


Domenica 4 Aprile 2021 –  Pasqua-  -  Lezionario dell’anno B per le domeniche e le solennità – colore liturgico:  bianco  – salterio: proprio del Tempo -Letture della Messa - Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa celebrata in parrocchia alle nove - Avvisi di Azione cattolica

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Sunday  April 4, 2021 - Easter Day of Lord’s Resurrection- - Lectionary of year B for Sundays and solemnities - liturgical color: white - psalter: proper to the Time - Mass readings - Summary of the homily given during the Mass celebrated in the parish at nine - Notices of Catholic Action 

 

Osservazioni ambientali: cielo  sereno; temperatura ambientale  19°C. Si prevede il ritorno di un clima freddo e perturbato nei prossimi giorni. Oggi e domani nel Lazio saremo in zona rossa, con le massime restrizioni alla circolazione delle persone per prevenire il contagio dal virus SARS-Cov-2.  I contagi sono lievemente diminuiti, ma la situazione negli ospedali della Regione non va bene, perché ci sono ancora troppi malati di Covid 19 che hanno bisogno di cure intensive.

 

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Environmental observations: clear skies; ambient temperature 19°C. A cold and disturbed climate is expected to return in the coming days. Today and tomorrow in Lazio we will be in the red zone, with the maximum restrictions on the movement of people to prevent contagion from the SARS-Cov-2 virus. The infections have slightly decreased, but the situation in the hospitals of the Region is not good, because there are still too many Covid 19 patients who need intensive care.

 

Canti: Introduzione, “Cristo è risorto veramente”; Offertorio, “Se m’accogli”; Comunione, “Le tue mani son piene di fiori”; finale, “Regina Coeli”.

 

Songs: Introduction, "Christ is truly risen"; Offertory, "If you welcome me"; Communion, "Your hands are full of flowers"; final, “Regina Coeli”. 

 

Un augurio buona Pasqua e di pace a tutti i lettori!  

 Happy Easter and peace wishes  to all readers!

 

  Durante la messa delle nove il gruppo parrocchiale di AC era sui banchi sulla sinistra dell’altare, guardando l’abside.

During the nine o'clock mass, the parish group of AC was on the pews to the left of the altar, looking at the apse.

 

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  Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, nella sala rossa  della sede parrocchiale, sono state sospese, in attesa di una evoluzione favorevole della pandemia da Covid 19. Le autorità sanitarie per ora le sconsigliano.

 Abbiamo continuato a riunirci in Google Meet. Gli incontri sono stati molto interessanti.

 In aprile ci riuniremo sabato  10 per continuare a dialogare sui temi dell’enciclica Fratelli tutti, in particolare sui numeri da 219 a 224, sulla gentilezza come metodo per gli incontri dialoganti, mentre il 17 e il 24 proseguiremo il cammino cristologico di formazione di Azione Cattolica “Da corpo a corpo”. Ogni riunione inizierà alle 16:45, ma consigliamo di accedere dalle 16:40.

 Il link e il codici di accesso dell’incontro saranno comunicati via email, con la Lettera ai soci  di aprile e con una email in prossimità dell’incontro,  via Whatsapp,  e anche per posta ordinaria, con la Lettera ai soci di aprile, ai soci che non hanno ancora comunicato un indirizzo email.  

Chi desidera partecipare può comunque chiederli inviando una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

precisando il proprio nome, la parrocchia di appartenenza e i temi di interesse. I dati di coloro che non sono soci saranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare a quella successiva.

  C’è la proposta, quando sarà terminata l’emergenza sanitaria da Covid 19, di pubblicare in un libretto, in formato cartaceo e in ebook, la storia dell’esperienza delle riunioni in videoconferenza e i contenuti degli incontro, che sono stati sempre molto interessanti.

  Per partecipare agli incontri in Meet:

a) registratevi su Google (chi ha un telefono cellulare con il sistema operativo Android  è già registrato);

b) accedete a Google  (ad esempio dal motore di ricerca Chrome o aprendo l’app Meet)

poi

c)

cliccate sul link

o

copiate il codice di accesso nello spazio INSERISCI IL CODICE RIUNIONE della app Google Meet e poi cliccate su PARTECIPA  e seguite le istruzioni che compariranno.

  Daremo ulteriori informazioni su questo blog.

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Prova anche tu a partecipare!  Inviaci un tuo indirizzo email per poter rimanere in contatto più facilmente con il gruppo! Non darla vita al virus!

 

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 Si fa festa incontrandosi, ma la raccomandazione del distanziamento ce lo sconsiglia.

 I nostri incontri in Google  Meet sono feste dell’incontro tra noi e con Cristo, perché, quando si è riuniti nel suo nome, anche in quel modo, egli è presente: è scritto.

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The meetings of the AC San Clemente group in the presence, in the red room of the parish seat, have been suspended, pending a favorable evolution of the pandemic from Covid 19. The health authorities for now advise against them.

 We have continued to reunite in Google Meet. The meetings were very interesting.

 In April we will meet on Saturday 10 to continue to dialogue on the themes of the encyclical Fratelli tutti, in particular on numbers from 219 to 224, on kindness as a method for dialoguing meetings, while on 17 and 24 we will continue the Christological path of formation of Action Cattolica "From body to body". Each meeting will start at 4:45 pm, but we recommend joining from 4:40 pm.

 The link and access codes of the meeting will be communicated via email, with the Letter to the shareholders in April and with an email near the meeting, via Whatsapp, and also by ordinary mail, with the Letter to the shareholders in April, to members who have not yet communicated an email address.

  Anyone wishing to participate can still ask for them by sending an email to

mario.ardigo@acsanclemente.net

specifying their name, the parish they belong to and the topics of interest. The data of non-members will be deleted after each meeting and will have to be sent again to attend the next one.

  There is the proposal, when the health emergency from Covid 19 is over, to publish in a booklet, in paper format and in ebook, the history of the experience of the videoconference meetings and the contents of the meetings, which have always been very interesting .

  To join meetings in Meet:

a) register on Google (who has a mobile phone with the Android operating system is already registered);

b) log into Google (for example from the Chrome search engine or by opening the Meet app)

then

c)

click on the link

or

 

copy the access code in the space ENTER THE MEETING CODE of the Google Meet app and then click on JOIN and follow the instructions that will appear.

  We will give more information on this blog.

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Try to participate too! Send us your email address to be able to keep in touch more easily with the group! Don't give the virus life!

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We celebrate by meeting, but the recommendation of the spacing advises us against it.

  Our meetings in Google Meet are celebrations of the encounter between us and with Christ, because, when we are gathered in his name, even in that way, he is present: it is written.  

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 RACCOMANDIAMO DI OSSERVARE LE PRESCRIZIONI DELL’AUTORITA’ SANITARIA:

1) indossare la maschera facciale anche all’aperto, coprendo anche il naso;

2) mantenere una distanza non inferiori a m 2 dagli altri;

3) evitare gli assembramenti di persone, anche al momento di ricevere la Comunione.

4) ricevere la Comunione sulla mano, aspettando che il sacerdote vi posi l’ostia consacrata, senza cercare di afferrarla prima.

 

 

 WE RECOMMEND TO FOLLOW THE REQUIREMENTS OF THE HEALTH AUTHORITY:

1) wearing the face mask even outdoors, also covering the nose;

2) keeping a distance of no less than m 2 from the others;

3) avoiding gatherings of people, even at the moment of receiving Communion.

4) receiving Communion on the hand, waiting for the priest to place the consecrated host there, without trying to grab it first.

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

 

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

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Note: after the Italian text there is the translation in English, done with the help of Google Translator. I tried to correct, within the limits of my knowledge of English, some inaccuracies that automatic translation still inevitably entails. I have experimented that even with these inaccuracies the translation allows us to be understood by those who speak English, in the many national versions of the world, or who use it as a second or third language. It is the function that in ancient times carried out the Greek. Trying to be understood by other peoples corresponds to an ancient vocation of the Church of Rome, which is still current. The biblical texts in English are taken from https://www.associationofcatholicpriests.ie and from other Catholic sites in English and from http://www.vatican.va/archive/ENG0839/_INDEX.HTM (The New American Bible);  the texts in english  of the documents of the Second Vatican Council, are taken from sites of Holy See.

 

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Pillole di Concilio / Council pills

 Dalla Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo “La gioia e la speranza”, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)

From the Pastoral Constitution on the Church in the Contemporary World "Joy and Hope", of the Second Vatican Council (1962-1965)

 

38. L'attività umana elevata a perfezione nel mistero pasquale.

  Il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, fattosi carne lui stesso e venuto ad abitare sulla terra degli uomini (66), entrò nella storia del mondo come uomo perfetto, assumendo questa e ricapitolandola in sé. Egli ci rivela « che Dio è carità » (1Gv4,8) e insieme ci insegna che la legge fondamentale della umana perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento dell'amore.

  Coloro pertanto che credono alla carità divina, sono da lui resi certi che la strada della carità è aperta a tutti gli uomini e che gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani.

  Così pure egli ammonisce a non camminare sulla strada della carità solamente nelle grandi cose, bensì e soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita.

  Accettando di morire per noi tutti peccatori, egli ci insegna con il suo esempio che è necessario anche portare quella croce che dalla carne e dal mondo viene messa sulle spalle di quanti cercano la pace e la giustizia. Con la sua risurrezione costituito Signore, egli, il Cristo cui è stato dato ogni potere in cielo e in terra, agisce ora nel cuore degli uomini con la virtù del suo Spirito; non solo suscita il desiderio del mondo futuro, ma con ciò stesso ispira anche, purifica e fortifica quei generosi propositi con i quali la famiglia degli uomini cerca di rendere più umana la propria vita e di sottomettere a questo fine tutta la terra.

  Ma i doni dello Spirito sono vari: alcuni li chiama a dare testimonianza manifesta al desiderio della dimora celeste, contribuendo così a mantenerlo vivo nell'umanità; altri li chiama a consacrarsi al servizio terreno degli uomini, così da preparare-attraverso tale loro ministero quasi la materia per il regno dei cieli. Di tutti, però, fa degli uomini liberi, in quanto nel rinnegamento dell'egoismo e convogliando tutte le forze terrene verso la vita umana, essi si proiettano nel futuro, quando l'umanità stessa diventerà offerta accetta a Dio.

  Un pegno di questa speranza e un alimento per il cammino il Signore lo ha lasciato ai suoi in quel sacramento della fede nel quale degli elementi naturali coltivati dall'uomo vengono trasmutati nel Corpo e nel Sangue glorioso di lui, in un banchetto di comunione fraterna che è pregustazione del convito del cielo.

 

 38. For God's Word, through Whom all things were made, was Himself made flesh and dwelt on the earth of men. Thus He entered the world's history as a perfect man, taking that history up into Himself and summarizing it. He Himself revealed to us that "God is love" (1 John 4:8) and at the same time taught us that the new command of love was the basic law of human perfection and hence of the worlds transformation.

To those, therefore, who believe in divine love, He gives assurance that the way of love lies open to men and that the effort to establish a universal brotherhood is not a hopeless one. He cautions them at the same time that this charity is not something to be reserved for important matters, but must be pursued chiefly in the ordinary circumstances of life. Undergoing death itself for all of us sinners, He taught us by example that we too must shoulder that cross which the world and the flesh inflict upon those who search after peace and justice. Appointed Lord by His resurrection and given plenary power in heaven and on earth, Christ is now at work in the hearts of men through the energy of His Holy Spirit, arousing not only a desire for the age to come, but by that very fact animating, purifying and strengthening those noble longings too by which the human family makes its life more human and strives to render the whole earth submissive to this goal.

Now, the gifts of the Spirit are diverse: while He calls some to give clear witness to the desire for a heavenly home and to keep that desire green among the human family, He summons others to dedicate themselves to the earthly service of men and to make ready the material of the celestial realm by this ministry of theirs. Yet He frees all of them so that by putting aside love of self and bringing all earthly resources into the service of human life they can devote themselves to that future when humanity itself will become an offering accepted by God.

The Lord left behind a pledge of this hope and strength for life's journey in that sacrament of faith where natural elements refined by man are gloriously changed into His Body and Blood, providing a meal of brotherly solidarity and a foretaste of the heavenly banquet.

 

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Letture bibliche della Messa -  Biblical readings of the Mass

 

Prima lettura -1st Reading

Dagli Atti degli Apostoli (At 10,34a.37-43)

From the Acts of the Apostles (Acts 10:34a.37-43)

 

  In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

  E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

   E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

 

Then Peter began to speak to them: “I truly understand that God shows no partiality, That message spread throughout Judea, beginning in Galilee after the baptism that John announced: how God anointed Jesus of Nazareth with the Holy Spirit and with power; how he went about doing good and healing all who were oppressed by the devil, for God was with him. We are witnesses to all that he did both in Judea and in Jerusalem. They put him to death by hanging him on a tree; but God raised him on the third day and allowed him to appear, not to all the people but to us who were chosen by God as witnesses, and who ate and drank with him after he rose from the dead. He commanded us to preach to the people and to testify that he is the one ordained by God as judge of the living and the dead. All the prophets testify about him that everyone who believes in him receives forgiveness of sins through his name.”

 

 

Salmo responsoriale

dal  salmo  117 (118)

Responsorial psalm

From psalm  117 (118)

 

Ritornello / Response:

 Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. 

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Give thanks to the Lord, for he is good,
for his mercy endures forever.
Let the house of Israel say,
His mercy endures forever.

The right hand of the Lord has struck with power;
the right hand of the Lord is exalted.
I shall not die, but live,
and declare the works of the Lord.

The stone which the builders rejected
has become the cornerstone.
By the Lord has this been done;
it is wonderful in our eyes.

 

 

Seconda lettura / Second reading

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (Col 3,1-4)

From the letter of St. Paul to the Colossians (Col 3: 1-4)


Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.

  Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

 

So if you have been raised with Christ, seek the things that are above, where Christ is, seated at the right hand of God. Set your minds on things that are above, not on things that are on earth, for you have died, and your life is hidden with Christ in God. When Christ who is your life is revealed, then you also will be revealed with him in glory.

 

Sequenza pasquale - Easter sunday sequence

 

 Alla vittima pasquale,
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'Agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

 

 

Christians, to the Paschal Victim
offer sacrifice and praise.

The sheep are ransomed by the Lamb;
and Christ, the undefiled,
hath sinners to his Father reconciled.

Death with life contended: combat strangely ended!
Life's own Champion, slain, yet lives to reign.

Tell us, Mary: say
what thou didst see upon the way.

The tomb the Living did enclose;
I saw Christ's glory as He rose!

The angels there attesting;
shroud with grave-clothes resting.

Christ, my hope, has risen:
He goes before you into Galilee.

That Christ is truly risen
from the dead we know.
Victorious King, Thy mercy show!
Amen. Alleluia


In latino: / In Latin:

Victimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus innocens
Patri reconciliávit peccatóres.

Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.

Dic nobis, Maria,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.

Scimus Christum
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére.

 

 

Acclamazione al Vangelo

Acclamation to the Gospel

 

 

Alleluia, alleluia.

 

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore. (Cfr. 1Cor 5,7-8)

Christ, our Easter, was sacrificed:

let us celebrate in the Lord. (See 1 Cor 5: 7-8)

 

Alleluia.

 

Vangelo - Gospel

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

From the Gospel according to John (Jn 20: 1-9)

 

  Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
  Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

Early on the first day of the week, while it was still dark, Mary Magdalene came to the tomb and saw that the stone had been removed from the tomb. So she ran and went to Simon Peter and the other disciple, the one whom Jesus loved, and said to them, “They have taken the Lord out of the tomb, and we do not know where they have laid him.” Then Peter and the other disciple set out and went toward the tomb. The two were running together, but the other disciple outran Peter and reached the tomb first. He bent down to look in and saw the linen wrappings lying there, but he did not go in. Then Simon Peter came, following him, and went into the tomb. He saw the linen wrappings lying there, and the cloth that had been on Jesus” head, not lying with the linen wrappings but rolled up in a place by itself. Then the other disciple, who reached the tomb first, also went in, and he saw and believed; for as yet they did not understand the scripture, that he must rise from the dead.

 

 

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Sintesi dell’omelia svolta durante la Messa celebrata in parrocchia alle nove

Summary of the homily given during the Mass celebrated in the parish at nine o’clock

 

  Cristo è risorto! E’ risorto veramente!

Pasqua significa passaggio: dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla vita.

  Il sepolcro fu trovato vuoto.

  Ma anche quello dei nostri cari, in fondo, lo è, perché, per la resurrezione di Cristo, la morte è vinta.

  La morte non è la nostra fine: la vita continua, in Dio. Una realtà bellissima.

  Questo dà senso alla nostra vita.

  Tutti si chiedono dove si andrà a finire, che cosa c’è dopo. La resurrezione di Gesù è la risposta a questa domanda.

  La resurrezione restituisce la gioia della vita.

  Allora, in famiglia, viviamo con gioia questa festa, pur nelle limitazioni per la pandemia.

 Perché: Cristo è risorto, è risorto veramente!. Alleluia.

 

Christ is risen! He is truly risen!

Easter means passage: from slavery to freedom, from death to life.

   The tomb was found empty.

   But also that of our loved ones, after all, is, because, through the resurrection of Christ, death is overcome.

   Death is not our end: life continues, in God. A beautiful reality.

   This gives meaning to our life.

   Everyone is wondering where it will end up, what comes next. The resurrection of Jesus is the answer to this question.

   The resurrection restores the joy of life.

   So, as a family, we live this holiday with joy, despite the limitations due to the pandemic.

  Why: Christ is risen, he is truly risen! Alleluia.

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Avvisi del parroco / Notices from the parson

-  Siamo nel Tempo liturgico di Pasqua.

 

Notices from the parson

- We are in the liturgical Season of Easter.

 

Avvisi di Azione Cattolica: /  Catholic Action Notices:

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, nella sala rossa  della sede parrocchiale, sono state sospese, in attesa di una evoluzione favorevole della pandemia da Covid 19. Le autorità sanitarie per ora le sconsigliano.

 Abbiamo continuato a riunirci in Google Meet. Gli incontri sono stati molto interessanti.

 In aprile ci riuniremo sabato  10 per continuare a dialogare sui temi dell’enciclica Fratelli tutti, in particolare sui numeri da 219 a 224, sulla gentilezza come metodo per gli incontri dialoganti, mentre il 17 e il 24 proseguiremo il cammino cristologico di formazione di Azione Cattolica “Da corpo a corpo”. Ogni riunione inizierà alle 16:45, ma consigliamo di accedere dalle 16:40.

 Il link e il codici di accesso dell’incontro saranno comunicati via email, con la Lettera ai soci  di aprile e con una email in prossimità dell’incontro,  via Whatsapp,  e anche per posta ordinaria, con la Lettera ai soci di aprile, ai soci che non hanno ancora comunicato un indirizzo email.  

 

The meetings of the AC San Clemente group in the presence, in the red room of the parish seat, have been suspended, pending a favorable evolution of the pandemic from Covid 19. The health authorities for now advise against them.

 We have continued to reunite in Google Meet. The meetings were very interesting.

 In April we will meet on Saturday 10 to continue to dialogue on the themes of the encyclical Fratelli tutti, in particular on numbers from 219 to 224, on kindness as a method for dialoguing meetings, while on 17 and 24 we will continue the Christological path of formation of Action Cattolica "From body to body". Each meeting will start at 4:45 pm, but we recommend joining from 4:40 pm.

 The link and access codes of the meeting will be communicated via email, with the Letter to the shareholders in April and with an email near the meeting, via Whatsapp, and also by ordinary mail, with the Letter to the shareholders in April, to members who have not yet communicated an email address.

 

sabato 3 aprile 2021

Sabato Santo 2021

 

Sabato Santo 2021

 

  Ho riletto i miei Pensieri di Pasqua  degli anni passati, inviati a parenti e amici, un po’ come mia madre fece per tanti anni fino a che poté.

  Ho trovato più interessanti quelli meno recenti. Tra quegli altri ve ne sono diversi centrati sul problema della durata della Veglia pasquale che è specifico della nostra parrocchia: chi voleva che durasse dal tramonto all’alba, chi che si facesse come dalle altre parti, due ore e mezzo al massimo, per umanizzarla. In tempo di pandemia di Covid 19 è questione per il momento superata, perché per le dieci di sera bisognerà essere tutti a casa.  L’anno scorso non ci si poté proprio riunire e il mio Pensiero  fu centrato sulla possibilità di fare Chiesa  e la Veglia  anche in famiglia:  Chiesa domestica  come si suole dire.

  Tra i discorsi che feci ne manca però, mi è parso, uno importante che riguarda il fatto che la Pasqua  cristiana, benché certamente celebrata con diverse suggestive liturgie, quindi azioni di popolo, è essenzialmente un fatto interiore, personale, e ciò, credo, la separi nettamente dalla Pasqua ebraica, alla quale quelle liturgie e la stessa idea di Pasqua rimandano. Così, se rimane solo rito, è ben poco. Non è, insomma, il passaggio  di un popolo da una condizione di sottomissione ad una di libertà e, infatti, l’evento di cui si fa memoria non è l’aver attraversato prodigiosamente un mare da parte di una massa di gente, separandosi  dal tiranno,  ma la resurrezione di una singola e speciale persona, sulla quale si fonda l’idea, tutta cristiana, di unità  del genere umano fondata sull’unità personale nel divino, su un convergere personale in esso che poi unisce tutti. Come insegnarono i saggi dell’ultimo Concilio:

 

Così la Chiesa universale si presenta come  un popolo che deriva la sua unità dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.» [Cost. Luce per le genti, 3]

 

  Al primo evento, la traversata prodigiosa del Mar Rosso, può riconoscersi carattere mitico senza che per questo l’identità religiosa di chi ne fa memoria ne risenta; l’irrealtà mitica del secondo, benché prodigioso, demolirebbe invece la fede cristiana: non vi è infatti cristianesimo senza reale resurrezione di Gesù, il Cristo. Essa è infatti resurrezione di Cristo e fondamento della mia e tua, nostra,  personale  speranza di resurrezione. Un popolo può salvarsi come tale da un oppressore straniero, ma non si risorge come popolo, bensì solo come persona e, se non c’è questo, non c’è nulla di cristiano, credo di aver compreso.

  La questione non coincide con quella della salvezza, di cui si parla molto nella predicazione, e la gente non sempre capisce di che si tratta. Perché in realtà, tutti, giusti e ingiusti, credenti e non credenti, soffriamo e moriamo e da questo non c’è salvezza. C’è una vita oltre questa vita? Questo il punto. La questione della salvezza si pone già in questa vita, ma poi anche dopo,  e la teologia in genere ce la presenta come una giudizio in cui c’è chi salva e chi no dopo. Che fine fa chi, a quel punto, non si salva: pena in eterno o svanisce? La teologia contemporanea oscilla tra questi due estremi, la predicazione propende per il primo, anche se non più in senso fisico, secondo la rappresentazione dell’Inferno  nella Commedia  di Dante Alighieri, la punizione come supplizio eterno. Si dice che chi non si salva è perché non vuole  e la sofferenza consisterebbe dalla sua separazione eterna dall’Altissimo; questo perché non si accetta più l’idea di un dio-aguzzino, sia pure per ragioni di giustizia, che però ebbe a lungo corso e fino a non molto tempo fa. Alcuni hanno osservato che l’idea di una pena eterna contrasta con l’immagine divina amorevole e giusta. Il male che un essere umano può fare, per quanto immane possa essere, è sempre limitato e una pena eterna appare sproporzionata. Ma, appunto, tutto questo viene dopo: dopo aver risolto la questione di una vita oltre la vita. Però questo modo di porre il tema, pensare a una vita oltre la vita, in qualche modo impedisce di vedere l’essenziale che è questo: è possibile una nostra personale unione con l’Altissimo, il Creatore, il Fondamento? Perché, se si è convinti che sia possibile, il resto passa in secondo piano, la vita oltre la vita, la salvezza ecc. “Chi mi potrà aiutare?” recita il salmo, “L’aiuto mi viene dal Signore che ha fatto cielo e terra.” [salmo 121]. Una volta che si confidi di poter essere in lui…

  Secondo la dogmatica e il Magistero ci sarebbe un dovere di credere. Ma, per quanto uno si sforzi, dubbi rimangono, li hanno manifestati anche coloro che sono stati ritenuti santi, anche se spesso il ricordo della loro fine ci appare alterato in senso fortemente agiografico, e non è poi sempre certo che, all’ultimo, li abbiano superati. La questione è seria:

 

  Noi dunque predichiamo che Cristo è risuscitato dai morti. Allora come mai alcuni tra voi dicono che non vi è risurrezione dei morti?  Ma se non c’è risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato!  E se Cristo non è risuscitato, la nostra predicazione è senza fondamento e la vostra fede è senza valore.  Anzi finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perché, contro Dio, abbiamo affermato che egli ha risuscitato Cristo. Ma se è vero che i morti non risuscitano, Dio non lo ha risuscitato affatto. Infatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è risuscitato.  E se Cristo non è risuscitato, la vostra fede è un’illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche i credenti in Cristo, che sono morti, sono perduti. Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i più infelici di tutti gli uomini. [1Cor 12-19]

 

 e c’è questa narrazione sul Risorto:

 

Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo lì, e c’era anche Tommaso con loro. Le porte erano chiuse. Gesù venne, si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò: «La pace sia con voi».  Poi disse a Tommaso: — Metti qui il dito e guarda le mani; accosta la mano e tocca il mio fianco. Non essere incredulo, ma credente! Tommaso gli rispose: — Mio Signore e mio Dio! Gesù gli disse: — Tu hai creduto perché hai visto; beati quelli che hanno creduto senza aver visto! [Gv 20,26-29].

 

  Ma le difficoltà del credere furono chiare anche al Maestro, come risulta dalla parabola dell’uomo ricco e il povero Lazzaro:

 

«Ma il ricco disse ancora: — Ti supplico, padre Abramo, almeno manda Lazzaro nella casa di mio padre.  Ho cinque fratelli e vorrei che Lazzaro li convincesse a non venire anche loro in questo luogo di tormenti. «Abramo gli rispose: — I tuoi fratelli hanno la legge di Mosè e gli scritti dei *profeti. Li ascoltino! «Ma il ricco replicò: — No, ti supplico, padre Abramo! Se qualcuno dei morti andrà da loro cambieranno modo di vivere.  «Alla fine Abramo gli disse: — Se non ascoltano le parole di Mosè e dei profeti non si lasceranno convincere neppure se uno risorge dai morti». [Lc 16,27-31]

 

   Non si tratta tanto di comprendere la possibilità di una  sopravvivenza  oltre la nostra fine personale, il che ci è impossibile e possiamo solo sperarla, quindi la nostra vita terrena, fisica, quando finirà, a quel punto sarà veramente finita, ma di una unione con il Creatore, o anche un ritorno a lui e in lui, se consideriamo questa vita come un esilio da lui.  Questa è la vita oltre la vita. E’ vita nell’Altissimo.

  Dopo la sua morte sulla croce, il Maestro non rimase a lungo fra noi, tornò al Padre, si insegna. La Pasqua cristiana vuole rassicurarci che in quel modo aprì una via per tutti noi, a ciascuno di noi, personalmente. Intanto ci ha aperto anche la via per essere diversi in questa vita e, in questo senso, ci ha salvati. Dell’al di là abbiamo solo narrazioni più o meno mitiche, ma l’inferno lo sperimentiamo già in questa vita, sappiamo bene com’è, è vivere secondo la nostra natura che ci viene da antiche belve. Vivere invece da cristiani è bello, molto bello. Ci eleva al di sopra della spietata natura dalla quale biologicamente discendiamo e della quale pure siamo fatti. In questo senso vivere da cristiani è soprannaturale, sebbene si rimanga pur sempre viventi naturali, quindi soggetti al processo biologico che richiede il succedersi delle generazioni per mantenere la vita della specie e dunque, la morte di chi è nato, dopo la generazione di nuovi nati.  Questo soprannaturale è sperimentabile e può essere descritto come una unione  con il Creatore, ciò che, ad esempio, si cerca di manifestare e di vivere nell’Eucaristia. Non è solo interiorità, perché cambia il modo  in cui viviamo in società e dunque è anche un modo per cambiare la società intorno a noi, non solo un modo di vederla con altri occhi. Se due o tre riescono per un po’ a vivere così, ecco è già come se la nuova vita fosse qui ed ora:

 

 E ancora vi assicuro che se due di voi, in terra, si troveranno d’accordo su quel che devono fare e chiederanno aiuto nella preghiera, il Padre mio che è in cielo glielo concederà [Mt 18,19]

 

  Le teologie poi, sul tema della vita oltre la vita, hanno costruito molto sopra e le loro costruzioni hanno certamente anche connotati mitici e dunque veicolano significati che sono meno accessibili agli umani contemporanei, non per quel loro carattere mitico, ma perché ora circolano altri miti. Nelle nostre concezioni religiose i miti non sono l’essenziale, anche se, come tutti i miti, certamente veicolano delle verità. La resurrezione, però, nel suo significato della possibilità di una unione  soprannaturale  con l’Altissimo, ciò che effettivamente possiamo già ora sperimentare, non è un mito, e se fosse solo un mito come il passaggio prodigioso del Mar Rosso, saremmo perduti.

  Ogni età della vita ha il suo modo di vivere la fede cristiana, perché la nostra fede è vita, e la vita ha le sue età. Io l’ho sperimentato e vedo che anche per gli altri è lo stesso.

 

Quando ero bambino parlavo da bambino, come un bambino pensavo e ragionavo. Da quando sono un uomo ho smesso di agire così. [1Cor 13,11]

 

  In particolare, da anziani bisogna sforzarsi di concentrarsi sull’essenziale. Nella mia visione, ve la propongo ma non ho titolo per accreditarla perché non sono né dottore  né pastore e questi ministeri vanno presi sul serio, è quella possibilità di vivere già ora  l’unione con l’Altissimo, unione con lui e unione tra noi nel suo Nome. Per un anziano come me, non è più il momento di dubitare su questo, perché il  tempo è poco. In questo le liturgie della Pasqua sono un aiuto potente. Quest’anno per prudenza, essendo ben restaurato ma pur sempre fragile, me ne sono dovuto astenere, però le seguo nella preghiera personale (questo Pensiero ripercorre quella di questa Settimana Santa) e domani celebrerò comunque la nostra Pasqua, nell’attesa di quella mia personale.

 Il mio augurio a tutti, allora,  è quello vivere, in questa Pasqua, quella bellissima unione soprannaturale, fonte di vita nuova,  perché “Cristo è risorto, è veramente risorto”.

 Buona Pasqua e pace a voi tutti.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.


venerdì 2 aprile 2021

Dal Venerdì Santo alla Pasqua 2014

 

Dal Venerdì Santo alla Pasqua

2014

 

 Nella spiritualità e nelle liturgie del Venerdì Santo si manifestano e si celebrano vari significati religiosi. che la nostra teologia cerca di ricondurre a unità, per farne una guida, una via di fede, anche per i fedeli di oggi. Questa molteplicità di sensi emerge con molta evidenza dal ciclo delle letture bibliche della Veglia di Pasqua. Tutta la storia del cosmo e dell'umanità, compresa la narrazione religiosa della liberazione degli antichi Israeliti dal dominio egiziano del faraone, viene reinterpretata alla luce degli eventi pasquali. Questi ultimi fondano la nostra fede, come fin dalle origini e per tutta storia della nostra collettività religiosa si  è sempre ritenuto, e vanno intesi in senso veramente realistico, anche se non mancano gli inviti, accade anche in un articolo pubblicato sul quotidiano che leggo, a rileggerli in senso puramente metaforico, riferendoli ad un'esperienza di rinascita puramente interiore, psicologica. Quest'ultima via trasforma tuttavia la nostra fede religiosa in una pia fantasia e serve a poco. Che si possa cambiare mentalità ad un certo punto della vita, ed anche molto profondamente, è senz'altro possibile, ma se tutto si risolve all'interno della propria interiorità, dei propri processi mentali ed emotivi, se tutto in definitiva è solo una propria costruzione psicologica, senza alcuna fiducia in un'azione effettivamente esterna dal sé, al modo in cui lo sono i processi della natura, la fede è in definitiva fede in sé medesimi e lascia il tempo che trova: appare sproporzionato l'impegno che la religione pretende dalle persone e dalle collettività in materia di fede. In quest'ottica tutto assume l'aspetto di una narrazione consolatoria, di una bella fiaba per i tempi difficili, magari coinvolgente come lo sono certe favole, una cosa che resta nel cuore come accade con la grande poesia;  ma di fiabe non si vive e, soprattutto, le favole sono una risorsa insufficiente di fronte all'esperienza della sofferenza estrema e della morte, che ogni essere umano sa di dover compiere ad un certo punto.

 La morte è parte dell'ordine della natura. La scienza ci spiega che senza la morte degli individui non potrebbe esistere vita sulla Terra. Ai tempi nostri ci si può rassegnare a questo, senza bisogno di ricorrere alle narrazione religiose. La vita ha i suoi momento belli e poi finisce. Nulla può  essere salvato per sempre. Il ciclo delle vita consente tuttavia la sopravvivenza della specie e, per gli esseri umani, delle loro culture. Di generazione in generazione  la vita e le culture umane vengono tramandate e costantemente rinnovate. Molte persone vivono serenamente questa condizione nei tempi buoni, e la subiscono in quelli brutti: così vanno le cose, pensano, impossibile resistere. E certo tutto ciò che ci circonda conferma che questa convinzione è giusta. Infatti le realtà di fede non sono evidenti, ma non solo: esse non possono in alcun modo essere provate, nel modo in cui oggi si intende la prova. La prova riguarda le realtà della natura, la fede riguarda invece il soprannaturale. Gli argomenti che si portano di solito per dare un fondamento per così dire razionale alla fede sono per la gran parte di tipo puramente logico, senza agganci sufficienti con la realtà della natura, almeno nella misura in cui li si pretende ai tempi nostri, o fondati principalmente sull'esperienza interiore dell'animo umano. Rimane poi problematico, al di fuori di una fede nel soprannaturale, convincersi dell'esistenza di un disegno provvidenziale amorevole  nei nostri riguardi. La natura infatti ci appare come un ordine crudele in cui il pesce grosso mangia il pesce piccolo, una palese smentita di tutte le nostre convinzioni di fede.

 La nostra fede rifiuta la natura così com'è, e anche le società umane così come sono. E questo anche se su certi argomenti si tende a identificare natura e disegno provvidenziale, come nelle faccende riproduttive. In realtà noi viviamo con sofferenza la realtà della natura intorno a noi, in particolare il tempo limitato della nostra vita terrena e gli istinti animaleschi che sentiamo in noi e che condividiamo con i viventi che biologicamente ci sono affini, con i primati e, in genere, con i mammiferi.

 Nella loro evoluzione, le culture delle società umane hanno cercato di stabilire relazioni con le potenze della natura, cercando di capirne il senso e le dinamiche per influire su di esse e migliorare la condizione umana. Nel progresso storico ciò ha portato allo sviluppo di un pensiero collettivo scientifico, ma inizialmente e per un tempo lunghissimo  questo sforzo fu essenzialmente religioso. Esso infatti non procedeva per gradi e osservazioni, ma cercava di intuire e di arrivare direttamente al fondamento di tutto. L'esperienza collettiva nelle società umane e la constatazione di quanto in esse fosse dipendente dalla natura ed espressione di essa portò a pensare le relazioni tra le potenze della natura al modo di quelle familiari e tribali umane. Nel procedere storico si ebbe dunque l'umanizzazione delle potenze naturali. Il rito religioso divenne al procedura per entrare in relazione con esse. Nacquero così dei e religioni e il personale specializzato nelle relazioni con gli dei, il ceto sacerdotale. Si costruirono cosmogonie, ideologie su come la natura intorno si era prodotta, e teologie, ideologie specializzate relative alla potenze della natura deificate e alle strategie umane per relazionarsi con esse. Le teologie attribuirono alle potenze della natura sentimenti umani e questo aiutò a sopportarle, ma in fondo non aiutò a capirne le reali dinamiche. Quello che si giunse a comprendere era che anche gli dei soggiacevano alla medesima sorte degli umani, allo stesso destino, allo stesso fato, vale a dire che potenze della natura ed esseri umani dovevano piegarsi alle stesse inesorabili e crudeli leggi.

 In questo panorama l'antico giudaismo risalta particolarmente: esso costituì una notevole evoluzione delle religioni più antiche. Questo processo, di cui possiamo dare un'idea dicendo che si passò dal politeismo al monoteismo, è testimoniato negli scritti biblici. Si sviluppò una teologia che cercò di andare oltre la deificazione delle potenze della natura, le quali si erano viste soggiacere a una potenza a loro superiore. Essa prese le mosse in un contesto sociale di carattere tribale in cui ogni popolo aveva un suo proprio dio protettore, in un certo senso molto meno evoluto culturalmente di quello dell'antico universo greco-romano, che era caratterizzato dall'assimilazione dell'idea che l'umanità fosse composta da diversi popoli che dovevano coesistere in una società, facendo coesistere anche i rispettivi loro dei, così come coesistevano gli dei della natura. Fu nel contesto dell'antico giudaismo che si concepì il dio del popolo come un dio-amante e che quindi si passò dagli dei della natura al Dio degli esseri umani. Gli eventi avversi della natura e della storia umana vennero concepiti come una punizione per l'infedeltà degli esseri umani, per il loro adulterio, per la loro prostituzione. Come poté una concezione del divino così legata ad un determinato popolo storico, etnico, essere presa a fondamento della straordinaria espansione universale della nostra confessione religiosa, che dall'antico giudaismo scaturì e che di esso acquisì le scritture sacre e alcune delle principali  teologie su di esse costruite? Ciò fu possibile sviluppando l'elevatissimo senso della giustizia dell'antico giudaismo e l'idea religiosa di una divinità animata da sentimenti amorevoli verso gli esseri umani. L'etica dell'antico giudaismo fu il tesoro prezioso che il piccolo e marginale popolo degli Israeliti fece a tutti i popoli della Terra, cambiandone profondamente la storia. Essa fu  veicolata fino agli estremi confini del globo dalla nostra confessione religiosa. Quell'etica si basa sull'idea di giustizia misericordiosa. Essa cerca di affrancare gli esseri umani dalle crudeli dinamiche della natura. Li spinge ad agire diversamente dalle belve. Supera l'idea che gli dei della natura vadano placati autoinfliggendosi sofferenze e supplizi, profondamente radicata nelle religioni politeistiche e sviluppata nelle varie teologie e liturgie sacrificali. Nella nostra confessione condividiamo con il giudaismo delle origini, e con l'attuale ebraismo, l'idea che questa straordinaria evoluzione non sia stata determinata solo da una nuova spiritualità ideata da esseri umani ma da una Voce venuta effettivamente dall'Altissimo, alla quale gli esseri umani hanno risposto.

  La nostra fede è stata l'ideologia che ha consentito di portare la teologia della giustizia divina misericordiosa molto oltre i confini dell'antico giudaismo. Il distacco da quest'ultimo è stato altamente drammatico, essenzialmente per complicazioni teologiche, e solo nel secolo scorso, dopo quasi duemila anni!, si   è giunti a una pacificazione teologica, che non significa assimilazione, ma accettazione della possibilità di pacifica coesistenza nella diversità.

 La nostra teologia ha portato alle estreme conseguenze l'idea di giustizia divina misericordiosa, proiettandola sull'intera condizione umana nella sua relazione con l'universo della natura, nelle sue dinamiche preistoriche e storiche, in ogni suo tempo, passato, presente e futuro, e  non più riferendola ad un solo popolo tra i tanti della Terra, destinato a prevalere sugli altri in virtù di un patto  con la divinità suprema. Essa ha concepito l'idea di un popolo fatto di tutti i popoli della Terra, la cui legge sia quella della giustizia misericordiosa in un patto sponsale con una divinità amorevole. Solo il secolo scorso ha accettato che ciò non avesse comportato il ripudio del popolo degli israeliti e ciò è veramente paradossale in un'ottica di fede tanto basata sull'idea di giustizia misericordiosa. Ma il passato non si può cambiare, lo si può solo ricordare in spirito di verità e trarne insegnamenti per il futuro, cercando di riparare al male che si è fatto.

 Come conciliare le dinamiche crudeli della natura in cui siamo immersi, e delle quali quelle sociali sono parte, con l'idea di una divinità amorevole? Lo si è fatto, nella nostra confessione, costruendo, su basi bibliche, la teologia di un peccato collettivo  degli esseri umani che ha guastato il rapporto con la divinità suprema e che si protrae nella storia. La crudeltà della natura in tal modo non è più concepita come tale, ma è vista come una sofferenza  della natura, una pena in senso proprio, intesa come punizione di una colpa: la natura in realtà anelerebbe ad essere liberata, attendendo un nuovo ordine che da lei deve scaturire, dunque geme e soffre al modo di una partoriente. In questo contesto si collocano gli eventi pasquali e il loro significato di liberazione cosmica.

 Sappiamo bene, come esseri umani, di non poterci liberare da soli da ciò che produce sofferenza e, innanzi tutto, dalla sofferenza stessa e dalla morte. Questa è una constatazione  per così dire  sperimentale. Nella fede religiosa, confidiamo però di ottenere come dono divino, per quella giustizia misericordiosa che è il cardine delle nostre concezioni religiose, ciò che a noi  è impossibile. La nostra Pasqua, al modo di quella ebraica, celebra dunque una liberazione, che però non sarebbe veramente tale se rimanesse solo a   livello interiore, psicologico. La storia della nostra confessione religiosa dimostra che la si è concepita sempre in senso veramente realistico ed è proprio su questa base che si è cominciato a cambiare il mondo, in quella storia straordinaria che tanto ha influito, purtroppo anche nel male, sui popoli della Terra.  E' quindi essenziale, per la nostra fede, che il nostro primo Maestro sia realmente esistito, che sia ciò che ha detto di essere, che sia realmente morto e risorto il terzo giorno, nell'antica Gerusalemme, nella domenica della nostra Pasqua. Che dunque, come si proclama  nell'annuncio pasquale, Cristo sia risorto, sia veramente risorto.

 Buona Pasqua a tutti i lettori.

 

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli

 

 

 

 

 

giovedì 1 aprile 2021

Da mia madre per la Pasqua

 

Due volte all’anno, a Natale  e Pasqua, mia madre inviava un messaggio a circa 600 indirizzi di socie e soci dell’associazione di spiritualità Guardia d’onore al Sacro Cuore di Gesù, curata dai religiosi camilliani. La aiutavo nella preparazione e nell’imbustamento. Di seguito trascrivo il messaggio per la Pasqua del 2012.

Mario

 

 

IL CUORE DI GESU’ DEVE REGNARE                VIENI,SPIRITO SANTO, VIENI

AVE MARIA!

                                              

                         SANTA PASQUA 2012

Carissimi,

nel libro Potenza Divina d’Amore (Palestrina –XXIII ristampa – ed. marzo 2008) è riportata una commovente preghiera:

O dolcissimo Gesù, Figlio Unigenito del Padre, il mio cuore è tutto per te (pag.81).

 Meditando queste parole, anzi contemplando la Parola di Dio, incarnatasi per noi, adoriamo il Cuore di Gesù, delicatissimo e sensibilissimo ad ogni espressione di amore e premura nei suoi confronti. Mi piace ricordare alcuni episodi della sua vita, per provare quanto ha patito per il disprezzo, gli insulti, i rifiuti verso la sua amabile persona e quanto sia stato riconoscente per l’accoglienza e l’affetto a Lui rivolti.

 Penso all’unzione della donna, mentre Gesù si trovava a Betania in casa di Simone il lebbroso. Non solo la loda per il suo gesto, ma alle rimostranze di alcuni discepoli promette:

“In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il Vangelo, si  racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto” (Mc 14, 3-9)

 E Dio che è fedele ha mantenuto la sua promessa: quando leggiamo il Vangelo ammiriamo la donna che ruppe un vasetto di alabastro pieno di olio profumato di vero nardo di gran valore e versò l’unguento sul capo del Maestro.

 Un episodio non riportato dai Vangeli, ma entrato nella tradizione della Chiesa e nella sesta Stazione della Via Crucis, è quello della carità con cui una donna (la Veronica) terge il volto inondato di sangue di Gesù, vincendo con l’amore ogni rispetto umano (cfr “Passo Christi” ed. Opera del S. Cuore, FI, 1943). Il Salvatore lascia infatti sul candido lino l’immagine del suo viso, straziato dalle sofferenze e dalle torture subite, in riconoscenza della compassione dimostratagli.

 Ancora una volta Gesù si commuove al dolore di Maria di Magdala, che, dopo essere corsa ad avvisare gli Apostoli Pietro e Giovanni, non riesce a staccarsi dal sepolcro vuoto.

 Gesù non era ancora salito al Padre, quindi rimanda il suo ingresso in Cielo per le lacrime di Maria! Maria, da parte sua, riconosce solo alla dolce voce che la chiama per nome il Diletto suo cuore, che ne fa la Sua prima testimone presso i fratelli dell’annunciata Risurrezione.

 Come è buono Gesù, quanto ci ama! Come possiamo ricambiarlo? Amandolo con tutto il nostro povero cuore e amando il prossimo per amor suo, come è suo desiderio.

 E siamo riconoscenti (cfr Col 3-15)! Pensiamo al lebbroso sanato che ritornò a ringraziare: il Signore lo salvò, liberandolo anche dalla lebbra del peccato (Lc 17, 15-19).

 Per mano di Maria Santissima, nostra tenerissima Madre, avviamoci verso la nostra Pasqua, di accettato dolore e di radiosa gloria.

                                                          

                                   Auguri di santità!

                                                                                         Annarosa