INFORMAZIONI UTILI SU QUESTO BLOG

Questo blog è stato aperto da Mario Ardigò per consentire il dialogo fra gli associati dell'associazione parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente Papa, a Roma, quartiere Roma - Montesacro - Valli, un gruppo cattolico, e fra essi e altre persone interessate a capire il senso dell'associarsi in Azione Cattolica, palestra di libertà e democrazia nello sforzo di proporre alla società del nostro tempo i principi di fede, secondo lo Statuto approvato nel 1969, sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, e aggiornato nel 2003.

This blog was opened by Mario Ardigò to allow dialogue between the members of the parish association of Catholic Action of the Parish of San Clemente Papa, in Rome, the Roma - Montesacro - Valli district, a Catholic group, and between them and other interested persons to understand the meaning of joining in Catholic Action, a center of freedom and democracy in the effort to propose the principles of faith to the society of our time, according to the Statute approved in 1969, under the national presidency of Vittorio Bachelet, and updated in 2003.

*************************

L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

Italian Catholic Action is an association of lay people in the Catholic Church who are freely committed to creating a specific ecclesial and lay, community and organic, popular and democratic experience in the Christian community and in civil society. (from the Statute)

**********************************

Questo blog è un'iniziativa di persone di fede aderenti all'Azione Cattolica della parrocchia di San Clemente papa e manifesta idee ed opinioni espresse sotto la personale responsabilità di chi scrive. Esso non è un organo informativo della parrocchia né dell'Azione Cattolica e, in particolare, non è espressione delle opinioni del parroco e dei sacerdoti suoi collaboratori, anche se le persone di Azione Cattolica che lo animano le tengono in grande considerazione.

Chi voglia pubblicare un contenuto, può inviarlo a Mario Ardigò all'indirizzo di posta elettronica ardigo.mario@virgilio.it all'interno di una e-mail o come allegato Word a una e-email.

I contenuti pubblicati su questo blog possono essere visualizzati senza restrizioni da utenti di tutto il mondo e possono essere elaborati da motori di ricerca; dato il tema del blog essi potrebbero anche rivelare un'appartenenza religiosa. Nel richiederne e autorizzarne la pubblicazione si rifletta bene se inserirvi dati che consentano un'identificazione personale o, comunque, dati di contatto, come indirizzo email o numeri telefonici.

Non è necessario, per leggere i contenuti pubblicati sul blog, iscriversi ai "lettori fissi".

L'elenco dei contenuti pubblicati si trova sulla destra dello schermo, nel settore archivio blog, in ordine cronologico. Per visualizzare un contenuto pubblicato basta cliccare sul titolo del contenuto. Per visualizzare i post archiviati nelle cartelle per mese o per anno, si deve cliccare prima sul triangolino a sinistra dell'indicazione del mese o dell'anno.

Da quando, nel gennaio del 2012, questo blog è stato aperto sono stati pubblicati oltre 3.400 interventi (post) su vari argomenti. Per ricercare quelli su un determinato tema, impostare su GOOGLE una ricerca inserendo "acvivearomavalli.blogspot.it" + una parola chiave che riguarda il tema di interesse (ad esempio "democrazia").

GOOGLE INSERISCE DEI COOKIE NEL CORSO DELLA VISUALIZZAZIONE DEL BLOG. SI TRATTA DI PROGRAMMI COMUNEMENTE UTILIZZATI PER MIGLIORARE E RENDERE PIU' VELOCE LA LETTURA. INTERAGENDO CON IL BLOG LI SI ACCETTA. I BROWSER DI NAVIGAZIONE SUL WEB POSSONO ESSERE IMPOSTATI PER NON AMMETTERLI: IN TAL CASO, PERO', POTREBBE ESSERE IMPOSSIBILE VISUALIZZARE I CONTENUTI DEL BLOG.

Scrivo per dare motivazioni ragionevoli all’impegno sociale. Lo faccio secondo l’ideologia corrente dell’Azione Cattolica, che opera principalmente in quel campo, e secondo la mia ormai lunga esperienza di vita sociale. Quindi nell’ordine di idee di una fede religiosa, dalla quale l’Azione Cattolica trae i suoi più importanti principi sociali, ma senza fare un discorso teologico, non sono un teologo, e nemmeno catechistico, di introduzione a quella fede. Secondo il metodo dell’Azione Cattolica cerco di dare argomenti per una migliore consapevolezza storica e sociale, perché per agire in società occorre conoscerla in maniera affidabile. Penso ai miei interlocutori come a persone che hanno finito le scuole superiori, o hanno raggiunto un livello di cultura corrispondente a quel livello scolastico, e che hanno il tempo e l’esigenza di ragionare su quei temi. Non do per scontato che intendano il senso della terminologia religiosa, per cui ne adotto una neutra, non esplicitamente religiosa, e, se mi capita di usare le parole della religione, ne spiego il senso. Tengo fuori la spiritualità, perché essa richiede relazioni personali molto più forti di quelle che si possono sviluppare sul WEB, cresce nella preghiera e nella liturgia: chi sente il desiderio di esservi introdotto deve raggiungere una comunità di fede. Può essere studiata nelle sue manifestazioni esteriori e sociali, come fanno gli antropologi, ma così si rimane al suo esterno e non la si conosce veramente.

Cerco di sviluppare un discorso colto, non superficiale, fatto di ragionamenti compiuti e con precisi riferimenti culturali, sui quali chi vuole può discutere. Il mio però non è un discorso scientifico, perché di quei temi non tratto da specialista, come sono i teologi, gli storici, i sociologi, gli antropologi e gli psicologi: non ne conosco abbastanza e, soprattutto, non so tutto quello che è necessario sapere per essere un specialista. Del resto questa è la condizione di ogni specialista riguardo alle altre specializzazioni. Le scienze evolvono anche nelle relazioni tra varie specializzazioni, in un rapporto interdisciplinare, e allora il discorso colto costituisce la base per una comune comprensione. E, comunque, per gli scopi del mio discorso, non occorre una precisione specialistica, ma semmai una certa affidabilità nei riferimento, ad esempio nella ricostruzione sommaria dei fenomeni storici. Per raggiungerla, nelle relazioni intellettuali, ci si aiuta a vicenda, formulando obiezioni e proposte di correzioni: in questo consiste il dialogo intellettuale. Anch’io mi valgo di questo lavoro, ma non appare qui, è fatto nei miei ambienti sociali di riferimento.

Un cordiale benvenuto a tutti e un vivo ringraziamento a tutti coloro che vorranno interloquire.

Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce due sabati al mese, alle 17, e anima la Messa domenicale delle 9.

Dall’anno associativo 2025\2026 sono in programma:

  • condivisione di brevi podcast informativi sul Catechismo per gli adulti e sul Compendio della dottrina sociale della Chiesa;
  • un gruppo di lettura e dialogo in videoconferenza, utilizzando anche contenuti pubblicati sul quotidiano Avvenire;

Per partecipare alle riunioni in videoconferenza sulla piattaforma Zoom verrà inviato via email o whatsapp il link di accesso. Delle riunioni in videoconferenza verrà data notizia sul blog e le persone interessate potranno chiedere quel link inviando una email a ardigo.mario@virgilio.it ,comunicando il loro nome, l’indirizzo email a cui desiderano ricevere il link, la parrocchia di residenza e i temi di interesse.

La riunione in videoconferenza t sarà attivata cinque minuti prima dell’orario fissato per il suo inizio.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

NOTE IMPORTANTI / IMPORTANT NOTES

-SUGGERIMENTI, OBIEZIONI, RICHIESTE DI RETTIFICA POSSONO ESSERE INVIATI AI REDATTORI DEL BLOG INDIRIZZANDO A ardigo.mario@virgilio.it , INDICANDO UN INDIRIZZO EMAIL AL QUALE SI DESIDERA ESSERE CONTATTATI.

-SUL SITO www.bibbiaedu.it POSSONO ESSERE CONSULTATI LE TRADUZIONI IN ITALIANO DELLA BIBBIA CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONALE IN LINGUA CORRENTE, E I TESTI BIBLICI IN GRECO ANTICO ED EBRAICO ANTICO. CON UNA FUNZIONALITA’ DEL SITO POSSONO ESSERE MESSI A CONFRONTO I VARI TESTI.

ON THE WEBSITE www.bibbiaedu.it THE ITALIAN TRANSLATIONS OF THE BIBLE CEI2008, CEI1974, INTERCONFESSIONAL IN CURRENT LANGUAGE AND THE BIBLICAL TEXTS IN ANCIENT GREEK AND ANCIENT JEWISH MAY BE CONSULTED. WITH A FUNCTIONALITY OF THE WEBSITE THE VARIOUS TEXTS MAY BE COMPARED.

-ALL’INDIRIZZO https://www.educat.it/ POSSONO ESSERE LETTI I CATECHISMI PROPOSTI DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA.

AT https://www.educat.it/ YOU CAN READ THE CATECHISM PROPOSED BY THE ITALIAN EPISCOPAL CONFERENCE AND THE CATECHISM OF THE CATHOLIC CHURCH.

PER EVENTUALI COMUNICAZIONI AL BLOG, SCRIVERE UNA EMAIL A ardigo.mario@virgilio.it

```

domenica 11 ottobre 2026

Resoconto della messa domenicale celebrata alle nove dell’11 ottobre 2026, nella 28° domenica del Tempo Ordinario, nella memoria di san Angelo Roncalli, papa con il nome di Giovanni 23°, nel ciclo A delle letture domenicali - conversazione sul nuovo anno associativo di Azione Cattolica e sulla sinodalità ecclesiale

 




Resoconto della messa domenicale celebrata alle nove  dell’11 ottobre 2026, nella 28° domenica del Tempo Ordinario, nella memoria di san Angelo Roncalli, papa con il nome di Giovanni 23°, nel ciclo A delle letture domenicali - conversazione sul nuovo anno associativo di Azione Cattolica e sulla sinodalità ecclesiale 

Link al podcast: https://youtu.be/4sf0M_Uo0SU


Disegno sulla base del dipinto affisso in sala papa Francesco, in parrocchia, che raffigura papa Francesco, sulla sinistra, san Clemente, sulla destra e la Madonna della catena  con il Bambino in alto, con l’Etna sullo sfondo. La catena con le manette vuote ad un capo, tenuta tra le mani dalla Madonna,  significa che la Madonna libera. Richiama una pia tradizione palermitana basata su un episodio realmente avvenuto nel Trecento, di uomini ingiustamente condannati a morte che vennero miracolosamente liberati dopo aver invocato la Madonna.

Buona domenica, care amiche e cari amici del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente papa, in Roma, Monte Sacro, Valli.

  Vi faccio il resoconto della messa domenicale celebrata alle 9 dell’11 ottobre 2026 nella chiesa parrocchiale, nella 28° domenica del Tempo Ordinario, nell’anno A del ciclo delle letture domenicali, memoria facoltativa di sant’Angelo Roncalli, papa dal 1958 al 1963 con il nome di Giovanni 23°, il Papa che volle la celebrazione del Concilio Vaticano secondo, svoltosi a Roma tra il 1962 e il 1965. 

 Poi vi parlerò brevemente dell’inizio delle riunioni infrasettimanali del gruppo e della sinodalità ecclesiale che ci viene proposta come la pressante novità da attuare.  

 La prima lettura era tratta dal libro del profeta Isaia, capitolo 25, versetti da 6 a 10 – Is 25, 6-10:

 

Preparerà il Signore degli eserciti

per tutti i popoli, su questo monte,

un banchetto di grasse vivande,

un banchetto di vini eccellenti,

di cibi succulenti, di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte

il velo che copriva la faccia di tutti i popoli

e la coltre distesa su tutte le nazioni.

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,

l’ignominia del suo popolo

farà scomparire da tutta la terra,

poiché il Signore ha parlato.

E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;

in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.

Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;

rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,

poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

 

Il salmo responsoriale era il numero 23:

 

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia.

 

Mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,

non temo alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro

mi danno sicurezza.

 

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.

 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.

 

 La seconda lettura era tratta dalla lettera dell’apostolo Paolo ai Filippesi, capitolo 4, versetti da 12 a 16 e da 19 a 20 - Fil 4,12-14.19-20

 

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.

  Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.

Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

Il brano evangelico era tratto dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 22, versetti da 1 a 14 - Mt 22,1-14

 

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

Questi i miei appunti dall’omelia, per ciò che ne ricordo:

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  Per capire il brano evangelico di oggi occorre essere consapevoli della situazione sociale  e storica in cui operava Gesù, in un tempo nel quale c’era molta gente che si trovava alle soglie della sopravvivenza, e a volte anche sotto. Anche ora ci sono molte persone in quella condizione.

  I banchetti erano rari. Tanto che nell’ebraico antico vi era un’unica parola per significare banchetto  e banchetto di nozze.

  Nei Vangeli, Gesù diverse volte usa nei suoi insegnamenti l’immagine del banchetto, inteso come straordinaria occasione di gioia e di abbondanza,  in particolare in parabole, che sono esempi tratti dalla vita comune.

 Anche nel brano evangelico di oggi troviamo una di quelle parabole: un re invita persone al banchetto di nozze per suo figlio, ma quelle non vengono. Addirittura. quando vengono sollecitate ad andare, comunicando loro che tutto era pronto e che gli animali ingrassati erano statati uccisi per ricavarne le carni da cucinare, esse uccidono gli invitati. Allora il re manda le sue truppe ad uccidere quegli assassini ed incendiare la loro città.

  Quando nella parabola si parla di uccisione non solo di animali ma di gente, dobbiamo intendere che si tratti di una enfatizzazione, per significare l’importanza dell’invito al banchetto di nozze, fuor di metafora del dono di Dio

 A quel punto la parabola prosegue narrando che quel re  ordinò che, al posto della gente che, invitata, non era venuta, fosse chiamata a partecipare al banchetto altra gente trovata per strada, buona e cattiva è precisato. Notato però che un invitato non indossava il vestito nuziale, ma un vestito comune, possiamo immaginare ad esempio un abito da lavoro, quel re lo fece punire duramente.

  Il dono di Dio, evocato con l’immagine del banchetto nuziale al quale si è invitati richiede pressantemente una risposta da noi e in noi. Questo il senso della parabola.

  L’apostolo Paolo, nella seconda lettura, parla della ricchezza e della magnificenza del dono di Dio, che dà forza e ci prepara a tutto, e, in un altro brano, nella seconda lettera ai Tessalonicesi, capitolo 3, versetto 13, esorta a non stancarsi di fare il bene.

  Anche da persone anziane possiamo continuare a fare il bene nella vita di tutti i giorni.

  Ad esempio un gruppo di persone del nostro quartiere si è assunto l’impegno di pulire i giardinetti dietro il giornalaio davanti alla nostra chiesa,  che spesso appaiono insozzati da gente che non si comporta in modo civile. Un bravo portinaio ha ripulito dalle erbacce la base dei muri dell’edificio condominiale dove presta lavoro. Di queste opere buone beneficiano tutti.

  Preghiamo il Signore di indicarci i modi in cui nella nostra vita possiamo anche noi fare del bene per rispondere al suo dono.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  Iera sera, dalle 17, in sala papa Francesco, con la presenza del parroco, abbiamo tenuto la prima riunione infrasettimanale del gruppo nel nuovo anno associativo.

  Il tema formativo proposto ai gruppi quest’anno è quello del  rinnovamento per accogliere le sorprendenti novità del vangelo, il meraviglioso dono di Dio. Siamo esortati a custodire questa Parola, tratta dal Vangelo secondo Marco, capitolo 2, versetto 22: «nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino li fa scoppiare e così si perdono e il vino e gli otri. Invece, per vino nuovo ci vogliono otri nuovi».

  Vi ho inviato un file pdf con il resoconto della riunione di ieri.

 La grande novità che, nella nostra Chiesa, richiede uno sforzo di rinnovamento è il cammino di riforma in senso sinodale di ogni aspetto della nostra vita ecclesiale iniziato nell’autunno del 2021 per volontà di papa Francesco.

  Ci sono stati due processi sinodali: uno che riguardava tutte le Chiese del mondo e che si è svolto nel Sinodo dei vescovi, che, per volontà di papa Francesco, ha avuto la partecipazione anche di diverse persone laiche e che nel novembre 2024 ha prodotto un documento finale con l’impegno a proseguire per quella via; un altro che ha riguardato le Chiese in Italia, che, condotto in varie fasi e in particolare con tre Assemblee sinodali,  si è concluso nel novembre 2025 con un altro documento finale e che ha visto la partecipazione, all’Assemblea sinodale finale dell’ottobre 2025, di circa 400 persone laiche su circa 900 partecipanti.

  Il processo sinodale delle Chiese in Italia ha coinvolto nelle sue varie fasi circa mezzo milione di persone. Nella nostra parrocchia, nella primavera del 2022, tenemmo quattro incontri per discutere su un documento sulla sinodalità da far pervenire in Diocesi, che però non è stato reso pubblico in parrocchia. Al primo incontro partecipò una quarantina di persone e ci dividemmo in diversi gruppi di dialogo sinodale. Negli altri incontri fummo in meno. Non ci tenemmo poi in contatto, come diverse persone che partecipavano suggerivano.

  Successivamente della sinodalità si continuò a parlare a volte, ma, a mia conoscenza, senza una programmazione di lungo periodo.

  Fate una verifica personale: che cosa ne sapete? E, se ne sapete qualcosa o molta, chi ve ne ha parlato? Dove l’avete imparato? In parrocchia o altrove? In un gruppo ecclesiale, in un altro gruppo  o da soli?

  A volte, quando se ne parla, sembra che si tratti di una materia che riguardi solo preti e religiosi, o addirittura vescovi e cardinali,  ma non è così, anzi è proprio il contrario!  La sinodalità come la si sta progettando è lo sviluppo dei principi del Concilio Vaticano che volevano creare una Chiesa come comunità – Popolo di Dio, in cui, nel rispetto dei rispettivi ruoli, ogni persona di fede potesse avere realmente parte, capire che succede, dire la propria su ciò che si fa e accade, fare la propria parte, non limitandosi ad entrare in chiesa solo per partecipare passivamente, come quando si va al cinema. Questo è richiesto per l’efficacia dell’evangelizzazione nel mondo di oggi, molto più popolato (siamo ormai quasi in nove miliardi) e complesso di un tempo, anche solo dei  tempi della mia gioventù. Preti e religiosi non possono fare tutto da soli, nonostante la loro buona volontà e il loro spirito di sacrificio. Però non sono abituati a una reale partecipazione dell’altra gente, anche perché non sono stati formati a valersene, né gli anziani né i giovani. In Azione Cattolica pratichiamo la sinodalità da sempre, ma altrove in genere non è così. Ora, per quella nostra maggiore esperienza in materia di sinodalità possiamo esse utili in parrocchia.

  Spesso si contrappone sinodalità a comunione, che è quando si cerca di andare d’accordo nel nome di Cristo. In realtà la sinodalità è un potente strumento di promozione della comunione, la quale non funziona bene se viene intesa solo come l’obbedire acriticamente a un superiore. Anzi nei documenti del Concilio Vaticano secondo che trattano delle relazioni ecclesiali, ad esempio nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa Luce per le genti -  Lumen gentium e nel Decreto sull’apostolato dei laici L’apostolato – Apostolicam actuositatem  si insegna che si ha il dovere di consigliare i superiori e che questi ultimi hanno il dovere di ascoltare. I Concili e i sinodi non servono solo a trasmettere la volontà dei superiori.

  L’affidamento di un ministero o di un incarico non rende per ciò stesso capaci di svolgerlo o di svolgerlo al meglio. È l’esperienza a dimostrarlo. La visione personale delle cose e le proprie capacità personali sono limitate anche nelle persone migliori, da qui la necessità di valersi delle altre persone, tanto più quando ci occupa di attività complesse, che riguardano il bene di tanta altra gente. E il governo delle comunità è sempre complesso, anche se riguarda quelle minori.

  Nella sinodalità la comunione in senso evangelico dipende dall’ascolto della Parola di Dio, con la quale è quindi indispensabile acquisire sempre maggiore familiarità, una consuetudine quotidiana, con uno sforzo per comprendere correttamente i testi biblici dai quali scaturisce, in questo guidati dal Magistero alla luce della Tradizione, e per intendere ciò che ci chiede nella nostra vita. Non è cosa che ci può riuscire da persone isolate: non si può fare a meno della dimensione comunitaria, ai vertici come alla base, e gli stessi Pastori se ne rendono in genere conto. La pratica della sinodalità ecclesiale serve proprio ad aiutarci in questo.

  Un compito impegnativo? Certo. Realizzare novità lo è sempre. Ma ci viene chiesto in modo pressante dal Papa, dai Vescovi, dalle Assemblee sinodali. Occorre trarre le conclusioni di ciò che si impostò nel corso del Concilio Vaticano secondo: se ne parlò poi come del passaggio dall’ecclesiocentrismo al cristocentrismo,  vale a dire dalla concezione centrata sulla Chiesa soprattutto come società visibile, giuridica e gerarchica, con le persone laiche appiccicate come dall’esterno alla struttura gerarchica, che dai livelli inferiori, ad esempio dal parroco, andava fino al Papa, in una sorta di piramide, ad una concezione in cui la Chiesa veniva compresa a partire dal mistero di Cristo, come Popolo di Dio, in cui tutte le persone di fede sono incluse a pieno titolo in forza del loro battesimo.

  Uno dei principi enunciati in entrambi i documenti finali dei processi sinodali finora celebrati è quello di accountability, parola inglese tratta dal gergo dell’aziendalistica che significa la posizione di chi deve  rendere conto di come ha lavorato nell’interesse pubblico, quello di tutte le persone di cui è chiamato ad occuparsi, ad esempio degli obiettivi perseguiti e dei risultati ottenuti, comunicandoli alle comunità di riferimento, e, da parte di quelle  comunità, il dovere  di occuparsi di queste cose, per consigliare chi esercita responsabilità nell’interesse pubblico. Dobbiamo sentirci, tutti e tutte, responsabili della missione e di come l’abbiamo svolta, ma anche di verificare come è stata svolta da altre persone.

  Come ha insegnato oggi il celebrante, ogni persona può trovare il modo di rendersi utile nell’interesse di altra gente intorno, ma in particolare siamo chiamati a farlo come espressione del nostro essere parte dell’Azione Cattolica, la quale, per definizione statutaria, è un’associazione di persone attive nella Chiesa e nel mondo, per esprimervi il vangelo ed essere dal vangelo vivo trasformate.  

  Richiamo la preghiera che troviamo nel sussidio dell’Azione Cattolica sul tema di quest’anno:

 

Donaci, Signore, occhi per riconoscere la novità senza disprezzare il cammino compiuto,

e mani per generare vita, fraternità e speranza.

 

  Concludo con una delle formule della colletta per la messa di oggi:

 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,

perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,

non ci stanchiamo mai di operare il bene.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Ricordo che la prossima riunione infrasettimanale del gruppo si terrà sabato 25 ottobre 2026, alle 17, in sala papa Francesco.

  A tutte e a tutti, l’augurio di una buona e operosa settimana. Come sempre, un saluto affettuoso in particolare  a tutte le persone che per ragioni di malattia o di età veneranda sono costrette a casa: sono sempre parte viva del nostro gruppo.  Un saluto anche ai soci che sono impegnati nella preparazione delle prossime assemblee diocesane  e dell’assemblea nazionale, eventi che caratterizzeranno il prossimo anno associativo. Tutte e tutti ci  sentano sempre vicini a loro: siamo parte di un’unica realtà.

  Pace e bene.

Mario Ardigò - Azione Cattolica della parrocchia di San Clemente papa  - Roma, Monte Sacro, Valli – blog: acvivearomavalli.blogspot.com