10 OTTOBRE 2026: INIZIO DELLE RIUNIONI INFRASETTIMANALI DEL GRUPPO PARROCCHIALE DI AZIONE CATTOLICA DELLA PARROCCHIA DI SAN CLEMENTE PAPA
Oggi, alle 17, nella sala della parrocchia dedicata a papa Francesco, abbiamo ripreso le riunioni infrasettimanali del nostro gruppo di Azione Cattolica. Era presente il parroco, anche nel ruolo di assistente ecclesiastico.
Quest’anno il percorso formativo proposto dall’Azione cattolica italiana fa riferimento al brano evangelico che si trova nel Vangelo secondo Marco, al capitolo 2, versetti da 18 a 22.
Il nuovo e il vecchio – Mc 2,18-22
(vedi Matteo 9,14-17; Luca 5,33-39)
Un giorno i discepoli di Giovanni il Battezzatore e i farisei stavano facendo digiuno. Alcuni vennero da Gesù e gli domandarono:
— Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei fanno digiuno, i tuoi discepoli invece non lo fanno?
Gesù rispose:
— Vi pare possibile che gli invitati a un banchetto di nozze se ne stiano senza mangiare mentre lo sposo è con loro? No. Per tutto il tempo che lo sposo è con loro, non possono digiunare. Verrà più tardi il tempo in cui lo sposo gli sarà portato via, e allora faranno digiuno.
Nessuno rattoppa un vestito vecchio con un pezzo di stoffa nuova, altrimenti la stoffa nuova strappa via anche parte del tessuto vecchio e fa un danno peggiore di prima. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino li fa scoppiare e così si perdono e il vino e gli otri. Invece, per vino nuovo ci vogliono otri nuovi. [versione in italiano TILC – Traduzione interconfessionale in lingua corrente]
La Parola che ci viene chiesto di custodire è: «nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino li fa scoppiare e così si perdono e il vino e gli otri. Invece, per vino nuovo ci vogliono otri nuovi.»
Quanto al contesto associativo, ci viene richiesto di guardare lontano senza paura del passato e di custodire gioia e bellezza attraverso una continua novità.
Sono proposte alcune domande: che cosa mi sta chiedendo Gesù di rinnovare?, quale “vino nuovo” riconosciamo oggi come dono di Dio in noi?, quale piccolo passo concreto può rendere il nostro “otre” più disponibile al Vangelo?. Siamo stati invitati a scegliere un piccolo impegno da portare con noi nei prossimi giorni: “Signore, queste settimane ti chiedo di rendere nuovi in me…”.
Il parroco ci ha invitati a seguire Gesù e i suoi insegnamenti, verificando a partire da noi stessi che cosa c’è da fare per riuscirci. Ha sottolineato l’importanza di non essere un gruppo chiuso, ma di aprirci alla parrocchia cercando di evitare ogni elemento di contrasto e disarmonia. Ci ha invitati a chiederci che cosa ciascuna e ciascuno di noi può fare per la parrocchia.
La Presidente ha segnalato che questo anno associativo sarà molto importante perché si terranno le assemblee parrocchiali, diocesane e quella nazionale, Nel nostro gruppo dovrà essere eletto il nuovo Consiglio, che nominerà la/il Presidente per il prossimo triennio. La Presidente ci ha invitati a fare propositi concreti di impegno nel gruppo.
Vi sono stati vari interventi per condividere il senso che l’esperienza in Azione Cattolica ha significato per le persone presenti.
La spiritualità, l’aiuto reciproco e alle altre persone, anche collaborando con la Caritas diocesana, sono stati tratti comuni. Si è manifestata l’esigenza di una più intensa religiosità ascoltando Gesù, come Maria nell’episodio evangelico di quando le due sorelle di Lazzaro, Marta e Maria, accolsero Gesù in casa loro. E anche di non farsi travolgere dalla concitazione della vita quotidiana, una specie di accelerazione che lascia sempre affannati. È stata ricordata la missione storica dell’Azione Cattolica, fin dalla sua fondazione, per agire nella società per informarla ai principi e valori cristiani. Ho ricordato la grande emozione che provai quando, con amiche e amici della Fuci, partecipai all’Università La Sapienza di Roma, nella grande piazza della Minerva di fronte al Rettorato, alla partecipatissima commemorazione funebre di Vittorio Bachelet, il Presidente dell’Azione Cattolica, che riuscì a far approvare il nuovo statuto nel 1969 per conformarlo ai principi enunciati nel Concilio Vaticano secondo, che era stato assassinato pochi giorni prima, per le scale della Facoltà di Scienze Politiche, da terroristi delle brigate rosse. Bachelet fu un esempio di una persona che nella vita civile aveva tenuto fede alla missione dell’Azione Cattolica.
Si è parlato anche della riforma in senso sinodale della nostra Chiesa, che è in corso, e dell’impegno dell’Azione Cattolica di esserne parte attiva. Il parroco ha ricordato l’importanza che la sinodalità non rimanga solo parole lette sui libri o ascoltate nel corso di conferenze, ma che diventi realtà viva, vissuta, coinvolgendovi anche lo stesso parroco, facendo sinodalità con lui.
Il parroco ci ha comunicato che dal centro diocesano dell’Azione Cattolica hanno chiesto che un loro inviato possa incontrarci e la Presidente ha detto che organizzeremo l’incontro.
Abbiamo concluso con la preghiera a Gesù di liberarci dalla paura di cambiare, per riconoscere la novità senza disprezzare il cammino compiuto, e con il canto Ave Maria – Verbum panis, che inizia con il verso “Donna dell’attesa e Madre della speranza, ora pro nobis”.
Potete ascoltare il canto sul Web a questo indirizzo:
https://youtu.be/Qrd_BDTylv4?is=cuRJgqBaDMtFU3y7
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli – blog: acvivearomavalli.blogspot.com