Sintesi dei principi fondamentali dell’Unione Europea contemporanea
[2026]
Raramente, al di fuori degli ambienti culturali molto ristretti degli
specialisti in questioni di diritto internazionale e comunitario, vi è una
realistica consapevolezza di come funzioni l’Unione Europea, il gioiello, la
perla preziosa, del cristianesimo democratico del cristianesimo democratico dell’Europa
occidentale, che ha finora garantito il più lungo periodo di pace dell’intera
storia dell’umanità, tra stati che si erano sanguinosamente combattuti fin
dall’antichità.
Questo accade, in
particolare, nel cattolicesimo italiano. La gerarchia ecclesiastica è tuttora
profondamente diffidente verso la democrazia europea. Pesano ancora i
pregiudizi anti-illuministici e antiprotestanti, per quanto si sia tentato di
superarli. Ciò è stato molto marcato nel Magistero di papa Francesco, formatosi
in un ambiente dominato da istituzioni democratiche che, dove esistevano, erano
organizzate in modo profondamente diverso da quelle dell’Unione Europea, al di
là di superficiali somiglianze formali e terminologiche, e finivano per
agevolare il dominio di ceti proprietari sulle masse proletarie, che sono
quelle composte dalla persone che per vivere dipendere da altri [definizione
molto appropriata del grande teologo riformato Karl Barth].
L’idea di scrivere un nuovo Codice
di Camaldoli dipende un po’ da quell’insufficiente consapevolezza del
grandioso processo di integrazione e pace promosso, con l’attiva cooperazione
delle giurisprudenze nazionali e di quella della Corte di giustizia dell’Unione
Europea, dagli anni Cinquanta del secolo scorso. E’ come se si pensasse di
trovarsi di nuova nella situazione successiva al maggio 1945, quando si dovette
ricostruire un ordinamento continentale dopo l’abbattimento dei regimi fascisti
europei coinvolti nel conflitto innescato dall’invasione della Polonia, nel
settembre 1939, ordinata dal Terzo Reich tedesco caduto nel dominio del nazismo
hitleriano. Non è così.
Da qui molte superficiali e sbrigative considerazioni sulla necessità
di costruire un complesso di forze armate dell’Unione Europee sotto comando
unificato e di estendere la decisione a maggioranza anche alle decisioni più
importanti, in particolare a quelle concernenti le guerre: entrambe scelte
pericolosissime. E’ stata questa, purtroppo, l’impostazione fondamentale del progetto
presentato alla conferenza organizzata dal Meic a Firenze nel dicembre scorso,
a cui ho partecipato.
Con l’aiuto di due LLM
chatbot, Claude di Anthropic, con il suo più potente modello Fable 5,
e, per revisioni critiche, di ChatGPT di OpenAI, ho ottenuto
un’ottima sintesi dei principi fondamentali di funzionamento dell’Unione
Europea, che vi propongo di seguito, con le note di accompagno dei chatbot. E’
una materia in cui posso intervenire personalmente per una revisione critica,
in quanto vi ho una certa competenza, anche se non sono uno specialista nel
campo. Valuto i risultati ottenuti come molto buono per agevolare un primo
approccio con le realtà istituzionali dell’Unione Europea. Evidenzio però che
la materia è divenuta molto estesa, perché si è arricchita anche di pronunce
giurisprudenziali nazionali ed europee oltre che dei documenti normativi
europei di vario rango e degli altri provvedimenti europei su singole
questioni.
I magistrati dell’Unione
Europea sono stati e sono tuttora un elemento fondamentale nello sviluppo, sia
nella comprensione dottrinale sia nell’applicazione pratica, del processo di
unificazione europea, portando gradualmente all’effettiva prevalenza del
diritto dell’Unione europea su quelli nazionali incompatibili e all’espansione
progressiva di tutti i diritti fondamentali previsti dall’ordinamento europeo.
Vi propongo i risultati del
lavoro dei chatbot.
Mario Ardigò – 27 luglio 2026
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Prompt
[27LUG26]: Ti assegno un compito molto impegnativo. Ti allego in pdf due
documenti molto complessi: il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato sul
funzionamento dell'Unione Europea. Li debbo spiegare a un pubblico di
professori universitari di materie non giuridiche in una conferenza che avrò
sabato prossimo. Condensa in non più di tre cartelle i principi fondamentali
dei due documenti. Se usi sigle e acronimi, decrittali tra parentesi quadre. Se
usi parole ed espressioni di uso non comune e rientranti nel lessico giuridico,
spiegale anche in termini comuni.
Risultato ottenuto mediante il LLM chatbot [sistema intelligente] Claude
di Anthropic, modello Fable 5, il più potente
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Nota del
chatbot:
Compito
impegnativo ma bellissimo, Mario. Il TUE l'ho già in lettura; il TFUE devo
estrarlo dal PDF. Procedo.5.230 battute spazi inclusi: entro le tre cartelle
(5.400). Genero il documento Word.Ecco il documento: 5.230 battute spazi
inclusi, dunque entro le tre cartelle, articolate in dieci brevi paragrafi che
seguono un arco logico pensato per un uditorio colto ma non giuridico — dalla
natura dei due trattati fino alla clausola di recesso.
Due scelte che
segnalo, perché potresti volerle discutere o modificare:
Ho incluso un
paragrafo (il 9) su primato ed effetto diretto, che a rigore non
stanno nei trattati ma nella giurisprudenza della Corte (Van Gend en Loos
e Costa c. ENEL). Per dei professori non giuristi mi è parso indispensabile:
senza quei due principi il sistema è incomprensibile, e sono proprio ciò che
distingue l'Unione da un'ordinaria organizzazione internazionale. Se preferisci
un'aderenza rigorosa al testo pattizio, il paragrafo si può espungere
recuperando circa mezza cartella.
La chiusa riprende
la formula del preambolo e dell'articolo 1 TUE — «un'unione sempre più stretta
fra i popoli dell'Europa» — che immagino ti sia cara anche per le sue risonanze
con il tuo lavoro su democrazia e sinodalità: il principio per cui «le decisioni
siano prese il più vicino possibile ai cittadini» è, in fondo, la versione
secolare della sussidiarietà che conosci bene dalla Quadragesimo anno.
Se vuoi, posso
preparare anche una versione più discorsiva da usare come traccia orale, o una
tabella di corrispondenza TUE/TFUE da distribuire come materiale di supporto.
Ulteriore
prompt: Alla fine del paragrafo
2 vorrei inserire due periodi riguardanti: l'esplicazione di ciò che si intende
per "economia sociale di mercato"; gli impegni per l'assistenza
militare tra stati membri nel caso di aggressione ad uno di essi e limiti di
tale assistenza. Me li puoi preparare, per favore?
Note del chatbot
Fatto: ho inserito
i due periodi in coda al paragrafo 2 e aggiornato il documento. Ecco il testo
aggiunto, con le ragioni delle scelte:
Economia
sociale di mercato. Ho
ricondotto l'espressione alla sua matrice storica — l'ordoliberalismo tedesco e
Ludwig Erhard — e l'ho definita per il suo equilibrio caratteristico: il
mercato produce la ricchezza, il potere pubblico ne fissa le regole e ne
corregge gli esiti con la protezione sociale. Ho mantenuto l'aggettivazione
completa del trattato («fortemente competitiva»), perché per un pubblico
accademico l'omissione sarebbe una scorrettezza filologica. Nota a margine che
potrà interessarti per il libro: la formula entrò nei trattati con Lisbona
anche per pressione tedesca, ma la sua sostanza è sorprendentemente consonante
con la dottrina sociale — sussidiarietà economica, mercato come strumento e non
come fine — tanto che alcuni ordoliberali della Scuola di Friburgo dialogavano
esplicitamente con la Quadragesimo anno.
Assistenza
militare. Ho citato l'articolo
42, paragrafo 7, TUE con la sua formula forte («con tutti i mezzi in loro
possesso») e il suo ancoraggio all'articolo 51 della Carta ONU, esplicitando
poi i due limiti testuali: la clausola che salvaguarda il «carattere specifico»
della politica di difesa di taluni Stati (i neutrali: Austria, Irlanda, Malta)
e la primazia della NATO come fondamento della difesa collettiva per chi vi
aderisce. Se vuoi un dettaglio efficace per la conferenza: la clausola è stata
invocata una sola volta nella storia, dalla Francia dopo gli attentati del
novembre 2015 — scelse l'articolo 42.7 e non l'articolo 5 NATO, a riprova che
la disposizione non è lettera morta.
Un'avvertenza
contabile: con le aggiunte il testo sale a 6.430 battute, circa tre cartelle e
mezza (il documento resta comunque su tre pagine). Se il vincolo delle tre
cartelle è tassativo, i candidati naturali al taglio sono il paragrafo 9 sui
principi giurisprudenziali (circa 550 battute) o una sfoltita ai paragrafi 8 e
10. Dimmi tu se e dove intervenire.
Sulla sintesi
della Carta dei diritti fondamentali:
2.070 battute:
devo asciugare di circa 270. Rifinisco.Ecco la sintesi: il corpo è di 1.790
battute spazi inclusi, dunque entro la cartella; la nota preliminare, come
richiesto, sta fuori dal computo (in corsivo, separata da un filetto, così a
colpo d'occhio si distingue dal testo vero e proprio).
Tre osservazioni
sulle scelte compiute:
Le date
nella nota. Il PDF che mi hai
allegato è la versione originaria di Nizza (2000), che come sai era un atto di soft
law — una proclamazione politica senza forza vincolante. Ho ritenuto
doveroso indicare nella nota tutte e tre le tappe: proclamazione (7 dicembre
2000), riproclamazione adattata (Strasburgo, 12 dicembre 2007) e acquisto
dell'efficacia giuridica con Lisbona (1° dicembre 2009). Parlare di
"entrata in vigore" per la Carta è tecnicamente improprio — non è un
trattato che entra in vigore, ma un testo che acquista il valore dei
trattati per rinvio dell'articolo 6 TUE — e ho formulato la nota in modo da
essere esatto senza appesantire.
L'architettura
per valori. Ho puntato tutto
sull'elemento che per un pubblico accademico non giuridico è davvero
interessante: la Carta rompe la tradizionale separazione tra diritti
civili-politici e diritti economico-sociali (quella dei due Patti ONU del 1966)
e li riunisce sotto sei valori. Per la tua conferenza — e per il libro — vale
la pena notare che il capo d'apertura, la Dignità, fa da fondamento
agli altri cinque: è la stessa logica di Dignitas infinita, e non per
caso, visto che nel Presidium della Convenzione che redasse la Carta l'impronta
personalista fu forte.
Le
clausole orizzontali. Ho
sacrificato molto per salvare l'articolo 51: che la Carta vincoli gli Stati solo
quando attuano il diritto dell'Unione è la cosa che i non giuristi
fraintendono più spesso (non è una "costituzione dei diritti"
invocabile per qualunque controversia interna), e ometterla esporrebbe la tua
conferenza a domande insidiose.
Se le 1.790
battute ti sembrano troppo tirate in qualche punto, dimmi dove preferisci
respirare e ti indico cosa sacrificare in cambio.
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La sintesi elaborata dal LLM chatbot Claude,
mod. Fable 5, come da prompt,
con le modifiche, evidenziate usando il font Times new roman e suggerite dal LLM chatbot ChatGPT [v. in coda], che ho ritenuto di
accogliere. Le mie aggiunte sono evidenziate usando il font Arial
I PRINCIPI FONDAMENTALI DEI TRATTATI
EUROPEI
Sintesi divulgativa del TUE, del TFUE e della
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
0. Premessa. Questa la cronologia essenziale dei principali trattati
che hanno segnato l'evoluzione dell'integrazione europea, distinguendo tra data
della firma e data di entrata in vigore.
|
Trattato |
Firma |
Entrata in vigore |
|
Trattati
di Roma (CEE ed Euratom) |
25
marzo 1957 |
1º
gennaio 1958 |
|
Trattato
di Maastricht (Trattato sull'Unione
europea) |
7
febbraio 1992 |
1º
novembre 1993 |
|
Trattato
di Amsterdam |
2
ottobre 1997 |
1º
maggio 1999 |
|
Trattato
di Nizza |
26
febbraio 2001 |
1º
febbraio 2003 |
|
Trattato
di Lisbona |
13
dicembre 2007 |
1º
dicembre 2009 |
Una
precisazione sul Trattato di Lisbona.
Il Trattato di Lisbona non
ha sostituito i trattati precedenti, ma li ha profondamente modificati. Dal 1º
dicembre 2009 l'ordinamento dell'Unione si fonda su due trattati di pari valore
giuridico:
- il Trattato sull'Unione europea (TUE), nato con
Maastricht e modificato da Amsterdam, Nizza e Lisbona;
- il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
(TFUE), che deriva dal Trattato di Roma del 1957 (originariamente
istitutivo della Comunità economica europea), successivamente divenuto Trattato
che istituisce la Comunità europea e infine, con Lisbona, Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea.
Questa distinzione è utile
per comprendere perché oggi si parli di versioni consolidate del TUE e del
TFUE, entrambe risultanti dalle modifiche introdotte dal Trattato di Lisbona.
1. Due trattati, un solo ordinamento
L'Unione
europea poggia su due testi di pari valore giuridico: il TUE [Trattato
sull'Unione europea, firmato a Maastricht nel 1992] e il TFUE [Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, che deriva dal Trattato che istituisce la Comunità economica
europea (Trattato di Roma del 1957), più volte modificato e ridenominato dal
Trattato di Lisbona.], entrambi nella versione "consolidata" (cioè il testo
unico che incorpora tutte le modifiche successive) uscita dal Trattato di
Lisbona del 2009. Il TUE è la carta costituzionale in senso lato: enuncia
valori, principi democratici, architettura delle istituzioni e politica estera.
Il TFUE è il manuale operativo: precisa le competenze, disciplina le singole
politiche e il funzionamento quotidiano degli organi.
2. Valori e obiettivi
L'articolo 2
TUE fonda l'Unione su dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di
diritto (cioè: il potere pubblico si esercita solo entro regole conoscibili,
sotto il controllo di giudici indipendenti) e rispetto dei diritti umani,
comprese le minoranze. Lo Stato membro che li violi gravemente può subire, ex
articolo 7, la sospensione dei diritti di voto in Consiglio. Gli obiettivi
(articolo 3) sono la pace, il benessere dei popoli, un mercato interno fondato
su un'economia sociale di mercato, lo sviluppo sostenibile, l'unione economica e monetaria la cui
moneta è l'euro.
Per «economia sociale di mercato fortemente
competitiva» si intende — secondo il modello di matrice tedesca elaborato
dall'ordoliberalismo e attuato nel dopoguerra da Ludwig Erhard — un sistema che
affida al mercato e alla concorrenza la produzione della ricchezza, ma riserva
ai poteri pubblici il compito di fissarne le regole e di correggerne gli esiti
mediante la protezione sociale, in vista della piena occupazione e del
progresso sociale.
In materia di difesa, l'articolo 42,
paragrafo 7, TUE impone agli Stati membri di prestare «aiuto e assistenza con
tutti i mezzi in loro possesso» allo Stato che subisca un'aggressione armata
nel proprio territorio, in conformità dell'articolo 51 della Carta delle
Nazioni Unite, che riconosce il diritto di legittima difesa individuale e
collettiva; tale obbligo incontra però due limiti: non pregiudica il «carattere
specifico» della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati (formula che
tutela la neutralità di paesi come Austria, Irlanda e Malta) e, per gli Stati
che aderiscono alla NATO [Organizzazione del Trattato del Nord-Atlantico],
lascia all'Alleanza il ruolo di fondamento e sede di attuazione della difesa
collettiva.
3. Attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità
L'Unione non è
uno Stato: agisce solo nelle competenze che gli Stati le hanno conferito
(principio di attribuzione); tutto il resto rimane agli Stati. L'esercizio di
tali competenze obbedisce alla sussidiarietà (l'Unione interviene solo se
l'obiettivo si raggiunge meglio a livello europeo che nazionale o locale) e
alla proporzionalità (mai oltre il necessario). I parlamenti nazionali vigilano
sul rispetto della sussidiarietà.
L'Unione
rispetta l'identità nazionale degli Stati membri, insita nelle loro strutture
fondamentali politiche e costituzionali (articolo 4, paragrafo 2, TUE), nonché
le loro funzioni essenziali, come la sicurezza nazionale.
4. Le tre famiglie di competenze (articoli 2-6 TFUE)
Competenze
esclusive: legifera solo l'Unione (unione doganale, regole di concorrenza per
il mercato interno, moneta per i paesi dell'euro, conservazione delle risorse
biologiche del mare nell'ambito della politica comune della pesca, commercio
estero). Competenze concorrenti: Stati e Unione possono entrambi legiferare, ma
gli Stati solo dove l'Unione non lo ha già fatto (mercato interno, ambiente,
energia, trasporti, agricoltura e altro). Competenze di sostegno: l'Unione
coordina o integra l'azione statale senza poterla armonizzare (salute,
istruzione, cultura, turismo).
5. Doppia legittimazione democratica
Il
funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa in due
canali (articolo 10 TUE): i cittadini eleggono direttamente il Parlamento
europeo; gli Stati siedono nel Consiglio tramite i governi, democraticamente responsabili davanti ai
rispettivi parlamenti nazionali. La cittadinanza dell'Unione si aggiunge a quella nazionale, non la
sostituisce. Un milione di cittadini può chiedere alla Commissione una proposta
legislativa (iniziativa dei cittadini).
6. Le istituzioni e il "triangolo decisionale"
Le istituzioni sono sette (articolo 13 TUE). Le più importanti nel processo legislativo formano un
'triangolo decisionale': la
Commissione, custode dell'interesse generale, ha il quasi-monopolio
dell'iniziativa legislativa (propone le leggi); Parlamento europeo e Consiglio
le adottano insieme come co-legislatori, nella procedura legislativa ordinaria
(approvazione dello stesso testo da parte di entrambi). Il Consiglio europeo
(capi di Stato o di governo) dà l'indirizzo politico ma non legifera. La CGUE
[Corte di giustizia dell'Unione europea] assicura il rispetto del diritto; il
suo strumento chiave è il rinvio pregiudiziale: ogni giudice nazionale può (e
talora deve) chiederle come interpretare il diritto dell'Unione prima di
decidere la causa. Completano il quadro la BCE [Banca centrale europea] e la
Corte dei conti.
7. I diritti fondamentali
Per l'articolo
6 TUE la Carta dei diritti fondamentali (Nizza, 2000) ha lo stesso valore
giuridico dei trattati; è prevista inoltre l'adesione dell'Unione alla CEDU [Convenzione
Europea sui diritti dell’uomo - Convenzione per la salvaguardia dei
diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950] che tuttavia non si è ancora
realizzata.
8. Il cuore del TFUE: il mercato e i cittadini
Il TFUE vieta
ogni discriminazione
fondata sulla nazionalità nell'ambito di applicazione dei Trattati e garantisce le
quattro libertà di circolazione: merci, persone, servizi e capitali. Disciplina
inoltre lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia (frontiere, asilo,
cooperazione giudiziaria e di polizia), l'unione economica e monetaria e
l'azione esterna dell'Unione.
9. Due principi non scritti ma fondanti
Il primato (la
norma europea prevale,
secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione
Europea, sulla norma
interna incompatibile) e l'effetto diretto (le norme europee chiare, precise e
incondizionate creano diritti che il singolo può far valere davanti al giudice
nazionale) non sono enunciati nei trattati: li ha elaborati la Corte di
giustizia (sentenze Van Gend en Loos, 1963, e Costa c. ENEL, 1964) e l'intero
sistema li presuppone.
10. La vita del sistema
I trattati si
modificano con la procedura di revisione (articolo 48 TUE, ratifica di tutti
gli Stati); ogni Stato europeo che ne rispetti i valori può chiedere di aderire
(articolo 49); ogni Stato membro può recedere (articolo 50, la base giuridica
della Brexit). I
Trattati sono conclusi per una durata illimitata: un ordinamento pensato per durare,
«un'unione sempre più stretta fra i popoli dell'Europa».
11. LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
DELL'UNIONE EUROPEA
11.0. Nota preliminare. La Carta fu proclamata solennemente a
Nizza il 7 dicembre 2000 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, come
atto politico inizialmente privo di efficacia giuridica vincolante.
Riproclamata in versione adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007, ha
acquistato «lo stesso valore giuridico dei trattati» (articolo 6 TUE [Trattato
sull'Unione europea]) con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1°
dicembre 2009
11.1 La Carta è
il catalogo dei diritti fondamentali dell'Unione. Non crea diritti nuovi:
«riafferma» in un testo unico diritti tratti dalle tradizioni costituzionali
comuni, dalla CEDU [Convenzione europea dei diritti dell'uomo] e dalla
giurisprudenza delle Corti europee. L'originalità è l'architettura: 54 articoli
ordinati non per la distinzione fra diritti civili e sociali, ma attorno a sei
valori, che intitolano i capi.
11.2 Dignità
(articoli 1-5): la dignità umana, «inviolabile», apre il testo; ne discendono
diritto alla vita (con divieto della pena di morte), integrità della persona —
inclusi i divieti di eugenetica, clonazione riproduttiva e lucro sul corpo
umano — e proibizione di tortura e schiavitù.
11.3 Libertà
(6-19): dalle libertà classiche ai dati personali, a istruzione, impresa,
proprietà, asilo; la libertà di pensiero, coscienza e religione (articolo 10)
comprende il diritto di cambiare religione e di manifestarla, in pubblico o in
privato, con culto, insegnamento e pratiche; l'obiezione di coscienza è
riconosciuta secondo le leggi nazionali.
11.4
Uguaglianza (20-26): davanti alla legge, non discriminazione, parità fra donne
e uomini, diritti di bambini, anziani, disabili.
11.5
Solidarietà (27-38): i diritti sociali e del lavoro: contrattazione collettiva
e sciopero, tutela dal licenziamento, sicurezza sociale, salute, ambiente,
consumatori.
11.6 Cittadinanza
(39-46): voto, buona amministrazione, accesso ai documenti, libera
circolazione. 11.7Giustizia (47-50): ricorso effettivo a un giudice
indipendente, presunzione d'innocenza, legalità e proporzionalità delle pene,
ne bis in idem (divieto di un secondo giudizio per lo stesso fatto).
11.8.Due
cautele la delimitano (51-54): vincola le istituzioni dell'Unione, e gli Stati
solo quando ne attuano il diritto — non è una costituzione universale dei
diritti — né amplia le competenze dell'Unione; i diritti corrispondenti alla
CEDU [Convenzione Europea sui diritti dell’uomo - Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950] hanno almeno
il significato e la portata della Convenzione.
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Revisione
critica mediante il LLM chatbot ChatGPT di OpenAi [modello istantaneo]
Prompt:
Revisiona criticamente il testo che segue, proponendo, ma solo se assolutamente
indispensabile, correzioni e integrazioni [segue il risultato di Claude]
risultato
Nel
complesso il testo è molto buono: è corretto sul piano giuridico, ha un
linguaggio divulgativo ma preciso e riesce a condensare efficacemente una
materia complessa. Non vedo errori sostanziali. Mi limiterei davvero a
pochissime modifiche, per lo più di precisione terminologica.
Ecco
le osservazioni.
1. Paragrafo 1: il TFUE
Scrivi:
"...il
TFUE [Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che è l'antico Trattato
di Roma del 1957 ribattezzato]"
Questa
formulazione è comprensibile ma leggermente imprecisa.
Più
corretto sarebbe:
"...che
deriva dal Trattato che istituisce la Comunità economica europea (Trattato di
Roma del 1957), più volte modificato e ridenominato dal Trattato di
Lisbona."
Infatti
il TFUE non è semplicemente il Trattato di Roma "ribattezzato": tra
il 1957 e Lisbona esso è passato attraverso Maastricht, Amsterdam e Nizza,
assumendo prima il nome di Trattato che istituisce la Comunità europea.
2. Articolo 3 TUE
Scrivi:
"...gli
obiettivi (...) sono ... la moneta unica."
Qui
aggiungerei una piccola precisazione.
L'articolo
3 non pone come obiettivo semplicemente "la moneta unica", ma:
"...l'unione
economica e monetaria la cui moneta è l'euro."
È
una sfumatura, ma è il testo del Trattato.
3. Competenze esclusive
Scrivi:
"...conservazione
delle risorse del mare..."
Più
preciso sarebbe usare la formula del TFUE:
"...conservazione
delle risorse biologiche del mare nell'ambito della politica comune della
pesca."
Per
un testo divulgativo puoi anche mantenere la tua espressione, ma quella del
Trattato evita possibili equivoci.
4. Doppia legittimazione democratica
Ottimo.
Aggiungerei
soltanto due parole:
"...i
governi, democraticamente responsabili davanti ai rispettivi parlamenti
nazionali."
Rafforza
il senso dell'articolo 10 TUE.
5. Le istituzioni
Scrivi:
"Le
istituzioni sono sette."
Giuridicamente
perfetto.
Volendo
essere ancora più divulgativo:
"Le
istituzioni dell'Unione sono sette. Le più importanti nel processo legislativo
formano un 'triangolo decisionale'..."
ma
è solo una scelta stilistica.
6. Carta dei diritti fondamentali
Qui
farei la correzione più importante.
Scrivi:
"...è
prevista inoltre l'adesione dell'Unione alla CEDU."
Oggi
questa frase rischia di risultare incompleta.
Infatti
l'articolo 6 TUE continua a prevedere l'adesione, ma essa non è ancora
avvenuta.
Suggerirei:
"...il
Trattato prevede inoltre l'adesione dell'Unione alla CEDU, adesione che
tuttavia non si è ancora realizzata."
È
una precisazione ormai indispensabile.
7. Il mercato interno
Scrivi:
"Il
TFUE vieta ogni discriminazione fondata sulla nazionalità..."
Più
esattamente:
"...ogni
discriminazione fondata sulla nazionalità nell'ambito di applicazione dei
Trattati."
Per
un testo divulgativo, tuttavia, la tua formulazione è perfettamente
accettabile.
8. Primato
Scrivi:
"la
norma europea prevale su quella interna incompatibile"
È
corretto.
Forse
aggiungerei una parola:
"...prevale,
secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, sulla norma interna
incompatibile."
Questo
ricorda che il principio nasce dalla giurisprudenza e non da una disposizione
espressa dei Trattati.
9. Ultimo periodo
Scrivi:
"Il
trattato è concluso per durata illimitata..."
Io
preferirei:
"I
Trattati sono conclusi per una durata illimitata..."
poiché
si parla sia del TUE sia del TFUE.
Un'aggiunta che valuterei
Forse
manca soltanto un principio che oggi molti costituzionalisti considerano
centrale.
Dopo
il punto 2 o il punto 3 potresti inserire una sola frase:
L'Unione
rispetta l'identità nazionale degli Stati membri, insita nelle loro strutture fondamentali politiche e
costituzionali (articolo 4, paragrafo 2, TUE), nonché le loro funzioni
essenziali, come la sicurezza nazionale.
È
un principio sempre più richiamato dalla Corte di giustizia e dalle Corti
costituzionali nazionali e completa molto bene il principio di attribuzione
delle competenze.
Valutazione complessiva
Se
dovessi assegnare un giudizio come testo divulgativo destinato a lettori colti
ma non specialisti, gli darei 9,5/10.
Le
uniche modifiche che considero davvero opportune sono:
1. precisare l'origine del TFUE (non semplice
"ribattezzamento" del Trattato di Roma);
2. chiarire che l'adesione dell'Unione alla CEDU è
prevista ma non ancora realizzata;
3. sostituire "Il trattato è concluso per durata
illimitata" con "I Trattati sono conclusi per una durata
illimitata".
Tutto
il resto riguarda soltanto affinamenti di precisione o di stile, non correzioni
necessarie.

