Studiamo insieme la nuova enciclica La magnifica umanità
Ho iniziato una serie di podcast per il nostro gruppo trattando della prima enciclica di papa Leone 14°, pubblicata il 25 maggio 2026 con il titolo La magnifica umanità, in latino Magnifica humanitas. Continuerò tutta l’estate: alla ripresa degli incontri infrasettimanali del gruppo, nel prossimo ottobre, potremo poi confrontarci sinodalmente, con il metodo della conversazione spirituale, per capire come mettere in pratica gli insegnamenti del documento nell’azione sociale.
L’enciclica La magnifica umanità è un documento complesso e molto importante per tutti noi che vorremmo lavorare in spirito sinodale nella nostra Chiesa alla riforma della società in cui viviamo per conformarla ai principi evangelici, agendo in amicizia con tutte le persone che si sforzano di essere buone, secondo il principio enunciato al n.31 della Costituzione dogmatica sulla Chiesa Luce per le genti - Lumen gentium del Concilio Vaticano 2°: “Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”. In quest’ultima frase, con l’aggettivo temporali si vogliono indicare le cose che mutano nel tempo, a differenza di quelle eterne perché riguardano i dogmi, i principi fondamentali delle verità riguardanti Dio.
Una enciclica è un tipo di documento del Magistero del Papa che contiene indicazioni e anche norme di vita molto rilevanti riguardanti la vita di fede personale e comunitaria.
La parola enciclica ci viene dal greco antico, come molte altre in uso nella nostra religione, e significa lettera circolare, quindi rivolta a più destinatari. In particolare venivano inviate dai vescovi dell’antichità. Dal Settecento le encicliche divennero uno dei principali documenti del Magistero dei Papi e trattano argomenti dottrinali, morali e sociali. Sono state lo strumento principale per la costruzione della dottrina sociale contemporanea, vale a dire quella parte degli insegnamenti dei Papi che riguardano l’organizzazione sociale sotto il profilo della teologia morale, la disciplina che studia il problema di come vivere da cristiani nelle varie situazioni della vita, cercando di risolvere i dilemmi morali che si presentano, vale a dire quando non è immediatamente evidente che cosa è il bene in una certa situazione concreta.
L’enciclica La magnifica umanità è un’enciclica sociale, che si pone nel solco di una tradizione di Magistero che si fa partire dall’enciclica Delle novità – Rerum novarum del papa Leone 13°, datata 15 maggio 1891. L’enciclica di papa Leone 14° è datata 15 maggio 2026, nel centotrentacinquesimo anniversario dell’enciclica del 1891.
Il titolo ufficiale dell’enciclica di papa Leone XIV è, come di consuetudine, in latino, dalle prime parole del testo. Ma questa volta c’è una particolarità: per la prima volta non è stato diffuso un testo tipico in latino, vale a dire quello a cui si doveva fare riferimento in caso di dubbi sul senso del documento. L’enciclica è stata pubblicata contemporaneamente solo in arabo, francese, inglese, italiano, polacco, portoghese, spagnolo, tedesco. La scelta ha un senso, tenendo conto che uno degli episodi biblici su cui l’enciclica è centrata è quello della confusione delle lingue narrato nella storia della Torre di Babele e che nell’enciclica la pluralità delle lingue non è vista in modo negativo. Questa decisione è stata presa nel quadro del nuovo Regolamento generale della Curia Romana, promulgato il 23 novembre 2025, adottato in esecuzione della Costituzione apostolica Predicate il Vangelo - Praedicate Evangelium del 2022 ed entrato in vigore il 1 gennaio 2026: con quell’atto venne stabilito che i documenti della Curia potessero essere redatti in latino o in altre lingue.
L’enciclica La magnifica umanità si compone di 245 unità tematiche, distinte ciascuna da un numero, suddivise in una Introduzione e in cinque capitoli così intitolati: “Un pensiero dinamico e fedele al Vangelo”, “Fondamenti e principi della dottrina sociale della Chiesa”, “La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’Intelligenza artificiale”, “Custodire l’umano nella transizione. Verità, lavoro e libertà”, “La cultura della potenza e la civiltà dell’amore”. In ogni capitolo sono stati inseriti dei titoletti per chiarire il contenuto di gruppi di unità tematiche minori distinte da numeri.
Leggeremo e studieremo l’enciclica di papa Leone con lo spirito delle persone colte. Chi sono? E’ spiegato nella presentazione del blog acvivearomavalli.blogspot.com :
Cerco di sviluppare un discorso colto, non superficiale, fatto di ragionamenti compiuti e con precisi riferimenti culturali, sui quali chi vuole può discutere. Il mio però non è un discorso scientifico, perché di quei temi non tratto da specialista, come sono i teologi, gli storici, i sociologi, gli antropologi e gli psicologi: non ne conosco abbastanza e, soprattutto, non so tutto quello che è necessario sapere per essere uno specialista in quelle scienze. Personalmente sono solo un esperto giuridico, ma cerco di affrontare le altre materie da persona colta. Del resto questa è la condizione di ogni specialista riguardo alle altre specializzazioni. Le scienze evolvono anche nelle relazioni tra varie specializzazioni, in un rapporto interdisciplinare, e allora il discorso colto costituisce la base per una comune comprensione.
Da un primo sguardo d’insieme, emerge che l’enciclica di cui ci occuperemo non è un documento sull’intelligenza artificiale, come in questi giorni è stato scritto, bensì un testo in cui si ragiona sull’evoluzione delle società contemporanee in un tempo che sempre più sarà connotato dall’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e sul ruolo che in esse deve essere svolto dalla gente cristiana per preservare la dignità umana. Quest’ultima è ciò appunto che rende magnifica l’umanità.
Ad una riflessione superficiale ci si può stupire che l’umanità, con tutto il male che ancor oggi, come sempre, esprime, sia detta magnifica. Nell’enciclica viene spiegato perché lo è. Ed è bene partire proprio da questo. Leggiamo al numero 16:
E, con animo di pastore e di padre, chiedo a tutti di fermare il cantiere dell’ennesima Babele e di unire le forze per edificare nel bene, affinché l’umanità non perda mai la propria bellezza e il mondo possa riconoscere ancora una volta, nel cuore dell’essere umano, il luogo dove Dio desidera abitare.
La magnificenza dell’umanità non è quella, vana e illusoria, dei potenti del mondo, ma è quella che è data dall’essere il luogo dove Dio desidera abitare ed in effetti abita: in ciò anche la dignità inviolabile delle persone umane. L’enciclica chiama tutte le persone cristiane a fare la propria parte per custodirla, come al tempo di Neemia, il riformatore che restaurò le mura di Gerusalemme nel 5° secolo avanti Cristo e che ravvivò l’antica fede basata sulla legge di Mosè, tanta gente fece la propria parte per restaurare le mura diroccate della città.
Mario Ardigó - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli