Programmi di Azione Cattolica
In Azione Cattolica è tempo di programmi. Si fanno proposte. Sì sembra essere un po’ imbarazzati. C’è chi raccomanda di dedicarsi all’evangelizzazione primaria, quella del primo annuncio, come se non si fosse giâ profondamente impregnati di esso anche nell’Italia di oggi, che (fra parentesi) si manifesta come il luogo più clericale dell’universo; altri parlano di darsi alla catechesi, perché la gente di fede ne sa troppo poco di tutto, come se l’essenziale fosse il sapere e quindi, contro l’evidenza storica, il miglior modello di cristiano fosse il teologo. Il sussidio formativo in uso quest’anno lascia troppa libertà, si osserva, lo si vorrebbe quindi più prescrittivo, come se la sfida della fede della libertà, dopo i secoli bui della nostra tremenda storia, non fosse al centro della missione che l’Azione Cattolica si è data dopo il Concilio Vaticano 2º. Pensate, si esecra, che nei gruppi si finisce con il parlare di dottrina sociale!
Guardiamo alla storia. L’Azione Cattolica Italiana viene istituita nel 1906, uno di quei tempi bui a cui ho accennato, come strumento di attuazione della dottrina sociale. Tanto è vero che si articolava anche in un’organizzazione sindacale e in una a carattere politico-elettorale. Fu pensata per gente già raggiunta dal primo annuncio e che già aveva avuto la formazione catechistica di base. Fin dall’inizio fu un’associazione di persone laiche, mature, già ben istruite nella fede, che provvedevano democraticamente al loro autogoverno e partecipavano non da semplici esecutrici dei provvedimenti gerarchici all’azione sociale, in unione sinodale con le altre formazioni in cui la gente laica era impegnata, con le componenti ministeriali e conle istituzioni di vita consacrata. C’era un lavoro da fare per cambiare la società, per plasmarla secondo i principi umanitari evangelici e per farlo bisognava essere in molti, ben preparati e organizzati. Su queste basi l’Azione Cattolica italiana (molto diversa dalle Azioni Cattoliche istituite in altre parti del mondo, che in genere si manifestarono tutt’altro, con impronta piuttosto reazionaria) diede un contributo importantissimo alla costruzione della nuova democrazia repubblicana italiana, a partire già dalle fasi finali, quelle della feroce repressione in Italia, del regime fascista mussoliniano. Gente proveniente dall’Azione Cattolica fu poi protagonista del processo comunitario europeo, innestandovi il principio di sussidiarietà, formulato dai teorici della Santa Sede nel 1931. Ne sono derivati settantacinque anni di pace tra popolazioni che si erano sanguinosamente combattute fin dall’antichità, arrivando oggi a includere gente di ventisette stati nazionali, quattrocentocinquanta milioni di persone. Nella storia dell’umanità non vi è mai stato, purtroppo, un periodo di pace così lungo. La missione della pacificazione duratura del continente fu affidata, in particolare a chi operava nell’azione sociale, con un serie di radiomessaggi natalizi tra il 1943 e il 1945, diffusi dal papa Pio 12º, importantissimi e ora poco conosciuti documenti della dottrina sociale.
Dopo il Concilio Vaticano 2º, svoltosi a Roma tra il 1962 e il 1965, l’Azione Cattolica riformò democraticamente sé stessa, in unione sinodale con la gerarchia, con il nuovo Statuto del 1969, deliberato sotto la presidenza nazionale di Vittorio Bachelet, dandosi poi come obiettivo principale la collaborazione nell’attuazione, nella Chiesa e nella società, dei principi formulati dal Concilio, nei quali la materia della dottrina sociale era ampiamente contemplata, pervadendo le due principali Costituzioni conciliari, la Luce per le genti – Lumen gentium e la La gioia e la speranza – Gaudium et spes.
Mi pare che ad alcune persone tra noi questo sembri troppo poco e che quindi non appassioni più.
Dal 2015, infine, dal Papa ci è venuto il pressante appello a collaborare ad una riforma sinodale del modo di essere Chiesa tutti i livelli, una cosa mai tentata prima tra i cattolici. Il lavoro è ancora in corso. Le prime fasi del processo si sono concluse nell’ottobre 2024 per quanto riguarda il Sinodo delle Chiese del mondo e nell’ottobre 2025 per il processo sinodale della Chiesa italiana. In entrambi i casi si è deciso di proseguire. Di fatto la sinodalità è ancora poco praticata ad ogni livello. Pochissimo o per nulla nelle parrocchie.
Il lavoro sulla sinodalità, che è anzitutto una forma di convivenza pacifica e pacificata secondo l’agàpe evangelica, il comandamento nuovo, si riflette anche su quello della manutenzione e sviluppo del processo comunitario europeo e degli organismi mondiali istituiti allo scopo di realizzare un ordine sociale e politico pacifico e pacificante a livello mondiale, secondo le pressanti esortazioni che ci vengono da ultimo dal papa Leone 14º.
Tirando le somme: la collaborazione nell’attuazione della sinodalità ecclesiale e della pacificazione democratica mondiale secondo i principi della dottrina sociale si presentano oggi come gli obiettivi che l’Azione Cattolica Italiana dovrebbe principalmente perseguire, se vuole rimanere fedele alla sua straordinaria storia, alla sua vocazione di sempre, alle esortazioni del Magistero.
L’evangelizzazione primaria e la catechesi vengono svolte in altre organizzazioni, ad esempio nelle parrocchie, alle quali le persone che aderiscono all’Azione Cattolica possono partecipare, e di fatto partecipano, perché l’impegno in Azione Cattolica non esclude quello in altro campi.
Un’ultima nota. Nel dire che la nostra gente di fede “sa troppo poco o nulla del tutto” si avverte una certa nota di disprezzo che non mi pare evangelica. Nella mia esperienza, più si apprende più si diventa consapevoli di sapere ancora troppo poco. Solo nella sinodalità, unendo le forze, si possono superare i propri limiti personali, per scoprire poi di saperne comunque ancora troppo poco e che la ricerca deve continuare. Chi sei tu, allora, che ti permetti atteggiamenti arroganti nei confronti dell’altra gente di fede, che magari saprà anche meno di te, ma vive, genera e si cura amorevolmente della prole e dei suoi anziani, spera e muore confidando nel medesimo Signore?
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa -Roma, Monte Sacro, Valli