domenica 22 giugno 2025

Miti

 

Miti

 

  Il mito  è una narrazione immaginifica legata alle tradizioni di una società che serve ad esprimere il senso della vita in quella collettività, innanzi tutto spiegandone le lontane origini. E’ liberamente ispirato alla realtà, intesa come i fatti della natura e della storia, che viene presa essenzialmente come riferimento simbolico.

  Gli illuministi nel Settecento e i positivisti nel secolo successivo pensarono che se ne potesse fare a meno, ma l’esperienza delle società umane, considerata sotto i profili dell’antropologia e della sociologia, non avvalora questa convinzione.

  Hanno connotati mitici le basi del diritto di una società, anche di quelle molto evolute contemporanee. Hanno natura mitica i concetti di popolo, democrazia, uguaglianza, libertà, stato, nazione, divinità, come l’hanno i fondamenti delle autocrazie, comprese quelle religiose.

  La necessità del mito dipende sostanzialmente dai limiti cognitivi degli esseri umani, che non saranno superati, tenendo conto che, sotto questo aspetto, siamo più o meno gli stessi di duecentomila anni fa.

 Le religioni, e anche la nostra, hanno struttura e natura mitica.

 In passato, e molto  a lungo, si ebbero difficoltà nel distinguere il mito dalla realtà. L’abuso del mito da parte di un centro di potere serve a consolidarne il potere in modo che non possa essere messo in discussione, in tal modo sacralizzandolo. Si abusa del mito quando lo si propone come realtà.

  Definiamo cultura   le caratteristiche e dinamiche delle società umane e natura tutti i fenomeni fisici e biologici del mondo che non sono cultura. Il mito rientra nella cultura. A differenza del mito un fenomeno naturale può essere osservato, misurato  e studiato con verifica empirica e con metodologie sperimentali. Nello studio della natura si cerca di scoprire le cause di ciò che accade. Anche le società umane sono fatti naturali e possono essere studiate come tali, come fanno antropologia e sociologia. Nel mito si cerca invece di costruire il senso della vita sociale, al di là delle funzioni biologiche della specie.

  Ogni persona si adatta alla mitologia in cui vive immersa, ma se ne crea di proprie, innanzi tutto intorno a se stessa, poi sul proprio gruppo parentale e sulle collettività di riferimento. Questa mitologia personale, legata al proprio ruolo sociale, è ciò che indichiamo come identità. Si parla anche di identità  di popoli e nazioni e questa è mitologia.

  E’ importante saper essere consapevoli della differenza tra mito e realtà. La formazione religiosa dovrebbe servire anche a questo e invece, almeno a quanto ne so, spesso si abusa del mito.

  In una delle letture bibliche della messa domenicale di stamattina si raccontava di un mitico re sacerdote  cananeo, Melchisedec, un non israelita, sacerdote di El,  il dio adorato in quei contesti sociali,  del quale Abramo, altra figura mitica, sarebbe divenuto tributario e dal quale sarebbe stato benedetto. El  fu poi uno dei nomi del Dio degli israeliti. I miti delle popolazioni si intrecciano e, a ben vedere, passano da una religione ad un’altra. E’ accaduto anche ai cristianesimi rispetto ai culti precedenti, definiti sprezzantemente pagani.

  Credere  da cristiani non è illudersi. Invece spesso si propone alla gente un credere che è un illudersi come virtù religiosa. Chi accetta di illudersi cade nelle mani di chi governa il mito che illude.

 Nella formazione religiosa di base e anche di quella di secondo livello ci si concentra sull’etica basata sulla mitologia, ma si dovrebbe fare di più, in particolare se si vuole che la gente cristiana influisca sulla società intorno.  Bisognerebbe agganciarsi ai programmi scolastici, che comprendono la storia  e le scienze naturali. E’ importante avere il senso religioso dell’agire in società, ma lo è anche  essere consapevoli di come va il mondo realmente.

  L’organizzazione ecclesiastica della Chiesa cattolica è ancora un obsoleto assolutismo che è stato imposto nell’Ottocento, al tempo del contrasto durissimo con il liberalismo. Lo si giustifica con una immaginifica mitologia che ha ostacolato e guastato il processo sinodale che papa Francesco aveva tentato di promuovere dall’ottobre 2021.

  Anche i miti hanno una loro evoluzione, che è molto evidente a chi la studia con metodo. Essa dipende dalle dinamiche sociali, proprio perché i miti fanno parte della cultura delle società. La natura evolve con altre dinamiche, più lente, legata alle leggi fisiche e biologiche. Solo nel mito il mondo può apparire immobile.

  Sarebbe bello se si potesse crescere nella fede anche facendo i conti con il mondo così come realmente è. Qui potrebbe avere un ruolo la gente di fede che non è legata ad un particolare stato di vita ecclesiastico, nel quale la mitologia la fa da padrona.  Purtroppo tutto  è ancora in mano ai preti e ai religiosi, per cui, ad esempio, quando d’estate i preti hanno le loro ferie, le attività vengono sospese o molto ridotte. La sinodalità è ancora molto di là da venire.

 Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli