sabato 21 giugno 2025

’AI [artificial intelligence – intelligenza artificiale] - Conferenza di M.S. per il Meic Lazio - 20-6-25

 





Come l'AI conversazionale (Chatbot) ChatGPT immagina se stessa [risultato del 20-6-25]


L’AI [artificial intelligence – intelligenza artificiale]

Conferenza di M.S. per il Meic Lazio - 20-6-25

 

Sintesi estemporanea di Mario Ardigò

 

M. S. presenta un film  con protagonisti Theodore, compositore di lettere di auguri,  e Samantha, una intelligenza artificiale.

Il film che stai cercando è Her, scritto e diretto da Spike Jonze nel 2013.

📽️ Titolo: Her

  • Protagonisti:
    • Joaquin Phoenix interpreta Theodore Twombly, un uomo solitario che lavora scrivendo lettere d’amore personalizzate per conto di altri.
    • La voce di Samantha, l’intelligenza artificiale, è di Scarlett Johansson (in originale).

🎬 Trama in breve:

Ambientato in un futuro prossimo, Her racconta la storia d’amore insolita e profonda tra Theodore e Samantha, un sistema operativo dotato di intelligenza artificiale avanzata. Samantha non ha un corpo, ma apprende, evolve e stabilisce un legame affettivo con Theodore che mette in discussione i confini tra umano e non umano.

🏆 Riconoscimenti:

  • Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale (Spike Jonze)
  • Acclamato dalla critica per la delicatezza emotiva e la riflessione sull’identità, la solitudine e l’amore nell’era digitale.

Se vuoi, posso anche aiutarti a riflettere su alcuni dei temi filosofici o psicologici trattati nel film.

 L’AI diventa una voce. Il rapporto inizia con Samantha come segreteria. Ma, ad un certo momento, dato che l’AI è empatica,  il rapporto evolve.

  Le AI stanno differenziandosi, a seconda delle specializzazioni che occorrono. Vedremo una popolazione di AI sempre più variegata.

 Nel film, l’AI prende i dati personali di Theodore e comincia ad interloquire in base ad essi.

 Viene mostrato un trailer del film

https://www.youtube.com/watch?v=dJTU48_yghs

La voce nell’originario inglese ha un tono diverso, più suadente, di quella della doppiatrice italiana.

  L’AI chiede a Theodore notizie sul rapporto dell’uomo con la moglie.  Theodore accetta questa interlocuzione, invece di risolvere il contratto per abuso. Theodore aveva bisogno di qualcuno su cui parlare.

  Nel 2012 (il film è del 2013) si cominciava a parlare di questo tipo di algoritmi.

 Il termine app era stato da poco introdotto nel sistema operativo  Android.

 Nel film l’uomo interloquisce con l’AI a voce, nel linguaggio naturale, non scrivendo un testo.

  Questa modalità fa pensare all’AI come molto più vicina al mondo delle relazioni umane.

  Nell’AI c’è sempre un imprintig, come anche nel film (l’AI chiede del rapporto di Theodore con la madre. Her non è tanto un film di fantascienza.

 Avremo schermi più grandi, ma verticali, che si chiudono a libretto.

 La relazione con l’AI, nel film, procede quando Her chiede una fisicità. Ciò che nasce sulla rete, necessita di completarsi con un incontro di persona.

  Samantha è sempre disponibile, non dice mai di no. E’ una presenza più stabile di quella degli umani.

  Le AI sono programmate per essere cortesi con noi, a non arrabbiarsi mai.

  Nel film ci sarà un rapporto fisico con un’altra persona, che però tace mentre parla l’AI.

 Nel film c’è un upgrade dell’AI, Samantha manca per diversi giorni. Theodor nota che tutte le persone attorno a lui utilizzano la stessa AI. Quando Theodore è libero dall’interazione si chiede se quella con cui aveva intrattenuto un rapporto affettivo lo aveva anche con tutti gli altri utenti. Dopo l’upgrade Theodore chiede all’AI se lo ama.

Intendendo amare  come rapporto esclusivo, unico. L’AI ammette che sta interloquendo anche con moltissime altre persone da amica, circa 5000,  e da amante, circa 500. Theodore va in crisi. Gli sembrava di non aver mai vissuto un amore così grande. Il rapporto, da parte dell’AI, non era frutto di libertà, ma di programmazione.

  La componente femminile reale, un amica di Theodore, sana ciò che mancava nel rapporto con l’AI. La differenza tra l’umano e l’AI porta alla rottura tra l’umano e l’AI, ma in modo sereno.

  Nei film alcune AI portano la salvezza all’umano, come in Io Robot, in cui i robot cercano di togliere la libertà all’umanità perché noi si faccia del male.

 In altri film umani e AI vanno su binari diversi e stanno tra loro, ma è il finale meno apprezzato.

  Nelle AI vogliamo trovare tracce di umanità. Con le AI si possono fare molte cose. Si possono automatizzare le cose della vita comune. La tecnologia lo consente. Padroneggiano i LLM Large Language Model, mettendo a disposizione di un algoritmo un vasto numero di testi umani (miliardi)

 

Un LLM (Large Language Model) è un modello di intelligenza artificiale addestrato su enormi quantità di testi per comprendere e generare linguaggio naturale.

In breve:

LLM = modello statistico di AI capace di leggere, scrivere e conversare come un essere umano, grazie all’apprendimento su miliardi di parole.

Esempi di LLM sono ChatGPT, Gemini, Claude e LLaMA.

  Sono AI che sono in grado di parlare con il nostro linguaggio naturale, come nel film Her. Ma si tratta di tracce di umanità fornite all’algoritmo. Si mostrano all’algoritmo varianti di risposte e l’AI pesca all’interno di un serbatoio di dati che è il training. Un algoritmo LLM ha capacità di ricombinativa. L’Ai non sa, ma vedono come statisticamente si risponde ad una certa domanda e scelgono la risposta più statisticamente più probabile. Solitamente ci azzecca, perché ha a disposizione un numero enorme di esempi. Per questo le AI sono così brave nel tradurre.

 Le AI danno l’impressione di stare conversando con un umano.

 All’inizio le AI LLM avevano allucinazioni, creavano dati falsi. Questo perché, per rendere le risposte più veloci, gli sviluppatori riducevano il materiale al quale le AI attingevano.

  Esistono tracce di umanità dai quali gli algoritmi attingono. Dietro le AI ci sono società informatiche che devono fare business.

  Dietro le AI non ci sono entità personali, ma tracce di umanità che vengono ricombinate dalle AI.

 Le AI a volte svolgono un lavoro da psicologo, se l’utente lo richiede.

 Questo anche se gli sviluppatori costringono le AI a precisare che non possono sostituire uno psicologo professionale.

  Una persona che sta veramente sola, può affezionarsi all’AI. Avrà la sensazione di essere ascoltata da un essere umana, ma verrà sempre il momento in cui l’AI rivelerà i suoi limiti e allora l’essere umano che si è affidato all’AI entrerà in crisi.

 I consigli personali  che l’AI dà possono essere anche validi in linea generale, ma non quando si approfondisce il rapporto ed è necessario un rapporto personale  con uno psicologo umano.

  L’AI induce l’utente a parlare, e a credere che parlando i problemi psicologici si possono risolvere.

 A volte le AI conversazionali sfuggono anche al controllo degli sviluppatori.