martedì 23 luglio 2024

Introduzione alla democrazia dell’Unione Europea - 13

Introduzione alla democrazia dell’Unione Europea – 13


  L’altro giorno, dopo il fallito al candidato alle elezioni presidenziali statunitensi Donald John Trump, sul giornale ho letto che nel 1968, dopo l’assassinio del pastore battista nero Martin Luther King Junior, il presidente statunitense di allora, John Fitzgerald Kennedy osservò che la società statunitense era profondamente permeata di violenza, che, oltre ad essere praticata, veniva anche mitizzata. La situazione non mi pare essere cambiata, anche perché da allora gli Stati Uniti d’America sono stati sempre in guerra o in procinto di entrarvi e hanno organizzato la più potente forza militare del Pianeta, l’unica in grado di essere impegnata in più fronti bellici. Ma non è solo questo: quello dell’uomo armato, che fronteggia da sé con la propria violenza quella altrui, è un mito costitutivo dell’identità civile americana, ed è per questo che ci si arma ben oltre le effettive necessità di difesa cittadina, ad esempio con fucili d’assalto come quello utilizzato contro Trump.

  La tendenza alla violenza, spinta da potenti e ancestrali emozioni aggressive o reattive, è innata nella nostra specie, ci è connaturata quali organismi viventi e, per questo, non può essere rimossa, ma solo contenuta socialmente. Ma una cosa è questa violenza individuale, altra è quella organizzata socialmente e che per essere tale deve fare riferimento a miti, come sempre quando si costruiscono strutture sociali.

  Il mito è una narrazione semplificata e ricca di elementi emotivi che  serve a orientare l’azione sociale creando il senso degli eventi correnti.

 I miti riguardano principalmente la società ma assegnano anche dei ruoli alle persone che ne fanno parte.

  I miti sono elementi culturali, non fenomeni naturali. È molto importante saperli distinguere da questi ultimi. La natura ci oppone una resistenza che il mito non esprime. Questo significa che i miti possono essere rapidamente mutati, adattati o abbandonati a seconda delle esigenze sociali. Contengono un senso che la natura non ha, anche se cerchiamo di darglielo appunto costruendovi sopra dei miti, per cui la si personifica e le si attribuisce una volontà, ad esempio dicendo che si vendica  quando la maltrattiamo.

  Nelle mitologie che servono ad organizzare la violenza sociale si costruisce anzitutto la figura del nemico, al quale si attribuisce una volontà malvagia che richiede di essere contrastata con la violenza, perché non finisca per prevalere. Poi si attribuisce al proprio gruppo una superiorità di stirpe rispetto agli altri, per la quale ci si ritiene legittimati a decidere quando e in che misura usare la violenza sociale. Si costruisce anche la figura dei primitivi,  vale a dire delle popolazioni talmente arretrate dal punto di vista dei costumi e della tecnologia, quindi della cultura, da dover essere cambiate, nel loro interesse, con la violenza, come si fa con i bambini, invadendole e appropriandosi di ciò che hanno. Questa violenza mitizzata può essere anche sacralizzata quando si immagina di esercitarla per volere di un dio. Un complesso di miti di questo tipo è al fondo delle idee dell’antico giudaismo per rivendicare il possesso della terra di Canaan, l’attuale Palestina e dintorni. È un mito che è ancora chiaramente percepibile nel Sionismo, ma che fu alla base, durante il Medioevo europeo, dell’organizzazione di efferate, prolungate ed estese operazioni belliche nelle guerre di Crociata, nei primi tre secoli del Secondo Millennio.

  Le Scritture sacre che assimilammo dall’antico giudaismo sono piene di  violenza mitizzata e sacralizzata e la lettura di quella parte della Bibbia cristiana che chiamiamo Antico Testamento può risultare a tratti sconvolgente per un cittadino europeo di oggi, perché l’ideologia fondativa dell’Unione Europea si basa su ripudio della violenza sociale all’interno degli spazi comunitari e per questo abbiamo vissuto un lunghissimo periodo di pace, disabituandoci agli inferni bellici. Un’esperienza unica nella storia dell’umanità.

Mario Ardigo – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro,Valli