lunedì 16 ottobre 2023

Ripresa delle attività

                                                Ripresa delle attività

  Sabato scorso sono ripresi i nostri incontri settimanali. 
  Come l'anno passato, ci vedremo una sera alla settimana, alternativamente il martedì e il sabato.
 Saremo seguiti da don Miguel.
  Naturalmente ciò che si fa in parrocchia è solo una piccola parte dell'impegno degli associati. Viviamo immersi nella società ed è nell'influirvi il senso del nostro lavoro. Lo si fa in ogni relazione che vi si intrattiene. Maturare la consapevolezza del senso religioso di tutto ciò è una delle finalità della nostra formazione associativa. 
  La riforma in senso sinodale dell'essere e del fare Chiesa vorrebbe rendere più efficace quell'impegno.
   Il cattolicesimo italiano, la versione ancora maggioritaria del cristianesimo in Italia, è stato molto importante nell'evoluzione della nostra società, e non sempre in positivo. La nostra Repubblica democratica, ad esempio, è fondata anche su alcuni grandi principi della dottrina sociale, che, in sede di redazione della nuova Costituzione italiana tra il 1946 e il 1946, sconfitto il regime fascista mussoliniano, persone cattoliche che facevano parte dell'Assembolea Coatituente vi riuscirono a inserire, trovando il consenso anche di altre forze politiche.
  Negli ultimi anni la situazione è molto cambiata. In parte ciò è il riflesso di mutamenti sociali a livello continentale, per i quali molta gente si è affrancata dalla vita religiosa, e in particolare dai cristianesimi. Vi vedono perlopiù un inutile impaccio, in particolare un ostacolo alla propria felicità. Però non dobbiamo sottovalutare una crescente inefficienza nella tradizione della fede, essenzialmente per la difficoltà di renderla rispondente alle esigenze dei tempi nostri, tanto diversi da quelli antichi. Per alcune persone questo proposito è visto come pericoloso, e preferirebbero fare come s'è sempre fatto. Immaginano che si sia sempre fatto così, ma la consapevolezza storica realistica, che di solito non viene raggiunta nella formazione religiosa di base (che per molta gente rimane la sola della sua  vita), non conforta questa idea. La nostra fede e tutto ciò che le è pertinente, insomma la religione, sono giunti fino a noi perché hanno saputo rispondere alle esigenze di società che cambiavano, Il problema è che negli ultimi cinquant'anni i cambiamenti in Europa occidentale sono stati molto più veloci che nel passato.
   Le persone cercano sempre un orientamento, e lo cercano nelle relazioni che hanno in società (non c'è altro modo per conseguirlo). Ma le esigenze non sono sempre le stesse, in particolare cambiano man man che si cresce e si passa per le varie età della vita. Le relazioni che valgono per questo obiettivo sono solo quelle più significative, che in generale sono quelle tra persone non troppo lontane d'età. Una delle caratteristiche principali della vita sociale nell'Europa occidentale è proprio un progressivo scadimento di queste relazioni significative, che si fanno più labili. Ciò può essere visto come una delle cause anche dello scadimento delle tradizioni religiose.
   Sotto il profilo emotivo si può pensare di rimediare legandosi in piccoli gruppi caratterizzati da una forte affettività. È l'ambiente che, per natura, in particolare per le caratteristiche della nostra biologia di primari, ci è più congeniale, perché vi sono possibili relazioni reali e quindi significative. Ma l'umanità non è più fatta solo di questo. L'evoluzione della nostra mente ci ha resi capaci di costruire società molto più grandi. La sopravvivenza del genere umano, che si avvia verso i dieci miliardi di persone, dipende dallo sviluppo di questa abilità, che, a differenza di ciò che serve nel piccolo gruppo, ha molti elementi appresi, i quali dunque richiedeno formazione e tirocinio. Ciò che chiamiamo sinodalitá è fatto in gran parte di questo.
  La formazione religiosa di base, per vari motivi, è attualmente piuttosto povera. Fondamentalmente ci sono pochi formatori, e molti di essi non sanno bene dare ciò che serve. Poi c'è poco tempo, e, nonostante questo, non di rado va sprecato.
  Nessuna meraviglia , dunque, che le persone si allontanino. È stato osservato che le persone giovani, appena crescono in po' e a scuola si spiega loro come va il mondo, si rendono conto di quell'insufficienza e se ne vanno. A volte sono addirittura incoraggiate a farlo, quando la formazione è impartita da integralisti, che non sanno confrontarsi con il pluralismo.
  L'Azione Cartolica, con il suo programma di formazione che al tempo stesso è tirocinio, vorrebbe provare a porre rimedio a quelle insufficienze. Ma ciò richiede impegno, in quanto tirocinio.
   Certo, venendo alle riunioni, si sentono cose interessanti, ma bisognerebbe chiedersi che apporto si dà. Si viene solo da spettatori? Quello che si ascolta entra da un orecchio ed esce dall'altro? Ci siamo provati a mettere a parte della nostra ricchezza associativa anche le altre persone della parrocchia?
  L'Azione cattolica, in effetti, non dovrebbe essere solo per i suoi associati. Dovrebbe rendere anche un servizio ed esso potrebbe consistere nel coinvolgere la parrocchia in alcune delle nostre attività.
  Ad esempio, l'occasione potrebbe essere quella del seguire con più attenzione i cammini sinodali, quello che sta mettendo in relazione tutte le nostre Chiese nel mondo e quello specifico per le Chiese in Italia, in particolare riprendendo a praticare il metodo della conversazione spirituale, organizzato in base alle specifiche indicazioni del Papa. Per indole gli preferirei il dibattito democratico, ma mi sono reso conto che per introdurre alla sinodalitá partendo da una situazione marcatamente non sinodale, in cui di certe cose non s'è mai fatta pratica, può rivelarsi molto utile, come sembra stia effettivamente accadendo durante i lavori della Prima sessione della 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi & C., in corso a Roma Città del Vaticano in questi giorni. Quindi modifico in tal senso la mia opinione precedentemente espressa, che non era del tutto favorevole. Lo Strumento di lavoro che si sta utilizzando durante i lavori dell'Assemblea sinodale è un prezioso sussidio per quel metodo, perché vi è spiegato dettagliatamente come procedere.  Approfittando del fatto che ci siamo impratichiti delle riunioni condotte  con modalità mista, in presenza e videoconferenza Meet, mi piacerebbe far intervenire fra noi, da remoto, uno degli "esperti facilitatori" che stanno assistendo i membri dell'Assemblea sinodale durante il lavoro nei Circolo minori, le commissioni ristrette sulle varie aree tematiche, per aiutarli a praticare il metodo della conversazione spirituale. Poiché si tratta di un modo di procedere pensato per ogni esperienza sinodale, che potrebbe valere sia nelle nostre riunioni come ad esempio per quelle di un Consiglio pastorale parrocchiale, penso che impratichircene,innanzi tutto facendone tirocinio, potrebbe esserci molto utile ed essere molto utile anche alla parrocchia.
  A proposito: il vescovo ausiliare di settore ha visitato la nostra parrocchia qualche giorno fa, raccomandando di riprendere il lavoro nel Consiglio pastorale parrocchiale, che da molti anni non si riunisce piú, essenzialmente per la nostra, e anche mia, scarsa capacità sinodale. Insomma non si riusciva proprio ad andare avanti, per le forti divisioni e incomprensioni tra noi, che ci rendevamo reciprocamente insofferenti e ci portavano a preferire di fare ognuno cercando di agire come se gli altri non esistessero.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemenfe papa - Roma, Monte Sacro, Valli