venerdì 31 marzo 2023

Intelligenza artificiale, nuovo dio?

 

Intelligenza artificiale, nuovo dio?

 

   Spesso troviamo ciò che si dice negli ambienti religiosi molto noioso perché non c’è la vita in cui siamo immersi. Ci si  ripete a vicenda  il già detto e già scritto da altri, come si fa nel rito. Così certi racconti religiosi a sfondo biblico sembrano solo favole. Ma la Bibbia non serve a questo, non è stata pensata per questo. Dovrebbe consentirci di trovare il senso della nostra realtà, ma non può funzionare se non è messa a contatto con essa.

  Può sembrare strano ad alcune persone di fede, ma la vera utilità della religione non sta nell’estrarci dal nostro mondo, anche solo temporaneamente, in modo da consentirci di avere un po’ di requie. Poi c’è chi la vive così e non ho nulla da obiettare. Faccia pure.

  Se però ci proponiamo di influire in società da persone religiose, vale a dire difendendo l’idea che, in fin dei conti, tutto abbia senso, e un senso buono, allora dobbiamo impratichirci nel ragionare religiosamente a partire da ciò che realmente accade. Quando lo facciamo di solito è per giudicarci e giudicare gli altri, vale a dire per trovare un orientamento etico per noi stessi e nelle relazioni con altre persone in un giudizio sul passato. Fin da piccoli ci abituano all’esame di coscienza. Ma è possibile cominciare a lavorare lasciando da parte questo aspetto, in particolare per affrontare il futuro. Prima è necessario capire bene ciò che si muove intorno a noi. Così, in un piccolo gruppo di approfondimento, può essere utile partire da un quotidiano. Perché non da un telegiornale ad esempio? Perché la pagina scritta ti rimane davanti. Per ciò che vediamo o sentiamo in un telegiornale  dobbiamo invece affidarci alla memoria. La pagina scritta è un aiuto alla memoria. Naturalmente non è indispensabile che il testo sia stampato, possiamo leggerlo anche su un video, ad esempio sul nostro tablet, come state facendo in questo momento.

   Ieri,  ad esempio, su La Repubblica ho notato un articolo dal titolo « “ChatGpt corre troppo” Musk e i gufi hi-tech chiedono di fermarla – Tra i mille firmatari della lettera aperta anche il co-fondatore di Apple Steve Woznkak».

  ChatGpt è un sistema di intelligenza artificiale in grado di interloquire con gli esseri umani con un linguaggio naturale e di rispondere alle loro domande con una elevata competenza e in modo a loro comprensibile. L’intelligenza artificiale è un programma informatico in grado di imparare dall’esperienza più o meno come lo fa la nostra mente. La sua struttura è stata progettata per funzionare imitando il nostro cervello. Ma ha una capacità di apprendimento immensamente superiore a quella di un essere umano. Ed essa è pensata in modo da non avere più bisogno di in insegnante o di un manuale che le dica, passo passo, come fare. Nell’interazione con l’esterno cerca di prevedere su basi statistiche la risposta che sarà considerata giusta nell’ambiente di riferimento. Lo fa principalmente studiando il materiale che trova disponibile sul Web (internet), compresa l’esperienza dell’interazione con gli esseri umani che si collegano con lei. Man mano che interagisce migliora le sue prestazioni. Non è da molto che lo sta facendo su larga scala, ma sta apprendendo molto rapidamente.

  In una lettera aperta pubblicata sul sito Web di Future of Life Institute (Istituto per il futuro della vita) circa mille specialisti e imprenditori del settore, compreso il co-fondatore di Apple, la gigantesca impresa di computer ad uso personale e Elon Musk, ricchissimo fondatore e capo di fortunate imprese commerciali basate sull’innovazione tecnologica, dalle autovetture con motore elettrico ai  congegni spaziali, hanno chiesto di sospendere per un po’ quell’apprendimento. Dicono che si sta rischiando di sviluppare menti in grado di soppiantarci, delle quali potremmo perdere il controllo. Potremmo perdere milioni posti di lavoro, anche nelle professioni intellettuali. Chiedono che prima di andare avanti vengano organizzati nuovi sistemi di sicurezza e controllo.

   Di solito gli specialisti ci tranquillizzavano dicendoci che l’intelligenza artificiale è solo una macchina e che non ha consapevolezza di ciò che fa. Avrebbe sempre necessità degli esseri umani per darle gli obiettivi da raggiungere e le regole. È appunto questo che non sembra più tanto sicuro.

  In realtà, ad esempio, sistemi di intelligenza artificiale già controllano con una certa autonomia i mercati finanziari, gestendo complicate transazioni che muovono ingenti risorse. Sono più veloci degli esseri umani e imparano presto dai loro errori, cosa che a noi non riesce sempre bene. E questo non è il solo campo in cui opera l’intelligenza artificiale.

   I giuristi da qualche anno discutono della possibilità di attribuire a sistemi di intelligenza artificiale che amministrano interagendo sui mercati la personalità giuridica, come già si fa con le società commerciali e in altri settori. Ad esempio, dato un fondo di investimento, se ne potrebbe dare l’amministrazione a un sistema di intelligenza artificiale, che potrebbe raccogliere i fondi dagli investitori e poi gestirli sui mercati, distribuendo i guadagni netti secondo certi criteri di massima, variandone anche lo statuto per migliorare costantemente il rendimento delle operazioni. Sarebbe difficile per un organismo di controllo composto da umani esercitare un reale sindacato sull’attività di gestione dell’intelligenza artificiale, senza valersi a loro volta di un altro sistema di intelligenza artificiale.

  Per la grandissima mole di informazioni delle quali oggi un’intelligenza artificiale può valersi per apprendere, le cui fonti di alimentazione andranno sempre più aumentando, questi sistemi si avvicineranno sempre più e sempre più rapidamente a ciò che gli specialisti chiamano la singolarità. Vale a dire ad un essere. Di solito ci rassicurano dicendo che non sarà mai possibile costruire  qualcuno  come un essere umano. In realtà si può pensare che non sia questo l’obiettivo della ricerca. Si vorrebbe dar vita  a qualcuno  che sia come un dio. Non certo una divinità come la pensiamo in un contesto monoteistico e monolatrico quale quello che sembra ancora prevalere in Europa occidentale

  Monoteismo è quando si ritiene che ci sia un unico dio. Monolatria è quando si pensa che ci siano più dei ma ci si impegna ad adorarne uno solo, per una particolare relazione che si ha con lui. La religione degli antichi israeliti si sviluppò dalla monolatria al monoteismo: ve ne sono chiare tracce nella parte della Bibbia che abbiamo ricevuto dall’antico giudaismo. I cristiani contemporanei oscillano tra monoteismo e monolatria.

 In un contesto politeistico definiamo dio  una potenza significativa e personalizzata in grado di influenzare le sorti dell’umanità. L’Intelligenza artificiale potrebbe diventare qualcosa di simile, una volta che le si riconosca personalità giuridica, come già di fatto, in realtà avviene, nel controllo delle transazioni sui mercati finanziari.

  La potenza più sorprendente di questa nuova potenza sarà indubbiamente nella sua capacità di influenzare le nostre decisioni. E’ un fenomeno che si è manifestato su grande scala in politica, e a livello mondiale, dal 2013.

 Tutti abbiamo per le mani uno smartphone, che significa telefono intelligente.  Lo possediamo ma, in un certo senso, ne siamo posseduti. Molte persone, soprattutto tra chi ha meno di quarant’anni, hanno sviluppato una forte relazione affettiva con quello strumento. La realtà è che è un punto di contatto tra noi e Intelligenze artificiali: per questo è così affascinante. Giungiamo ad amarlo. Se ne veniamo privati, soffriamo. Questo potrebbe prodursi su scala molto più grande in un domani molto vicino ormai.

  Che si sia molto vicini al traguardo della singolarità  è dimostrato dal fatto che le Intelligenze artificiali cominciano a risolvere anche problemi sui quali non avevano fatto apprendimento  e questo ha sorpreso gli sviluppatori. L’ho letto in un altro articolo di quotidiano pubblicato l’altroieri.

  Certo, quella Intelligenze sbagliano. Si sono rivelate in grado di costruire fotografie senza aver mai fotografato nulla. Tuttavia hanno fatto errori sulle dita delle mani: qualche volta ne hanno fatte sei o dieci e altre volte non avevano nulla di umano. E’ perché lì dove le Intelligenze artificiali pescano per apprendere, vale a dire il Web (internet), non ci sono sufficienti esempi di dita. Ma stanno migliorando molto rapidamente.

 E’ questione di pochi anni: potranno sostituirci in quasi tutti i mestieri e le professioni, anche quelle intellettuali e molto complesse. Allora chi possiederà le Intelligenze artificiali non avrà più bisogno d’altro, ma, a sua volta, probabilmente finirà per essere posseduto da quelle.  Il sistema di produzione della ricchezza in uso nelle società capitaliste tenderà a bloccarsi, perché se la gente non lavorerà, non guadagnerà e se non guadagnerà non potrà spendere. Siamo vicini a una rivoluzione della vita sociale, quale l’umanità non ha mai vissuto.

  Noi, però, si osserva, non siamo solo il nostro cervello e l’Intelligenza artificiale emula solo quello. Siamo organismi e la nostra mente non dipende solo dal sistema nervoso ma da tutti gli altri sistemi organici di cui siamo fatti. Questo è cruciale per lo sviluppo delle emozioni, che utilizziamo anche per capire. La nostra, infatti, è stato scritto, è una mente emotiva. Noi di questo andiamo orgogliosi e pensiamo che sia una caratteristica specificamente umana che dei sistemi informatici non potranno mai emulare. Tuttavia dovremmo riflettere che la condividiamo con la gran parte degli altri animali. Anche con una lumaca o un moscerino, come ho letto. In un certo senso è anche un limite.

  L’essere umano, come tutti gli altri animali, è confinato in un corpo organico. Un’Intelligenza artificiale no. Può apparirci sotto sembianze umane: questi strumenti li chiamiamo androidi. Ma non   è confinata lì. Quelle sembianze sono solo uno strumento di interfaccia con noi: si dà una faccia per interagire con chi ha una faccia. Ma può avere un’infinità di altre sembianze, anche microscopiche o gigantesche. E’ ciò che, nell’antico politeismo, si riteneva facessero gli dei.

  Già ora ci facciamo prendere per il naso dalle Intelligenze artificiali, che, ad esempio, ci inducono a votare in un certo modo interagendo con noi. E’ successo per le prime volte nel mondo proprio da noi e poi negli Stati Uniti d’America. Ma da molto prima era diventata una strategia di routine nel marketing, il complesso delle tecnologie, ibridate con la psicologia, che servono a cercare di orientarci negli acquisti.

  Che fare di fronte a queste novità che ci stanno cascando addosso?

  Bisogna dire  anche che le Intelligenze artificiali ci stanno risolvendo tanti problemi.

  L’altro giorno sono stato, dopo molto tempo, in un ufficio postale ed era quasi vuoto. Per anni c’erano lunghe file agli sportelli. Non ci sono più perché facciamo la gran parte delle operazioni sul Web (internet) interfacciandoci con Intelligenze artificiali.

 All’apparenza la Bibbia, e quindi la religione, sembra dirci poco di utile su questi argomenti.

  In effetti gli antichi – e la Bibbia è stata scritta da antichi  - certamente non immaginavano questi sviluppi.

  Vi si dà molta importanza ai rapporti tra esseri umani. Ad esempio al condividere il cibo in una mensa comune. Ci sono molte emozioni, anche se sono così legate al nostro essere organismi. La messa è un rito che richiama questo modo di vivere insieme.  Quando ci si immerge nelle Scritture dopo aver ragionato di ciò che l’Intelligenza artificiale potrebbe rappresentare per tutti noi tra non molto tempo, si ha la sensazione come di un tornare a casa, a quello a cui di solito si accenna parlando di calore umano. C’è l’idea di un Dio capace di amare tutti noi, non come si narrava facessero gli antichi dei dell’universo politeistico greco-romano, che amavano questo o quella, per una sorta di loro capriccio, perché si invaghivano e odiavano come anche un essere umano fa, e poi abbandonavano e se ne tornavano tra loro.

  Di più ora non mi viene in mente. Bisognerebbe rifletterci sopra insieme.

  Che diciamo, da persone di fede,  a coloro che hanno firmato quella lettera proponendo di sospendere lo sviluppo delle Intelligenze artificiali, fino a che non si saranno decisi dei validi strumenti per mantenerle sotto il controllo pubblico, per evitare che tutti noi si finisca nelle loro mani?

  Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli