Il lavoro della persona cristiana
Ci sono molti modi di essere una persona cristiana. La gran parte non furono praticati durante gli anni in cui il Maestro fu tra noi, ma nemmeno immediatamente dopo, e per molto tempo. In particolare le comunità cristiane delle origini non sembrano essersi occupate del governo delle società in cui erano immerse almeno fino alla seconda metà del Terzo secolo, ed è ancora piuttosto misterioso come abbiano fatto a conquistarvi una tale capacità di influenza sociale da diventare determinanti. Vi sono tracce affidabili che abbiano cominciato a farne tirocinio nel governo delle proprie organizzazioni ecclesiastiche, in particolare dopo lo sviluppo di un ceto sacerdotale e del l'episcopato monarchico, ciò che gli storici situano a cominciare dalla fine del Primo secolo.
In società democratiche, secondo le concezioni avanzate della democrazia che si sono sviluppate e praticate in Europa occidentale, il governo delle istituzioni pubbliche è largamente partecipato, con procedure e nei limiti che dipendono dal contesto e dalla natura delle decisioni da prendere. La caratteristica principale di una democrazia avanzata è che quella partecipazione non è limitata alle procedure elettorali. Questo principio nella nostra Costituzione che, deliberata nel 1947 da una Assemblea costituente eletta a suffragio universale - per la prima volta nella storia italiana anche dalle donne - entrò in vigore il 1 gennaio 1948, è enunciato all'art. 49, che attribuisce ai cittadini il diritto di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, associandosi liberamente in partiti.
L'espressione "politica nazionale" è da intendersi come comprensiva del governo di ogni tipo di istituzione pubblica a fini generali i cui vertici siano eletti dai cittadini, data la struttura pluralistica della Repubblica in particolare dopo la riforma costituzionale del 2003: quindi Stato, Regioni, Province o Città metropolitane, Comuni. Quel diritto, poi, rientra anche nei diritti fondamentali della persona riconosciuti all'art.2 della nostra Costituzione e pertanto, in una qualche misura, va attribuito anche ai non cittadini stabilmente residenti da noi.
Dall'inizio dell'Ottocento le persone cattoliche in Italia hanno acquisito consapevolezza che la partecipazione politica non è indifferente per la propria vita di fede. Dalla metà di quel secolo ci si iniziò ad associare a quel fine. Quest'idea fu confermata nella prima enciclica della dottrina sociale contemporanea la Le novità - Le novità deliberata nel 1891 dal papa Leone 13º. L'assimilazione del metodo democratico fu tuttavia molto più lenta e travagliata per la strenua opposizione del Papato, che intendeva controllare direttamente e nel dettaglio l'azione politica delle persone cattoliche in Italia, in particolare per farne strumento di pressione politica nella durissima controversia con il nuovo Regno d'Italia, che nel 1870 lo aveva spossessato del suo piccolo regno nell'Italia centrale con capitale Roma. Venne definita "Questione Romana".
La costituzione, nel 1906, dell'Azione caftolica italiana, dopo lo scioglimento d'autorità dell'Opera dei Congressi, nella quale in precedenza si svolgeva il coordinamento delle molte iniziative sociali sorte da metà del secolo precedente, fu determinata proprio dall'intenzione di mobilitare l'azione sociale dei cattolici italiani per influenzare la politica nazionale, facendone, in definitiva, una sorta di "Partito del Papato"in Italia. Dagli anni '30 la subordinazione dell'Azione Cartolica alla gerarchia fu molto intensificata. Dopo i Patti Laterananesi, conclusi dal Paparo nel 1929 con il governo fascista del Regno d'Italia, a seguito dei quali ci si abbattè addosso la Città del Vaticano e la "Questione Romana" venne considerata chiusa, nel 1931, con l'enciclica Il Quarantennale - Quadragesimo anno (in occasione dei quarant'anni dalla Le Novità - Rerum novarum) del papa Pio 11º, la politica venne fatta rientrare nelle attività virtuose che competevano alle persone di fede, come espressamente dichiarato da quel Papa, quello stesso anno, parlando agli universitari cattolici della FUCI: la politica come forma di carità.
L'apertura al metodo democratico venne durante la Seconda guerra mondiale, con una serie di radiomessaggi con i quali, a partire dal 1942, il papa Leone 13º chiede alle persone cattoliche italiane di fondare un nuovo stato democratico, ciò che fu fatto negli anni seguenti in particolare con l'eccezionale impegno di persone provenienti dall'Azione Cattolica e dall'Universita Cattolica del Sacro Cuore.
Dal '46 e fino al '94 le persone cattoliche italiane animarono in modo determinante, anche con il partito della Democrazia cristiana (ma erano presenti anche in altri partiti), la politica nazionale italiana, controllandone il governo nazionale. In seguito la loro influenza iniziò a diminuire, anche per la crescente ostilità della gerarchia, fino ad oggi, in cui è scarsa, nonostante una partecipazione democratica ancora significativa.
Dopo il Concilio Vaticano 2º (1962-1965), anche l'organizzazione della stessa Azione Cattolica venne riformata in senso marcatamente democratico è uno degli scopi associativi venne individuato nell'essere "palestra popolare di democrazia".
Tra le tante forme di espressione della religiositá, personale e comunitaria, in questo blog ho inteso occuparmi prevalentente di quella che consiste nella partecipazione alla determinazione della politica nazionale, nel senso che sopra ho precisato, e che comprende anche il servizio nelle istituzioni pubbliche. Per questo non basta ciò che si impara nella formazione religiosa di base. Bisogna avere sotto mano anche i libri di testo di storia della scuola secondaria e il quotidiano.
Una volta i preti italiani furono protagonisti in questo lavoro, oggi vi sono molto meno acculturati. Questo è dipeso dall'impostazione della loro formazione nella lunga stagione ecclesiale dominata dalle figure di Karol Wojtyka e Joseph Ratzinger, il ministero dei quali può essere considerato come un unico Papato, visto il ruolo importantissimo che Ratzinger ebbe nel Papato del Wojtyla.
Questo post contiene la sintesi del senso di due secoli di storia ecclesiastica nei suoi riflessi sulla politica nazionale. Da oggi, con l'aiuto dei tanti testi storici che negli anni ho raccolto in materia, cercherò di sviluppare l'argomento. Se credere, tenete sempre sott'occhio questo post.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemenfe papa - Roma, Monte Sacro, Valli