domenica 27 marzo 2022

Religioni e guerra

 

Religioni e guerra

 

 Una religione che giustifichi la guerra, o addirittura inciti ad iniziarla,  perde il diritto di essere rispettata. In un regime democratico deve essere trattata come fenomeno criminale e la coscienza democratica spinge a contrastarla.

 L’argomento è tornato di stringente attualità in Europa. Gerarchi cristiani, infatti, sono tornati a incitare alla guerra. Nei loro confronti, e solo verso di loro, sento il dovere personale di cristiano di ripudiare ogni ecumenismo.

  Certo, bisogna realisticamente riconoscere che, in situazioni estreme, la guerra possa essere inevitabile, ma tuttavia rimane un male anche per chi, subendola, la combatte. Il fatto di aver iniziato a combatterla difendendosi  non la giustifica, ne tanto meno la santifica, perché la guerra, ogni guerra, si fa aggredendo, ed è insensato (e ipocrita) parlare di armi difensive.

  Così, in definitiva, è insensato anche parlare, come ancora si fa nella teologia cattolica di guerra giusta. Ogni  guerra, sempre,  è ingiusta.

 Come scrisse la filosofa Simone Weil, grande anima, l’uso della forza rende schiavi della forza. Ogni guerra rende schiavi tutti coloro che la combattono. Non esistono, quindi, guerre di liberazione. L’unica vera liberazione è quella dalla guerra, che inizia quando si inizia a costruire la pace vera, che tra i cristiani si chiama agàpe, che  è il comandamento più grande.

  La lotta nonviolenta, insegnata e praticata dall’indiano Mohāndās Karamchand Gāndhī (Mahatma – grande anima), l’afroamericano Martin Luther King jr, e in Italia da Aldo Capitini, Lanza del Vasta, Lorenzo Milani, è l’unica alternativa reale ed efficace all’insensatezza della guerra. Per quella via l’India venne liberata dal gioco coloniale britannico e, in gran parte, l’Europa orientale dall’asservimento al regime imperialista sovietico, come pure fu iniziata la vera liberazione degli afroamericani statunitensi. Ciò dimostra la sua efficacia.

 

  Penso che per quelle di voi che appartengono alla mia generazione sia insopportabile vedere quello che è successo e sta succedendo in Ucraina. Ma purtroppo questo è il frutto della vecchia logica di potere che ancora domina la cosiddetta geopolitica. La storia degli ultimi settant’anni lo dimostra: guerre regionali non sono mai mancate; per questo io ho detto che eravamo nella terza guerra mondiale a pezzetti, un po’ dappertutto; fino ad arrivare a questa, che ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero. Ma il problema di base è lo stesso: si continua a governare il mondo come uno “scacchiere”, dove i potenti studiano le mosse per estendere il predominio a danno degli altri.

La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni. Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia! La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato – non facendo vedere i denti, come adesso –, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare.

[dal discorso di papa Francesco alle partecipanti e ai partecipanti all'incontro promosso dal Centro Femminile Italiano  tenuto a Roma il 24-3-22]

 

   Sono in profonda consonanza con queste parole del Papa, nelle quali molto efficacemente vengono sintetizzate le ragioni della guerra che di questi tempi ha colpito l’Europa, ma anche di tutte le guerre.

 Contro religioni delinquenziali che in qualsiasi modo rendono plausibile la guerra è doverosa la lotta  non violenta. Quest’ultima, però, è resa oggi più difficile dall’impressionante macchina massmediatica che ci spinge alla guerra, arrivando a screditare come melma  e fauna coloro che ancora insistono nel ripudiarla (nella linea dei nostri principi costituzionali). Dagli organismi politici che dirigono la guerra si fa ampio uso della falsificazione storica e della strumentalizzazione religiosa. L’altro giorno un personaggio politico ancora in auge ha osato usare l’esortazione evangelica del papa Giovanni Paolo 2° nel suo primo rivolgersi al mondo nel suo altro ministero:

«Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!»

per rafforzare lo spirito bellico, facendo di quel “Non abbiate paura”, una sorta di slogan da Marine.

  E dall’altra parte si è osato disonorare la fede evangelica coinvolgendola in fantasie malvage di restaurazione di una “Nuova Roma” per rendere schiavo il mondo.

  Mi sono formato al pacifismo nonviolento negli anni ’70. Ho ancora e sempre nel cuore il canto dei nonviolenti di allora We shall overcome – Ce la faremo. Con esso concludo. Coraggio!

Mario Ardigò -