Violenza voluta da Dio?
Leggo da “Simon Weil-biografia di
un pensiero”, Garzanti, 1981 di
Gabriella Fiori:
“Lesse (S.Weil)
anche, per la prima volta, l’Antico Testamento per intero, e provò grande
indignazione di fronte al compiaciuto ricorrere di massacri e di stermini. Non
la stupivano i massacri e gli stermini in sé; non c’é popolo che non ne abbia
menato vanto nel corso della sua storia. La indignava il fatto che l’ordine di
sterminio sia presentato nella Bibbia come un comando di Dio e che né l’autore
della storia né la maggioranza dei suoi lettori, compresi i cristiani, abbiano
mai provato ripugnanza ad ammettere la possibilità che un simile comando
venisse da Dio”.
D’altra parte la stessa storia della nostra
Chiesa è stata anche una storia di massacri in nome della religione. Affermando
la continuità della Chiesa da noi oggi costituita con quella dei tempi passati,
anzi affermando che la Chiesa di cui oggi noi affermiamo di essere parte viva è
proprio quella stessa che ha navigato i millenni a partire da Cristo e che, insomma, passato, presente e futuro
sono in qualche modo presenti in questa realtà della Chiesa (e non so esprimere
in termini esatti questa realtà) di cui noi diciamo di essere parte,
necessariamente dobbiamo fare i conti con quella storia tremenda che finisce
per appartenerci, pur non essendone noi moralmente responsabili.
Credo
sia convinzione della Chiesa che nella Bibbia come oggi ci viene
proposta sia contenuto ciò che Dio voleva che fosse scritto perché giungesse a
noi. La Chiesa però non ci obbliga a prendere tutto quello che è scritto nella
Bibbia nel solo senso letterale. Tutt’altro. Leggo nella Costituzione “Dei
Verbum”, del Concilio Vaticano II, al
par. n. 12: “... l’interprete ricerchi il senso che l’agiografo intese di
esprimere ed espresse in determinate circostanze, secondo la condizione del suo
tempo e della sua cultura...”. Insomma, non siamo obbligati a dedicarci allo
sterminio dei nemici per essere buoni cristiani (come pure sembra che ai nostri
giorni qualcuno ancora reputi). E nemmeno a compiacerci di stermini e brutalità
commessi da personaggi biblici.
Certo con qualche taglio qui e là, con qualche
riscrittura ecc. la Bibbia potrebbe essere resa più “politically correct”. Però
si correrebbe il rischio di perdere qualcosa che nel corso dei quattro millenni
passati è stata ritenuta rivelazione di Dio... E poi c’è che togliendo quei
brani truculenti non si avrebbe qualcosa su cui riflettere nei momenti
truculenti della storia.
Credo che in fin dei conti sia più conveniente
non rifiutare la fatica dell’interpretazione di questi venerabili scritti
antichi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli