lunedì 7 febbraio 2022

Violenza voluta da Dio?

Violenza voluta da Dio? 


Leggo da  “Simon Weil-biografia di un pensiero”, Garzanti, 1981 di  Gabriella Fiori:

“Lesse (S.Weil) anche, per la prima volta, l’Antico Testamento per intero, e provò grande indignazione di fronte al compiaciuto ricorrere di massacri e di stermini. Non la stupivano i massacri e gli stermini in sé; non c’é popolo che non ne abbia menato vanto nel corso della sua storia. La indignava il fatto che l’ordine di sterminio sia presentato nella Bibbia come un comando di Dio e che né l’autore della storia né la maggioranza dei suoi lettori, compresi i cristiani, abbiano mai provato ripugnanza ad ammettere la possibilità che un simile comando venisse da Dio”.

 D’altra parte la stessa storia della nostra Chiesa è stata anche una storia di massacri in nome della religione. Affermando la continuità della Chiesa da noi oggi costituita con quella dei tempi passati, anzi affermando che la Chiesa di cui oggi noi affermiamo di essere parte viva è proprio quella stessa che ha navigato i millenni a partire da Cristo  e che, insomma, passato, presente e futuro sono in qualche modo presenti in questa realtà della Chiesa (e non so esprimere in termini esatti questa realtà) di cui noi diciamo di essere parte, necessariamente dobbiamo fare i conti con quella storia tremenda che finisce per appartenerci, pur non essendone noi moralmente responsabili.

 Credo  sia convinzione della Chiesa che nella Bibbia come oggi ci viene proposta sia contenuto ciò che Dio voleva che fosse scritto perché giungesse a noi. La Chiesa però non ci obbliga a prendere tutto quello che è scritto nella Bibbia nel solo senso letterale. Tutt’altro. Leggo nella Costituzione “Dei Verbum”,  del Concilio Vaticano II, al par. n. 12: “... l’interprete ricerchi il senso che l’agiografo intese di esprimere ed espresse in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura...”. Insomma, non siamo obbligati a dedicarci allo sterminio dei nemici per essere buoni cristiani (come pure sembra che ai nostri giorni qualcuno ancora reputi). E nemmeno a compiacerci di stermini e brutalità commessi da personaggi biblici.

 Certo con qualche taglio qui e là, con qualche riscrittura ecc. la Bibbia potrebbe essere resa più “politically correct”. Però si correrebbe il rischio di perdere qualcosa che nel corso dei quattro millenni passati è stata ritenuta rivelazione di Dio... E poi c’è che togliendo quei brani truculenti non si avrebbe qualcosa su cui riflettere nei momenti truculenti della storia.

 Credo che in fin dei conti sia più conveniente non rifiutare la fatica dell’interpretazione di questi venerabili scritti antichi.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli