Prospettive della sinodalità
Mi chiedono se ho fiducia nello sviluppo della sinodalità tra i cattolici.
È senz’altro un processo che si svolge tra molti ostacoli. Alla sinodalità non si è abituati. Il clero, specialmente quello più giovane, ne diffida e forse la teme. Tra le altre persone di fede non ce se ne appassiona abbastanza.
D’altra parte i sociologi ci mostrano un quadro secondo il quale la religiosità non è destinata a estinguersi a breve, come si riteneva un tempo. Sembrano destinate a prevalerne, però, tre tipi: quella di supporto a supposte stirpi radicate ad un territorio come gli alberi, quella basata sul l’aspettativa del prodigio soprannaturale, quella come medicina dell’animo (non dell’anima). Secondo questa tendenza il clero residuo, che si farà sempre meno numeroso è sempre più anziano, avrà sempre più importanza e condizioni di vita sempre migliori, in quanto l’ingente finanziamento statale dovrà essere diviso tra meno persone, la Chiesa si clericalizzerá sempre di più e conterà sempre meno in politica, salvo che nel settore dei propri interessi patrimoniali, perché sarà ricca in una società nella quale sono i ricchi a dominare.
Tuttavia processi virtuosi di sinodalità popolare potrebbero anche affermarsi progressivamente, partendo dai margini, lì dove si producono le novità sociali, diffondendosi per imitazione, ma finendo sempre per scontrarsi, avvicinandosi ai centri di potere, con una burocrazia tutta clericalizzata che trae la sua forza da patrimonio (la nostra Chiesa è tra i primi proprietari immobiliari) e finanziamento pubblico. Quest’ultimo, venendo progressivamente meno la forza politica della Chiesa basata sull’azione sociale, avrà un pesante costo, perché dovrà essere ripagato con il sostegno alle politiche governative, qualunque esse siano, da parte del clero.
Ho notato che il sito Web della parrocchia non sembra più attivo. Che è successo? Era fatto bene dal punto di vista grafico e dava informazioni utili. Le cose accadono ma non se ne sa il perché, né si sente il bisogno di spiegarlo. Pochi giorni fa abbiamo tenuto la seconda assemblea sinodale parrocchiale, molto meno partecipata della prima. Non se ne poteva discutere? Si era passati alla tappa del celebrare, e, in definitiva, si è parlato di come si vorrebbe la messa, come se il rito, il culto, il campo d’azione privilegiato del clero, fosse l’unica nostra celebrazione. Si sono saltate le tappe dell’ascoltare e della franchezza. Probabilmente non si vorrebbe ascoltare cose come quelle che qui sto scrivendo. Non si tratta di cattiveria, però, perché in parrocchia ci sono in genere persone che cercano realmente di essere buone, e questo è molto importante, certo. Ma i tempi sono quelli che sono e ci trascinano.
Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli