mercoledì 19 gennaio 2022

Manuale di sinodalità - 10.6 - Il metodo. 6

 


 

Per informarsi sul WEB sui cammini sinodali

 

Sito del Sinodo 2021-2023 (generale)

https://www.synod.va/it.html

Siti del cammino sinodale delle Chiese italiane

https://camminosinodale.chiesacattolica.it/

https://www.chiesacattolica.it/cammino-sinodale-delle-chiese-che-sono-in-italia-i-testi-approvati-dal-consiglio-permanente/

Sito della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi

http://secretariat.synod.va/content/synod/it.html

 

 

Manuale di sinodalità

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10.6

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Il metodo. 6

 

 La sostanziale mancanza di effettività del Consiglio pastorale parrocchiale  nella nostra parrocchia complica molto lo sviluppo del processo per una Chiesa sinodale. Si tratta di un organismo di partecipazione previsto dal diritto canonico e obbligatorio nella Diocesi di Roma. Ha un prezioso spazio di autonomia regolamentare, che potrebbe essere sfruttato per organizzare la tessitura della sinodalità parrocchiale. Al suo interno dovrebbe essere istituita una Commissione per lo sviluppo della sinodalità, deliberando anche un regolamento dedicato che indichi linee guida e compiti, un progetto di costruzione della sinodalità e un programma che ne indichi le tappe. 

  Occorrerebbe individuare bene chi ha titolo di partecipare al Consiglio, che dovrebbe comprendere i membri dell’Equipe pastorale, i responsabili nominati dei gruppi laicali e dei servizi operanti in parrocchia, uno per ogni entità o due solo nel caso che la responsabilità di un gruppo o servizio sia attribuita ad un uomo  e ad una donna insieme,  e un certo numero di membri nominati dal parroco tra persone che non abbiano già compiti dirigenziali in gruppi e servizi e che abbiano nel proprio profilo competenze utili per lo sviluppo della sinodalità. Il numero dei responsabili dei gruppi laicali dovrebbe essere bilanciato da quello degli altri componenti, in modo che il Consiglio non possa essere paralizzato o egemonizzato  dai gruppi laicali e, mediante la nomina dei membri individuati dal parroco si dovrebbe realizzare all’interno dell’organismo la parità tra il numero degli uomini e quello delle donne. Va infatti ricordato che la sinodalità che ci viene proposte mira anche a riconoscere il ruolo femminile nella Chiesa. In prospettiva, con un apposito regolamento del Consiglio si dovrebbe raccomandare che la responsabilità di ogni gruppo laicale e di ogni servizio parrocchiale sia sempre attribuita ad un uomo e ad una donna.

   La Commissione per lo sviluppo della sinodalità  dovrebbe:

a) individuare le persone della parrocchia che offrano il proprio tempo per organizzare attività caratterizzate da sinodalità;

b)avviare consultazioni tra tali persone per individuare i campi di interesse;

c)proporre al consiglio l’organizzazione operativa della sinodalità parrocchiale, individuando le forze disponibili e le attività che, in base ai campi di interesse dichiarate dalle persone disposte a impegnarsi, possono essere sinodalizzate.

Come giustamente indicato nelle Indicazioni metodologiche  della CEI, nelle attività sinodali occorre difendersi dai chiacchieroni, vale a dire dalle persone che si mettono in mezzo solo per dire la propria, senza essere minimamente essere disposte a impegnarsi. Esse hanno ora la possibilità di dire la propria  nel corso della fase di ascolto  che si sta svolgendo nei cammini sinodali che si stanno conducendo. Ma, quanto allo sviluppo ulteriore della sinodalità, ai gruppi sinodali  devono essere ammesse solo le persone che offrono  il proprio tempo, indicandole in ora/settimana, per lavorare  nella sinodalità. Nel regolamento sullo sviluppo sinodale del Consiglio  potrebbe essere fissato un limite minimo di impegno in ore/settimane, ad esempio tre ore/settimana (il tempo vola nel lavoro sinodale, meno di questo si tratterebbe di un impegno inefficace).

  E’ importante che per questo impegno personale per lavorare  nella sinodalità, non solo per dire la propria, sia evidenziata la specifica rilevanza ecclesiale, organizzando una specifica liturgia, in modo che una eventuale abbandono sia vissuto, nella spiritualità personale,  come una colpa in senso religioso.  Troppo facilmente ci si è abituati a tollerare che le persone vadano in chiesa quando a loro va. D’altra parte quando la chiesa in cui si dovrebbe andare è poco accogliente o addirittura respingente, non andare è una forma di difesa, ma questo non vale più quando si vuole sviluppare la sinodalità, quindi si vuole accogliere  e si chiede collaborazione concreta, appunto in termini di ore/settimana.

 All’esito della consultazione per la sinodalità la Commissione  dovrebbe aver acquisito i dati di contatto delle persone disposte a partecipare con ore/settimana di impegno personale. La conservazione di questi dati, essenziale per sviluppare effettivamente la sinodalità, va fatta nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, individuando anche una persona responsabile per questa attività, alla quale ci si possa rivolgere per ottenere la cancellazione dei propri dati.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli