Per informarsi sul WEB sui cammini
sinodali
Sito del Sinodo 2021-2023 (generale)
Siti del cammino sinodale delle Chiese italiane
https://camminosinodale.chiesacattolica.it/
Sito della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi
http://secretariat.synod.va/content/synod/it.html
Manuale operativo di sinodalità
10.5
Il metodo – 5
Non serve
una legge del Papa o del Sinodo dei vescovi per attuare una Chiesa sinodale.
Una volta che ci si è convinti che è il modo giusto di essere Chiesa, la si può
impersonare da subito, nell’organizzazione che già c’è, con noi dentro.
Un
Chiesa è sinodale quando tutti
possono dare un proprio contributo nel decidere ciò che riguarda tutti,
assumendosi personalmente la responsabilità di darvi esecuzione. La sinodalità si
vale certamente di un atteggiamento interiore, personale, ma non serve per dare
pace all’anima, bensì ad agire collettivamente al di fuori di se stessi. Ha una
spiritualità, ma non quella che cerca il benessere interiore personale.
Bisogna
esserne consapevoli: molto di ciò che va sotto il nome di spiritualità non
ha nulla a che fare con il soprannaturale. Si tratta in genere di fenomeni
puramente fisiologici indotti mediante tecniche di concentrazione su se stessi.
Non le hanno inventate i cristiani, sono state scoperte in oriente e ricoperte
di religiosità. Il tratto comune è la
concentrazione sul respiro. In questo modo si raggiunge uno stato di benessere
interiore che ha anche effetti fisiologici riscontrabili clinicamente. Questa non è un’opinione, ma una realtà che ha conferma sperimentale. L’ho
vissuta io stesso nella mia complicata storia clinica. Da ragazzo fui introdotto
alla meditazione sull’esempio dei
monaci benedettini, più avanti mi fu insegnata la mindfulness strutturata dal biologo John Kabat Zinn in base alla sua personale esperienza di meditazione alla scuola di discipline orientali e ora rientrante nei protocolli clinici correnti per
malati gravi. Kabat Zinn ha tolto ogni elemento religioso dalle forme di
meditazione praticate in Oriente a fini di pacificazione dell’animo, mantenendo
solo le tecniche che influiscono sulla fisiologia: questo è, appunto, la mindfulness.
Funziona perfettamente anche senza alcun riferimento religioso. Certo, funziona
anche la meditazione praticata tra i monaci cristiani, ma essa è complicata dai
sensi di colpa insiti nella dottrina religiosa cristiana, che sono
controproducenti nella psicologia dei malati.
La pacificazione
dell’animo indotta da certe nostre forme di spiritualità consiste, letteralmente,
in moti viscerali. La nostra mente infatti, quindi la nostra psicologia, non è sorretta solo dall’encefalo, ma da tutto il
corpo. Noi siamo tutto il nostro corpo, non solo la testa.
La
spiritualità specificamente cristiana è quella che mira all’interiorizzazione
del vangelo, usa molto la preghiera, che non va confusa con la meditazione, e
serve per praticare il vangelo, non per pacificarsi l’animo. Serve quindi
nelle relazioni al di fuori di sé, in società, ma anche con il Cielo, nei
limiti in cui esse sono possibili.
La spiritualità-meditazione
è controproducente per la
sinodalità, mentre non lo è la spiritualità-preghiera, soprattutto quando
la si pratica collettivamente e si fa liturgia.
Nelle indicazioni
metodologiche date per i cammini
sinodali in corso, però, mi pare che
si consigli essenzialmente la spiritualità-meditazione e questo, fondamentalmente, per evitare il dibattito,
lo si dice esplicitamente, e quindi per evitare di praticare veramente la
sinodalità.
Se vogliamo
iniziare ad essere sinodali occorre quindi superare quelle indicazioni metodologiche,
come del resto fecero i partecipanti dall’ultimo Concilio ecumenico di fronte
alle proposte di deliberazioni che gli uffici della Santa Sede avevano
preparato prima che iniziassero i lavori. Si ricominciò tutto da capo, sinodalmente.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente
papa – Roma, Monte Sacro, Valli