venerdì 17 settembre 2021

Nota di metodo

  Mi ero ripromesso di lavorare un po' sopra il "Documento preparatorio" per il Sinodo "ibrido" (universale /nazionale) diffuso qualche giorno fa, ma mi sono reso conto che mi è troppo inviso, ciò che  poi non influirebbe positivamente su quanto ne scrivessi, per cui cambio il programma. E, dal momento che, come ha osservato De Giorgi, faremmo bene a ridurre un po' il nostro tasso di "papismo", non tratterò nemmeno di ciò che il Papa ha detto o scritto sul Sinodo. Del resto, ne sono piene le cronache.
 Vorrei dedicarmi ad altre fonti.
 Mi chiedo: voi sentite realmente il bisogno di un Sinodo non riservato solo ai vescovi, ma come processo partecipato, in cui anche voi possiate avere un ruolo? Questo non è scontato. Dipende da come ciascuno vive la propria religiosità. Chi la preferisce come esperienza personale o del gruppo più coeso di suo riferimento, probabilmente non avvertirà la necessità di "fare" sinodo. E non mi sento di criticare queste scelte, perché ci sono tanti modi, tutti apprezzabili, di essere religiosi e io certamente non seguirò il cattivo esempio degli autocrati totalitari che pretendono di uniformarli. L'uniformità non può essere considerata un valore nel mondo fortemente pluralistico di oggi, salvo che si tratti, ad esempio, di decidere se circolare per strada tenendo la deste o la sinistra alla guida di veicoli.
  Probabilmente vi piace partecipare a liturgie con altre persone, ma mettersi a discutere con loro è cosa diversa. Così anche decidere che fare insieme in società.
Mario Ardigò- Azione Cattolica in San Clemente papa- Roma, Monte Sacro, Valli