mercoledì 21 aprile 2021

Difficile riforma

 

Difficile riforma

 

 Nessuna società umana di cui abbiamo memoria storica o comunque tracce è mai rimasta uguale a se stessa nella sua evoluzione, appunto perché le società evolvono.

  Si parla di riforma sociale quando si vuole governare quel processo, in modo che sia ordinato, razionale, consapevole, coerente con le convinzioni professate.

  Il problema, nella nostra Chiesa, è che essa, e in particolare il suo governo, è stato storicamente organizzata per bloccare e reprimere ogni moto di riforma. Questo è alla base del sostanziale fallimento del movimento di riforma che si cercò di innescare durante il Concilio Vaticano 2°, negli anni Sessanta.

  Il primo ostacolo sulla via della riforma, nel senso sopra indicato, è stato sempre il Papato romano. L’esperienza della sovranità territoriale, che ora prosegue in quel simulacro di stato che è la Città del Vaticano e che dal punto di vista religioso può essere considerato uno dei doni avvelenati del fascismo mussoliniano, è stata profondamente diseducativa per i Papi. Li ha condotti a pensarsi come autonomi ed autoreferenziali rispetto alle Chiese locali.

 L’altro è che tutto il male che storicamente si è manifestato nella nostra Chiesa nella sua bimillenaria vita è ancora presente in essa e  ciclicamente si manifesta.

  Infine l’immagine del popolo di Dio  che viene diffusa dalla dogmatica non è realistica.

 Che cosa cercano ancora le persone in religione? Una parte sicuramente cerca il teismo, vale a dire la protezione di una potenza superna da invocare nelle difficoltà della vita. Ma questo non è il centro del cristianesimo, il quale, infatti, alle origini, fu accusato di ateismo.

 Che cosa sanno in genere le persone della religione, come viene pensata dalla dogmatica del Magistero?  Quest’ultima non è padroneggiabile se non da chi ha fatto studi superiori, ma il cristianesimo non ha senso se non può essere compreso dagli umili. Tuttavia nessuna vera riforma è possibile se non acculturandosi ad un sistema di conoscenze e orientamenti condiviso: nessuna riforma è possibile solo su base mistica. Questo richiede, come indicato nel documento approvato dall’ultima assemblea nazionale del MEIC un lavoro  di formazione nella base dei fedeli. Esso richiede la collaborazione del laicato, perché i preti di prossimità, una volta esauriti ogni giorno i loro defatiganti impegni sacramentali, hanno dato tutto il loro tempo.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica  in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli