martedì 9 marzo 2021

Comunità e miti

 

Comunità e miti

 

 Vorremmo che la parrocchia fosse una comunità.

 Ora è:

       - l’abitazione di diverse  comunità;

       - un’istituzione.

 Che cosa è una comunità?

 E’ dove ci si riesce a conoscere tutti bene. Dove ci si apprezza. Dove ci si aiuta. Dove non si viene dimenticati. Dove si trova quello che viene evocato con l’espressione calore umano. Dove si sente che la vita ha un senso. La produzione di senso  è il frutto più importante di una comunità. Mio zio Achille ne parlava come di sensazione di mondo vitale.

  E’ chiaro che, per nostri limiti cognitivi biologici, non può esistere una comunità che vada oltre un centinaio di persone. Non siamo in grado di intessere rapporti profondi con più gente. Eppure, noi esseri umani, teniamo insieme un complesso di società di otto miliardi di persone. Come può accadere? Soccorrono: miti  e istituzioni. Senza di essi non ci sarebbe possibile andare oltre il gruppo prossimità.

 Siamo abituati a pensare i miti come fantasie.  In realtà sono rappresentazioni semplificate dense di emozioni. Noi, infatti, abbiamo menti  emotive e capiamo emotivamente. Un concetto come quello di popolo   è un mito di questo tipo. Corrisponde a una  realtà  che ci viene presentata in una forma che ci consente di interiorizzarla. Anche le religioni, anche la nostra, sono dense di miti. Esse devono connettere passato, presente e futuro, dare senso,  un compito molto difficile.

 Le istituzioni sono organizzazioni basate su interpretazioni sociali a sfondo mitico. Se le si concepisce solo come ingranaggi sociali  non funzionano. Se noi, ad esempio, definiamo il Papa come il sovrano assoluto in religione, non capiamo bene come  e perché. Se ne parliamo come del Vicario di Cristo  e del  Servo dei servi va già meglio. Papa  significa Padre. Quello paterno  è un mito molto potente, che evoca emozioni profondi: è la mediazione per capire ciò che il Papa è e fa. Il Papa è poi una persona come noi che cerca di adattarsi a quel ruolo, a cui corrisponde una funzione. In questo modo mette in moto tutte le istituzioni che a lui sono collegate.

  Ogni istituzione, quindi, funziona se è collegata a un mito condiviso e potente. Quello comunitario  lo è.  Pensare il mondo come un’unica famiglia: un formidabile mito comunitario.

 Da noi in parrocchia manca un mito comunitario  condiviso. Abbiamo la religione, certo, ma essa è vissuta in vari modi, molto differenti, nelle varie comunità che abitano la parrocchia. Ciascuno trova senso in esse, non nella parrocchia in sé.  Creare una comunità parrocchiale  richiede degli eventi catalizzatori. Negli ultimi cinquant’anni, ad esempio, si è ricorsi agli anni santi. Noi ne dovremmo immaginare uno simile. Ma c’è già, ci sta capitando addosso! E’ il Sinodo  dell’episcopato italiano che il Papa vuole come espressione di un lavoro che coinvolga tutti i fedeli.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli