giovedì 31 dicembre 2020

Felice anno nuovo|

 

 

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.

 

  Ogni anno è nuovo? Ogni giorno lo è. Ma non si ricomincia mai da capo. Quando lo si capisce, si è raggiunta la saggezza. E allora si cerca di non sprecare il tempo (per fare che?). Ma anche di non farsi condizionare troppo dal passato: se ne può essere veramente liberi, se solo lo si vuole (per fare che?). Il problema è che ad un certo punto della vita si sente che manca il tempo.

  Da giovani non si dà molto ascolto ai più anziani quando fanno quel tipo di discorsi. E’ perché il passato non pesa ancora e il futuro è piuttosto indefinito. Ora che sono anch’io anziano, capisco il senso di quei moniti.

  Dunque: imparare a contare i  propri  giorni.

  Ecco che siamo al 2021. Ma per me siamo solo al sessantatreesimo. Solo? Forse sarebbe meglio dire “già”. Chi guarda al proprio passato da anziano lo vede come ristretto e questo dipende da come funziona la nostra mente. Da adolescenti sembra invece di avere un lungo passato alle spalle. Scrivere è un modo di contare i propri giorni: ne rimane traccia. Più o meno da 2003 ho cominciato a farlo per lasciare una traccia alle mie figlie e ora conto circa 4.000 pagine. Un passato, un passato che ormai prende la gran parte della mia vita, è dunque effettivamente trascorso, non è così corto come oggi me lo figuro. Le mie figlie ne sono il prodotto più eminente: me ne sono preso cura. Che cosa c’è di diverso rispetto a coloro che mi hanno preceduto? Non è stato anche per loro così?

  Ecco, è vero: siamo esseri naturali, come le generazioni che ci precedettero. Anche questo si capisce imparando a contare i propri giorni. Certo, la nostra mente, che scaturisce dalla nostra fisiologia, ci rende capaci anche di spirito, ma rimaniamo pur sempre ancorati alla natura. E’ lo spirito che ci rende capaci di contare i nostri giorni. Ma come rincuorarlo quando la natura segna anche i nostri limiti? Servono appunto a questo i riti di fine e inizio dell’anno. Quelli che ora dobbiamo ridimensionare, riconfigurare, ripensare, perché viviamo in un tempo in cui la natura ci sta mostrando il suo volto ostile.

  Bisogna suscitare lo spirito, che significa immaginazione ed emozione. Questo per riuscire a dare un senso alla nostra esistenza, anche a questi tempi,  cosa che è sempre possibile, perché il senso di una vita è una realtà spirituale e lo spirito siamo noi.

  Ancora è possibile vivere da umani, pur sempre è  possibile, perché siamo capaci dello spirito. Esso trasfigura la realtà intorno a noi. Solo emozioni? Fantasie? C’è anche questo certo, perché noi siamo fatti anche di questo. Lo spirito, nella ricerca del senso, si condensa però intorno all’essersi presi cura. Questo prendersi cura  non è tempo perso. Ma questo modo di sentire il senso del tempo  ci viene dalla natura. Forse esseri spirituali prodotti dai potentissimi computer quantistici, che potrebbero saper contare all’infinito ogni loro istante,  saranno orientati diversamente. Ma noi rimaniamo pur sempre umani.

  L’augurio per quel nuovo giorno che sarà domani, Capodanno 2021? Nuovo perchè giorno mai vissuto da nessuno, come cantò David Maria Turoldo:

Ancora un'alba sul mondo:

altra luce, un giorno

mai vissuto da nessuno,

ancora qualcuno è nato:

con occhi e mani

e sorride.

 Ecco: di riuscire a viverlo, nonostante tutto, ancora da umani. Il futuro ci viene incontro come un bimbo di cui prendersi cura: in questo prendersene cura sta il senso della vita a cui si arriva nella saggezza del contare i propri giorni.

Mario Ardigò