Insegnaci a
contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ogni
anno è nuovo? Ogni giorno lo è. Ma non si ricomincia mai da capo. Quando lo si
capisce, si è raggiunta la saggezza. E allora si cerca di non sprecare il tempo
(per fare che?). Ma anche di non
farsi condizionare troppo dal passato: se ne può essere veramente liberi, se
solo lo si vuole (per fare che?). Il
problema è che ad un certo punto della vita si sente che manca il tempo.
Da
giovani non si dà molto ascolto ai più anziani quando fanno quel tipo di
discorsi. E’ perché il passato non pesa ancora e il futuro è piuttosto
indefinito. Ora che sono anch’io anziano, capisco il senso di quei moniti.
Dunque:
imparare a contare i propri
giorni.
Ecco
che siamo al 2021. Ma per me siamo solo al sessantatreesimo. Solo? Forse sarebbe meglio dire “già”. Chi guarda al proprio passato da
anziano lo vede come ristretto e questo dipende da come funziona la nostra
mente. Da adolescenti sembra invece di avere un lungo passato alle spalle.
Scrivere è un modo di contare i propri
giorni: ne rimane traccia. Più o meno da 2003 ho cominciato a farlo per
lasciare una traccia alle mie figlie e ora conto circa 4.000 pagine. Un
passato, un passato che ormai prende la gran parte della mia vita, è dunque
effettivamente trascorso, non è così corto come oggi me lo figuro. Le mie
figlie ne sono il prodotto più eminente: me ne sono preso cura. Che cosa c’è di
diverso rispetto a coloro che mi hanno preceduto? Non è stato anche per loro
così?
Ecco, è
vero: siamo esseri naturali, come le generazioni che ci precedettero. Anche
questo si capisce imparando a contare i propri giorni. Certo, la nostra mente,
che scaturisce dalla nostra fisiologia, ci rende capaci anche di spirito, ma
rimaniamo pur sempre ancorati alla natura. E’ lo spirito che ci rende capaci di
contare i nostri giorni. Ma come
rincuorarlo quando la natura segna anche i nostri limiti? Servono appunto a
questo i riti di fine e inizio dell’anno. Quelli che ora dobbiamo
ridimensionare, riconfigurare, ripensare, perché viviamo in un tempo in cui la
natura ci sta mostrando il suo volto ostile.
Bisogna
suscitare lo spirito, che significa immaginazione ed emozione. Questo per riuscire
a dare un senso alla nostra esistenza, anche a questi tempi, cosa che è sempre possibile, perché il senso di una vita è una realtà spirituale e lo spirito siamo noi.
Ancora
è possibile vivere da umani, pur sempre è
possibile, perché siamo capaci dello spirito. Esso trasfigura la realtà
intorno a noi. Solo emozioni? Fantasie? C’è anche questo certo, perché noi
siamo fatti anche di questo. Lo spirito, nella ricerca del senso, si condensa però
intorno all’essersi presi cura. Questo
prendersi cura non è tempo perso. Ma questo modo di sentire il senso del tempo ci viene dalla natura. Forse esseri spirituali
prodotti dai potentissimi computer quantistici, che potrebbero saper contare
all’infinito ogni loro istante, saranno
orientati diversamente. Ma noi rimaniamo pur sempre umani.
L’augurio
per quel nuovo giorno che sarà domani,
Capodanno 2021? Nuovo perchè giorno mai vissuto da nessuno, come cantò David
Maria Turoldo:
Ancora
un'alba sul mondo:
altra
luce, un giorno
mai
vissuto da nessuno,
ancora
qualcuno è nato:
con occhi
e mani
e sorride.
Ecco: di
riuscire a viverlo, nonostante tutto, ancora da umani. Il futuro ci viene
incontro come un bimbo di cui prendersi cura: in questo prendersene cura sta il senso della vita a cui si arriva nella
saggezza del contare i propri giorni.
Mario Ardigò