martedì 29 settembre 2020

Essere popolo

 

Essere popolo

 

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RIUNIONE IN GOOGLE MEET DEL GRUPPO DI AC SAN CLEMENTE!

17 OTTOBRE ALLE 17

IL 17 ALLE 17! 

 

Le riunioni del gruppo AC San Clemente in presenza, in parrocchia, riprenderanno IL 10 OTTOBRE, ALLE ORE 17, IN SALA ROSSA. I soci riceveranno questa notizia anche nella Lettera ai soci - Ottobre 2020,  per  posta ordinaria. 

  La prima riunione on line, con l’applicativo Google Meet, si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 17 sul tema “Come siamo popolo?”.

  Per partecipare:

a)acquisire un account Google;

b)inviare a mario.ardigo@acsanclemente.net una email comunicando il proprio nome, la email usata per registrarsi su Google e  con la quale si vuole partecipare, la propria parrocchia e i temi di interesse.

 Potranno partecipare solo persone residenti in Italia anche se  non iscritte al nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, fino  raggiungere un numero complessivo di 40 partecipanti. L’esperienza ha dimostrato che un numero superiore crea problemi di coordinamento e di connessione.

 A chi ha richiesto di partecipare verrà inviato via email il codice di accesso.

  I dati delle persone non iscritte al gruppo di AC San Clemente verranno cancellati dopo ogni riunione e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare alla riunione successiva.

Nel post del 22 settembre scorso, "AC SAN CLEMENTE - 1° RIUNIONE CON GOOGLE MEET",  il programma dettagliato e tutte le istruzioni per partecipare

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Le idee di popolo e di nazione  sono di nuovo al centro del dibattito pubblico. Ne ha scritto anche il Papa. Vi propongo di iniziare a discuterne anche tra noi nella prossima riunione in Google Meet. I testi di riferimento per il confronto sono  la sintesi dei temi politici  dell’enciclica Laudato si’  che ho pubblicato sul blog, nel post che precede, e, comunque, l’intera enciclica per chi la conosce meglio, leggibile su

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

 

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L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici nella chiesa cattolica che si impegnano liberamente per  realizzare, nella comunità cristiana e nella società civile, una specifica esperienza, ecclesiale e laicale, comunitaria e organica, popolare e democratica. (dallo Statuto)

 

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  Dal punto di vista giuridico, popolo è la gente stabilmente soggetta all’autorità dello stato senza esserlo a quella di altri stati, come gli stranieri. In alcuni casi i trattati internazionali consentono che si possa essere contemporaneamente soggetti all’autorità di due stati. C’è poi il caso degli stranieri che però non sono soggetti all’autorità di altri stati, gli apolidi, e per essi valgono regole particolari. Infine la legge italiana considera popolo anche un certo numero di discendenti di italiani che risiedono stabilmente all’estero e che, per questo, sono molto labilmente soggetti alle autorità italiane.

  A partire dal Cinquecento, la Chiesa cattolica si è data un’organizzazione politica simile a quella degli stati e considera i fedeli come suo popolo in senso giuridico. Considerata però dal punto di vista religioso, secondo la sua dottrina quindi,  essa, nel complesso, è popolo e, più precisamente «un  popolo che deriva la sua unità dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Questo fattore ideale di unità sostituisce quello che per gli stati è costituito dalla loro cultura in senso sociologico, vale a dire l’insieme di concezioni, costumi, istituzioni, tradizioni, comprese quelle religiose,  miti e lingua comuni a una gente stanziata su un certo territorio e diffusi in modo prevalente nella sua società, sulla cui base quando si pensa a quella gente la si pensa come popolo. Questi elementi culturali non sono essenziali per la fede, che è destinata a diffondersi in tutte le culture umane. Nello stesso tempo, quando si diffonde, ciò avviene permeando le culture dei popoli e, ad un certo punto, entra nelle loro tradizioni religiose, costituendone così un fattore di unità con rilevanza politica, quindi per il governo delle società di riferimento. E’  in questo tempo che l’Italia venne considerata  un insieme di popoli cattolici, e poi uno stato  e una nazione cattolici: il principio della religione cattolica come religione di stato venne definitivamente abbandonato solo nel 1984, con la revisione del Concordato Lateranense tra la Repubblica italiana e la Santa Sede (il Papato romano) che quell’anno fu deliberata dalle due parti, con la procedura prevista dalla Costituzione vigente. Ma già era superata con l’entrata in vigore di quest’ultima che non lo prevede e, anzi, è fondata sul diverso principio della laicità dello stato.  

  Considerata dalla parte degli individui, la questione del popolo, da quando si sono costituiti gli stati,  si presenta sotto forma di quella della cittadinanza. La cittadinanza è l’insieme dei diritti e dei doveri che per il singolo comporta l’essere parte di un popolo in senso giuridico. Con l’affermarsi dei processi democratici, tra quei diritti vennero compresi anche quelli politici, di partecipazione al governo. Nelle autocrazie essi erano e tuttora sono fondamentalmente limitati a certe garanzie, in particolare per quanto riguardava i beni, la vita, le procedure giudiziarie. Ma essi tendono a scemare aumentando il grado dell’autorità pubblica che li fronteggia: nelle autocrazie del passato ogni diritto poteva essere travolto dal sovrano. Ai tempi nostri anche nelle autocrazie sono stabilite garanzie formali verso il potere supremo, ma esse tendono di fatto ad essere ignorate. La Chiesa cattolica è organizzata giuridicamente come un’autocrazia, che tuttavia riconosce ai propri sudditi vari diritti di garanzia verso ogni autorità pubblica salvo quella del Papa, la cui potestà di governo è definita «ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.» [dal canone 331 del Codice di diritto canonico vigente, deliberato nel 1983]. Nell’esercizio del governo egli è libero di avvalersi o di non avvalersi della cooperazione degli altri vescovi. Tuttavia, per effetto delle leggi deliberate durante il Concilio Vaticano 2° (1962/1965), dagli scorsi anni Sessanta la Chiesa cattolica è interessata a diffusi processi democratici, in particolare nel suo essere popolo con fattore di unità Trinitario, in particolare per il diverso ruolo che fu stabilito in esse per i laici, i fedeli che non sono né chierici né appartenenti ad un ordine religioso. Essi, fino ad un certo punto, furono assecondati, perché si iniziò a pensare al popolo nella sua realtà di organismo di diffusione e di trasmissione della fede, dove per secoli lo si era pensato sostanzialmente solo come oggetto  dell’evangelizzazione attuata da chierici e ordini religiosi.

  In effetti le tradizioni religiose si diffondono e perpetuano nel popolo allo stesso modo degli altri elementi culturali che contribuiscono a definirlo, appunto, popolo. Il problema è però che, quando si  è giunti a prendere coscienza di questo fatto, questa modalità popolare  di evangelizzazione andava facendosi meno efficiente, per i contemporanei processi di desacralizzazione  del potere politico che si andavano manifestando. La desacralizzazione politica, che viene detta anche secolarizzazione,  parola che indica appunto che dalle autorità politiche si pretende una forma di legittimazione  diversa da quella religiosa,  è un fenomeno che è comune a tutto l’Occidente, ma che in Italia, per i fatto che dal dicembre del 1945 al maggio 1994 il partito cattolico,  la Democrazia Cristiana, ebbe la responsabilità della direzione del governo, ebbe caratteri particolari, perché fu assecondato dalla Chiesa cattolica italiana per liberare l’evangelizzazione dai pesanti condizionamenti della politica che si erano inevitabilmente prodotti. Il voto cattolico concentrato su quel partito era stato infatti essenziale per l’instaurazione e il mantenimento della nuova democrazia repubblicana, che aveva anche mantenuto certe posizioni privilegiate di potere alla gerarchia cattolica. In quest’ordine di idee, in particolare, si spiega il senso della scelta religiosa  compiuta dall’Azione Cattolica dal 1963, durante la presidenza di Vittorio Bachelet: da allora l’associazioen legò se stessa alla promozione della politica democratica e di una coscienza religiosa libera e consapevole, adulta  in questo senso, indispensabile per influire, come popolo, nella prima. Un modo  di essere popolo  questo che non  poteva non rifluire su quello di essere Chiesa.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli