martedì 3 settembre 2019

religione e fede

  La religione qualche volta attira i politici come forma di influenza e di controllo sociale, specialmente quando è ben strutturata e funziona efficacemente come organizzazione di potere che vincola i propri membri all'obbedienza verso i superiori. Può servire per scalate di potere, per sottomettere la gente, per reprimere il dissenso che potrebbe mettere in pericolo un potere conquistato. In tutti questi modi di servirsene, la si strumentalizza. 
 La religione è un complesso di istituzioni, riti, altri costumi collettivi, concezioni ritenute obbligatorie, che in genere fa riferimento a un determinato corpo sociale, dal quale scaturisce come suo prodotto. Come tale è dunque un fatto sociale. Anche il cristianesimo, inteso come fenomeno sociale manifestato da credenti cristiani, ha espresso ed esprime religioni. Esse sono molto mutate nel trascorrere dei tempi e delle generazioni. Sono state influenzate dalle culture sociali nelle quali erano inserite, quindi anche dai costumi etnici e dalle concezioni ideologiche e filosofiche. Ad esempio la religione cattolica dal secondo Millennio si è data un'organizzazione imperiale e feudale, che tuttora in gran parte ha conservato, imparando dall'esperienza politica del Medioevo europeo. Ora sta assimilando la democrazia avanzata. Si è molto legata al tomismo, la filosofia basata sul pensiero di San Tommaso D'Aquino, frate domenicano e teologo del Duecento. Oggi è molto sensibile alle scienze sociali e ha assimilato alcuni temi del socialismo europeo. 
  Non sempre le religioni sono state fatti sociali positivi, apprezzabili. Questo può dirsi anche delle religioni dei cristiani. Esse sono state all'origine di azioni violente, crudeli, spietate, addirittura stragiste. Di solito ciò è accaduto quando le si è volute strumentalizzare. Altre volte si sono lasciate influenzare dai costumi sociali intorno a loro. Oggi non condanneremmo più alla pena del rogo i dissenzienti religiosi, ma a lungo lo si è fatto. Così come non susciteremmo più crociate  per riconquistare la Palestina o per reprimere, facendovi sterminio, città animate da maggioranze di dissenzienti religiosi, ma lo si è fatto. L'evangelizzazione dell'America si è fatta anche mediante stragi immani di nativi, e questo si è fatto in nome del Vangelo. Del resto la stessa Bibbia che utilizziamo, nella sua parte più antica, quella che condividiamo con l'ebraismo, è piena del racconto di violenze e stragi per motivi religiosi. E il Maestro fu mandato a morte con l'accusa di dissenso religioso e di sobillazione politica. 
 Lo studio delle religioni dei cristiani è molto complesso, perché ormai hanno avuto una lunga storia. Di solito il fedele non viene sufficientemente informato su questo argomento e prevale una formazione apologetica, tesa a scusare, o semplicemente a ignorare, il male commesso e a presentare come eterne le concezioni contemporanee, le quali, ad esempio, tra i cattolici, rifiutano la guerra e hanno la pace come valore religioso. 
 Quando le religioni vengono strumentalizzate, esse vengono piegate alle esigenze di chi le strumentalizza. Le religioni dei cristiani sono state strumentalizzate per mantenere l'ordine ma anche per contestarlo. Esse sono legate ad una fede che è un potente fattore di destabilizzazione, e quindi di potenziale disordine sociale. Essa prescrive a chi comanda di farsi come colui che serve. Critica la ricchezza ma anche solo il benessere quando c'è chi manca dell'indispensabile. Sostiene che la ricchezza, alla quale i potenti sempre  puntano, è un impedimento, come quando si deve passare per una porta stretta e, per passare, bisogna alleggerirsi del bagaglio  o non si passa. La critica non è rivolta tanto all'ingiusta ricchezza, ma alla ricchezza senza precisazioni, quando c'è chi manca del necessario e soffre. Queste critiche all'esercizio arbitrario del potere e all'anelito ad arricchirsi sono state rivolte dai riformatori agli stessi poteri religiosi. In quest'ottica la fede è stata utilizzata come parametro delle legittimità di quei poteri, per smascherarne le strumentalizzazioni, quindi come fattore di sovversione, e come tale anche punita. Oggi tra i cattolici la critica su quelle basi viene punita in genere con l'emarginazione, che può essere molto dolorosa ma che almeno risparmia la vita del dissenziente.  Ogni potere si manifesta in genere insofferente alle critiche. E si cerca di sconfessare la fede critica. Difficilmente però una persona di fede può sottrarsi a quest'impegno di critica sulla base della fede, innanzi tutto verso se stessa, ma poi anche verso la religione come viene proposta. 
  Che cosa è la fede, dal punto di vista cristiano? E' l'affidamento in Gesù il Nazareno, come Cristo, Figlio di Dio, Salvatore, lui crocifisso, morto e risorto per la nostra salvezza.  Una religione vale, dal punto di vista cristiano, se riesce a guidare verso di lui. 
  Gesù ha comandato la religione? Dipende da che cosa si fa rientrare nel concetto di religione. Ad esempio, se vi ci si fa rientrare la Città del Vaticano, allora  no, non risulta che abbia comandato qualcosa del genere. Certamente ha dato l'orientamento etico di seguirlo e di fare ciò che ha comandato, che riassunse nell'amore di Dio e del prossimo, in quest'ultimo caso amando come lui ci amò, nemici compresi. Molte pratiche religiose, del passato ma anche attuali, sono criticabili utilizzando come norma il comando dell'amore universale incondizionato, l'agàpe. Da cristiani si è quindi sempre per la via della conversione a Gesù, si è sempre tirocinanti, anche praticando la religione. E ciò che si è imparato non si accumula veramente, va riscoperto di età in età, di  situazione in situazione. La fede quindi, a differenza della religione che come fatto sociale in qualche modo può essere tesaurizzata, va invocata di giorno in giorno come dono dal Cielo. Anche le religioni devono quindi incessantemente convertirsi a Gesù e implorare da lui il perdono, come si fa nei riti introduttivi della Messa cattolica e nella preghiera del Padre nostro. Questo lavoro di continua conversione collettiva delle religioni è fatto nelle e dalle Chiese. Queste ultime possono effettivamente essere considerate come volute e istituite da Gesù, innanzi tutto con l'istituzione della collettività dei primi suoi apostoli e con l'ordine di andare per il mondo per battezzare le genti e insegnar loro ciò che egli aveva comandato. L'organizzazione interna di queste Chiese rientra poi nella religione e storicamente è variata moltissimo. L'anelito però è quello di ripristinare l'unità delle origini, per recuperare la  Chiesa voluta da Gesù, che non significa necessariamente portare tutti sotto un unico comando politico - religioso in questo mondo, ma benevolenza, amicizia e unità d'intenti e di preghiera nella vita sociale di fede. Storicamente, infatti, non ci si è voluti granché bene tra cristiani e, anzi, a lungo ci si è massacrati, più o meno fino al Settecento. Ma spesso ancora ci si guarda in cagnesco e si litiga, di solito per questioni di potere o di ricchezza, mascherate da beghe teologiche. Oggi di solito questo lo sentiamo come una mancanza grave, un peccato, e cerchiamo di rimediarvi convertendoci a Gesù. 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli